Haidi Giuliani – E' ora di lavorare…

«Non possiamo più permetterci  di pontificare e sperare»

Intervista di Cosimo Rossi ad Haidi Giuliani, Liberazione, 13/05/09

«Qualunque cosa si possa fare contro questa destra e il suo carattere autoritario va fatta». Quindi per Haidi Giuliani, candidata nella circoscrizione nordovest, alle prossime europee «anche andare a votare è importante». Perché «non dobbiamo permettere che, nonostante i suoi errori, la sinistra sparisca o che venga definito di sinistra chi approva i respingimenti degli immigrati e le politiche securitaria come fanno in Europa il Pd e Di Pietro».L’Europa da una parte viene chiamata in causa come paravento per i provvedimenti contro gli immigrati e dall’altra condanna l’Italia. Qual è allora il suo vero volto politico?
In Italia si ha la capacità di peggiorare ogni cosa. Quindi ci si rivolge all’Europa con aria anche arrogante per sostenere che ha ragione il governo italiano, richiamando nello stesso tempo alcune direttive comunitarie.

Perché in effetti la politica europea non è così indulgente…
No, anzi si manifesta con un volto abbastanza feroce. Del resto, è sempre accaduto che il più ricco si difendesse dal più povero o, più precisamente, da chi è stato impoverito. Siccome al giorno d’oggi la forbice si allarga sempre di più, il dramma diventa ogni giorno più ampio e più profondo. Da questo punto di vista sarebbe importante riuscire a fare in modo che il parlamento europeo diventi finalmente un parlamento a tutti gli effetti, con potere legislativo, che non si occupi solamente di economia ma anche di garantire i diritti alle persone.

Proprio in materia di immigrazione anche i socialisti del Pse hanno adottato posizioni restrittive, come purtroppo dimostra la Spagna di Zapatero…
I socialisti in Europa sono ondivaghi. Si schierano di volta in volta a seconda della convenienza del momento. Perciò noi rivendichiamo giustamente di far parte del Gue, il gruppo della sinistra europea, che è molto chiaro e coerente nelle sue posizioni, dove non si è mai detta una cosa per poi farne un’altra. C’è un solo gruppo che ha cercato di contrastare queste politiche securitarie ed è il Gue. Francamente non comprendo chi dice di voler andare in Europa schierandosi apertamente in contrasto con Berlusconi ma per poi andare a sedere in gruppi diversi che spesso adottano le stesse politiche del governo italiano.

Ti riferisci al Pd ma anche a Sinistra e libertà?
Mi riferisco a tutti quelli che non indicano con chiarezza quali sono i loro obiettivi e le loro intenzioni in Europa. Da questo punto di vista io ho già fatto un’esperienza che mi ha fatto molto soffrire quando sono stata eletta in senato su un programma che poi è stato disatteso nella gran parte di quanto era in esso affermato. Questo non è ammissibile: non si può parlare in un modo e poi fare cose diverse.

A questo proposito anche l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro è incredibilmente contraddittoria: in Italia si presenta come la forza più agguerrita contro Berlusconi, ma in Europa sostiene in gran parte le stesse posizioni…
Non vedo differenza tra gli obiettivi effettivi di Di Pietro e quelli delle destre. Adesso Di Pietro grida allo scandalo perché sono stati cacciati indietro i barconi senza riconoscere il diritto di asilo, però non mi pare che sia mai stato il paladino di una politica di accoglienza. Io poi con dell’Italia dei Valori ho un pessimo ricordo per la commissione di inchiesta sul G8 di Genova.

Bocciata proprio con il voto determinante del partito di Di Pietro…
Appunto. Una persona che si riempie la bocca con la giustizia eppoi nega una commissione di inchiesta che dovrebbe fare luce su quel che è accaduto veramente. Questo è esattamente il contrario della giustizia. Ed è quel che ha fatto Di Pietro.

Eppure anche a sinistra c’è chi guarda all’Italia dei Valori perché è più intransigente nell’opporsi a Berlusconi…
In Italia si cerca sempre l’uomo della provvidenza. E allora per contrastare l’omino della provvidenza di destra ci si rivolge a un altro omino della provvidenza. E’ la dimostrazione della gran confusione che c’è a sinistra. E che forse è stata provocata anche dai partiti di sinistra e dal loro comportamento.

A che tipo di comportamento ti riferisci?
Alla mancanza di chiarezza e di coerenza, al fatto che bisogna essere credibili, senza fare affermazioni velleitarie che poi sono irrealizzabili ma anche senza venir meno a se stessi. Io penso da sempre che a sinistra, qualunque sinistra, si dovrebbe esprimere chiaramente i propri obiettivi e poi riunirsi per raggiungerli. Non credo sia più il momento di discutere di scissioni o di nuove aggregazioni, di fare partiti nuovi o dividersi in tanti pezzetti. Si tratta invece di lavorare. Chi vuole davvero l’unità lo faccia lavorando sui problemi concreti e non sulle chiacchiere.

Invece la sinistra si presenta ancora una volta divisa e forse non raggiunge neanche la meta…
Probabilmente non abbiamo ancora toccato il fondo, come si suol dire. Si vede che non è sufficiente il disastro in cui ci troviamo per capire che bisogna smetterla con le grandi dichiarazioni di intenti e identitarie. Perché non possiamo più permetterci di pontificare e sperare: dobbiamo fare tutto quello che è umanamente possibile per contrastare questa deriva autoritaria di destra che ormai si è affermata. Quindi qualsiasi cosa che si possa fare va fatta. Anche un gesto semplice come votare.

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