Cisco: C`è bisogno come il pane di valori forti. Per questo ho deciso che vi voterò

Che tempi sono, questi di oggi, Cisco ?

Hai ragione, iniziamo così, come si faceva giustamente un tempo, quando la cultura comunista, materialista, ci costringeva – positivamente – a contestualizzare, a leggere i fatti, anche i piccoli fatti, tutta la vita che avevamo addosso, nel mondo grande che ci era attorno. Sono tempi bui, oscuri, inquietanti. La stessa democrazia borghese è a rischio e ai fianchi ci striscia il serpente più velenoso: il razzismo. I diritti dei lavoratori sono diventati sabbia, volano via al minimo soffio dei padroni; i giovani non hanno più presente e il loro futuro è più oscuro dei giorni presenti. E` qui, in questo contesto, in questo quadro desolante che dichiaro la mia delusione più profonda, che è quella per una sinistra sempre più divisa, centrifuga, impotente. Una sinistra dei mille orticelli, ognuno curato e difeso contro l`altro orticello. E i padroni ridono. In una mia canzone dico: “Viviamo in una notte buia/ notte fredda e scura/ lottiamo per il pane e le rose/ e loro ci rispondono con i cannoni”. Contro i cannoni ci dividiamo?Ma di fronte a tante spinte scissioniste c`è una Lista per le europee e tante liste per le amministrative volte all`unità delle forze comuniste e anticapitaliste. Non è, finalmente, un buon segno?

Vendola ha sbagliato, è caduto nella trappola della frammentazione funzionale agli interessi dei padroni e giudico la Lista comunista e anticapitalista una speranza nuova, una controtendenza unitaria positiva, che potrà porsi come polo catalizzatore dell`intera sinistra trasformatrice, una lista che, dunque, voglio sostenere e che voterò. Abbiamo bisogno come il pane di rimettere in circolo i valori forti, quelli che sono alla base della democrazia, della civiltà e senza i quali non vi sarà mai nessun cambiamento radicale: l`antifascismo, la lotta di Liberazione, la memoria storica, il lavoro…

La centralità, come dicono i comunisti, del conflitto capitale-lavoro?

Sì: la centralità della lotta contro il capitale, ma anche il valore in sé del lavoro. Io sono cresciuto in una famiglia operaia. I miei genitori lottavano e, insieme, avevano un rispetto grande del lavoro e per poter lavorare dovevano anche pensare a come sistemare, durante le ore che passavano in fabbrica, i loro due figli. Perché la fabbrica era una scuola, era formazione politica, era cultura. Lottare contro lo sfruttamento e rispettare il valore del lavoro debbono tornare ad essere due colonne portanti di un nuovo pensiero della trasformazione. Anche per colpa di una certa sinistra li abbiamo dimenticati. Ti dico una cosa: avevo 17 anni quando ho smesso di studiare e sono andato in fabbrica. Non mi sono pentito: ho imparato più lì che in qualsiasi accademia. E non lo dico contro la scuola, anzi: credo che la scuola, la cultura, lo studio siano l`oro della vita. Ma deve essere studio che porta alla coscienza…

Tu sei un musicista, un artista: come si vede il mondo, questa Italia berlusconizzata, dalla vostra postazione?

Nel mio mondo, come dici tu, vi è un desiderio forte di rialzare la testa, di cambiare le cose e vorremmo che questo nostro desiderio divenisse di massa. Abbiamo tante idee, sentiamo tante idee in giro, oltre noi, e pensiamo che occorrerebbe un soggetto forte – un partito comunista assieme ad una sinistra vasta e anticapitalista – in grado di metterle insieme queste idee, di organizzare la lotta. Sappiamo anche che non è e non sarà facile: occorre capire il mondo, decodificarlo, per poterlo cambiare e occorre dunque riattualizzare la teoria e la prassi, abbandonare il dogma e vivere la realtà. Un compito rivoluzionario, da comunisti…

Te la senti di fare un appello per il voto?

Sono un musicista, non farmi fare appelli. Preferisco lasciarti un verso di una mia canzone, “Lunganotte”, un verso che mi pare si addica ai nostri tempi e che, insieme, chiede coerenza: «Rimani splendido / per sempre splendido/ come un diamante nel carbone».
Non svendiamo più noi stessi, a sinistra, non tradiamo più la nostra gente. E risorgeremo.

Stefano “Cisco” Bellotti. Per 14 anni voce dei Modena City Ramblers, ora solista nel progetto “Sazioni lunari”.  Il suo ultimo disco è “Il mulo”, uscito a settembre

di Gino Barili su Liberazione 02/06/2009

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