Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

treni_merci2“Lavori in corso” dopo l’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone 
 
di Lorenzo Coluccini su Liberazione del 1 ottobre 09

Partiranno la prossima settimana nella stazione di Viareggio i lavori per rimuovere i binari 9 e 10, come previsto dagli accordi tra Fs, Provincia e Comune, raggiunti grazie alla mediazione di Claudio Martini, il presidente della Regione Toscana nominato da Berlusconi “commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza”. L’emergenza che ha richiesto la nomina di un altro commissario straordinario, in questo caso è la messa in sicurezza della stazione ferroviaria a seguito dell’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone.
In realtà «togliere due binari dalla stazione è una scelta non solo sbagliata, ma dalle possibili conseguenze pericolose per la sicurezza della città» sostiene Riccardo Antonini, portavoce dell’Assemblea 29 giugno, costituitasi subito dopo la strage provocata dall’incidente ferroviario. A fargli eco il capo stazione Rossana Pezzini: «Il rischio, con due binari in meno è il declassamento della stazione».
Se la stazione dovesse rimanere solo con 8 binari, il suo declassamento diminuirebbe i servizi che offre e verrebbe tagliato il personale. Soprattutto scomparirebbe la figura del capo stazione, presente soltanto a Viareggio nel tratto Pisa – Spezia, dalle ore 21:00 alle 06:00. Un tentativo di rimozione già tentato in passato ed impedito dalla lotta per la sicurezza condotta dai ferrovieri.
Ricordiamo che il 29 giugno la strage avrebbe potuto essere di dimensioni ancora maggiori se non ci fosse stato di turno il capo stazione ad avvertire i treni che provenivano da Lucca e Firenze di fermarsi all’ingresso della città.
Per evitare il declassamento l’Assemblea 29 giugno si schiera compatta contro la rimozione dei binari: «Quei due binari in meno, poco hanno a che fare con la sicurezza, perché sono due strade ferrate adibite a stazionamento merci e ricovero materiali, non al transito dei treni, se non a passo d’uomo».
Mentre in nome di un concetto di sicurezza si operano scelte che non sembrano né di buon senso né di economicità, è appena arrivata la notizia dell’accordo tra Regione e governo sulle infrastrutture in Toscana. L’accordo riguarda il potenziamento dell’autostrada A11 Firenze – Mare (che corre quasi parallela alla linea ferroviaria), l’aggiunta della terza corsia nel tratto Firenze – Montecatini Terme e l’adeguamento della Statale n. 63 tra Aulla e Fivizzano. Autostrade e superstrade da realizzare a partire dal 2010.
A fronte di una diminuzione del traffico ferroviario, Regione e Comuni, in accordo con Salt (Società autostrade ligure e toscane) e Anas, propendono, quindi, per tutta una serie di interventi che andrebbero a modificare non solo la modalità degli spostamenti, ma anche il paesaggio stesso.
Se il potenziamento della rete autostradale dovesse concretizzarsi, si renderebbero necessarie una serie di opere di raccordo con i porti, i complessi ospedalieri (in particolar modo per il “Versilia”), i bacini marmiferi di Carrara, la viabilità locale. Interventi che insistono su una striscia di terra compresa tra mare e monti già a rischio di dissesto ecologico per l’alta concentrazione di opere umane.
Insomma più automobili e camion e meno treni. Una scelta politica che il delegato alla sicurezza della Fs Dante De Angelis, che pochi giorni fa ha vinto in tribunale la causa per il suo reintegro, considera sbagliata. «Il trasporto ferroviario è più sicuro di quello stradale», ha detto il macchinista. «Giusta la messa in sicurezza delle autostrade, un po’ meno puntare solo su quelle«», ha proseguito De Angelis, che ha poi concluso dicendo che «in Italia ad oggi quello che veramente manca è una visione complessiva sul futuro dei trasporti, nell’interesse della collettività».

Lascia un commento