Il corteo promosso da Forza Nuova, intervista a Paolo Grimaldi

La costituzione del Comitato EnnaAntifascista, promossa dall’ANPI, ha visto l’adesione dei Giovani Comunisti, insieme a liberi cittadini ed altre realtà territoriali.
Il principale scopo del comitato è quello di educare all’antifascismo, costruendo un’alternativa al diffondersi di ideologie politiche che fanno di violenza e odio la propria forza. Tra le prime iniziative, il presidio, svoltosi in opposizione al corteo promosso da Forza Nuova, ha riscosso un ampio numero di consensi e visto la partecipazione di commercianti e istituzioni cittadine, sdegnati dalla presenza di un corteo dichiaratamente fascista lungo le vie della propria città.
Ecco l’intervista a Paolo Grimaldi, segreteria provinciale Rifondazione Comunista Enna, in merito a quanto accaduto (realizzata da Valentina Rizzo per Dedalo del 28 febbraio 2011):

Paolo Grimaldi

Come mai la costituzione di un comitato antifascista in contrapposizione a Forza Nuova ?

Abbiamo sentito l’esigenza morale e politica di fare qualcosa in merito alla preannunciata “invasione” fascista, che per fortuna sabato scorso si è rivelata un flop colossale. Erano poco più di una trentina i nostalgici di Mussolini.
Forza Nuova usa strumentalmente il tema delle foibe per legittimare la propria organizzazione politica, un’organizzazione che vede fra i suoi fondatori ed esponenti di primo piano personaggi che nel passato recente della nostra Repubblica si sono sporcati le mani di sangue. Mi riferisco a Massimo Morsello, “cantautore” fuggito a Londra in seguito all’emanazione di un mandato di cattura a suo carico per la strage di Bologna; e a Roberto Fiore, attuale leader di Forza Nuova, fuggito anch’esso oltremanica per la stessa ragione e per l’appartenenza ai NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si rese responsabile di ben 33 omicidi.
Queste le ragioni della costituzione del comitato e della straordinaria riuscita del presidio (circa 150 persone, soprattutto giovani).

-Quale il motivo del presidio?

Il presidio nasce come contrapposizione democratica al rigurgito fascista.
Abbiamo pensato che l’unico modo per difendere la città non fosse quella della“barricata” fisica (come per altro molti giornali locali hanno enfatizzato), ma quella della riconessione dialettica fra le diverse soggettività democratiche del capoluogo, quando parlo di soggettività non mi riferisco solo alle associazioni, partiti, sindacati etc ma soprattutto alle nuove generazioni.
Quel presidio, sabato, ha rappresentato l’inizio di un percorso nuovo forse persino inedito,
è un dato che nella settimana scorsa si siano messe in relazione diverse soggettività, ognuna con un unico fine ovvero quello della difesa attiva della Costituzione e la costruzione di nuovi spazi di democrazia.
Il 27 febbraio (ndr), ad esempio, ci incontreremo al congresso dell’Anpi.

-Come avete letto la presenza del sindaco al presidio?

Avremmo preferito che il neo-Sindaco della città fosse rimasto con noi più di una manciata di secondi, nonostante questo è un dato che Garofalo sia stato al presidio è evidente che ne condividesse i contenuti.

-Una manifestazione di un gruppo che si autodichiara neofascista, in un paese antifascista è anticostituzionale?

Il corteo organizzato da Forza Nuova

Si, il problema è che FN non è un soggetto che si dichiara neo-fascista e quindi tale soggetto non è anticostituzionale, nonostante i suoi appartenenti non disdegnino il fascismo, anzi.  Addirittura sabato scorso ad Enna era molto visibile una bandiera con croce celtica alla sfilata forzanuovista.

-E’ oppure anticostituzionale un presidio, perchè limita la libertà di espressione e partecipazione?

No, assolutamente. Anzi, la possibilità di fare un contro-presidio o una contro-manifestazione prova il grado di democrazia di un Paese. Se non fosse così non ci sarebbe il diritto al dissenso.

– In che modo si parla di revizionismo storico? Credi che ci siano gli strumenti, per rivedere la storia?

Credo che negli ultimi vent’anni in Italia il revisionismo sia stato alla base della costruzione della storia e di una nuova memoria storica. Da quando è nata la cosiddetta seconda Repubblica e i diversi soggetti politici di destra sino ad all’ora marginali nel sistema politico nazionale, essendosi ritrovati ad avere un ruolo di governo, hanno contribuito direttamente al revisionismo nel nostro Paese. Non è un caso che la vecchia Alleanza Nazionale qualche anno fa voleva equiparare i repubblichini di Salò ai Partigiani. Chi fu sconfitto dalla storia oggi vuole compiere un ribaltone. Si vuole dare dignità a chi combatté per il fascismo alla pari dei partigiani che morirono per la libertà e per la liberazione d’Italia dal nazi-fascimo.

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