Tav, Currò (PRC-Messina): "la misura è colma"

Dopo l’incidente drammatico di Luca Abbà, apprendiamo che in Val di Susa nella notte tra il 29 febbraio ed il primo marzo, la brutalità delle forze dell’ordine si è inasprita bersagliando con lacrimogeni cs, bastonando manifestanti indifesi e con sprezzo della dignità hanno picchiato anche signori e donne inermi. Esprimiamo la nostra solidarietà ai fratelli Valsusini e urliamo il nostro profondo sdegno non solo per i fatti accaduti, ma anche per l’operato di questo Governo che con l’appoggio di tutte le forze parlamentari mette in campo un vero e proprio apparato repressivo e avanza come un camion a rimorchio calpestando le ragioni di un popolo che resiste alla costruzione di un’opera inutile, pericolosissima ed estremamente costosa.
Troviamo fuorviante la rappresentazione “suggestiva” che quasi tutta la stampa fa riempiendo le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, con il ragazzo che provoca il carabiniere, descrivendo quest’ultimo come immolato a quel principio biblico del porgere l’altra guancia e delegittimando così il movimento NO TAV dipingendolo come un covo di provocatori e criminali. Si sposta l’attenzione da una situazione insostenibile vissuta dai cittadini e dai compagni che vengono malmenati per le strade della Valle da quei poveri Cristi vestiti di blu, sull’atto eroico di un carabiniere che ligio al dovere non si scompone agli insulti. Ecco la mistificazione! Si ripropone ossessivamente il solito e vecchio teorema, per il quale da un lato ci sono i ladri, dall’altro le guardie, da un lato i tutori dell’ordine e dell’interesse nazionale, dall’altro i facinorosi, i terroristi che contrastano il progresso e lo sviluppo. Tutto fumo negli occhi e mai detto fu più appropriato!
Si tenta in tutti i modi di derubricare un’intera LOTTA DI POPOLO come un problema di ordine pubblico, proprio perché guardarla in faccia, fa paura: diventa ingestibile sia sul terreno politico sia sul terreno del confronto, proprio perché le proposte alternative elaborate in questi anni dal movimento sono supportate da un’estrema chiarezza e da dati inoppugnabili.
Noi non solo contrastiamo quest’operazione schierandoci com’è noto al fianco del popolo della Val di Susa, ma diciamo con convinzione che il movimento NO TAV come il movimento NO PONTE si fonda su tre punti fondamentali: a) porre al centro il rifiuto delle grandi opere che per i potentati economici e politici sono la cornucopia della felicità b) l’elaborazione di un piano alternativo di sviluppo sostenibile c) il sostegno attivo reciproco, mantenendo sempre viva la saldatura tra queste due realtà e tutte le altre che si oppongono al saccheggio del territorio.
Ieri anche a Messina abbiamo manifestato la nostra solidarietà ai compagni picchiati – tra i quali la nostra compagna Nicoletta Dosio leader storico del movimento – bloccando per quasi un’ora il treno per Siracusa.
Incontrando i lavoratori dei treni notte è sorta la necessità di unificare le vertenze cittadine e mantenere alta l’attenzione sul tema della repressione. Due temi importanti: il primo perché coagularci ci sembra vitale per rispondere adeguatamente alla portata dell’attacco che si sta facendo contro i lavoratori e le classi disagiate, il secondo perché nessuno è al sicuro! Noi non ci fermeremo qui, saremo pronti in ogni momento a raccogliere altri appelli che vengono dalla Valle. Stanno agitando lo spettro dell’insurrezionalismo e del brigatismo rosso perché temono il “contagio”, si esibiscono gli scalpi di qualche arrestato e si adombrano le manette per spaventare e far desistere, ma non ci riusciranno anche perché come ci ricordava qualcuno, potranno recidere tutti i fiori che vogliono, ma non fermeranno la Primavera.

Antonio Currò – Direttivo Circolo P. Impastato – PRC Messina

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