"Cronache della rivoluzione" – capitolo secondo

Il fronte della rivoluzione si allarga e si irrobustisce giorno dopo giorno. Non si è aggiunto soltanto il nucleo del “Partito della Rivoluzione” di Sgarbi, ma anche quello dell’Api di Rutelli, reduce dalle vicissitudini giudiziarie nazionali del suo leader, ma soprattutto da quelle ben più gravi dei suoi esponenti regionali, seppur compensate dai favori governativi elargiti da Raffaele.

Ma il capolavoro strategico di Rosario si è rivelato nella dichiarazione dell’UDC a lui favorevole: si è così chiuso l’accerchiamento cui era sottoposto quel rimasuglio del PD che ancora mostrava qualche riluttanza. D’altra parte la comparsa di Cristiano Magdi Allam, che innalzava il vessillo “in hoc signo vinces”, annunciava in qualche modo la benevolenza divina e perciò democristiana verso la rivoluzione.

Ma quello che più interessa è la ricostruzione degli eventi. Non si tratta della conversione dell’Udc alla rivoluzione di Crocetta. Al contrario. D’Alia, il segretario regionale dello scudocrociato casiniano, ricostruisce l’evento: “…(Crocetta) ha letto e apprezzato il programma del mio partito”, un’occasione formidabile per chi un programma non ha e che non riesce a vedere, con i suoi soci, altro che la continuità con le politiche del cuffarismo e del lombardismo. Chi meglio dell’Udc, il laboratorio dove quelle politiche sono state costruite e sperimentate? Certo l’accordo Udc-Pd, Crocetta Presidente, richiede una formale lontananza da Raffaele. Nessuna difficoltà per Crocetta: l’ha sempre osteggiato, non lo conosce neppure. Il tempo indebolisce i ricordi. Tutti quelli che nel Pd hanno sostenuto la sua rivoluzione, da Lumia a Cracolici a Berretta, erano i sostenitori più organici a Lombardo fino al punto di avere impedito la votazione sulla mozione di sfiducia all’Ars.

E d’altra parte che Crocetta abbia vissuto a Bruxelles in una casa affittatagli da Lombardo è segno che tutto avviene a sua insaputa. Anche qui i classici ci vengono in aiuto. Una dissimulazione onesta!

Quello che più ci interessa è che, con questa formale investitura, il programma di Crocetta è il programma dell’Udc e cioè della forza politica che con più determinazione sostiene il governo Monti. Il Pd non è da meno; ma, in periodo elettorale, mentre vota unanimemente ogni porcheria proposta da Monti, proclama differenze e dissensi. Chiagne e futte. Secondo il mirabile esempio dell’ineffabile ministro Fornero.

Non possiamo, perciò, esimerci dal ricordare a Rosario e ai nostri tanti numerosi estimatori alcuni fulgidi pensieri che Pierferdinando Casini ci propone, dall’alto della sua trentennale esperienza parlamentare.

“Quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli saranno in prima fila a chiedergli scusa”:

“Un’alleanza riformista non può prescindere da Pomigliano”, cioè da Marchionne.

“Marchionne dice cose sacrosante…”

“Sull’articolo 18 abbiamo una posizione nettissima: siamo d’accordo con il governo”.

Per ironia della sorte, appena sottoscritto l’accordo ed accettato il programma dell’Udc, Crocetta ha ripreso a dichiararsi di sinistra. Come Lui non c’è nessuno, forse solo Curcio. La farsa continua!

A cura del circolo Rosa L. del Prc di Catania

Prossimamente la terza parte.

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