«Ora per Messina si apre la sfida della partecipazione dei cittadini»

Intervista ad Antonio Marotta, segretario del Prc Sicilia

di Fabio Sebastiani, Liberazione.it, 25 giugno 2013

Che prospettiva si apre dopo la vittoria di Accorinti a Messina?
I rapporti di forza sono sfavorevoli in consiglio comunale a Messina, perché ci sono 29 consiglieri del centrosinistra, e gli altri sono del centrodestra, mentre la maggioranza ha cinque consiglieri. Questa è una difficoltà oggettiva ma anche una grande sfida. Aumenta lo spessore di Accorinti.

La campagna elettorale è stata molto improntata alla rottura con il passato…
Accorinti ha sempre avuto un’idea precisa rispetto al passato amministrativo e politico a Messina, e alla necessità di voltare pagina. Questo programma di rottura lui l’ha enunciato durante la campagna elettorale facendone l’elemento centrale. E su questo progetto di rottura ha ricevuto un largo consenso da parte dei cittadini.

Quindi, i voti che mancheranno in Consiglio comunale possiamo dire che li troverà nella città?
Accorinti è un pacifista e un militante del movimento contro la guerra e contro le basi. Era con Pio la Torre nella base di Comiso al tempo delle proteste negli anni ’80. Penso che lui insisterà moltissimo sulla questione della partecipazione dei cittadini e questo è un elemento decisivo visti i numeri in consiglio. Punterà tutto sulle forme di controllo e di proposta, e anche con possibilità di emendare i documenti programmatici del Comune a partire dal bilancio. Poi ovviamente c’è la questione del welfare e dei servizi sociali, che praticamente non ci sono quasi più a Messina. Anche in questo campo dovrà coinvolgere le realtà che operano nel sociale. E per quello che un Comune può fare c’è la questione del lavoro. Del resto, questa connessione stretta tra i cittadini e Accorinti che ha intercettato una istanza precisa sul rinnovamento politico e stabilito una liason con il sentire popolare va valorizzata. Mentre il voto grillino è un voto di protesta, qui si è trattato di un voto di condivisione.

E poi ci sono gli interessi concreti, quelli dei poteri forti…
Lo scontro si attesterà sulle grandi opere, chiaro, su cui il Governo Letta non ha preso ancora una decisione. E’ uno scontro di livello nazionale. Poi c’è la questione del buon governo della città a partire dal piano-traffico, e dalla gestione del molo. Per quanto riguarda l’Urbanistica, in campagna elettorale ha detto cemento armato zero e valorizzazione dei terreni agricoli.

Tutto questo con un movimento che in città ovviamente si è galvanizzato.
Il movimento parte dalla base ed è trasversale. A questo ha partecipato anche Rifondazione comunista con un piccolo aiuto dal punto di vista dei voti, ma importante per quanto riguarda l’aspetto organizzativo e quello del programma. E la stessa presenza del segretario nazionale Paolo Ferrero a Messina durante la campagna elettorale lo testimonia. C’è un patto di colazione e abbiamo eletto un compagno indipendente Gino Surniolo, anche lui uno dei leader dei “No ponte”.

Cosa ha fatto la differenza perché si compisse il miracolo?
La cattiva amministrazione con un comune in dissesto economico ha fatto la differenza. Non è intervenuto con la spesa per quanto riguarda l’assistenza concreta alle persone in seria difficoltà. Molta gente ha votato Pd al Consiglio comunale, convogliando poi su Accorinti. E questo si può leggere sia con il prestigio e la popolarità, ma anche con il fatto che benché il candidato sindaco del Pd fosse una persona bravissima è stato comunque accomunato alla rappresentanza del governo Letta e di Crocetta. Cioè, si sono rifiutati di aderire alla possibilità che a Messina si instaurasse l’inciucio esplicito del Governo Letta oppure implicito del Governo Crocetta.

L’ultima domanda su Ragusa. Lì siamo in pieno laboratorio politico…
E’ una vittoria dei grillini e non si può disconoscere. Però anche lì secondo me c’è un elemento da interpretare perché è l’unica esperienza in cui il candidato grillino ha fatto l’accordo con la sinistra, con una lista di sinistra, “Partecipiamo”, con dentro Rifondazione che ha un ruolo importante. Hanno scritto un documento politico che va ben oltre il programma. Scritto a quattro mani con il sindaco. E sulla base di questo hanno fatto l’apparentamento.

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