Messina: Lo sbarco di 1267 uomini e donne

 

Nella settimana di Pasqua, la settimana della resurrezione, nel mar Mediterraneo vengono salvati circa 7 mila persone. Ogni nave di salvataggio viene smistata nei vari porti siciliani. Tra questi c’è anche il molo Norimberga di Messina che accoglie la nave mercantile Panther con circa 1267 persone a bordo. La nave arriva in un lunedì di pasquetta solitario. Le operazioni sin dall’inizio sembrano lente. La solita macchina operativa dell’accoglienza guarda dal molo la nave dalla quale spuntano tanti volti.

Sembra che per primi facciano scendere i casi più gravi, le donne incinte e i MSNA. Lo sbarco va molto a rilento. Per la prima volta si vedono scendere a piccoli gruppi per passare a ritirare il solito foglio informativo e salire sugli autobus che li porteranno nei vari centri italiani. Rispetto agli altri sbarchi alcuni dei migranti parlano singolarmente con dei mediatori culturali. I volontari delle organizzazioni governative (Croce Rossa e Protezione Civile) fanno il loro solito lavoro di passa carte e smistamento. Eppure questo sbarco a Messina è stato molto lento e dalle notizie giornalistiche che sono giunte sembra che sia stato molto difficile. Per gli osservatori che hanno potuto assistere solo da fuori perché è vietato l’ingresso agli attivisti indipendenti, questo sbarco presentava una massiccia presenza di forze dell’ordine e un maggiore controllo sui singoli soggetti. Il numero degli arrivati avrebbe dovuto richiedere una maggiore velocizzazione delle pratiche previste allo sbarco.

Durante i due giorni dello sbarco, secondo le dichiarazioni della croce rossa italiana, sembra essere accaduto un fatto grave. Due giovani si sono buttati dalla nave e sono caduti ferendosi pesantemente sul molo. Notizia ripresa da qualche quotidiano per affermare che l’esasperazione e la fame sulla nave erano altissime. Sicuramente la nave mercantile Panther non era tra le navi di salvataggio attrezzata ed adeguata per fare questa operazione, ma di certo c’è che le operazioni stanno subendo dei cambiamenti, almeno ad osservarle con lo sguardo degli attivisti. Ci sarà da capire al più presto cosa succederà in base alla legge Minniti Orlando a tutte le persone che sono sbarcate in questi giorni. Quanti dei 1267 sbarcati sono stati portati nella ex caserma Gasparro di Bisconte? Se ci sono delle persone ricoverate come emerge dalle notizie dei media, che fine faranno queste persone dopo il ricovero?

Chiediamo al più presto come forza politica il Circolo “P. Impastato” del Partito della Rifondazione Comunista un incontro con il prefetto di Messina dott.ssa Ferrandino. Ci sembra urgente interloquire con un rappresentante istituzionale come è il prefetto su tematiche che ci stanno a cuore e per poter aprire un confronto diretto su una situazione che con la legge Minniti Orlando rischia di diventare ancora più difficile per la vita dei migranti.

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