Nessun cambiamento senza la rottura netta con il passato mafioso che ha segnato la Sicilia

La notizia dell’arresto dell’ex sindaco di Vittoria per voto di scambio politico-mafioso, Giuseppe Nicosia, esponente ragusano del PD legato al megafono di Crocetta, seguedi poche ore la notizia dell’obbligo di firma a cui è stato sottoposto il sindaco grillino di Bagheria, coinvolto in una maxi inchiesta su turbativa d’asta, smaltimento rifiuti e abusivismo.

Intanto sul versante del centrodestra, le liste che appoggiano Musumeci si vanno caratterizzando per la presenza di personaggi impresentabili o quantomenoimbarazzanti per gli ambienti politico-mafiosi che frequentano e/o da cui provengono.

Per il Partito della Rifondazione Comunista, che sostiene la lista Cento Passi per la Sicilia e il candidato Presidente della Regione Claudio Fava, la questione morale è il presupposto imprescindibile e vincolante di garanzia della legalità e del rispetto della democrazia in Sicilia.

Non può esserci cambiamento alcuno senza una radicale rottura con il passato ed il presente del trasformismo, dei cambi di casacca parlamentari (anche per applicare la norma di legge sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste), delle tangenti, delle illegalità e degli intrecci mafiosi.


Mimmo Cosentino e Sonia Spallitta segreteria regionale PRC

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