Con i pastori sardi, con tutti gli sfruttati e le sfruttate: non piangiamo sul latte versato!

Comunicato stampa del PRC Sardo.

Con i pastori sardi, con tutti gli sfruttati e le sfruttate: non piangiamo sul latte versato!

Rifondazione Comunista sostiene incondizionatamente la lotta dei pastori sardi per un prezzo del latte dignitoso. Salutiamo positivamente l’intervento combattivo del mondo agropastorale: si tratta di una battaglia difficile, ma che riesce ad incontrare la solidarietà non scontata di larga parte delle opinioni pubbliche. In questo attacco alla pastorizia, una delle colonne portanti dell’economia e anche della tradizione sarda, il capitalismo rivela alcune delle sue caratteristiche coloniali.


Solo l’unità nelle lotte può offrire una prospettiva reale di vittoria, per questo non dimentichiamo le altre vertenze presenti in Sardegna e insistiamo sulla necessità di connettere questi conflitti. Non solo, esprimiamo anche solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’industria casearia, a partire da quelli in ferie forzate a causa dei presidi sotto i caseifici. Pensiamo che loro siano vittime del sistema neoliberista al pari dei pastori e crediamo che la politica, alzando la bandiera di un presunto laissez faire, abbia rinunciato a ogni forma di programmazione di lunga durata, schierandosi così contro i pastori e contro il mondo del lavoro nella sua interezza. La lista di Sinistra Sarda, che noi appoggiamo, ha un’idea molto diversa del ruolo delle istituzioni e si fa portatrice di una proposta minima di intervento: istituire una vera e propria contrattazione collettiva tra pastori e trasformatori, sotto la supervisione della Regione. Siamo consapevoli, da comunisti, che questa contraddizione è implicita nel modello di produzione vigente e, tra i pochi padroni che possono dettare legge nel mercato e tutti coloro che ne sono sottoposti, tifiamo per chi alza la testa. Davanti a forme di lotta che ad alcuni possono sembrare eccessive, non guardiamo il dito, ma la luna: scandaloso è che il costo di produzione del latte sia inferiore al costo di vendita. Scandaloso è che la Regione e lo Stato siano rimaste sorde alle richieste dei pastori per tutto questo tempo!
Per questo pensiamo che spetti ai pastori decidere le forme di lotta da adoperare per portare avanti le loro ragioni, mentre a noi spetta il compito di sostenerli, il compito di mettere in rete la loro lotta con quella degli altri lavoratori (non solo in Sardegna), il compito di proporre un modello di sviluppo diverso. Ci presentiamo alle elezioni regionali alternativi al PD e alle altre destre proprio perché vogliamo fare una scelta di campo netta, in una società in cui è sempre più chiaro che si può stare con gli sfruttati o con gli sfruttatori. Mentre il governo giallo verde finge di farsi interprete di queste istanze attuando invece una vera e propria seccessione dei ricchi, noi vogliamo comprendere le dinamiche in atto in Sardegna e in un Sud Italia sempre più impoverito. Vogliamo farlo a partire dalle nostre realtà territoriali, ma anche dentro la prospettiva della globalizzazione neoliberista. Dobbiamo mettere in discussione tanto la monocoltura del pecorino romano quanto i trattati di libero scambio dell’unione europea, certi solo di stare dalla stessa parte: quella dei lavoratori e delle lavoratrici.
PRC Sardegna

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