USO “FLESSIBILE” DEI FONDI STRUTTURALI: UN’ALTRA PROPOSTA DEL FAMIGERATO DOCUMENTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CHE VIENE ATTUATA.

Il mese scorso è stato portato a conoscenza, da alcune personalità e dalla stampa meridionalista, un documento della Presidenza del Consiglio di 150 pagine redatto dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo: “L’Italia e la risposta al covid-19”, giustamente venne posto in rilievo come al suo interno fossero contenute proposte che, ancora una volta, sacrificavano una parte del Paese per concentrare gli sforzi su una presunta “locomotiva”. – In particolare, si prospettavano due modifiche normative: la prima, mirante a sospendere la clausola del 34% degli investimenti al Sud e la seconda che avrebbe dovuto modificare la disposizione che prevede l’obbligo di riprogrammare i fondi strutturali secondo l’originaria destinazione territoriale (ad esempio se si riprogrammano 500 milioni di risorse FSE o FESR appartenenti a Regioni meridionali, esse debbono restare in quelle stesse Regioni). – In seguito al clamore, ci furono smentite di vari esponenti governativi e quel documento, ALL’ APPARENZA, è restato senza padri. – In realtà, le proposte del Dipartimento della Presidenza del Consiglio hanno avuto una prima attuazione nel Def 2020 Sezione II dove c’è stata la “sospensione di fatto” della clausola del 34% (mancata indicazione delle Amministrazioni e dei programmi di spesa su cui attuare la clausola) e un richiamo esplicito all’uso “flessibile” dei fondi strutturali (utilizzo dei fondi europei superando il criterio della concentrazione geografica soprattutto nel Meridione). Ora, con gli articoli 231 e 232 del decreto-rilancio, si dà attuazione a quanto previsto nel DEF sui fondi strutturali applicando il regolamento UE n. 558/2020 entrato in vigore il 24 aprile. – Com’è noto. i “regolamenti” europei, a differenza delle “direttive” non hanno bisogno di atti di recepimento da parte dello Stato membro ma sono direttamente applicabili. – Il citato regolamento è quello che, per l’appunto, prevede la possibilità di dirottare fondi da una Regione all’altra, nel nostro caso dal Sud al Nord. – In altri termini, sono state sospese due delle pochissime norme di ispirazione meridionalista SENZA UNO SPECIFICO PASSAGGIO PARLAMENTARE. – Insomma la proposta del DIPE, nello specifico dei fondi europei, è stata accolta con un diverso e più sbrigativo strumento giuridico. – LA RABBIA E’ TANTA SOPRATTUTTO PER I NOSTRI GIOVANI! – Fase due significa che il Sud, nei momenti più acuti della crisi, verrà lasciato solo con qualche intervento di mera sussistenza. – La vera assistenza sarà per il padronato del Nord.

IN TUTTO QUESTO E’ ASSORDANTE IL SILENZIO DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI MERIDIONALI AD INIZIARE DAL PIROTECNICO DE LUCA. – MERIDIONALISTI, SE CI SIETE, E’ IL MOMENTO DI BATTERE UN COLPO!!!

Lascia un commento