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La perversione del senso del 25 aprile

 

 

La perversione del senso del 25 aprile

di Moni OVADIA Il manifesto del 11.04.2015

Polemiche: Le bandiere palestinesi al corteo? Un vulnus inaccettabile per il presidente della comunità ebraica romana Pacifici e per qualche ultrà del sionismo più isterico. Ma screditando le ragioni di chi lotta per una Palestina libera si sovverte il significato della Resistenza Continua la lettura di La perversione del senso del 25 aprile

Appello per una lista della Sinistra Alternativa alle elezioni Regionali

Promosso da attivisti/e sociali, militanti, operatori/rici culturali, esponenti dell’associazionismo, e dalle forze politiche della sinistra alternativa catanesi.

 

Con la vittoria del 4 dicembre, abbiamo difeso la Costituzione: ora vogliamo che i suoi principi vengano finalmente attuati. Ci battiamo per affermare, contro i decreti Minniti-Orlando e contro la logica dei sindaci-sceriffo, che alimentano la propaganda xenofoba delle destre, i diritti di libertà e democrazia per tutte/i.
Rivendichiamo la difesa della scuola pubblica, della sanità, dell’assistenza sociale, dei beni comuni, la tutela dell’ambiente, la riconversione ecologica dell’attuale modello economico, la valorizzazione delle risorse naturali. Vogliamo affermare il primato dell’intervento pubblico in economia per garantire il lavoro e la lotta al precariato, a partire dall’agricoltura, dove si assiste a processi di ritorno al latifondo, al caporalato, alla legittimazione dell’economia mafiosa, alle nuove forme di schiavitù. Siamo contro il Jobs Act e per il ripristino dell’art. 18, della contrattazione collettiva, della democrazia sindacale senza discriminazioni nei luoghi di lavoro.
Per una SICILIA e un MEDITERRANEO di PACE, continuiamo a lottare contro il MUOS di Niscemi e contro la militarizzazione che, da Sigonella a Birgi, fa della nostra isola e del suo mare una piattaforma strategica nello scenario di guerra permanente; quella guerra che, dall’Africa al Medio Oriente, produce povertà e abbandono fuga dalla propria terra di milioni di donne e uomini. Denunciamo la natura liberista, antipopolare e antisociale dei paesi più ricchi del pianeta, e con essi del governo Gentiloni/Renzi, che si riuniranno a Taormina in occasione del G7 del 27 Maggio.
L’Europa e l’Italia, con l’avallo attivo di Bianco e Crocetta, hanno fatto della Sicilia un luogo di prigionia e di lesione dei diritti universali. Rivendichiamo una Sicilia accogliente e solidale con le sorelle e i fratelli migranti, vittime della miseria provocata dalle politiche dei Paesi occidentali nelle loro terre, spesso condannate alla morte nei drammatici “viaggi della speranza” del Mediterraneo.
La Sicilia impoverita e snaturata, trasformata in territorio di rapina incontrastata, ha bisogno di una rottura e di una svolta storica. Dobbiamo salvaguardare la bellezza e la ricchezza del suo paesaggio naturale, del suo patrimonio storico, artistico e culturale, opponendoci a trivellazioni, cementificazioni selvagge, inceneritori e discariche.
Contro il trasformismo che, da Cuffaro a Lombardo a Crocetta, ha favorito la continuità degli affari di Confindustria Sicilia e della borghesia mafiosa. Contro il partito della Nazione/Regione. Contro i patti di unità trasversale tra destre, PD, e palude centrista. Contro l’antipolitica del Movimento 5 Stelle interna al pensiero liberista e alle sue ingiustizie sociali, che si maschera di anticasta ma non aggredisce i detentori del potere economico e i veri responsabili delle ingiustizie, lavoriamo per un’altra Sicilia fondata sulla partecipazione, sulla pace, su un’occupazione stabile affrancata dalla precarietà, sui diritti, sui beni comuni, sull’accoglienza.
Questa Sicilia è possibile: abbiamo il dovere di realizzarla insieme.
Le significative mobilitazioni di questi anni del mondo del lavoro, delle precarie e dei precari, della scuola, dei comitati di lotta nei territori in difesa dei beni comuni, le esperienze di antimafia sociale nelle campagne liberate e nei quartieri delle periferie urbane, così come gli straordinari cortei delle donne per lo sciopero sociale dell’8 marzo, testimoniano una forte volontà di resistenza e di cambiamento. Chiamiamo allora tutte le forze della sinistra sociale e politica, come pure i movimenti di lotta, gli uomini e le donne che hanno a cuore il bene collettivo, alla costruzione, dal basso e con percorsi partecipativi e democratici, di un programma e di una lista antiliberista alternativa al PD e al partito della Nazione/Regione per le elezioni del 5 novembre 2017.

Eveline Amari, Milena Angiletti, Rocco Anzaldi, Gilda Arena, Celine Arcidiacono, Agata Bognanni, Angela Bonanno, Anna Bonforte, Samuel Boscarello, Michelangelo Bruno, Enzo Bruno, Antonio Caldarella, Luca Cangemi, Rita Carella, Laura Carlino, Pippo Carrubba, Giovanni Caruso, Irina Cassaro, Gabriele Centineo, Giusy Clarke Vanadia, Claudio Colletti, Antonia Cosentino Leone, Mimmo Cosentino, Sara Costanzo, Fabio Cravotta, Antonio Creazzo, Sara Crescimone, Gino Crimi, Giusy Cristaudo, Barbara Crivelli, Irene Cummaudo, Luciano Daniele, Daniela Cristaldi, Goffredo D’Antona, Salvo D’Antoni, Franco De Grazia, Ada Di Salvo, Anna Di Salvo, Orazio Di Mauro, Gianni Famoso, Tuccio Famoso, Angela Faro, Lucia Falsone, Simona Ferrante, Danilo Festa, Alfio Furnari, Fabio Gaudioso, Marcella Giammusso, Giovanni Strazzulla, Ciccio Giuffrida, Giordana Giuffrida, Salvino Giuffrida, Alessio Grancagnolo, Gabriella Grimaldi, Sebastiano Gulisano, Elio Impellizzeri, Giuseppe Impellizzeri, Pippo Lamartina, Salvo La Rosa, Giuseppe Lauria, Pina La Villa, Isidoro La Spina, Maria Liberti, Irene Litrico, Mariano Lo Faro, Claudio Longhitano, Antonello Longo, Elena Majorana, Tano Malannino, Patrizia Maltese, Mirella Mancuso, Giuseppe Mannino, Giovanni Marletta, Maria Merlini, Maria Vittoria Massa, Giovanni Messina, Giusy Milazzo, Giandomenico Morabito, Gisella Napoli, Serafino Nicolosi, Maria Concetta Pagana, Pietro Pappalardo, Emilio Parisi, Maurizio Parisi, Paolo Parisi, Andrea Pavone, Arturo Pellegrino, Antonio Pioletti, Michele Pistone, Turi Porto, Anna Pugliese, Mario Pugliese, Giuseppe Randello, Fabio Rapisarda, Felice Rappazzo, Maria Cristina Reitano, Antonio Ribaudo, Costantino Rizzotto, Franco Russo, Francesco Russo, Salvatore Scalia, Nunzia Scandurra, Agata Scordino, Salvo Scuderi, Domenico Stimolo, Emanuele Ungheri, Tiziana Scandurra, Giuseppe Secchi, Toti Secchi, Antonio Sciuto, Guglielmo Tanteri, Giuseppe Trovato, Enza Venezia, Lillo Venezia, Franco Vertillo, Lia Zappalà.
Altra Europa, Azione civile, Possibile, Pci, Rifondazione Comunista, Risorgimento socialista, Sinistra anticapitalista

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COME DESTINARE IL 2 X MILLE DELL’IRPEF AL PRC –SE
Ogni contribuente può destinare, senza oneri aggiuntivi, il 2 per mille della propria Irpef a favore dei Partiti iscritti ad apposito Albo. In caso non venga data nessuna indicazione il 2 per mille resterà all’erario. Non solo chi presenterà la dichiarazione dei redditi (modello 730 o il modello Unico delle persone fisiche), ma anche chi, seppur titolare di reddito, è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi può disporre che il 2 per mille venga destinato al Prc-Se.

COME PROCEDERE
La scelta del 2 per mille può essere effettuata esclusivamente mediante l’utilizzo di presentazione di apposita scheda (Allegato 1). La scheda, che è unica sia per l’8 che per il 5 e il 2 per mille, può anche essere scaricata dal sito dell’Agenzia delle Entrate oppure recuperata presso i CAF. Nel riquadro della scheda per la destinazione del 2 per mille al Partito della Rifondazione Comunista–Sinistra Europea va inserito il Codice “L 19” e apposta la firma. Chi presenta la dichiarazione congiunta deve inserire due schede distinte in due buste chiuse. La scheda può essere consegnata in busta chiusa presso l’ufficio postale anche da parte di chi non è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

COME E DOVE CONSEGNARE LA SCHEDA RELATIVA ALLA DESTINAZIONE DEL 2 PER MILLE
La scheda può essere trasmessa telematicamente o consegnata in formato cartaceo con le seguenti modalità: o con il canale telematico diretto da parte del contribuente, mediante l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate a cui si accede tramite codice “pin”; o consegnando la scheda ai CAF in una busta chiusa; o consegnando agli uffici postali la scheda stessa, chiusa in busta (Allegato 2) dove dovrà essere apposta la dicitura: “Scelta per la destinazione volontaria del 2 per mille dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e il nome del contribuente.

CON QUALSIASI MODALITA’ DI CONSEGNA DELLA SCHEDA, LA PRIVACY INERENTE LA SCELTA, A CUI SI E’ DECISO DI DESTINARE IL 2 PER MILLE, E’ GARANTITA.

Allegato 1 – Scheda A

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Allegato 2 – Facsimile busta 2 per mille

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Messina antirazzista ripudia Salvini e i decreti Minniti Orlando

Il 20 aprile l’on. Salvini della Lega Nord sarà a Messina per dire NO all’hotspot che nascerà nell’ex caserma Gasparro di Bisconte.

Il Circolo P. Impastato del Partito della Rifondazione Comunista di Messina ritiene provocatoria la visita di un parlamentare come Salvini che dedica una parte del suo lavoro a Messina per dire no ad una struttura che come logica di repressione e controllo dei migranti è insita nella legge sulla sicurezza del 2009 voluta da un suo collega ed ex ministro come Maroni.

Nei fatti è chiaro che il governo attuale con la legge Minniti Orlando insegue la destra più becera e razzista su un terreno che viola apertamente i diritti umani. Infatti, mentre Salvini promuove il suo tour a Messina per dire il suo No che è completamente opposto al NO del PRC, continuano le stragi nel mar Mediterraneo e a Messina per l’ennesima volta assistiamo proprio in questi giorni ad uno sbarco durante il quale 1267 uomini e donne per sbarcare ci impiegano due giorni e due notti. La legge Minniti sull’immigrazione continua ad esprimere una stretta correlazione tra immigrazione e sicurezza, prestando in tal modo il fianco a una strumentalizzazione razzista e xenofoba dell’immigrazione.

La sicurezza dei migranti e del paese che li deve accogliere non si fonda sull’emanare leggi e decreti che li ricacciano verso una morte certa o li rinchiudono in strutture in cui rimarranno in attesa di essere identificati sulla base di elementi sconosciuti alle organizzazioni ed agli enti di tutela che dovrebbero vigilare sul rispetto dei diritti umani e ai quali viene impedito qualsiasi tipo di accesso che non venga concordato con prefetture e ministero dell’Interno. Si tratta di irrigidire ulteriormente misure già restrittive che in questi anni hanno creato un numero elevato di persone che rischiano di rimanere invisibili e senza diritti. Alla luce della legge Minniti e di fronte alla volontà governativa di utilizzare l’hotspot per riformare il sistema di asilo e renderlo uno strumento che si basa su concetti come “paesi terzi sicuri” di origine o di transito verso i quali i migranti rischiano di essere respinti, riteniamo che vada costruito un fronte per respingere questi atti governativi.

Il No agli hotspot e alle leggi sulla sicurezza del 2009 dell’ex ministro Maroni, e oggi del ministro Minniti, da parte del Partito della Rifondazione Comunista non è lo stesso NO che in questi giorni stanno esprimendo le forze politiche di centro destra e della lega che concentrano la loro attenzione sulle ricadute negative nel tessuto socio- economico a causa della presenza di un hotspot in città. Con una presa di distanza notevole da queste coordinate politiche, diciamo che i migranti sono principalmente una risorsa umana per poter costruire un’altra Europa e che non sarebbero la causa di crisi economiche già in atto in questa parte di Occidente.

Ci opponiamo con forza al razzismo istituzionale sempre più crescente in Italia e in molta parte d’Europa e chiediamo al governo Gentiloni di fermare questa politica che se portata avanti in questi termini provocherà una massa di persone rinchiuse e giudicate in fretta per essere deportate dentro un circuito di detenzione che non gli riconoscerà mai lo status di persona. Accoglieremmo solo dei meteci. Questo va subito fermato e saremo sempre pronti ad urlare che i migranti vanno accolti con i corridoi umanitari e con l’investimento in progetti che possano integrare i migranti.

Salvini, il tuo NO all’hotspot è razzista e xenofobo. La nostra città non ti vuole e il PRC cittadino si opporrà come ha finora fatto contro ogni logica securitaria e repressiva nei confronti dei più deboli.

Messina: Lo sbarco di 1267 uomini e donne

 

Nella settimana di Pasqua, la settimana della resurrezione, nel mar Mediterraneo vengono salvati circa 7 mila persone. Ogni nave di salvataggio viene smistata nei vari porti siciliani. Tra questi c’è anche il molo Norimberga di Messina che accoglie la nave mercantile Panther con circa 1267 persone a bordo. La nave arriva in un lunedì di pasquetta solitario. Le operazioni sin dall’inizio sembrano lente. La solita macchina operativa dell’accoglienza guarda dal molo la nave dalla quale spuntano tanti volti.

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