Archivi categoria: Contributi | Dibattito

“La politica torni ad essere pratica di trasformazione sociale”. Di Lello si iscrive al Prc

L’incontro promosso da Rifondazione Comunista Sicilia.“Non abbiamo solo la necessità di rappresentare le lotte dentro lo spazio istituzionale quanto la necessità di costruirle, di imbastirle. Da qui la necessità di agire pratiche sociali affrontando i temi che vanno dal reddito di base universale, esigibilità del diritto alla salute, accoglienza universale e incondizionata dei migranti, diritto all’abitare, il comune come pratica di democrazia diretta”. Così Peppino di Lello (gia’ Magistrato facente parte del pool antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, piu’ volte parlamentare) ha introdotto l’incontro che si è tenuto a Palermo per iniziativa della segreteria regionale siciliana di Rifondazione Comunista manifestando il proposito, insieme ad altre compagne e compagni, di andare alla costruzione di un Circolo tematico di Rifondazione Comunista in materia di lotta contro la crisi e il disagio sociale. Un Circolo che vorrebbe essere intitolato a Giulio Maccacaro, fondatore nel 1972 di Medicina Democratica, Movimento di Lotta per La Salute. Un incontro partecipato che si è tenuto simbolicamente in uno degli spazi gestiti dall’associazione Mediterraneo per la Pace di cui Di Lello è presidente, uno spazio ubicato nell’ex Real Casa dei Matti, divenuto poi Ospedale Psichiatrico Pietro Pisani. L’enorme complesso manicomiale, ieri reclusorio per malati psichici, in parte è stato destinato ad attività lavorative, di solidarietà e inclusione sociale. All’incontro, presieduto da Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc, erano presenti tra gli altri, i centri sociali di Palermo, Unione Inquilini, Lavoro e Democrazia Cgil, Cgil Medici, Usb, Cub, Potere al Popolo, Associazione Liberi Artigiani, Associazione Mediterraneo di pace. Presente altresì Franco Ingrilli, medico, vicepresidente dell’associazione Mediterraneo per la Pace, impegnato sul fronte degli ambulatori popolari a Palermo. Nelle sue conclusioni Ezio Locatelli, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, ha parlato di un incontro molto bello che ha dato l’idea di quello che deve tornare a essere l’impegno politico per una forza di sinistra, comunista, soprattutto in una situazione di crisi e insicurezza sociale. “In questa situazione dobbiamo ritornare a lavorare sui fondamenti della società, dobbiamo lottare contro tutte le forme di insicurezza e spoliazione sociale. Dobbiamo tornare a una idea della politica come idea di liberazione, giustizia, pratica di trasformazione sociale”. A conclusione dell’assemblea, Peppino Di Lello, con molta semplicità, e tra la gioia dei presenti, ha chiesto l’iscrizione a Rifondazione Comunista.
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Comunicato stampa

Peppino Di Lello è stato magistrato del pool antimafia di Palermo accanto a Falcone e Borsellino. Poi parlamentare di Rifondazione. Sabato ha ripreso la tessera di Rifondazione Comunista nel corso di un incontro a Palermo. Era uscito come tanti dopo la drammatica spaccatura nel 2008. Sono davvero contento non solo perché Peppino è una delle figure più autorevoli dell’antimafia sociale e al tempo stesso del garantismo, ma anche perché è un vecchio amico con solide radici in Abruzzo. Spero che tante altre compagne e compagni che nel corso degli anni si sono allontanati dal partito a causa delle tante vicissitudini e delusioni tornino come Peppino a darci il loro contributo di militanza, intelligenza, cultura e passione. Ricordo che Peppino alle ultime elezioni politiche è stato tra i firmatari dell’appello promosso da Citto Maselli a sostegno di Potere al popolo.

Maurizio Acerbo
Segretario Nazionale
Partito della Rifondazione Comunista

Il diritto all’autodeterminazione del popolo catalano. di Ramon Mantovani

Il diritto all’autodeterminazione del popolo catalano.

di Ramon Mantovani

Quel che è successo il 1 ottobre in Catalunya non lascerà nulla uguale a se stesso.
La violenza gratuita e brutale della Policia Nacional e della Guardia Civil contro la popolazione inerme che difendeva i seggi del referendum con la sola resistenza passiva, è l’ultimo atto di un processo sociale, politico ed istituzionale lungo ormai anni. Per quanto grave e ripugnante, questa violenza di stato, non è tanto importante in sé quanto perché vi si condensano numerose e pesanti ingiustizie secolari e più recenti. Continua la lettura di Il diritto all’autodeterminazione del popolo catalano. di Ramon Mantovani

Da bambina non amavo Gabriele.

Da bambina non amavo Gabriele.

Quest’omone grande e scuro, sempre nascosto in una nuvola di fumo, rappresentava per me la politica. E la politica era quella cosa che si portava via mio padre intere giornate, domeniche, giorni di festa. Io e le mie sorelle conoscevamo il suo numero a memoria per le mille telefonate che tenevano impegnato papà (e il telefono) per ore, sapevamo che erano stati insieme per il sedile passeggero sdraiato e la puzza di fumo intenso che inondava la macchina per giorni. Lo vivevamo come un tradimento.

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Dolce e Gabbana: una sartoria di lusso per il modello Palermo

Articolo di Gabriele CENTINEO

Francesco Merlo, catanese in esilio, in due appassionate e sensuali pagine sulla Repubblica del 9 Luglio, racconta delle sfilate di moda a Palermo. Da qui conclude che “ Palermo torna città”. Lo sapevamo già e, se fosse necessario, ce lo ricorda lo stesso quotidiano (pag. II della edizione palermitana): “l’isola delle case a rischio”, il degrado dello Iacp, dello Zen, gli abusivismi, le illegalità nella gestione delle case, Palermo con le sue favelas.

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Dopo il Brancaccio: cosa ci chiede l’Europa

Dopo il Brancaccio: cosa ci chiede l’Europa
di Roberta Fantozzi 
Si discute come è ovvio dell’iniziativa del Brancaccio. Si discute sui social, si commenta sui giornali.
C’è chi lo fa distorcendone completamente il senso, come Paolo Mieli su Il Corriere.
C’è chi, a sinistra, la giudica scarsamente unitaria nella propensione di fondo, “identitaria” come ha fatto Il Manifesto.
Viene da rispondere che… “ce lo chiede l’Europa”! Non l’Europa delle lettere della Commissione, dei diktat della Troika, ma quello che è successo in questi anni e mesi in risposta a quelle politiche.

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