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Amministrative, Montalto (Prc Catania): gravissimo il voto bipartisan all'ARS sull'introduzione dello sbarramento al 5% per le elezioni provinciali e comunali

Dichiarazione di Pierpaolo Montalto, segretario provinciale Prc Federazione di Catania

Si tratta di una scelta politica che ha il preciso obiettivo di uccidere la democrazia in Sicilia, di cancellare ogni voce critica e di impedire ogni libera forma di rappresentanza all’interno delle istituzioni. Gravissima è la totale condivisione politica del Partito Democratico il cui chiaro intento è quello di eliminare ogni ostacolo politico ad un consociativismo fondato sulla spartizione del potere, sulla cancellazione di ogni forma di opposizione e sulla cosciente subalternità ai poteri forti siciliani.

Rifondazione Comunista rifiuta e combatterà il tentativo di istaurare un bipartitismo coatto che cancelli dalle Istuituzioni anni di lotte per i diritti dei lavoratori, di antimafia sociale e di battaglie per i diritti dei più deboli. Non ci spaventa tuttavia nessun sbarramento: le lotte di studenti e insegnanti, lo sciopero generale del prossimo 12 dicembre, le battaglie dei lavoratori catanesi, dagli operai della Cesame ai lavoratori della Multiservizi, dimostrano la necessità per il PRC di occupare l’unico spazio politico che ci compete che è quello di un’opposizione sociale e di classe alle politiche confindustriali, liberticide e ossequiose ad un neoliberismo che ha prodotto solo disastri, portate avanti sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Spazio politico che non può certamente essere occupato da un Partito Democratico incapace di essere opposizione al centrodestra perchè ne condivide scelte e obiettivi politici come dimostrato dalla collaborazione in molte giunte con Mpa, Udc e Pdl.

Rilanciamo quindi con forza il nostro progetto politico, fatto di presenza costante nelle lotte, di sostegno ai movimenti che si stanno battendo per la scuola e l’università pubbliche, in difesa del diritto alla salute e a difesa del posto di lavoro. Progetto politico che si esprimerà anche con la presentazione delle liste del Partito della Rifondazione comunista, che apriremo a tutti i soggetti sociali in lotta con l’ambizione di portare all’interno delle istituzioni il conflitto sociale che rappresenta il naturale terreno politico per il nostro Partito.

Catania, 5 Dicembre 2008

RICOMINCIAMO DALL’OPPOSIZIONE. L’ASSEMBLEA DI CATANIA

di Matteo Iannitti, segreteria provinciale PRC Catania, coordinamento nazionale Giovani Comunisti

Tanta gente il 2 ottobre ha popolato l’auditorium dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, ora sede delle facoltà di lettere e filosofia. Molta più di quella presente alle iniziative della scorsa campagna elettorale. Tanta gente venuta per ascoltare, per capire, per sapere questa nuova Rifondazione Comunista uscita da Chianciano dove va e cosa vuole fare. Tanta gente, anche non iscritta al Partito, che in una città umiliata, depredata e disperata ha ancora la voglia di cercare il riscatto. Ricominciamo dall’opposizione, questo era, come al Brancaccio, non solo il titolo dell’assemblea ma anche il filo rosso che collegava tra loro interventi e testimonianze. A partire dall’introduzione di Pierpaolo Montalto, segretario della Federazione di Catania, che ha raccontato il degrado sociale della città e della sua provincia ed ha spiegato come ricominciare dall’opposizione sia doveroso e fisiologico per un Partito della Rifondazione Comunista che proprio nell’opposizione e nel conflitto sociale trova la sua utilità e riscopre la sua collocazione.   Continua la lettura di RICOMINCIAMO DALL’OPPOSIZIONE. L’ASSEMBLEA DI CATANIA

Scuola, precariato, immigrazione e diritti sociali. Incontro a Catania con Paolo Ferrero

L’11 ottobre per rilanciare una opposizione

Ricominciare dall’opposizione. E’ il punto di partenza per la costruzione di un percorso che pone al centro i diritti sociali e il problema del lavoro minacciati dalle politiche del governo. Se ne è parlato a Catania in occasione di un incontro promosso dal Partito della Rifondazione Comunista etneo al quale ha partecipato anche il neosegretario nazionale Paolo Ferrero.
«Quello di oggi- ha detto Gigi Cascone responsabile organizzazione Prc – è l’inizio di un percorso di opposizione alla trasformazione politica e culturale che le destre stanno mettendo in atto e che fa parte della cultura politica del nostro partito». Protagonisti i temi caldi dell’attuale agenda setting del governo. Scuola, precariato, immigrazione e diritti sociali che a Catania emergono sotto lo spettro della crisi economica del Comune. «L’ex sindaco Umberto Scapagnini-dice Pierpaolo Montalto segretario Prc Catania- ha truffato la città, che continua ancora oggi con il finanziamento di 140 milioni di euro da parte del governo per evitare il dissesto, e che erano destinati alle infrastrutture». Elementi determinanti per rendere civile una città che vive anche un forte disagio sociale e l’ assenza di diritti. «Io sono lesbica-dice Sara Crescimone dell’Open Mind- e credo che quello a cui assistiamo è la mancanza di ascolto nei confronti delle esigenze che vivono le minoranze». In primo piano anche il dibattito sulla scuola e contro le riforme della ministra Gelmini. «I tagli nei confronti della scuola- sostiene Bruno Barbarossa insegnante precario- al Sud aggravano ancora di più l’attuale condizione di disoccupazione e le sacche di precariato. Molti alunni che hanno necessità di un sostegno, ad esempio, saranno penalizzati». Un dato che in Sicilia ha risvolti drammatici. Sono più di mille, infatti, le cattedre di sostegno perdute a causa dei tagli del governo. Per questa ragione i professori si sono costituiti in un comitato spontaneo che a breve scenderà in piazza e continuerà attraverso una serie di iniziative atte a difendere la scuola pubblica dall’attacco liberista. Un processo difficile per una Catania che vive la sua fase medievale e che mortifica qualsiasi forma di partecipazione collettiva. «Il movimento studentesco è in crisi- afferma Lorenzo Mannino del Collettivo Spedalieri- creando disinteresse e ignoranza, un terreno che permette il proliferare delle destre». Un clima di arroganza e paura che in gran parte della città sta cristallizzando la cultura della sopraffazione. «Il buco di bilancio del comune di Catania- racconta Piero Mancuso del Centro Iqbal Masih che ha sede a Librino- non è solo il segno evidente di una cattiva amministrazione ma la simbolo della supremazia dell’arroganza. Attraverso il rugby i giovani di Librino stanno imparando anche la cooperazione e il rispetto degli altri». Al centro del dibattito anche il problema del precariato. Per Alfio Caruso ricercatore dell’Istat c’è il rischio di una privatizzazione dell’Ente e la possibile perdita del posto di lavoro proprio per 317 giovani, ironia della sorte, impegnati nel rilevare i tassi di occupazione. “C’è un altro grave rischio- dice- che la privatizzazione comporterà la faziosità del dato”. Un elemento che il ministro Brunetta camuffa sotto il cappello del risparmio e che in realtà “costerà 17 milioni, mentre attualmente il costo è di 11, con il capitale iniziale dell’Istat”. Catania come specchio di un intero paese. «C’è un’opposizione- esordisce Paolo Ferrero- non organica e urlata di antiberlusconismo confindustriale. A questa va aggiunta quella dialogante di Veltroni e convergente di Di Pietro. Dobbiamo rilanciare l’idea di una opposizione di sinistra che sia contro il governo, Confindustria e le politiche del Vaticano. Opposizione di sinistra vuole dire costruire la sfera dei bisogni sociali, e questo è possibile solo se il Prc si pone in una prospettiva unitaria. La riduzione dei CCNL, renderli ininfluenti, come stanno cercando di fare significa ridurre l’attivismo sindacale. Il federalismo fiscale significa che le Regioni diventeranno i titolari delle proprie ricchezze, il fondo di perequazione previsto non sarà uno strumento collante di tutte le regioni ma porterà al collasso di quelle che hanno più difficoltà. Questo vuol dire distruggere il sindacato e l’Italia. Perché il Sindacato ha riunito il paese grazie ai diritti. La distruzione della scuola-continua Ferrero- è l’esempio più evidente». Per il segretario di rifondazione la scuola rappresenta anche un importante momento di socializzazione. «Distruggere la scuola pubblica- continua- vuole dire rompere una società. Significa incrementare il razzismo, la paura e l’insicurezza. In breve legittimare il capro espiatorio. Dobbiamo costruire un percorso che permetta di realizzare un’opposizione forte, insieme alla Cgil e a tutti quelli che hanno un’idea di ricostruzione di un movimento operaio con una pluralità di idee, una comunità senza settarismo».
Laura Galesi
Catania

DICHIARAZIONE CONGIUNTA DELLA FEDERAZIONE PRC, DEI GC E DEL CIRCOLO TIEN AN MEN DI CATANIA

Il Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Catania esprimono sconcerto per la notizia appresa dal quotidiano “La Repubblica” secondo la quale la militanza dentro il PRC sarebbe stata una delle cause per le quali un giudice del tribunale di Catania ha deciso di affidare un minore al padre togliendolo alla madre con la quale viveva. Ci sembra innanzi tutto gravissimo che i servizi sociali, sulla cui relazione la sentenza si fonda, abbiano ricollegato la militanza politica dentro Rifondazione all’utilizzo di sostanze stupefacenti ed alcoliche e che abbiano descritto la nostra comunità come un gruppo di pericolosi estremisti dal quale le istituzioni devono allontanare i giovani. Continua la lettura di DICHIARAZIONE CONGIUNTA DELLA FEDERAZIONE PRC, DEI GC E DEL CIRCOLO TIEN AN MEN DI CATANIA