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"La lotta dei lavoratori della SAT diventi un simbolo generale"

Dichiarazione di Luca Cangemi, segretario Regionale di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra

L’ azione di lotta a cui oggi hanno dato vita i lavoratori della SAT è un atto giusto e necessario per impedire che questa vicenda venga archiviata, come una delle tante operazioni speculative che istituzioni inerti o compiacenti permettono, producendo desertificazione produttiva e disperazione sociale. Facciamo un forte appello perchè la coraggiosa e determinata lotta dei lavoratori della SAT non rimanga isolata ma anzi diventi un simbolo per tutti. Attorno ad essa si deve sviluppare un movimento che chieda un radicale rinnovamento degli indirizzi di politica economica, fondato sulla salvaguardia e lo sviluppo del lavoro e del patrimonio tecnico-professionale.

Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra impegnano tutte le loro forze nell’unificazione di tutte le lotte sociali, per salvagurdare i livelli occupazionali e rilanciare prospettive autentiche di rilancio industriale del nostro territorio.

La lotta degli operai Sat: «La fabbrica non deve chiudere»

CATANIA
La lotta degli operai Sat: «La fabbrica non deve chiudere»
Occupata da febbraio, è fornitrice della StM. In 100 hanno creato una coop che progetta la riconversione
Antonio Sciotto
Il sogno degli operai non ha confini geografici: e a Catania c’è una storia in tutto simile a quello che sta accadendo alla Innse di Milano, o alla inglese Vestas. Protagonisti sono 164 tute blu, età media 30 anni, che si oppongono alla chiusura della loro fabbrica. La Sat di Aci Sant’Antonio, ex produttrice di gettoni telefonici e monete in lire, da diversi anni si è convertita in fornitrice della StMicroelectronics, che possiede un polo di elettronica alle porte della città etnea: produce dissipatori di calore per le schede dei computer, ma ultimamente ha diversificato i comittenti, rifornendo anche la Magneti Marelli, la Ave (interruttori), la Silca (chiavi). Ma con la crisi della StMicroelectronics, non c’è stato scampo, e i proprietari, la famiglia romana Paoluzi, hanno deciso la chiusura.
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Prc Catania: elezione Rettore Università di Catania

Comunicato  di Matteo Iannitti, Responsabile scuola e università Segreteria Provinciale Rifondazione Comunista.

L’Italia e l’Europa sono attraversate da un ciclo di lotte nell’università e nella scuola. Lotte di rara intensità e che hanno coinvolto studenti, docenti, precari, nell’università e nella ricerca. E’ la crisi economica, sociale e politica in generale e il “modello Bologna” nel quadro della strategia di Lisbona in particolare che hanno suscitato una forte protesta di massa da Parigi ad Atene a Roma. La versione nazionale dei processi di riforma e ristrutturazione del sistema universitario, il 3+2 di Berlinguer, Zecchino, Moratti e Gelmini non si limita ad un crescente taglio dei finanziamenti, ma punta a processi di aziendalizzazione e privatizzazione di scuole e università, rese subalterne e funzionali al sistema delle imprese, in un contesto che vede gli studenti divisi tra fantomatiche “scuole di eccellenza” e corsi di studio dequalificati. Continua la lettura di Prc Catania: elezione Rettore Università di Catania

Amministrative, Montalto (Prc Catania): gravissimo il voto bipartisan all'ARS sull'introduzione dello sbarramento al 5% per le elezioni provinciali e comunali

Dichiarazione di Pierpaolo Montalto, segretario provinciale Prc Federazione di Catania

Si tratta di una scelta politica che ha il preciso obiettivo di uccidere la democrazia in Sicilia, di cancellare ogni voce critica e di impedire ogni libera forma di rappresentanza all’interno delle istituzioni. Gravissima è la totale condivisione politica del Partito Democratico il cui chiaro intento è quello di eliminare ogni ostacolo politico ad un consociativismo fondato sulla spartizione del potere, sulla cancellazione di ogni forma di opposizione e sulla cosciente subalternità ai poteri forti siciliani.

Rifondazione Comunista rifiuta e combatterà il tentativo di istaurare un bipartitismo coatto che cancelli dalle Istuituzioni anni di lotte per i diritti dei lavoratori, di antimafia sociale e di battaglie per i diritti dei più deboli. Non ci spaventa tuttavia nessun sbarramento: le lotte di studenti e insegnanti, lo sciopero generale del prossimo 12 dicembre, le battaglie dei lavoratori catanesi, dagli operai della Cesame ai lavoratori della Multiservizi, dimostrano la necessità per il PRC di occupare l’unico spazio politico che ci compete che è quello di un’opposizione sociale e di classe alle politiche confindustriali, liberticide e ossequiose ad un neoliberismo che ha prodotto solo disastri, portate avanti sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Spazio politico che non può certamente essere occupato da un Partito Democratico incapace di essere opposizione al centrodestra perchè ne condivide scelte e obiettivi politici come dimostrato dalla collaborazione in molte giunte con Mpa, Udc e Pdl.

Rilanciamo quindi con forza il nostro progetto politico, fatto di presenza costante nelle lotte, di sostegno ai movimenti che si stanno battendo per la scuola e l’università pubbliche, in difesa del diritto alla salute e a difesa del posto di lavoro. Progetto politico che si esprimerà anche con la presentazione delle liste del Partito della Rifondazione comunista, che apriremo a tutti i soggetti sociali in lotta con l’ambizione di portare all’interno delle istituzioni il conflitto sociale che rappresenta il naturale terreno politico per il nostro Partito.

Catania, 5 Dicembre 2008

RICOMINCIAMO DALL’OPPOSIZIONE. L’ASSEMBLEA DI CATANIA

di Matteo Iannitti, segreteria provinciale PRC Catania, coordinamento nazionale Giovani Comunisti

Tanta gente il 2 ottobre ha popolato l’auditorium dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, ora sede delle facoltà di lettere e filosofia. Molta più di quella presente alle iniziative della scorsa campagna elettorale. Tanta gente venuta per ascoltare, per capire, per sapere questa nuova Rifondazione Comunista uscita da Chianciano dove va e cosa vuole fare. Tanta gente, anche non iscritta al Partito, che in una città umiliata, depredata e disperata ha ancora la voglia di cercare il riscatto. Ricominciamo dall’opposizione, questo era, come al Brancaccio, non solo il titolo dell’assemblea ma anche il filo rosso che collegava tra loro interventi e testimonianze. A partire dall’introduzione di Pierpaolo Montalto, segretario della Federazione di Catania, che ha raccontato il degrado sociale della città e della sua provincia ed ha spiegato come ricominciare dall’opposizione sia doveroso e fisiologico per un Partito della Rifondazione Comunista che proprio nell’opposizione e nel conflitto sociale trova la sua utilità e riscopre la sua collocazione.   Continua la lettura di RICOMINCIAMO DALL’OPPOSIZIONE. L’ASSEMBLEA DI CATANIA