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Vittoria, 6 febbraio: Quello che resta – storia di Stefania Noce

Giovedì 6 febbraio – ore 18,30

presso

Circolo PRC “P. Impastato”, via Principe Umberto, 115 – Vittoria

Quello che resta – storia di Stefania Noce

Presentazione del libro sulla storia di Stefania Noce, giovane studentessa e attivista catanese, uccisa, insieme al nonno che provò a difenderla, dal fidanzato (?) a Licodia il 27 dicembre 2011.

Sarà presente l’autrice Serena Maiorana

Interverrà anche la giornalista Pina La Villa, redattrice della testata girodivite.it

Guastella (PRC): Vittoria si liberi di questa classe dirigente

Se l’eterno secondo della Città di Vittoria sente l’esigenza di scrivere una lettera aperta al suo segretario di partito ricca di buoni propositi, di senso di responsabilità, di moralismo manieristico, gatta ci cova.
Il vecchio ed eterno secondo non sa stare lontano dalla gestione del potere.
Lui è cresciuto come uomo di (pseudo)lotta e di (mal)governo. Sempre dietro all’uomo forte di turno. Chi non lo ricorda come uomo fidato di Aiello?
Faceva il finto oppositore del leader massimo, per poi contrattare con lo stesso, nelle segrete e buie stanze delle sezioni di Partito, incarichi e posti di governo per lui e per i suoi seguaci.
Questo atteggiamento lo ha dipinto come politicamente poco affidabile, avvezzo ai facili tradimenti e alle giravolte improvvise.
Infatti, le sconfitte non sono mai mancate, raccogliendo ciò che seminava.
Ora alla vigilia di importanti scadenze elettorali che hanno sollecitato la sua infinita ambizione, da vecchia volpe argentata, ha capito che l’amministrazione è ai minimi termini; neanche l’ingresso dell’Arch. Angelo Dezio è riuscita a risollevare dal torpore Nicosia e Co.
Lui, invece, è convinto di essere depositario di capacità, esperienze e accortezza ed annuncia la disponibilità sua e di SEL ad un “nuovo” patto di governo, nonostante abbiano ampiamente dimostrato la loro incapacità amministrativa nella prima fase dell’esperienza amministrativa.
Gli argomenti sono sempre gli stessi e annunciati con la solita cadenza soporifera.
Forse Nicosia tra una partita di calcetto, un triangolare di tennis e una cena, gli concederà qualcosa sia per mantenere viva e sobria la sua maggioranza sia per restituire un po’ di sorriso a Vincenzo il musone.
Il risultato lo conosciamo già: ennesima sconfitta. Il problema è che a pagarne le conseguenze sarà sempre e solo la città.
La città ha bisogno di liberarsi di questa classe dirigente, legata alle sole dinamiche del manuale Cencelli. Una nuova stagione per Vittoria passa, innanzitutto, da volti nuovi con idee nuove e coerenti. Beni comuni, PRG, rapporto politica mondo delle imprese e dei lavoratori, progettualità seria e concreta.

Davide Guastella, per la segreteria di Rifondazione Comunista Vittoria

Guastella (PRC): Vittoria dica basta alle slot machines

Il 19 maggio 2013 come PRC e GC abbiamo invitato il Comune di Vittoria ad aderire alla campagna nazionale lanciata dalla trasmissione televisiva le Iene “basta con le slot machines”, al fine di entare nel movimento nazionale che pretende una regolamentazione di una piaga socale che sta portando alla rovina interi nuclei familiari a fronte di un effimero guadagno dello Stato.
Infatti, il gioco d’azzardo rende alle casse dello Stato circa 8 miliardi di euro l’anno, ma ne fa spendere circa 6 per la cura e l’assistenza di chi ha una dipendenza, che oggi in Italia si stimano essere 3 milioni.
Siamo stati felici dell’adesione del Comune di Vittoria alla rete nazionale, che pian piano vede adesioni di decine di enti. Ora, però, occorre un cambio di marcia.
In primis è necessario escludere per principio dall’idea di costruzione di una città le sale da gioco, imponendo dei vincoli nei PRG e provare a trasformare le sale esistenti in laboratori sociali e luoghi dove fare cultura, musica, arte.
Occorre, però, adottare anche una delibera che riconosca a tutti gli esercenti commerciali, che rinunciano all’installazione o dismettono gli apparecchi da gioco uno sgravio della tassazione comunale.
In alcuni Comuni sono state già approvate delibere in tal senso.
Volendo essere propositivi, come sempre, invitiamo l’Amministrazione a valutare sgravi sulle concessioni del suolo pubblico o della tassa sulla pubblicità o ancora sulla tassa dei rifiuti agli esercizi commerciali che decidono di rinunciare all’effimero guadagno delle slot machines.
Non si può attendere oltre!

Davide Guastella per la segreteria di Rifondazione Comunista Vittoria e il coordinamento dei Giovani Comunisti

Prc Vittoria – Il lungomare della vergona

Quando l’Alain Delon del vittoriese, Nicosia nominò assessore alle manutenzioni l’arch. Dezio, alcuni estimatori del Renzo Piano delle Cannavati (pochi per la verità) esclamarono: “finalmente ci sarà qualcuno che proverà ad aggiustare la città”.
Considerato che per l’Assessore l’agricoltura è “ormai poco redditizia e bisogna puntare tutto sul turismo”, pensavamo che si sarebbe buttato a capofitto nel ripristinare il lugomare di Scoglitti. Un lungomare che da anni sta miseramente franando sotto i colpi delle mareggiate. In questi anni il dissesto è avanzato come gli incarichi ricevuti dall’inossidabile architetto tanto da Aiello quanto da Nicosia. Adesso con l’approssimarsi delle burrasche autunno-invernali la stabilità di un pezzo sostanzioso del lungo muro di cemento armato verrà definitivamente compromessa. Il rischio dalla strada inizia a spostarsi anche sugli edifici.Abbiamo fatto alcune fotografie nella zona della Scogliera, zona dove il dissesto è più allarmante e raffrontandole con quelle che avevamo fatto a luglio e immediatamente si nota come le preoccupazione di un’intera città siano reali. La stessa Amministrazione ha dovuto chiudere al traffico la strada e le auto sono costrette a deviare sul marciapide fornito all’occorrenza di scivola in cemento. Dezio sulla vicenda evita di parlare però la sua faccia paffuta campeggia nei giornali e nelle tv locali. L’Emaia è un ottimo anestetizzante, ma da lunedì l’effetto soporifero della campionaria finirà e il dissesto sarà li ad attendere chi non sa come affrontarlo. L’e-sperto Dezio, che da quasi vent’anni si muove dentro Palazzo Iacono ricoprendo tutte le cariche tranne quella di sindaco su questa vicenda ha gettato la maschera, dimostrando di non essere riuscito a fare nulla. Dove sono i finanziamenti della regione tanto annunciati? Dove sono gli interventi che dovevano momentaneamente bloccare il cedimento? Quel profluvio di promesse, di impegni, di annunci e di parole sta franando miseramente come il lungomare. Lo smottamento travolgerà anche le ambizioni nemmeno tanto nascoste dell’architetto? Al mare l’ardua sentenza.

Partito della Rifondazione Comunista – Vittoria

PRC-Vittoria: L'ipocrisia della politica e lo sciopero della fame.

La vicenda umane e professionale dell’imprenditore ed esponente politico Angelo Giacchi, così come abbiamo letto dagli organi di informazione, merita una attenta riflessione ed una considerazione sulla tenuta del nostro tessuto economico e sulle sue conseguenze sul piano economico, sociale e politico.
Negli ultimi anni una profonda crisi finanziaria ha colpito gravemente le famiglie e le micro e piccole imprese con un aumento impressionante di sofferenze bancarie e chiusure di attività economiche. Ed anche a Vittoria non sono mancati, purtroppo, casi drammatici.
Il nostro tessuto economico, basato sulla centralità delle micro e piccole imprese, che aveva assicurato reddito familiare, occupazione diffusa e sviluppo economico è stato messo in ginocchio e travolto da scelte liberistiche che tutt’ora vedono nella privatizzazione, delocalizzazione e nell’abbattimento delle retribuzioni e dei diritti previdenziali e assistenziali la modernità.
Logiche e scelte avallate e sostanzialmente difese da un vasto schieramento politico che va dalla destra passando per i partiti governativi della palude centrista e arrivando al PD americanizzato in
tutte le sue varianti democrat.
Emblematica la vicenda delle misure economiche previste per l’agricoltura dai fondi europei e la loro gestione della Regione Sicilia con i P.S.R. che hanno sempre escluso le micro e piccole aziende finendo per favorire la formazione di piattaforme commerciali e la diffusione dell’omologazione dei prodotti agricoli che non solo non hanno creato ricchezze, se non per i soliti noti dell’agro-business ma hanno provocato un abbassamento della qualità della vita e dei livelli dei diritti e dei salari.
Queste politiche economiche all’insegna dell’ossessivo slogan “meno Stato e più mercato” hanno provocato nel nostro territorio una involuzione economica le cui responsabilità sono evidenti. E mentre sempre più imprenditori “berluscones” erano ammaliati e scendevano direttamente e trasversalmente in politica con la richiesta di sempre maggiori finanziamenti pubblici si assisteva all’aumento dei precari e dei disoccupati e la loro progressiva sostituzione con lavoratori e lavoratrici stranieri, soprattutto dell’Est non sindacalizzati, per usare un eufemismo, creando così competizione al ribasso con i braccianti e i lavoratori locali e tensione fra disperati.
Davvero un bel risultato. Come se il costo del lavoro fosse la causa della crisi, che da un po’ di tempo sta colpendo anche quei soggetti che chiedevano a gran voce queste misure. Questa classe dirigente politica ed imprenditoriale che ha avallato queste scelte non può versare adesso lacrime di coccodrillo perché questa ipocrisia nasconde solo una oggettiva incapacità a dare soluzioni ad una crisi senza precedenti.
In questo sistema liberista e di mercato selvaggio non c’è posto per la solidarietà, chi non ce la fa ne viene espulso. Quel poco che si è ottenuto lo si deve ad alcune organizzazioni di categoria e di contribuenti che hanno saputo individuare fenomeni di anatocismi garantendo assistenza ai malcapitati e all’azione politica di una vera sinistra di alternativa che mette al centro i valori dell’uomo, del lavoro e della giustizia sociale.
Ben vengano tutti i sistemi di monitoraggio pubblico delle aste giudiziarie, come lei chiede sig. Giacchi, ma è nell’intreccio distorto tra certa politica e certa imprenditoria ampiamente beneficiata da interventi pubblici ed europei che va individuata la causa che ha prodotto e produce sempre più disperazione e deserto economico.

la Segreteria del PRC di Vittoria