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Cangemi (Prc): Da Priolo un segnale importante di lotta e proposta

da blogsicilia.it del 23 ottobre 2010

23 ottobre 2010 – Luca Cangemi, segretario regionale di Rifondazione Comunista, ha partecipato alla manifestazione promossa dalla Cgil a Priolo a difesa della salute, del lavoro dell’ambiente.

“Quello di oggi è un segnale di lotta e di proposta importante per la Provincia di Siracusa e per tutta la Sicilia – ha dichiarato Cangemi”.

“Da questa manifestazione-ha continuato il segretario del PRC siciliano- viene una fortissima denuncia di una situazione insostenibile per un intero territorio e un’ipotesi nettamente alternativa alle scelte di governo e confindustria.

È un segnale che è in sintonia con quello della grande manifestazione nazionale promossa dalla FIOM il 16 ottobre e che ha rappresentato un grande elemento di unificazione delle lotte sociali, ambientali e civili nel nostro paese.

La difesa della salute e dell’ambiente, la prospettiva del risanamento ambientale come grande occasione di lavoro, stabile e qualificato, la necessità di una nuova politica industriale: sono questi elementi centrali di ogni progetto di sviluppo alternativo per la Sicilia. Le classi dirigenti nazionali e regionali, chine ai desideri del padronato, seguono una linea opposta, come dimostra anche l’intervista di Lombardo di stamattina.

È necessario adesso dare continuità alla mobilitazione, nella prospettiva di un sempre più necessario sciopero generale che imponga scelte radicalmente nuove”- ha concluso Cangemi.

La Federazione della Sinistra di Siracusa aderisce alla manifestazione provinciale della CGIL di Sabato 23 Ottobre

Il Coordinamento Provinciale della Federazione della Sinistra di Siracusa aderisce con convinzione alla manifestazione provinciale indetta dalla CGIL il 23 Ottobre a Priolo e si impegna per garantire il massimo di mobilitazione possibile.
Gli scenari che abbiamo di fronte in Italia ed in Europa sono segnati dalla scelta di fondo delle classi dominanti di non rimettere in discussione il modello di sviluppo che ha portato alla crisi e di produrre, all’opposto, un salto di qualità pesantemente regressivo di quello stesso modello.
La dimensione dei tagli decisi dai diversi governi europei e la revisione del patto di stabilità accentuano drammaticamente il carattere liberista ed oligarchico dell’Unione.
Inoltre, la scelta “neomercantilista” per cui si dovrebbe uscire dalla crisi orientando tutte le economie all’esportazione, senza sapere chi dovrebbe comprare,ma con una competizione sempre più aspra sulle condizioni di lavoro e i diritti sociali, è tanto illusoria quanto distruttiva. E’ una scelta incompatibile con i diritti del lavoro,il sistema di welfare,la democrazia costituzionale.

L’Italia rappresenta in questo contesto, la punta più estrema dell’attacco in corso. Lo è per le caratteristiche che si sono sedimentate nel tempo della sua struttura economica e sociale.
Per la lunga assenza di politiche industriale e una competizione da tempo giocata sulla compressione dei costi e delle condizioni di lavoro.
Per l’iniquità della struttura fiscale, che ha comportato al tempo stesso un debito pubblico oggi al 120 per cento del Pil e uno stato sociale sottofinanziato rispetto al resto d’Europa.
Lo è per il quadro politico e sindacale da cui il nostro paese è segnato: l’asse Berlusconi-Marchionne al governo, la scomparsa della sinistra dal Parlamento, la scelta di Cisl e Uil di un modello di sindacato che niente ha più a che vedere con l’organizzazione e la rappresentanza dei lavoratori.
La Sicilia e in particolar modo la provincia di Siracusa, relegata da tutti gli osservatori agli ultimi posti nelle classifiche italiane in merito alla vivibilità e alla crescita, si pongono come spettatori passivi di questi processi condannando cittadini e lavoratori a subire gli effetti drammatici della crisi.

Ma proprio nel nostro territorio, come testimoniano le lotte dei precari della scuola o degli operai del Polo Petrolchimico di Priolo c’è la richiesta pressante che a fronte della durezza della crisi i lavoratori non vengano lasciati soli nella lotta per la difesa dei posti di lavoro.
C’è la richiesta di costruire collettivamente resistenza ai processi pesantissimi di ristrutturazione, e capacità di progettare alternative di sviluppo e di vita, socialmente e ambientalmente sostenibili.
Per questi motivi riteniamo indispensabile una mobilitazione continua e di massa e sosteniamo con forza l’impegno del movimento sindacale in questa direzione.

Nella difesa dei posti di lavoro e dei diritti del lavoro, nelle pratiche di solidarietà e nella capacità di progetto, rimettiamo all’ordine del giorno che cambiare è necessario e possibile.

Per la Federazione della Sinistra
Danilo Ferrante, Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Siracusa
Lucia Sorano, Segretaria Provinciale Partito dei Comunisti Italiani