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Francofonte (SR) presentazione di "Pomigliano non si piega"

IL CIRCOLO MILLE PAPAVERI ROSSI DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FRANCOFONTE E’ LIETO DI INVITARVI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO POMIGLIANO NON SI PIEGA

Domenica 4 marzo 2012 alle ore 18.30

presso

Ex CHIESA DI SAN CRISTOFORO

PRESENTA IL COMPAGNO ALESSANDRO GIARDIELLO MEMBRO DEL COMITATO POLITICO NAZIONALE, NONCHE’ AUTORE DEL CAPITOLO CONCLUSIVO.

Il 22 giugno del 2010 accadeva qualcosa che è destinato a rimanere nei libri di storia, dopo tantissimi anni di sconfitte la giovane classe operaia italiana rialzava la testa.
Lo faceva a Pomigliano mediante un referendum votando per il 36% no al ricatto presentato da Marchionne: ricatto col quale la Fiat si assicurava maggiore produttività aumentando il massacrante orario lavorativo e calpestando diritti quali malattie, scioperi, pause mensa: diritti conquistati dai lavoratori con le lotte degli anni ’70!
Pomigliano prima e Mirafiori indicano chiaramente che la classe operaia, non è più disposta a nuovi sacrifici! La rabbia dei lavoratori è emersa anche in tutte le piazze italiane il 6 maggio per lo sciopero generale, e mentre i governi ed i partiti di centrodestra e centrosinistra non offrono proposte credibili per l’uscita dalla crisi le lotte sono destinate a continuare: come nel caso Fincantieri in cui l’attacco sferrato è subito rientrato grazie all’unità dei lavoratori.. questa è la strada! l’unità delle lotte, la classe operaia che lotta fianco a fianco, per resistere un minuto più del padrone!
Questo libro è un importante testimonianza scritta da chi in prima persona ha deciso di alzare la testa, scontrandosi contro tutto e tutti, contro Cisl, Uil e Fismic, contro tutta la stampa, contro tutto il parlamento maggioranze e opposizione inclusa, sostenuti dalla sola Fiom e dal circolo del PRC Avio di Pomigliano.

evento su facebook
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Francofonte (SR) presentazione di "Pomigliano non si piega"

IL CIRCOLO MILLE PAPAVERI ROSSI DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FRANCOFONTE E’ LIETO DI INVITARVI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO POMIGLIANO NON SI PIEGA

Domenica 4 marzo 2012 alle ore 18.30

presso

Ex CHIESA DI SAN CRISTOFORO

PRESENTA IL COMPAGNO ALESSANDRO GIARDIELLO MEMBRO DEL COMITATO POLITICO NAZIONALE, NONCHE’ AUTORE DEL CAPITOLO CONCLUSIVO.

Il 22 giugno del 2010 accadeva qualcosa che è destinato a rimanere nei libri di storia, dopo tantissimi anni di sconfitte la giovane classe operaia italiana rialzava la testa.
Lo faceva a Pomigliano mediante un referendum votando per il 36% no al ricatto presentato da Marchionne: ricatto col quale la Fiat si assicurava maggiore produttività aumentando il massacrante orario lavorativo e calpestando diritti quali malattie, scioperi, pause mensa: diritti conquistati dai lavoratori con le lotte degli anni ’70!
Pomigliano prima e Mirafiori indicano chiaramente che la classe operaia, non è più disposta a nuovi sacrifici! La rabbia dei lavoratori è emersa anche in tutte le piazze italiane il 6 maggio per lo sciopero generale, e mentre i governi ed i partiti di centrodestra e centrosinistra non offrono proposte credibili per l’uscita dalla crisi le lotte sono destinate a continuare: come nel caso Fincantieri in cui l’attacco sferrato è subito rientrato grazie all’unità dei lavoratori.. questa è la strada! l’unità delle lotte, la classe operaia che lotta fianco a fianco, per resistere un minuto più del padrone!
Questo libro è un importante testimonianza scritta da chi in prima persona ha deciso di alzare la testa, scontrandosi contro tutto e tutti, contro Cisl, Uil e Fismic, contro tutta la stampa, contro tutto il parlamento maggioranze e opposizione inclusa, sostenuti dalla sola Fiom e dal circolo del PRC Avio di Pomigliano.

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PRC-FRANCOFONTE: ANTI POLITICA O PROPOSTE COSTRUTTIVE?

Ieri 29 Gennaio 2012 si è tenuta presso la “Società Agricola” un’assemblea presieduta dal sig. Rosario Sidoti sui temi della grave crisi agrumicola da tempo in atto sul nostro territorio.

Diversi gli ospiti, tra cui il Primo Cittadino, alcuni amministratori, diversi partiti politici e associazioni di Francofonte. Anche se non direttamente invitati il PRC di Francofonte ha voluto assistere e partecipare ai lavori.

Purtroppo possiamo affermare di aver assistito al solito squallido teatrino.

È stata rappresentata,infatti, la triste resa politica dei nostri amministratori che si sono dichiarati incapaci di gestire l’emergenza, anche se di emergenza non è opportuno parlare visto che questa situazione si trascina ormai da troppo tempo. A questa ammissione di incapacità governativa sarebbe doveroso da parte loro, nel rispetto della cittadinanza, presentare le dimissioni.

Dai diversi interventi degli amministratori è emersa una forte colpevolizzazione nei confronti del popolo, accusato di essere poco vigile alla vita politica e amministrativa della comunità francofontese.

Perfetto alibi per non assumersi le proprie responsabilità, scaricandole su quegli elettori che tramite il loro voto, hanno delegato e dato fiducia a questi esponenti.

Dalle discussioni non sono emerse idee, proposte di riforme vere e strutturali del comparto agrumicolo capaci di dare nuovo impulso alle dinamiche agricole.

Piuttosto, sono ritornate in auge vecchie, stantie proposte di protezionismo anacronistico nell’era della globalizzazione. Ma non eravamo noi i no-global?

Stiamo assistendo, praticamente, ad una grave forma di delirio, dove l’attuale politica incita all’anti politica proponendo una larga intesa che spazia dal PRC all’estrema destra, per celare la mancanza di progetti e proposte alternative concrete ed attuabili.

Non ci sembra un’idea molto originale, visto che altro non è che la riproposizione di quello che accade oggi al parlamento, dove le diverse forze politiche sono schierate a sostegno del Governo Monti, con i risultati che tutti ormai, abbiamo sotto gli occhi!

Ci hanno chiesto di avanzare proposte, noi abbiamo voluto raccontare i fatti; con il grande progetto di Aranciametalmeccanica abbiamo dimostrato che l’associazionismo funziona, si può fare ed è un’ottima alternativa ai metodi attuali di commercializzazione.

Siamo disponibili, se invitati, a presentare comunque i nostri progetti qualora si avanzi la proposta di qualsivoglia tavolo tematico.

Vogliamo dimostrare che la politica è in grado di trovare soluzioni ai problemi pur conservando le proprie diversità, le proprie idee, e creando una sintesi proficua, che sia una risposta efficace all’attuale crisi.

Il Segretario del circolo “mille papaveri rossi”
Alessia Piccione

Una testimonianza dalla Sicilia

da rifondazione.it, 21 gennaio 2012

Sono un produttore agrumicolo siciliano. In questi giorni, nel pieno della stagione delle arance, anziché a raccogliere sono al computer a mandare appelli affinché si aprano gli occhi su ciò che sta succedendo qui. Vi scrivo da Lentini, provincia di Siracusa. Eravamo al corrente dei blocchi imminenti già dalla settimana scorsa. A differenza di noi la maggior parte della popolazione era assolutamente ignara e questo ad ulteriore riprova del fatto che il fenomeno non nasce come popolare. Lunedì sono cominciati i blocchi. Qui a Lentini ne sono stati organizzati parecchi, almeno 4 sulle principali vie d’accesso del paese.
Tutti i mezzi commerciali anche semplici macchie furgonate sono stati costretti a fermarsi e a dimostrare solidarietà al movimento abbandonando il mezzo.

Ho passato un po’ di tempo ad osservare questi blocchi, non c’era ovviamente nessuna facoltà nel poter scegliere di aderire o meno. I toni ed i modi erano semplicemente intimidatori, in una maniera che nessun siciliano che voglia campare cent’anni potrebbe mai fraintendere. Un ragazzo africano venditore ambulante, che evidentemente non conosce bene questi codici comportamentali è stato circondato, gli hanno aperto gli sportelli è fatto capire in maniera poco velata cosa doveva fare. La sua macchina è ancora parcheggiata lì.
I blocchi non si sono limitati a sequestrare i mezzi, ma hanno fatto opera di indottrinamento. Ciascun autista veniva informato dei motivi della protesta che doveva ovviamente condividere. Mio padre ha avuto qualche piccola obbiezione da fare. Quando gli è stato detto che l’indomani avrebbero impedito anche la libera circolazione dei mezzi ad uso civile, lui ha obbiettato che mia madre avrebbe dovuto fare delle visite mediche e loro gli hanno risposto che in tal caso avrebbe dovuto esibire il certificato medico. Quando mio padre ha reagito dicendo che non solo questo sistema di protesta era sbagliato, ma semplicemente folle, è stato costretto, per punizione, ad accostare fino a nuovo ordine. Dopo mezz’ora è potuto ripartire.
Da ieri squadracce di individui poco raccomandabili girano intimando a ciascun esercente, artigiano, ecc.. di chiudere l’attività pena ritorsioni. Ieri, la panettiera, quando sono entrato in panificio aveva le mani tremanti: “mi anno detto che se quando tornano trovano aperto spaccano tutto”. Idem in molti altri esercizi, “scusate , ma ci hanno fatto chiudere per sciopero”.
Il fatto che le forze dell’ordine abbiano assistito passivamente a questi eventi, con i finestrini delle macchine ben chiusi per non sentire il carattere intimidatorio dei pacifici manifestanti nei confronti degli autisti dei mezzi è gravissimo. So che ovviamente le pattuglie rispondo ad ordini ricevuti, ma legittimare in questo modo queste pratiche anti democratiche, consentire la violazione dei diritti fondamentali di altri individui, crea dei precedenti molto pericolosi.
Dare un simile potere a chi non ha alcun diritto di esercitarlo, è un gioco pericoloso, dal quale può essere difficile tornare indietro. Purtroppo navigando sul web vedo che questa ventata di rivoluzione crea tanto entusiasmo ed accende gli animi di chi, forse, non si rende conto di cosa sta succedendo. Gli studenti che oggi scendono in piazza, non sanno che in questo momento qualcuno sta rubando un pezzo della loro futura libertà. Questa azione non è in alcun modo fatta per dare alcun beneficio ai siciliani. Nessuno si è presentato al palazzo della regione per pretendere una migliore gestione delle risorse, una riduzione dei costi della politica siciliana, interventi economici ed infrastrutturali per ridurre gli svantaggi territoriali per meglio competere sul mercato europeo o altre delle mille cose che avremmo bisogno venissero fatte. NO! CIO CHE E’ IN CORSO E’ UNA MACRO ESTORSIONE.
In Sicilia, ciò cui siamo comunemente abituati, è che qualcuno bussi alla nostra porta e ci dica “o paghi o non ti facciamo più lavorare – ti bruciamo il negozio o la macchina”. Qui quanto avviene oggi e che a ciascuna persona che lavora, almeno nel mio territorio, venga detto “o lo stato paga, o non ti facciamo più lavorare, non ti restituiamo il mezzo di trasporto, le merci, non ti diamo più il diritto di mangiare o circolare liberamente”. Tutti in ostaggio e boia chi molla. Quale sia il riscatto che dovrà essere pagato non è ben chiaro.
A parte gli interessi di qualche categoria che vuole che la crisi pesi più sugli altri che su di se, qui qualcuno sta mostruosamente speculando sul disagio e l’ignoranza della gente per costruirsi un credito politico, a partire da Forza Nuova che si cela dietro il comitato forza d’urto, così come tanti altri individui di discutibile reputazione. Ciascuno cittadino e ciascuna categoria, in qualsiasi regione di Italia in questo momento è in difficoltà, ma l’uso della violenza e della prepotenza per l’accaparramento di privilegi non è ammissibile. E’ irresponsabile, non ce lo possiamo permettere più. La “rivoluzione” dovrebbe portare esattamente l’effetto opposto rispetto ciò cui stiamo assistendo. Ripristinare lo stato di diritto. Abolire i privilegi. Dare regole eque e chiare e farle rispettare a tutti! Tutto ciò e molto triste e mi amareggia tantissimo, come italiano e come siciliano.

Forconi, Piccione (PRC Francofonte): Evitiamo la guerra tra poveri!

Il Circolo ‘mille papaveri rossi’ del Partito della Rifondazione Comunista di Francofonte capisce ed è molto sensibile, come lo è sempre stato, alle proteste di tutte quelle centinaia di lavoratori onesti siciliani che in questi giorni stanno occupando e bloccando le vie principali dell’isola, ne capiamo la disperazione, il malcontento, il senso di sfruttamento e l’impoverimento, proprio perchè lo viviamo nella nostra stessa pelle.

Ma siamo altrettanto sensibili a tutti quei lavoratori che a causa del blocco non possono nemmeno guadagnarsi la giornata, come braccianti , precari o prestatore d’opera occasionale in un cantiere, il piccolo produttore che ha la necessità di raccogliere il prodotto, il commerciante che viene costretto a chiudere con le minacce, ecc. lavori per mantenere la famiglia, in un periodo di crisi generale ma particolarmente pesante per la nostra zona.

Non partecipiamo a questa mobilitazione per alcuni motivi: perchè i promotori, capi dei movimenti in questione, sono persone di dubbia provenienza e appartenenza politico-culturale e dall’oscuro passato,che hanno beneficiato di politiche clientelari e di finanziamenti utilizzati come elemosina o per fare le campagne elettorali con la busta della spesa compra-voto, persone che in fondo portano solo rivendicazioni di tipo corporativo, e non appena qualche concessione verrà loro fatta tutto ritornerà come prima, altro che rivoluzione!

Non partecipiamo perchè non condividiamo i tempi, i modi e i metodi scelti per questa protesta, si stanno facendo solo danni (la guerra dei poveri si sta innescando), si sta mettendo in ginocchio la già debole economia regionale. Il fenomeno resta comunque qualcosa di straordinario perchè finalmente si vede nei siciliani la voglia di cambiare e di lottare, di rivendicare i propri diritti. Ma attenzione, attenzione ai facili entusiasmi e alle strumentalizzazioni, serve lucidità e vera organizzazione, serve individuare i veri obiettivi da raggiungere e i veri responsabili da combattere. Quella parte della classe politica responsabile in questi anni del malgoverno dell’isola che si combatte non bloccando le strade ma presidiando i palazzi del potere con loro dentro, presidiando le banche usuraie legalizzate e vere detentrici del potere economico e politico.


ALESSIA PICCIONE
SEGRETARIO CIRCOLO PRC FRANCOFONTE