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Agricoltura: il 22 marzo è sciopero generale

Agricoltura: il 22 marzo è sciopero generale

Lo hanno indetto unitariamente Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per protestare contro l’eliminazione della disoccupazione agricola annunciata dal Governo. I sindacati: si rischia una situazione di forte e pericolosa tensione sociale in tutto il paese

di rassegna.it 14.3.2012

Agricoltura: il 22 marzo è sciopero generale
Al tavolo delle trattative tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, ieri pomeriggio il ministro Fornero ha annunciato una riforma dei trattamenti di disoccupazione che prevede l’eliminazione di quelli agricoli e l’introduzione di una nuova strumentazione che ridurrebbe sia il numero delle giornate indennizzate sia la contribuzione valida ai fini pensionistici. Questa notizia, se confermata, produrrebbe una “riduzione drastica” del reddito e dei contributi previdenziali per centinaia di migliaia di lavoratori e “creerebbe una situazione di forte e pericolosa tensione sociale in tutto il paese”. Per questo rinnoviamo “la richiesta di un incontro con il governo” ma, contemporaneamente, “proclamiamo lo stato di mobilitazione” del settore e uno “sciopero generale” di 8 ore per il 22 marzo prossimo, con iniziative in tutte le province davanti alle prefetture. È quanto spiega una nota di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

Riteniamo, aggiungono i sindacati, in via preliminare, “molto grave” il fatto che il governo abbia formulato una simile proposta “senza aver consultato i sindacati e le organizzazioni datoriali del mondo agricolo”. Da quando si è insediato il governo Monti, i sindacati hanno “ripetutamente chiesto” al ministro Fornero, “senza mai ricevere risposta, un incontro per illustrare le proposte comuni per l’emersione del lavoro nero e per il riordino del sistema degli ammortizzatori nel settore”.

Con questa proposta, si legge ancora nella nota, il governo “intende sottrarre delle risorse” che oggi “servono a tutelare le fasce più deboli e meno tutelate del lavoro italiano per trasferirle verso altre esigenze del paese, compiendo così una vera azione di ‘macelleria sociale’ che colpirà, in maniera pesante i lavoratori”. Azione che si “aggiunge a quella già perpetrata con la riforma pensionistica che ha escluso dalla possibilità di percepire la pensione quelle persone che, come nel settore agricolo, normalmente lavorano solo periodicamente nel corso dell’anno”.

Il lavoro stagionale nel settore agricolo, continuano i sindacati, “rappresenta oltre il 90% dell’occupazione totale”. Difendere la “specificità” del settore agricolo “non significa difendere un sistema di privilegi” bensì, conclude la nota, “garantire continuità lavorativa ad una attività, come quella agricola, che è strutturalmente stagionale e che ha bisogno di alta professionalità”.

Un pezzo della sinistra prepara la sfida

Ferrero:È evidente che le primarie di Palermo sono pesantemente inquinate da pratiche ed operazioni politiche che nulla hanno a che vedere con la coalizione che doveva scegliere il candidato”.

E ancora “Palermo ha diritto ad avere un candidato della sinistra, senza che siano altri schieramenti politici a decidere il nostro candidato alle elezioni”

da Repubblica di oggi “Un pezzo della sinistra prepara la sfida” di E.Lauria

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LA «sinistra» ora è incerta, spiazzata,
combattuta. E finisce anche
divisa. Il passo avanti, deciso, lo fa
Leoluca Orlando, confermando
l’appoggio a Rita Borsellino e invitandola
ad andare avanti al di là dell’esito delle primarie ritenute “inquinate”. Orlando afferma di
rappresentare la linea ufficiale
del partito di cui è portavoce nazionale
anche se l’eurodeputato Sonia Alfano dice di aver parlato con Di Pietro: «Mi ha confermato
che Italia dei Valori adesso sosterr�
Ferrandelli». Intanto si è consolidato un asse, quello fra gli orlandiani e Rifondazione Comunista.
Perché anche Paolo Ferrero,
segretario nazionale di Rc- Fds: «È evidente che le primarie di
Palermo sono pesantemente inquinate
da pratiche ed operazioni
politiche che nulla hanno a che
vedere con la coalizione che doveva
scegliere il candidato». E allora,
secondo Ferrero, Rita Borsellino
deve andare avanti «perché
Palermo ha diritto ad avere un
candidato della sinistra, senza
che siano altri schieramenti politici
a decidere il nostro candidato
alle elezioni».
Dentro Sinistra e Libertà, invece,
il dibattito è aperto. Ma l’input
che giunge dal vertice è chiaro:
Nichi Vendola si limita a «ringraziare
la Borsellino per lo straordinario
contributo che con grande
generosità ha voluto offrire al
centrosinistra di Palermo». Ed
Erasmo Palazzotto, segretario regionale
di Sel, conferma: «Noi
crediamo che ci siano state delle
anomalie nel voto e confidiamo
nel lavoro dei garanti. Ma il risultato
delle primarie, se non sar�
modificato, andrà rispettato. Perché
va comunque rispettata la
partecipazione di trentamila
elettori». Anche dentro Sel le sensibilit�
sono diverse: e dopo Claudio
Fava pure la consigliera Nadia
Spallitta punta l’indice sull’inquinamento
del voto e non riconosce,
sul piano politico, l’esito
delle primarie: «Il vincitore di una
competizione così alterata e viziata
non può essere il vero rappresentante
di una coalizione di
centrosinistra».
A questo punto sono diversi gli
scenari. Un (difficile) annullamento
del voto rilancerebbe la
Borsellino. In caso di (probabile)
conferma dell’elezione di Ferrandelli,
Orlando e altri esponenti
della sinistra chiederanno con
forza a Rita di rimanere ugualmente
in corsa. Ma al momento
l’eurodeputata chiude la porta a
quest’ipotesi.
L’ex sindaco non accenna a
nessun’altra candidatura possibile.
Ma non è affatto da escludere
che possa spuntare un altro nome,
di qui a qualche giorno. Ieri ha
offerto la sua disponibilità Emilio
Arcuri, ex vicesindaco proprio di
Orlando: «Queste primarie — dice
Arcuri — hanno fatto registrare
un inquinamento di tipo politico.
Per la prima volta si sono confrontate,
in questo genere di competizione,
opzioni politiche diverse
sulle alleanze. Si è mantenuta
un’ambiguità di fondo, ed è
stato un tragico errore farle, queste
primarie: è stato fatto prevalere
l’uso dello strumento sorvolando
sui contenuti. Io ho dato indicazioni
per la Borsellino, ma
non ho votato proprio per garantire
una via d’uscita a un segmento
della società civile che non ha
condiviso questo metodo. Metto
a disposizione la mia candidatura,
pronto — se ci sono le condizioni
— a discutere di contenuti».
e. la.

Intervista a L. Orlando "I garanti annullino il voto e Rita resta l’unica candidata possibile"

“Idv e Federazione della sinistra, da soli, hanno portato De Magistris al successo a Napoli”
tratto da repubblica palermo del 7 Marzo 2012

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«ORMAI il dato politico è acquisito: sono state primarie fortemente inquinate. E noi non sosterremo mai Ferrandelli».
Leoluca Orlando non ci sta. Contesta il risultato delle consultazioni ai gazebo,  convinto che «il collegio dei garanti non potrà che annullarlo».

Ma l’ex sindaco, in ogni caso, guarda oltre. E chiede a Rita Borsellino di correre comunque per la guida del Comune. «Una cosa è certa: io non torno in campo».

Orlando, su quali basi asserisceche sono state «primarie non vere»?
«L’inquinamento del voto è un dato politico, manca solo un riconoscimento
formale. L’enorme affluenza è dovuta in parte alla voglia di partecipazione dei palermitani e in parte, purtroppo, all’impegno di Lombardo e del centrodestra. Un impegno che lo stesso presidente dell’Ars, Cascio, ha ammesso quantificandone la portata: diecimila elettori in più ai gazebo».

In realtà lo stesso Cascio aveva fatto capire di tifare per la sua candidata, la Borsellino.
«Poco conta. Sono state primarie inquinate. E a dimostrarlo ci sono gli oltre trenta casi di irregolarità  all’esame del collegio dei garanti. Soldi dati alla gente in fila davanti ai seggi, il controllo del voto attraverso la consegna delle fotocopie dei certificati elettorali, il caso denunciato da Striscia la notizia. Sono certo che i garanti faranno luce non su reati — perché si trattava dello svolgimento di un evento “privato” — ma su episodi conclamati, in termini etici, di voto di scambio».

Cosa farete adesso, onorevoleOrlando?
«Chiediamo al comitato dei garanti di annullare le primarie, dopo aver riscontrato l’evidente turbativa. E riteniamo di dovere insistere sulla candidatura di Rita Borsellino, che ha tenuto con coerenza la posizione contraria a ogni inciucio».

Mai con Ferrandelli.
«Proprio così. Non possiamo affidare un’alternativa di governo a chi ha ottenuto un terzo dei suoi voti da truppe cammellate pagate, e sottolineo pagate, e che ora viene riconosciuto come il partner di ballottaggio da parte del presidente Lombardo. No, non possiamo consegnare la città al governatore, non possiamo stringere un’alleanza con un Pd subalterno dell’Mpa».

Qualcuno dirà: Orlando non si rassegna alla sconfitta.
«Idv non aveva un proprio candidato alle primarie. E io, a scanso di equivoci, non ero e non sarà candidato. Ma il mio partito non può sostenere l’alfiere di Lumia, Cracolici, Cardinale e Lombardo.
Tutto questo, si badi, non ha nulla a che vedere con i rapporti con il Terzo Polo. Che non è una categoria dello spirito: è Tabacci a Milano, certo. Ma in Sicilia è fatto di persone che hanno governato con Cuffaro e Lombardo ed eletto Cammarata nel 2001 e nel 2007. Non mi domando neppure, come vede, se è giusto processare Lombardo per voto di scambio o concorso esterno alla mafia. Dico solo  che chi si comporta in un modo a Catania non si comporta in modo diverso a Palermo».

Lei chiama la Borsellino a un impegno ulteriore, ma l’eurodeputata ha detto che rispetterà l’esito del voto.
«No, Rita dice solo che sta aspettando l’esito del collegio dei garanti. E deve dire questo. Io ci ho parlato per due ore stamattina. Attendiamo insieme, ma lei rimane l’unica candidatura possibile».

Di Pietro la pensa come lei?
«Sono il portavoce di Idv: se la mia linea fosse diversa da quella di Antonio dovrei dimettermi».

Ferrero è sulle sue posizioni, Vendola sembra più cauto. La sinistra divisa?
«Ho apprezzato l’articolo di Claudio Fava: buona Rete non  mente. Ognuno, al momento debito, si assumerà la proprie responsabilità. In fondo, mi pare di ricordare che Idv e Federazione della sinistra, da soli, hanno portato De Magistris al successo a Napoli…».

Non crede che Ferrandelli possa vincere, magari giovandosi di voti “moderati” al ballottaggio?
«Ferrandelli non andrà neppure al secondo turno. Lombardo lo ha usato e lo sta già gettando via

Intervista a L. Orlando "I garanti annullino il voto e Rita resta l’unica candidata possibile"

“Idv e Federazione della sinistra, da soli, hanno portato De Magistris al successo a Napoli”
tratto da repubblica palermo del 7 Marzo 2012

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«ORMAI il dato politico è acquisito: sono state primarie fortemente inquinate. E noi non sosterremo mai Ferrandelli».
Leoluca Orlando non ci sta. Contesta il risultato delle consultazioni ai gazebo,  convinto che «il collegio dei garanti non potrà che annullarlo».

Ma l’ex sindaco, in ogni caso, guarda oltre. E chiede a Rita Borsellino di correre comunque per la guida del Comune. «Una cosa è certa: io non torno in campo».

Orlando, su quali basi asserisceche sono state «primarie non vere»?
«L’inquinamento del voto è un dato politico, manca solo un riconoscimento
formale. L’enorme affluenza è dovuta in parte alla voglia di partecipazione dei palermitani e in parte, purtroppo, all’impegno di Lombardo e del centrodestra. Un impegno che lo stesso presidente dell’Ars, Cascio, ha ammesso quantificandone la portata: diecimila elettori in più ai gazebo».

In realtà lo stesso Cascio aveva fatto capire di tifare per la sua candidata, la Borsellino.
«Poco conta. Sono state primarie inquinate. E a dimostrarlo ci sono gli oltre trenta casi di irregolarità  all’esame del collegio dei garanti. Soldi dati alla gente in fila davanti ai seggi, il controllo del voto attraverso la consegna delle fotocopie dei certificati elettorali, il caso denunciato da Striscia la notizia. Sono certo che i garanti faranno luce non su reati — perché si trattava dello svolgimento di un evento “privato” — ma su episodi conclamati, in termini etici, di voto di scambio».

Cosa farete adesso, onorevoleOrlando?
«Chiediamo al comitato dei garanti di annullare le primarie, dopo aver riscontrato l’evidente turbativa. E riteniamo di dovere insistere sulla candidatura di Rita Borsellino, che ha tenuto con coerenza la posizione contraria a ogni inciucio».

Mai con Ferrandelli.
«Proprio così. Non possiamo affidare un’alternativa di governo a chi ha ottenuto un terzo dei suoi voti da truppe cammellate pagate, e sottolineo pagate, e che ora viene riconosciuto come il partner di ballottaggio da parte del presidente Lombardo. No, non possiamo consegnare la città al governatore, non possiamo stringere un’alleanza con un Pd subalterno dell’Mpa».

Qualcuno dirà: Orlando non si rassegna alla sconfitta.
«Idv non aveva un proprio candidato alle primarie. E io, a scanso di equivoci, non ero e non sarà candidato. Ma il mio partito non può sostenere l’alfiere di Lumia, Cracolici, Cardinale e Lombardo.
Tutto questo, si badi, non ha nulla a che vedere con i rapporti con il Terzo Polo. Che non è una categoria dello spirito: è Tabacci a Milano, certo. Ma in Sicilia è fatto di persone che hanno governato con Cuffaro e Lombardo ed eletto Cammarata nel 2001 e nel 2007. Non mi domando neppure, come vede, se è giusto processare Lombardo per voto di scambio o concorso esterno alla mafia. Dico solo  che chi si comporta in un modo a Catania non si comporta in modo diverso a Palermo».

Lei chiama la Borsellino a un impegno ulteriore, ma l’eurodeputata ha detto che rispetterà l’esito del voto.
«No, Rita dice solo che sta aspettando l’esito del collegio dei garanti. E deve dire questo. Io ci ho parlato per due ore stamattina. Attendiamo insieme, ma lei rimane l’unica candidatura possibile».

Di Pietro la pensa come lei?
«Sono il portavoce di Idv: se la mia linea fosse diversa da quella di Antonio dovrei dimettermi».

Ferrero è sulle sue posizioni, Vendola sembra più cauto. La sinistra divisa?
«Ho apprezzato l’articolo di Claudio Fava: buona Rete non  mente. Ognuno, al momento debito, si assumerà la proprie responsabilità. In fondo, mi pare di ricordare che Idv e Federazione della sinistra, da soli, hanno portato De Magistris al successo a Napoli…».

Non crede che Ferrandelli possa vincere, magari giovandosi di voti “moderati” al ballottaggio?
«Ferrandelli non andrà neppure al secondo turno. Lombardo lo ha usato e lo sta già gettando via