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Libertà per Emiliano e tutti gli arrestati di Amburgo

Il prolungarsi del fermo dei sei giovani attivisti arrestati l’8 luglio ad Amburgo, e tra questi di Emiliano Puleo, dirigente del Prc di Partinico, colpevoli di manifestare contro il G-20, è insopportabile umanamente, e inaccettabile dal punto di vista del rispetto dei diritti costituzionali.

La stretta repressiva è il segno inequivocabile della volontà della Ue e della Germania, in primo luogo, di imporre anche con la forza le politiche dell’austerità alle popolazioni europee. Continueremo la vigilanza e la mobilitazione per ottenere la liberazione di Emiliano e degli altri arrestati ad Amburgo. Le istituzioni italiane, a tutti i livelli, non possono tacere nè stare a guardare.

Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia

 

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Una lista alternativa e di sinistra per l’eguaglianza e la democrazia 

Nella battaglia referendaria in difesa della Costituzione, prima e dopo il 4 dicembre 2016, nella vittoria di popolo contro le oligarchie e i potentati, si è materializzata una rete di relazioni e di percorsi politici e sociali in grado di bloccare l’offensiva autoritaria del governo Renzi. Sono venuti meno gli equilibri che si erano consolidati in una trama di potere complessa, forti del sostegno di Confindustria e del capitale finanziario: l’alleanza larga che va dal Pd  al centrosinistra,  dai centristi  al nuovo centrodestra di Alfano, è andata in crisi, anche se continua a produrre i suoi effetti nefasti.

 

In Sicilia si vanno consumando, nell’assenza di una opposizione vera  credibile ed efficace, gli ultimi mesi del governo della rivoluzione crocettiana, dopo quelli di Cuffaro e di Raffaele Lombardo, accomunati, mafiosi e antimafiosi, dal ruolo  devastante che vi hanno avuto i vertici di Sicindustria,  i loro affari e gli interessi della borghesia mafiosa, fino al commissariamento imposto dal Pd nazionale, e dalle forze del capitalismo tecnocratico, con la nomina di Baccei.

La mancanza di un’opposizione di sinistra nel parlamento siciliano, anche per colpa di una legge antidemocratica che con lo sbarramento del 5% non garantisce rappresentanza alle forze minori e ai soggetti sociali esclusi, ha portato al discredito delle nostre istituzioni, alla perdita dell’autonomia, alla drastica riduzione  dei trasferimenti statali, alla colpevole rinuncia alle entrate previste  dallo Statuto, alla marginalizzazione degli enti locali locali, con i comuni ridotti a strumenti di esazione delle tasse e a gestori delle misure di austerità. Il prezzo è stato fatto pagare ai poveri, alle classi lavoratrici, alle nuove generazioni, al mondo delle donne ricacciate tra le mura domestiche, ai disabili privati dei più elementari servizi di assistenza.

La Sicilia del ventunesimo secolo è impoverita, rapinata della sua natura e delle sue risorse, depredata anche delle sue intelligenze giovanili, costretta a subire dalle politiche liberiste processi  di deindustrializzazione e di ricostituzione di veri e propri latifondi che si espandono grazie al ritorno non adeguatamente contrastato del lavoro servile e schiavistico, che si accaparrano la totalità dei contributi economici, che delocalizzano grande parte della produzione agricola nei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, per poi trasformarla e commercializzarla in un processo speculativo che sta cancellando il mondo contadino.

Questa nostra Sicilia militarizzata, trivellata e cementificata, per rompere con il passato delle mafie e delle clientele, di un modello economico  diseguale, ha bisogno di una riconversione ecologica dell’economia: ciò significa l’assunzione di scelte nette a favore della pubblicizzazione dei beni comuni, dell’acqua come dei rifiuti, della sanità come dei beni culturali, della scuola come dei trasporti, di una formazione professionale qualificata, non assistita e sottratta ai meccanismi clientelari, della ricerca,  del riassetto idrogeologico del territorio, della difesa e valorizzazione del patrimonio edilizio e di un intervento non risibile per affrontare la questione abitativa nelle realtà metropolitane, della forestazione, della sicurezza antisismica, della prevenzione contro siccità  e incendi. In poche parole di un intervento pubblico dello Stato e della Regione nell’economia. Così da mettere fine ai disastri provocati dalla mitizzazione del mercato e delle magnifiche virtù del privato.

La condizione di isolamento, marginalità e  abbandono, voluta dal mondo della mafia, della speculazione finanziaria e imposta dalle politiche di austerità della Unione europea, ha acuito la separatezza tra  società e istituzioni : l’astensionismo, e la propensione a seguire il richiamo  del populismo e del qualunquismo da parte dell’elettorato, chiedono alle sinistre sociali e politiche, all’area dell’associazionismo progressista risposte chiare e nette, comportamenti coerenti. La proposta di una lista dei territori lanciata da Orlando, peraltro collocata nello spazio del centrosinistra, non corrisponde affatto a queste caratteristiche. Il modello Palermo non è proponibile a livello regionale.

Nei mesi passati, dai comitati per la democrazia costituzionale alle mobilitazioni contro la militarizzazione dell’isola, dalle lotte dei territori contro trivellazioni e discariche, dal mondo dell’associazionismo e del pacifismo, come è dato vedere dai cortei contro il Muos e il G7 di Taormina, dallo sciopero sociale dell’8 Marzo, come dalle esperienze di antimafia sociale delle periferie urbane, dalle esperienza di accoglienza e solidarietà ai migranti,  dalle realtà della Rete delle Città in comune, fino al Brancaccio con l’appello lanciato da Montanari e Falcone, si è manifestata una volontà di resistenza e di rottura con il passato delle sconfitte e delle politiche liberiste, e per un presente del coraggio e della speranza per ricostruire la sinistra del lavoro, dell’uguaglianza e della democrazia.

Con l’appello di Enna, motivato da principi inclusivi, firmato da centinaia di attivisti sociali e di militanti politici, dell’intellettualità democratica, si è già coagulato un largo fronte di adesioni e disponibilità per una lista della sinistra antiliberista e di alternativa al Pd alle elezioni regionali siciliane del 5 Novembre 2017. Si sono costituiti comitati territoriali, si è affermato un processo partecipativo con gruppi di lavoro per la formazione del programma, si è affermata una pratica politica che, muovendo dal basso, prevede l’applicazione del principio democratico “una testa un voto”, la formazione delle liste con Assemblee provinciali, la scelta del candidato alla carica di Governatore in una Assemblea regionale degli aderenti al percorso, piuttosto che sulla base di patti e/o imposizioni calate dall’alto. Il Prc siciliano vi ha partecipato, dando un significativo contributo, peraltro da più parti riconosciuto. Vogliamo rilanciare i contenuti dell’appello per allargarli e precisarli, vogliamo che quel che è stato prodotto sia messo a disposizione del confronto unitario in uno spazio condiviso, con tutte le esperienze orientate nella stessa direzione, con tutte le realtà politiche e sociali che aspirano al riscatto delle classi lavoratrici e alla ricostruzione della sinistra in Italia. Continua la lettura di Una lista alternativa e di sinistra per l’eguaglianza e la democrazia 

Il PRC non è interessato ad alleanze col PD.

Sono circolate notizie stampa su una convocazione da parte di Leoluca Orlando delle forze politiche e delle liste che hanno fatto parte della sua compagine alle elezioni comunali, per estendere alle elezioni regionali il modello palermitano. Si tratta di una proposta finalizzata al rilancio di un centrosinistra allargato e del ruolo centrale che in esso si vuole dare al Pd e a quanti ne condividono le politiche liberiste. Intendiamo ribadire che il Partito della Rifondazione comunista in Sicilia, così come a livello nazionale, non è interessato a tale progetto, anzi è impegnato nella costruzione di una lista della Sinistra di Alternativa al Pd e agli altri poli politici esistenti.

Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia

A Catania grande interesse per il fronte di sinistra (oltre le regionali 2017)

Una numerosa assemblea si è riunita a Catania, presso il GAPA di San Cristoforo, per discutere della necessità di una presenza alle prossime elezioni regionali di una presenza della sinistra, radicalmente alternativa al Partito Democratico, occasione per ricostruire uno spazio politico di una sinistra degna di questo nome ben oltre l’appuntamento elettorale. Continua la lettura di A Catania grande interesse per il fronte di sinistra (oltre le regionali 2017)

Cosentino (Segr. PRC Sicilia) : al voto e in movimento in alternativa al neoliberismo

“La straordinaria affermazione di Corbyn…dimostra come la sinistra che con-vince è quella che pone al centro del suo programma politico la lotta alle diseguaglianze e il ritorno alla giustizia sociale come priorità delle politiche pubbliche. Una Sinistra che si pone in netto contrasto alle politiche liberiste e al predominio della finanza sulla dignità e sui diritti delle persone…Questo ci dà ancora più forza e fiducia nel costruire un nuovo spazio politico anche in Italia, che rimetta in sintonia la Sinistra, i movimenti…con quanto sta già avvenendo in Europa.”
Prendo in prestito le parole dell’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari, che danno appuntamento al Teatro Brancaccio di Roma per domenica 18 giugno, in occasione del lancio di “Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”, per invitare a votare alle elezioni comunali di domenica 11 giugno i candidati e le liste che muovono idealmente, senza opportunismi e compromessi. la loro azione sociale e politica per una alternativa al neoliberismo. In particolare invito a votare i candidati sindaci di Palagonia e Scordia, Valerio Marletta ed Enzo Gueli, e le liste Palagonia bene comune, Scordia bene comune, Progetto civico/Sinistra unita (Scordia), Sinistra comune (Palermo).
Un successo di queste esperienze può aiutare la costruzione della proposta di lista di alternativa al Pd, al centrodestra, al centrosinistra comunque mascherato, ai 5 stelle, per le elezioni regionali siciliane del 5 novembre.