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Addio a Salvatore Cilio

Care/i compagne/i, vi comunico la dolorosa scomparsa di Salvatore Cilio, segretario della federazione di Caltanissetta. Totò ha militato nel Prc sin dall’inizio, è stato segretario del circolo di Niscemi,  promotore da subito, assieme ad altri, della battaglia contro l’istallazione del Muos,  poi segretario della federazione di Caltanissetta. Compagno leale, generoso e determinato, sempre in prima fila nella lotta per i diritti dei lavoratori, per la pace, contro la militarizzazione dell’isola, contro la mafia. Nonostante la malattia, non ha mai smesso di garantire la sua presenza nelle mobilitazioni e nello impegno per tenere alta la bandiera della Rifondazione comunista.

Mimmo Cosentino

Rita, non ti dimenticheremo

La scomparsa di Rita Borsellino priva il movimento antimafia e le sinistre di un punto di riferimento essenziale e difficilmente sostituibile nella battaglia per il cambiamento.
Rita Borsellino ha saputo interpretare in maniera autenticamente originale la lotta contro i poteri criminali e contro il potere tout court.
Con lei si sono affermate modalità di impegno politico e civile capaci di unire le pratiche partecipative (i famosi “cantieri”) con il confronto “diffidente” con le istituzioni per marcarne la distanza e la volontà consapevole di evitare qualsiasi possibile consociazione, per dare priorità alla scommessa del controllo dal basso e della proposta democratica.

Ha sempre teso a salvaguardare l’autonomia del movimento antimafia dai tentativi di cooptazione e neutralizzazione.

Il suo impegno è stato agito con assiduità nei territori, nelle scuole, nelle periferie emarginate, ovunque si esprimesse il conflitto per i diritti e la legalità, per la pace e la smilitarizzazione della Sicilia.
Vogliamo ricordare l’importanza della sua presenza alle manifestazioni contro il MUOS a Niscemi, nelle lotte contro la chiusura delle scuole dei quartieri periferici di Catania e di Palermo, laddove era doveroso esprimere solidarietà e vicinanza alle vittime delle minacce mafiose, sempre dalla parte degli ultimi, mai schierata con i cultori della governabilità. Sempre a fianco di chi in questi anni ha resistito e si è contrapposto alle misure liberiste.
Abbiamo condiviso con lei il tentativo di dare alla Sicilia un governo in grado di contrastare il dominio degli interessi mafiosi, così come vogliamo ricordarla generosamente impegnata con noi a sostegno della lista L’Altra Europa.

Grazie Rita. Non dimenticheremo.

Mimmo Cosentino – Segretario regionale PRC Sicilia

Riprendere la via del conflitto fuori dalla concertazione e dalla compromissione con il PD

Ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza dal Cpn del Prc-Se – Roma, 15 luglio 2018

Il superamento della crisi politica della sinistra di alternativa necessita di pratiche  istituzionali coerenti ed efficaci ai fini della formazione e ridefinizione di un blocco sociale antiliberista. Il contrasto al disegno  antipopolare delle classi dominanti richiede la riaffermazione dell’autonomia del partito e del suo punto di vista da parte dei suoi rappresentanti negli enti locali, nella costruzione e ricostruzione di un pensiero critico e di difesa dei diritti degli oppressi e del lavoro dipendente. Ciò può avvenire solo se si ci si pone fuori dal campo della concertazione e della compromissione, e se si dà vita ad un ruolo di controllo  costante delle misure amministrative. Soprattutto nelle grandi città, laddove si registra, con un ruolo maggioritario e preminente, la guida e la partecipazione diretta del Pd, tanto più se supportata da liste e articolazioni neocentriste e trasformiste, il ruolo del Prc deve essere collocato principalmente nel conflitto sociale. Occorre perciò operare, a partire dalle grandi città, fuori e in alternativa a tutte le Giunte di centrodestra, grilline, di centrosinistra.

 

Dobbiamo operare, nel vivo del conflitto sociale, per il diritto al lavoro, al welfare e alla centralità delle periferie, nella lotta per il diritto all’abitare e per l’inclusione, per scelte amministrative ecosostenibili sul terreno ambientale e su quello della difesa della microeconomia artigiana e commerciale, nel contrasto alle misure securitarie del cosiddetto “decoro urbano”, per il rilancio degli interventi che mettano in essere processi di reinsediamento delle produzioni agricole e industriali, coerenti con i principi della sovranità alimentare.

 

In poche parole rappresentare, anche nelle istituzioni locali, un riferimento coerentemente e strategicamente alternativo, e non di aggiustamento minimalista, alle politiche neoliberiste di tutti i poli politici esistenti, che negli ultimi anni  si sono  realizzati per volontà soprattutto del Pd, anche attraverso la concertazione di quei piani urbani  sottoscritti dai sindaci delle grandi città con Renzi e Del Rio, e la cui ricaduta ha colpito pesantemente la condizione sociale, umana e civile della parte più debole delle metropoli e delle grandi città.

Documento Politico conclusivo del congresso regionale del 28/04/2018

Le potenze economiche impongono sempre più i loro interessi agli Stati riducendo i governi a “comitati di gestione” della grande borghesia internazionale. Con questa filosofia cresce pericolosamente la tendenza alla guerra, con conflitti ormai permanenti per il controllo delle aree ricche di risorse energetiche e di beni primari, e per la creazione di nuovi mercati. L’azione di Trump e Macron, come pure quella di Israele e Turchia, vanno nella stessa direzione: negare i diritti dei popoli all’autodeterminazione, sacrificati sull’altare delle politiche espansioniste. Così è per i popoli palestinese e curdo, così è per il Brasile.

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