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Montanari e Falcone sostengono Alessio Grancagnolo

Messaggio di Anna Falcone e Tomaso Montanari di sostegno alla candidatura di Alessio Grancagnolo

“Apprezziamo moltissimo l’impegno, la competenza, la passione civile di Alessio Grancagnolo. Abbiamo imparato a conoscerlo durante la campagna del No, e ricordiamo con ammirazione la forza tranquilla con la quale Alessio si oppose alla ministra Boschi e al potere accademico che, indecentemente, ne accoglieva la propaganda all’interno dell’università di Catania.

alessio grancagnolo flyer 2017
alessio grancagnolo flyer 2017

Se votassimo in Sicilia, oggi voteremmo per Alessio: e invitiamo tutti a farlo. Perché la Sicilia ha bisogno di quest’altro modo di fare politica. Per invertire la rotta, finalmente.”

Anna Falcone e Tomaso Montanari

Per un 4 polo alternativo al PD e in opposizione ai governi Gentiloni e Crocetta

Documento sulle elezioni siciliane votato a conclusione del Comitato Politico Regionale del 11/9/2017.

Il percorso da noi avviato con l’appello di Enna, per la costruzione di una lista unitaria di sinistra, ha prodotto un primo esito positivo con la nota firmata da Claudio Fava e Ottavio Navarra il 3 settembre, nella quale erano affermati con sufficiente chiarezza l’alternatività al Pd e ai poli politici esistenti e l’impegno alla consultazione democratica sulla scelta del candidato presidente.

Una caratterizzazione netta, tesa all’obiettivo politico strategico di costruire un polo della sinistra, obiettivo evidentemente non condiviso dal Campo progressista di Pisapia e dalla lista trasversale dei territori di Leoluca Orlando, che hanno deciso di collocarsi nello schieramento renziano allargato a pezzi di centrodestra guidato da Micari, in continuità quindi con le esperienze dei governi Renzi e Crocetta.

Purtroppo, successivamente, esponenti nazionali di primo piano di MDP art. 1 hanno affermato che la novità siciliana poneva le basi “per la ricostruzione del centrosinistra”, mentre lo stesso candidato Presidente sfidava il candidato del Pd Micari a una possibile ricomposizione attraverso le primarie.

Il cpr del Partito della Rifondazione comunista ribadisce la volontà, qualora maturassero rapidamente le condizioni necessarie, di fare crescere a sinistra, anche nella battaglia elettorale, una unità sociale e politica, determinata nel contrastare, anche dopo il 5 Novembre, le scelte liberiste di tutti i poli politici esistenti e dei governi nazionale e regionale.

Questo impegno deve avere per noi caratteri netti di autonomia e alternatività dal Pd, dalle sue politiche e dalle sue alleanze, connotato dal basso anche nella costruzione delle liste, capace di coinvolgere pienamente quanti, forze organizzate, movimenti, associazioni, singoli attivisti, hanno partecipato all’Assemblea del 29 luglio all’Astoria.

Qualora, in queste ore, le ambiguità, che hanno connotato il testo e il voto finali della convention palermitana di domenica 10 settembre, venissero sciolte nella direzione da noi richiesta, Il Prc parteciperebbe, con le proprie specificità programmatiche, alla competizione elettorale nella coalizione della lista di sinistra.

Il nostro sguardo resta rivolto alle battaglie per l’attuazione della Costituzione, dell’antimafia sociale, del movimento per la pace e la smilitarizzazione, dei comitati di lotta per la pubblicizzazione dei beni comuni, alle lotte per l’occupazione e per l’affermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Cpr Sicilia Enna 11/9/2017 Votato all’unanimità

Cosentino (PRC): Fava chiarisca, dica se la sua proposta è alternativa al PD e al blocco di potere che governa la Sicilia

Avevamo chiesto un chiarimento a Fava sulla natura della lista della sinistra alle elezioni regionali. Soprattutto che confermasse la nota da lui firmata assieme a Ottavio Navarra sulla alternatività al Pd e al sistema di potere che si è strutturato con alleanze trasversali e trasformiste, fino al rapporto privilegiato con Confindustria Sicilia. E’ chiaro che il problema riguarda in minima parte Alfano e la sua formazione. Una alternatività, si dichiarava in quella nota, ai poli politici esistenti. E, quindi, caratterizzata dalla rivendicazione dell’attuazione della Costituzione, di un forte ridimensionamento degli interessi privati e privatistici nelle scelte regionali, della negazione di ogni possibilità di favorire i comitati d’affari, che dalla sanità al settore delle grandi opere pubbliche, gravano pesantemente sull’economia siciliana e sull’accaparramento delle risorse finanziarie da parte di pochi e contro i bisogni sociali della stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine. Una lista quindi che non può essere finalizzata alla “ricostruzione del centrosinistra”, una esperienza politica di governo corresponsabile dei danni provocati al mondo del lavoro dipendente e al benessere generale. Necessita una rottura radicale con le politiche del passato e con le colpe di un ceto politico interessato alla sua autoperpetuazione.

Rinnoviamo a Claudio Fava l’invito fermo e civile a dare una risposta che è dovuta, per quanto abbiamo fatto nell’esserci opposti alle politiche dei governi Crocetta, Renzi e Gentiloni, e per la generosità con cui abbiamo lavorato, a differenza dei tanti che volevano allearsi all’aggregazione messa in piedi da Cardinale, D’Alia, Orlando e Raciti, per costruire una lista unitaria della sinistra sociale e politica.

 

Mimmo Cosentino, segretario regionale del Prc Sicilia

In memoria di Gabriele Centineo 

Con la morte di Gabriele Centineo abbiamo perso un compagno ed un amico carissimo, dolce e determinato.Rifondazione comunista ha perso un dirigente di vasta e complessa cultura, capace di grande connessione sentimentale con le compagne e i compagni, con i Giovani comunisti. La democrazia costituzionale italiana ha perso una autorevole soggettività, portatrice di una quotidiana, paziente ma puntigliosa e non mediabile radicalità democratica.Il suo complesso itinerario culturale e politico affonda le radici nell’impianto della sinistra socialista, di Raniero Panzieri, da Gabriele amatissimo. Di Panzieri, in tutta la sua lunga e coerente militanza, Gabriele ha sempre coltivato e praticato due caratteristiche principali, metafora di una contraddizione solo apparente: attenzione estrema verso le innovazioni teoriche e politiche, grande curiosità nei confronti delle esperienze e dei movimenti di lotta, dell’autogestione, del mutualismo, in una concezione della militanza molto progettuale, aperta, inclusiva.Ma senza cedere mai alla doppia deriva dell’”autonomia del sociale” contrapposta all’”autonomia del politico”. Gabriele ha saputo, infatti, essere insieme uomo di movimento e uomo di partito. Fondatore del Pdup e poi di Democrazia Proletaria, che lo ha visto fondatore e costruttore, sempre critico, mai ingabbiato nel realismo politico. Ma sempre comunque uomo di partito. Questa ricchezza ha portato in Rifondazione Comunista di cui oggi era segretario provinciale nella sua Catania.Gabriele non è stato soltanto un grande militante di partito. Ha creduto, lottato, nella Cgil per tutta la vita. Anzi la Cgil è stata la sua vita. Proprio questo affetto lo portava alla critica verso le linee che non condivideva e la sua scientificità lo portava ad organizzare l’opposizione nel sindacato. È perchè il suo punto di riferimento non era l’apparato, erano i vissuti, i bisogni, le ansie, le pulsioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Non è possibile, infine, per noi, che da lui abbiamo tanto imparato, come capacità di inchiesta e di analisi strutturale, dimenticare il suo impegno antimafia. Per Gabriele la mafia non era un gruppo di terroristi sparatori folli, pizzini e folklore, nicchia di arretratezza, come il potere ha voluto e vuole far credere. Gabriele ha studiato la mafia come intreccio con l’economia, l’amministrazione, la politica, come processo di valorizzazione del capitale, segmento della moderna accumulazione capitalistica. Il dossier che stilò, insieme ad altri compagni, sui “Cavalieri del lavoro” di Catania, sulle connessioni fra Confindustria e mafia, è un esempio controcorrente di grande lucidità ed efficacia.Gabriele ha amato molto Bloch, il comunista eretico, il comunista dell’utopia come orizzonte quotidiano, non sogno massimalistico ed idealistico, ma fattore materiale di democrazia progressiva e di rivoluzione.Gabriele, infatti, come tutte e tutti noi, pensava che c’è proprio tanto bisogno di rivoluzione.In questo momento del dolore, un caro abbraccio ad Emma, con-sorte di una vita, alle figlie Maria Carla e Paola, a tutti i compagni e alle compagne che in queste ore, a Catania e non solo, stanno piangendo la morte di Gabriele. Ciao Gabriele, la terra ti sia lieve.

Giovanni Russo Spena

Paolo Ferrero

Il comunicato stampa di Maurizio Acerbo e Paolo Ferrero

Il ricordo di Domenico Stimolo sul sito dell’ANPI Sicilia

L’ultimo articolo di Gabriele su questo sito

Il ricordo dei compagni e delle compagne di Catania

L’articolo in ricordo su Meridio News

Il ricordo di Antonia Cosentino

Il post di Alfio Nicotra