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Crisi, governo abbassi i mutui per la prima casa: fallimento neoliberismo non può essere pagato dai lavoratori

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

Nonostante tutti i tentativi di rassicurare nascondendo la sporcizia sotto il tappeto la durezza della crisi finanziaria non si ferma certo con quattro dichiarazioni. Quello che è fallito è il neoliberismo e adesso coloro che hanno portato l’economia mondiale alla catastrofe cercano di far pagare agli stati, cioè ai lavoratori e ai pensionati, i costi della crisi medesima. Adesso il governo intervenga per rafforzare l’economia reale tagliando le tasse su stipendi e pensioni e riduca i mutui sulle prime case. Ci sono milioni di famiglie in condizioni disperate e le misure sin qui assunte dal governo sui mutui sono aria fritta. Il governo intervenga direttamente con le Banche e riduca questi mutui che non possono essere considerato un affare priva di tre milioni di famiglie

Roma, 6 Ottobre 2008

Ufficio legale precari scuola

Una sentenza del Tribunale di Roma ha condannato il ministero della Pubblica istruzione per un prolungato atto discriminatorio nei confronti degli insegnanti precari, vincitori di un pubblico concorso ed inseriti regolarmente nelle graduatorie su posto comune, a vantaggio degli insegnanti di religione cattolica (nominati dal Vicariato e immessi in ruolo senza concorso). A questi ultimi, durante il periodo di precariato, è riservato un trattamento di favore che consiste in un aumento dello stipendio del 2,5 per cento in più ogni 2 anni. Il ricorso fatto, e vinto, dalla professoressa Rizzato di Roma (alla quale è stato riconosciuto un risarcimento di 2.611,35 euro) è un importante precedente. Il partito mette a disposizione dei precari della scuola che vorranno vedersi riconosciuto il medesimo diritto un Ufficio legale per i ricorsi. Per contatti telefonare alla segreteria del dipartimento nazionale Scuola ai numeri: 0644182257 – 0644182236 o mandare una e-mail a
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SANITA’ IN SICILIA

Dichiarazione di Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione Comunista: “Le sanguisughe sono comitati d’affari legati ai partiti di maggioranza”   

 “Le sanguisughe che per anni hanno salassato i fondi per la sanità in Sicilia, causando un insostenibile buco di bilancio, sono comitati d’affari legati ai partiti di maggioranza che oggi, evidentemente, il presidente Lombardo finge di non conoscere”. Lo afferma Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione Comunista. “Il sistema, che coinvolge direttamente autorevoli esponenti tanto dell’Udc, quanto di Forza Italia e dell’Mpa, è stato fondato – aggiunge Catania – sull’accreditamento selvaggio di cliniche e laboratori privati e sul loro costante sforamento del budget assegnato a tutto danno degli ospedali pubblici. A nulla, dunque, servirà il cosiddetto piano di rientro della spesa se non si razionalizzerà in modo serio tutto il meccanismo. Altrimenti a pagare saranno i malati costretti a subire ingiusti ed intollerabili disagi”.