La mobilitazione avviata dal movimento dei i Forconi si fonda su una crisi economica devastante, che in Sicilia sta distruggendo da tempo interi comparti produttivi, soprattutto quello agricolo e della pesca, e che è resa ancora più drammatica dall’assenza di contrasto alle politiche comunitarie, ai provvedimenti fallimentari di Lombardo e alla manovra economica del governo Monti. L’aumento spropositato del gasolio e della benzina, dell’IVA, dei ticket autostradali e dei traghetti creano grosse difficoltà economiche alle imprese ed hanno effetti recessivi e inflazionistici che vengono scaricati sulle fasce più deboli della popolazione.
La protesta, che vede partecipare lavoratori e disoccupati che rivendicano giustamente i loro diritti, è stata egemonizzata dagli autotrasportatori e dalle agenzie di riferimento, guidate da personaggi riferibili ad ambienti riconducibili alla criminalità organizzata, che operano con l’obiettivo di strumentalizzare il malcontento popolare a favore del disegno autonomistico di Lombardo e di quei settori del centrodestra che sono apertamente schierati per agevolare gli affari e gli interessi della borghesia mafiosa.
Rifondazione comunista siciliana ritiene necessario costruire una piattaforma di lotta, che metta al primo posto l’opposizione alle manovre stagflazionistiche di Monti, per rivendicare invece misure per la crescita e l’occupazione, per il salario sociale, per tutelare il reddito dei produttori agricoli, per il rilancio del trasporto pubblico.
Facciamo appello alla Cgil, ai sindacati di base, alle forze della sinistra, ai movimenti, a quei settori del Pd che si battono contro Lombardo e contro i poteri mafiosi, a volere costruire una grande mobilitazione del mondo del lavoro che, coerentemente con gli insegnamenti di Peppino Impastato, di Pio La Torre, di Danilo Dolci, crei le condizioni di una svolta e di una speranza di cambiamento per la Sicilia.
Palermo 19/01/2012



Attiviamoci e costruiamo questa mobilitazione sul lavoro. Non facciamola rimanere solo una proposta.
Sicuramente si dovranno trovare delle sponde, ma il tema è così centrale che credo non sarà difficile come lo sarebbe stato in altri tempi.
“Facciamo appello alla Cgil, ai sindacati di base, alle forze della sinistra, ai movimenti, a quei settori del Pd che si battono contro Lombardo e contro i poteri mafiosi, a volere costruire una grande mobilitazione del mondo del lavoro che, coerentemente con gli insegnamenti di Peppino Impastato, di Pio La Torre, di Danilo Dolci, crei le condizioni di una svolta e di una speranza di cambiamento per la Sicilia.”
Avete fatto un appello alle forze sociali, tutte, meno a chi deve essere realmente coinvolto, i cittadini siciliani. In questa involontaria “mancanza” si delinea tutto il limite “politicista” in cui annegano le istanze della sinistra. Il primo destinatario, per quanto importante, non dovrebbero essere le “forze” chiamate alla “mobilitazione”, ma gli uomini e le donne che stanno occupando le strade. In questo appello ci doveva essere un messaggio ai cittadini a cui consegnare il primato delle scelte; anche nella vostra proposta si evince un’idea di “popolazione sotto tutela”, incapace di emanciparsi autonomamente. Appello importante il vostro ma purtroppo in ritardo e totalmente autoreferenziale rispetto allo stato della situazione ormai diretto da capipopolo in via di “proletarizzazione”; ben lontani da una piattaforma generale. La vostra presa di distanza dal “movimento” si è ficcato nelle sabbie mobili, evidenziando solo gli elementi “negativi” di questa adesione, fascisti e capetti, tralasciando l’aspetto generale e di massa che necessitano di un ruolo del partito. Non so quali e quanti siano i margini di recupero, penso davvero pochi.
Iscritto al partito.
Da diversi anni il PRC ha scavalcato la destra più becera, il PD se ne sbatte dei lavoratori e il sindacato non combina niente.
Il Movimento dei Forconi è nato dalla volontà della base di superare parlamentari e sindacalisti decrepiti. Bisogna appoggiarli mandando dei volontari a estendere la rivolta alle altre Regioni.
Se non approfittiamo neppure di questi momenti significa che ci siamo rassegnati alla sconfitta.
Nessuno ci regala niente. Se non siamo noi a riprenderci i nostri diritti, ci accopperanno nell’indifferenza generale.
[edit redazione web: commento non firmato]