PRC sulle bollette 2007 Ato Rifiuti

Il Responsabile lavoro PRC Enna, Saro Consiglio, ha rilasciato la seguente
nota sulle bollette rifiuti 2007: “In questi giorni una pioggia di
bollette della spazzatura, come al solito salatissime, vengono
recapitate ai cittadini. L’assurdo che si registra in questo caso sta
nel fatto che si pretende vengano pagate in un’unica soluzione. I
vertici di Ato Rifiuti hanno fretta di far cassa e stavolta non
transigono: vogliono tutto e subito, senza se e senza ma.

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Convegno a Piazza Armerina

“La crisi del sistema socio-sanitario: dall’emergenza alla programmazione”

Saluti di:

Sigfrido Fadda, Coordinatore provinciale Sinistra Democratica

Iano Furnò, Segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista

modera:

Gaspare Di Stefano, segretario provinciale PdCI

contributi di:

Sebastiano Arena, medico, coord. osservatorio ospedaliero

Ilenia Adamo, consigliere Ordine degli Psicologi

Michele Pagliaro, segretario CGIL – Enna

Giovanna Cosenza, lavoratrice Casa di Riposo

Vincenzo Borruso, direttore rivista “Mondo Solidale”

Chiudono:

Daniela Dioguardi, deputata PRC

Luigi Cancrini, deputato PdCI

Dichiarazione del segretario provinciale del PRC sulle prossime elezioni provinciali

Rivolgiamo un ringraziamento al coordinatore provinciale del PD G. Arena, che ha ritenuto di convocare un tavolo di discussione dell’ex Unione in vista delle prossime scadenze elettorali provinciali. Consideriamo tale invito segno di una sensibilità in controtendenza rispetto a logiche di autosufficienza che in campo nazionale (ma anche in campo regionale) vengono in questi giorni propagandate a gran voce dal neo segretario del PD Walter Veltroni. In campo provinciale peraltro abbiamo registrato da tempo l’arrogante atteggiamento del Presidente della Provincia Cataldo Salerno, certo esponente non di secondo piano del Pd, che, oltre alla sua inclinazione all’insulto nei confronti dei comunisti di cui spesso fa sfoggio sulla stampa, ha assunto decisioni che hanno voluto colpire ed emarginare il PRC, a cominciare da quella di tenersi in giunta un assessore che gode della sua fiducia e che quindi rappresenta unicamente lui.
La teorizzazione della definitiva scomparsa della sinistra dallo scenario politico nazionale, regionale e locale portata avanti con tanto fervore dal leader del Pd non può lasciarci indifferenti. Consideriamo tale teorizzazione pericolosa per la democrazia e il preludio non solo di una definitiva americanizzazione della politica italiana, ma, più profondamente, la scelta strategica di realizzazione di un sistema politico che ha come modello l’ottocentesca democrazia censuaria a guardia di un sistema sociale fondato sui valori dell’individualismo selvaggio e sul dominio del più forte. In questo nuovo scenario solo i potenti e i ricchi hanno diritti e cittadinanza; al resto della popolazione, ai lavoratori dipendenti, ai pensionati ai giovani e precari, alle donne, ai deboli e ai poveri, privati sempre più di diritti e di certezze, andranno le elemosine e qualche pacca di conforto sulla spalla, che certo ne Veltroni ne Berlusconi faranno loro mancare. Contrasteremo con tutte le nostre forze tale disegno, che mina alle base la convivenza civile di questo paese e che accentuerà enormemente il peso delle ingiustizie a carico delle classi meno abbienti. Per il PRC la politica non è la contesa tra artifici tecnici per la gestione del potere, è piuttosto esercizio di scelte tra grandi opzioni di visione e costruzione della società. Le istanze di giustizia sociale, di eguaglianza di solidarietà e di libertà dal bisogno, che provengo da milioni di uomini e donne vittime delle logiche predatorie dell’attuale liberismo selvaggio e distruttivo, oggi più che mai hanno bisogno di essere rappresentate e invocano la presenza di una moderna e grande forza politica della Sinistra.
Continueremo quindi a lavorare e batterci per realizzare questo obiettivo, a Roma come Enna. Respingiamo e denunciamo l’operazione veltroniana come una pericolosa deriva neoautoritaria, travestita dalla doppiezza di “buoni sentimenti” e da qualche parola di inglese, interpretata con tanta dovizia di lancio mediatico dal segretario del PD, che probabilmente già pensa a come costruire subito dopo le prossime elezioni politiche la grande coalizione con Berlusconi per cambiare la Costituzione italiana e la legge elettorale in senso ipermaggioritario e presidenzialista.
Per queste ragioni il PRC di Enna dichiara che non parteciperà più a nessun tavolo della cosiddetta ex Unione provinciale. D’altra parte abbiamo più di una volta espresso il nostro negativo giudizio sulla esperienza amministrativa condotta a livello provinciale con l’ amministrazione Salerno caratterizzatasi per una gestione autocratica e da un trasversalismo affaristico clientelare che condanniamo e contrastiamo fortemente.
Porteremo avanti tale scelta autonoma del PRC fino in fondo, convinti che oggi la politica ha bisogno di chiarezza e che i cittadini hanno diritto di poter scegliere tra proposte realmente alternative rispetto al trasversalismo che governa la nostra provincia.
Alle altre forze della sinistra, con cui abbiamo condiviso un lungo cammino di costruzione di un soggetto unitario della Sinistra, diciamo che non rinunciamo a lavorare in prospettiva della costruzione di una forza della Sinistra Unitaria, vincolando tale percorso, da parte nostra, alla necessità ineludibile di rappresentare alle prossime scadenze amministrative una proposta alternativa sia a quella dello schieramento di centrodestra sia dello schieramento di centro occupato dal nuovo PD. Il nostro appello si rivolge innanzitutto a loro per mettere in campo questa proposta alternativa senza titubanze e tentennamenti.
Ci rivolgiamo quindi ai cittadini liberi,al mondo del lavoro dipendente, ai giovani, alle donne,agli intellettuali, alle forze sociali, al mondo dell’associazionismo, alle forze ambientaliste, ai movimenti di lotta che hanno operato in difesa dei cittadini contro le vessazioni e l’invadenza clientelare di una certa politica, facendo appello a costruire assieme a noi una proposta politica e programmatica capace di indicare a questo territorio uno sviluppo civile, culturale,sociale ed economico affrancato dal giogo della prepotenza e della sudditanza.

Iano Furnò
(Segretario provinciale PRC)

Dimissioni Cuffaro

Comunicato stampa della segreteria provinciale del PRC sulle dimissioni di cuffaro

Registriamo con grande soddisfazione le dimissioni che Cuffaro ha presentato oggi alle 12,00 di fronte al Parlamento siciliano.
E’ una vittoria che acquisiamo al fronte politico democratico, che ne ha richiesto con forza le dimissioni, dopo la recente condanna a cinque anni con interdizione dai pubblici uffici; ma è anche una vittoria di tutto il popolo siciliano, che reclama legalità e il riscatto di una condizione sociale ed economica così pesantemente condizionata dal peso dei poteri criminali e mafiosi, dalle pratiche trasversali e clientelari, da una certa politica vorace e pervasiva che fa della gestione della cosa pubblica il perno dell’intreccio tra politica, economia e malaffare.
E’ necessario oggi più che mai per ridare credibilità alle istituzioni che la politica faccia della questione morale e della lotta ai poteri criminali e mafiosi una discriminante su cui costruire i propri gruppi dirigenti e una nuova classe politica.
Come PRC non possiamo che dichiararci soddisfatti per la decisione di dimettersi di Cuffaro, che anche da Enna avevamo richiesto. Adesso aspettiamo che, dignitosamente, lo stesso esempio di Cuffaro segua anche il suo sodale ennese: il presidente della provincia Cataldo Salerno

Il Segretario provinciale

Iano Furnò

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

– 22 GENNAIO 2008 –
La Segreteria nazionale del Prc ha discusso della crisi politica che è precipitata in queste ore assumendo all’unanimità la seguente deliberazione:

La responsabilità che l’UdEUR si è assunta è enorme. Come avevamo denunciato da tempo è nel ventre molle del centro moderato che si è lavorato dall’inizio per boicottare il programma dell’Unione, ostacolare tutti i provvedimenti riformatori nella direzione della redistribuzione del reddito, dell’equità sociale, dell’allargamento dei diritti civili, determinare una instabilità che permettesse l’intervento di quei poteri forti che lavorano per mantenere una condizione di inaccettabile disuguaglianza sociale e di prevalenza di politiche oscurantiste e regressive nel campo dei diritti.

Non è un caso che la precipitazione di questa crisi venga proposta proprio ora che, anche grazie alle mobilitazioni sociali, alle richieste del mondo del lavoro, all’offensiva della sinistra che su questi temi aveva chiesto la verifica, era posto all’ordine del giorno del governo il tema dell’incremento dei salari, della detassazione dei redditi da lavoro e di quelli bassi, dell’incremento del prelievo alle rendite al livello europeo.

Questa crisi, inoltre, si verifica dentro il deflagrare di una irrisolta questione morale, di dura commistione tra politica e affari e che si annida in una idea e pratica del potere che si fa sistema e che è fatta propria, fino alla sua esplicita rivendicazione, proprio da quegli stessi ambienti e che è stata squadernata dall’indagine a carico di Mastella e di gran parte del gruppo dirigente del suo partito.
Ancora più grave è il caso clamoroso del Presidente della Regione Sicilia, che gioisce di essere condannato a soli 5 anni e di avere avuto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Vi è l’arroganza di Berlusconi che irride al suo ennesimo rinvio a giudizio. Non è un caso che tutti questi personaggi, le forze che ne sono espressione, le destre, oggi si ritrovino assieme nell’esprimere un’arrogante difesa della politica ridotta a potere e nell’attacco all’autonomia della magistratura.
La crisi che si è determinata è frutto anche di una legge elettorale che i suoi stessi autori, le destre, hanno definito indecente; una legge fatta apposta per determinare l’instabilità e impedire all’Unione, che ha legittimamente vinto le elezioni, di poter governare. E’ questo il motivo per cui ci siamo battuti e ci battiamo per una legge elettorale sul modello tedesco che sia fondata sulla rappresentanza proporzionale e garantisca stabilità.
Abbiamo apprezzato che il Presidente Prodi e la maggioranza abbiano deciso di riportare la discussione nella sede propria del Parlamento, sia per il rispetto necessario alle istituzioni democratiche, sia perché lì ciascuna forza politica è chiamata a misurarsi e ad assumersi una precisa responsabilità politica.
In Italia c’è bisogno di una sinistra unitaria e plurale, autonoma e radicata. Questa sinistra, unitariamente, aveva posto le condizioni di una verifica di governo per avviare la svolta di cui il Paese ha bisogno. Questa è la piattaforma generale che la sinistra propone per un vero rinnovamento e che coniughi redistribuzione del reddito , sicurezza sul lavoro, nuovi diritti.  Questa sinistra deve oggi trovare dentro l’esplodere della crisi le ragioni di una accelerazione del processo avviato con l’Assemblea Nazionale della Sinistra e degli Ecologisti dell’8 e 9 dicembre.

Proponiamo
di svolgere domenica una giornata straordinaria di mobilitazione nel Paese con iniziative, dibattiti, presenze nel territorio da costruire nel modo più unitario con le altre forze della sinistra, associazioni, movimenti.
Sabato è convocata una riunione della Direzione Nazionale e dell’Esecutivo Nazionale del Partito, allargata ai gruppi parlamentari.


Roma, 22 gennaio 2008


Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea