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Costituito il comitato antifascista catanese No a via Almirante

“un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”

presso GAPA – via Cordai, 47 Catania

Catania, 22 novembre 2012

Si è costituito a Catania il “Comitato antifascista catanese NO alla strada Almirante”.

Forze associative, sociali, sindacali, politiche catanesi, con adesioni individuali, propongono l’APPELLO “ la Memoria e viva”.

Appello

“la memoria è viva”

NO alla strada Almirante a Catania

Come cittadine e cittadini catanesi democratici* ed antifascisti* che risolutamente si identificano nei valori supremi della Costituzione, nata dalla Lotta di Liberazione dai nazifascisti, SIAMO INDIGNATI* della proposta in discussione nella Commissione toponomastica del Comune di Catania di intitolare una strada cittadina a Giorgio Almirante.

Giova ricordare che Almirante fu segretario di redazione de “La Difesa della Razza” dal 1938 al 1943, la rivista che più di tutte teorizzava il razzismo italiano, l’inferiorità degli ebrei e la necessità di discriminarli. Successivamente ricoprì la carica di Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura popolare nel governo della Repubblica Sociale Italiana, alleata e fattiva collaboratrice della Germania nazista – che perseguiva l’«annientamento» dei nemici razziali -, favorendola nell’occupazione dell’Italia, nella distruzione dell’Europa e nello sterminio di milioni di donne e uomini, oppositori, ebrei, “diversi”, “subumani”. Egli stesso fu attivo in questa “nobile” causa. Nel dopoguerra, dopo avere ottenuto l’amnistia che consentiva a tutti* i cittadini* italiani* di godere a pari titolo della libertà che la Resistenza aveva conquistato e la Costituzione ora garantiva, fu segretario nazionale del Msi, incriminato, rinviato a giudizio e amnistiato per l’età, per favoreggiamento dell’autore della strage di Peteano.

Chiediamo che la Commissione toponomastica respinga la vergognosa ed inaccettabile proposta.

promotori:

Alba
Anpi
Arci
Arcigay
A.S.D. Rugby Briganti di Librino
Ass. Rita Atria
Ass. Italia-Cuba
“Casablanca”
Catania Città Aperta
Cgil
Cinestudio
Circolo Città Futura
Circolo Olga Benario
CittàInsieme
Città Felice
Cobas scuola
Fgci
Fiom
Gapa
Giovani comunisti
Gruppo Memoria e Libertà
I Cordai
Iq Bal
Issico
Libera
Lila
Movimento Studentesco Catanese
Open Mind Glbt
Pdci
Pd
Prc
Rete antirazzista catanese
Sel
Siciliani Giovani
Socialismo 2000
Udi
Usb

Adesioni individuali

Giovanni Burtone, deputato Parlamento nazionale

Rosario D’Agata, capo gruppo Pd Comune di Catania

Rosario Mangiameli, docente Facoltà Scienze Politiche Univ. Catania

Luciano Granozzi, docente Facoltà Lingue e Letterature straniere Univ. Catania

Porrovecchio Giacomo, capogruppo Provincia di Catania Comunisti-Idv

Antonio Tomarchio, consigliere prov. Catania Gr. Comunisti-Idv

Branciforte Giuseppe, consigliere prov. Catania Gr. Comunisti-Idv

Francesca Raciti, consigliere comunale Pd Catania

Antonio Pioletti, docente Facoltà Lingue e Letterature Stranire Univ. Catania

Giuseppe Berretta, deputato Parlamento nazionale

L'ANPI di Catania sulla proposta di intitolazione di una via a Giorgio Almirante

L’ANPI di Catania è indignata per la proposta da parte della commissione toponomastica di voler intitolare una strada a Giorgio Almirante. L’intitolazione di una strada o di una piazza indica alle future generazioni un esempio, un modello di vita e di cittadinanza. La scelta dei nomi da dare ai luoghi pubblici è dunque occasione per una riflessione sulla storia e sulla identità di una nazione, sul suo passato e sul suo futuro.
Per queste ragioni, ci sembra del tutto improponibile intitolare una via della nostra città a un uomo come Giorgio Almirante che ha partecipato come protagonista alla rivista del nascente razzismo fascista (La difesa della razza, di cui è stato segretario di redazione). Ha quindi contribuito in prima persona a quella persecuzione antiebraica.
Ha svolto un ruolo importante nella Repubblica di Salò, in cui è stato capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma. Firmò allora anche il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere assieme ai nazisti.

E fu proprio Giorgio Almirante, il fascista in doppio petto, quello rispettabile, quello con il senso dello Stato, a proteggere uno degli autori della strage di Peteano, dove furono uccisi il 31 maggio 1972 tre carabinieri con un’autobomba, Ciò è processualmente provato. Mentre Eno Pascoli il mediatore di Almirante fu condannato, il capo dell’MSI godendo dell’immunità parlamentare evitò di essere interrogato. Finché non intervenne un’amnistia praticamente ad personam, della quale beneficiava in quanto ultrasettantenne. Giorgio Almirante, dovette chiedere per sé l’amnistia perché il dibattimento lo avrebbe condannato mentre il suo complice fu condannato per il reato di favoreggiamento aggravato degli autori della strage.
Per tutti questi fatti L’ANPI si oppone con fermezza
alla proposta avanzata dalla commissione toponomastica.
Chiede che la via sia intitolata non ai terroristi ma alle loro vittime: il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Bongiovanni.

Per l’associazione ANPI il Presidente Provinciale Santina Sconza

Messina, "Via Almirante": no grazie!

La decisione del consiglio della 2^ circoscrizione di dedicare una via a Giorgio Almirante ci lascia sbigottiti.

Prima di dedicare un qualsiasi luogo ad un personaggio storico bisogna accuratamente studiarne il passato, ci permettiamo di ricordare ai consiglieri della 2^ circoscrizione che Almirante nel 1938 fu firmatario del Manifesto della razza, anticamera dell’olocausto degli ebrei, e dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione. Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, ma con tutto l’orgoglio di essere razzisti italiani.

“Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose – fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.” – scriveva Giorgio Almirante il 5 maggio 1942.

L’ostinata fedeltà alle idee ed alla pratica politica di modello fascista di Almirante non può essere cancellata in alcun modo e si scontra ferocemente con la democrazia Italiana che, come ricordiamo, è stata costituita da chi ha combattuto contro il fascismo e il nazismo e poi ha elaborato la Costituzione. Giorgio Almirante ha sempre militato nella parte opposta.

Intitolare (dicesi per verba, ricordando Dante) vuol dire indicare in un luogo una persona ad esempio di virtù e sulla base di questi dati, siamo fermamente convinti che è impossibile mettere Giorgio Almirante, fra quei personaggi da proporre come esempio per le nuove generazioni e i futuri cittadini messinesi, il razzismo è ancora da considerarsi una piaga orrenda e terribilmente attuale.

Per il Partito della Rifondazione Comunista la decisione di dedicare una via a Messina a Giorgio Almirante è inaccettabile, assistiamo ancora una volta ad un progetto ben chiaro quello di riscrivere la storia del nostro paese , un’offesa alla memoria e al sacrificio di migliaia di italiani caduti per la libertà. Difenderemo con decisione la memoria e i valori della democrazia, dell’antifascismo e dell’antirazzismo!

Se i consiglieri della 2^ circoscrizione vogliono dare un vero esempio da seguire ai messinesi dedichino una targa ad un vero eroe, Peppino Impastato, giovane comunista siciliano che pagò con la vita la propria lotta alla mafia.

Ketty Bertuccelli, Segreteria provinciale Partito della Rifondazione Comunista Messina

Messina, "Via Almirante": no grazie!

La decisione del consiglio della 2^ circoscrizione di dedicare una via a Giorgio Almirante ci lascia sbigottiti.

Prima di dedicare un qualsiasi luogo ad un personaggio storico bisogna accuratamente studiarne il passato, ci permettiamo di ricordare ai consiglieri della 2^ circoscrizione che Almirante nel 1938 fu firmatario del Manifesto della razza, anticamera dell’olocausto degli ebrei, e dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione. Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, ma con tutto l’orgoglio di essere razzisti italiani.

“Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose – fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.” – scriveva Giorgio Almirante il 5 maggio 1942.

L’ostinata fedeltà alle idee ed alla pratica politica di modello fascista di Almirante non può essere cancellata in alcun modo e si scontra ferocemente con la democrazia Italiana che, come ricordiamo, è stata costituita da chi ha combattuto contro il fascismo e il nazismo e poi ha elaborato la Costituzione. Giorgio Almirante ha sempre militato nella parte opposta.

Intitolare (dicesi per verba, ricordando Dante) vuol dire indicare in un luogo una persona ad esempio di virtù e sulla base di questi dati, siamo fermamente convinti che è impossibile mettere Giorgio Almirante, fra quei personaggi da proporre come esempio per le nuove generazioni e i futuri cittadini messinesi, il razzismo è ancora da considerarsi una piaga orrenda e terribilmente attuale.

Per il Partito della Rifondazione Comunista la decisione di dedicare una via a Messina a Giorgio Almirante è inaccettabile, assistiamo ancora una volta ad un progetto ben chiaro quello di riscrivere la storia del nostro paese , un’offesa alla memoria e al sacrificio di migliaia di italiani caduti per la libertà. Difenderemo con decisione la memoria e i valori della democrazia, dell’antifascismo e dell’antirazzismo!

Se i consiglieri della 2^ circoscrizione vogliono dare un vero esempio da seguire ai messinesi dedichino una targa ad un vero eroe, Peppino Impastato, giovane comunista siciliano che pagò con la vita la propria lotta alla mafia.

Ketty Bertuccelli, Segreteria provinciale Partito della Rifondazione Comunista Messina