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Marotta (PRC): solidarietà agli attivisti No MUOS indagati per la pacifica manifestazione del 9 agosto

A nome di Rifondazione Comunista Sicilia – dichiara Antonio Marotta segretario regionale del PRC – esprimo la massima solidarietà ai quindici – fra attivisti No Muos e dirigenti politici – raggiunti da una comunicazione di inizio indagini per aver partecipato il 9 agosto scorso, a Niscemi, ad una partecipata manifestazione del tutto pacifica e festosa contro il MUOS che si è conclusa con un’invasione simbolica di una folla di diverse centinaia di persone che entrò nell’area del cantiere dando vita ad un sit-in sul prato.
Nessun incidente, nessun danno procurato a persone o cose dai partecipanti che poco tempo dopo tornarono tranquillamente a casa.
In tal senso la presa di posizione delle istituzioni italiane – continua Marotta – pare eccessivamente dura contro chi lotta pacificamente da anni in difesa della pace, dell’ambiente e della salute.
Rifondazione Comunista siciliana denuncia qualsiasi volontà repressiva nei confronti dei pacifici militanti e dei dirigenti politici NO-MUOS. Quei comuni cittadini che da anni lottano per una giusta causa, peraltro condivisa nel merito in varie sedi istituzionali regionali e nazionali, non meritano di essere scoraggiati.

A.R.S.: un selvaggio scontro di potere tra PD e Crocetta

Dichiarazione di Antonio Marotta e Mimmo Cosentino della segreteria Regionale del PRC

Undici mesi dopo le elezioni regionali, non possiamo che registrare il pieno fallimento della cosiddetta rivoluzione crocettiana: schiacciata tra il populismo smodato del governatore e la determinazione del Pd ad occupare posti di governo.

Crocetta si è trasformato in un fedele esecutore del disegno di Confindustria Sicilia, quello di spostare risorse a favore delle imprese,delle privatizzazioni e delle grandi opere (ultima farneticazione: il si al Ponte), degli Usa (Muos di Niscemi) a discapito dei trasferimenti agli Enti Locali, degli interventi di sostegno all’occupazione, della tutela dei servizi pubblici e dei beni comuni,della salute dei cittadini. Per portare fino in fondo questo disegno ha accentrato sulla propria figura il massimo dei poteri decisionali, fino a cancellare province e comuni, allargando la sua coalizione agli ex amici di Totò Cuffaro e di Raffaele Lombardo, fino a comprendervi esponenti del centrodestra.

Dall’altra parte il Pd, travolto da una serie di scandali soprattutto nel campo della formazione professionale, non solo non è stato capace di produrre alcun processo di cambiamento e di rappresentanza degli interessi delle classi lavoratrici, ma non si oppone al modello trasformista crocettiano, cercando di contrastarlo sulla medesima lunghezza d’onda, quello della spartizione degli assessorati.

Rifondazione Comunista rilancia l’appello a tutte le forze sociali e politiche per costruire in Sicilia, a partire dall’opposizione al degrado istituzionale e allo sfacelo economico,un’alternativa al governo Crocetta autonoma dall’centrosinistra.

«Ora per Messina si apre la sfida della partecipazione dei cittadini»

Intervista ad Antonio Marotta, segretario del Prc Sicilia

di Fabio Sebastiani, Liberazione.it, 25 giugno 2013

Che prospettiva si apre dopo la vittoria di Accorinti a Messina?
I rapporti di forza sono sfavorevoli in consiglio comunale a Messina, perché ci sono 29 consiglieri del centrosinistra, e gli altri sono del centrodestra, mentre la maggioranza ha cinque consiglieri. Questa è una difficoltà oggettiva ma anche una grande sfida. Aumenta lo spessore di Accorinti.

La campagna elettorale è stata molto improntata alla rottura con il passato…
Accorinti ha sempre avuto un’idea precisa rispetto al passato amministrativo e politico a Messina, e alla necessità di voltare pagina. Questo programma di rottura lui l’ha enunciato durante la campagna elettorale facendone l’elemento centrale. E su questo progetto di rottura ha ricevuto un largo consenso da parte dei cittadini.

Quindi, i voti che mancheranno in Consiglio comunale possiamo dire che li troverà nella città?
Accorinti è un pacifista e un militante del movimento contro la guerra e contro le basi. Era con Pio la Torre nella base di Comiso al tempo delle proteste negli anni ’80. Penso che lui insisterà moltissimo sulla questione della partecipazione dei cittadini e questo è un elemento decisivo visti i numeri in consiglio. Punterà tutto sulle forme di controllo e di proposta, e anche con possibilità di emendare i documenti programmatici del Comune a partire dal bilancio. Poi ovviamente c’è la questione del welfare e dei servizi sociali, che praticamente non ci sono quasi più a Messina. Anche in questo campo dovrà coinvolgere le realtà che operano nel sociale. E per quello che un Comune può fare c’è la questione del lavoro. Del resto, questa connessione stretta tra i cittadini e Accorinti che ha intercettato una istanza precisa sul rinnovamento politico e stabilito una liason con il sentire popolare va valorizzata. Mentre il voto grillino è un voto di protesta, qui si è trattato di un voto di condivisione.

E poi ci sono gli interessi concreti, quelli dei poteri forti…
Lo scontro si attesterà sulle grandi opere, chiaro, su cui il Governo Letta non ha preso ancora una decisione. E’ uno scontro di livello nazionale. Poi c’è la questione del buon governo della città a partire dal piano-traffico, e dalla gestione del molo. Per quanto riguarda l’Urbanistica, in campagna elettorale ha detto cemento armato zero e valorizzazione dei terreni agricoli.

Tutto questo con un movimento che in città ovviamente si è galvanizzato.
Il movimento parte dalla base ed è trasversale. A questo ha partecipato anche Rifondazione comunista con un piccolo aiuto dal punto di vista dei voti, ma importante per quanto riguarda l’aspetto organizzativo e quello del programma. E la stessa presenza del segretario nazionale Paolo Ferrero a Messina durante la campagna elettorale lo testimonia. C’è un patto di colazione e abbiamo eletto un compagno indipendente Gino Surniolo, anche lui uno dei leader dei “No ponte”.

Cosa ha fatto la differenza perché si compisse il miracolo?
La cattiva amministrazione con un comune in dissesto economico ha fatto la differenza. Non è intervenuto con la spesa per quanto riguarda l’assistenza concreta alle persone in seria difficoltà. Molta gente ha votato Pd al Consiglio comunale, convogliando poi su Accorinti. E questo si può leggere sia con il prestigio e la popolarità, ma anche con il fatto che benché il candidato sindaco del Pd fosse una persona bravissima è stato comunque accomunato alla rappresentanza del governo Letta e di Crocetta. Cioè, si sono rifiutati di aderire alla possibilità che a Messina si instaurasse l’inciucio esplicito del Governo Letta oppure implicito del Governo Crocetta.

L’ultima domanda su Ragusa. Lì siamo in pieno laboratorio politico…
E’ una vittoria dei grillini e non si può disconoscere. Però anche lì secondo me c’è un elemento da interpretare perché è l’unica esperienza in cui il candidato grillino ha fatto l’accordo con la sinistra, con una lista di sinistra, “Partecipiamo”, con dentro Rifondazione che ha un ruolo importante. Hanno scritto un documento politico che va ben oltre il programma. Scritto a quattro mani con il sindaco. E sulla base di questo hanno fatto l’apparentamento.

Nomina sottosegretari: nuova fase in Sicilia – accordo PD-PDL.

Dichiarazione di Antonio Marotta – segretario regionale di Rifondazione Comunista.

La nomina  a  sottosegretari  dei politici siciliani  Giuseppe Castiglione, Simona Vicari e Gianfranco Miccichè nel nuovo governo Letta mostra chiaramente il suo vero volto: un esecutivo  totalmente subordinato   al PDL. Il centrodestra, infatti,  impone liberamente i suoi uomini,  anche quelli che  il centrosinistra in passato aveva fortemente criticato e combattuto.

Ma oltre a ciò, occorre sottolineare,  come le nomine di Letta avvengano, non  a caso, in concomitanza  dell’apertura,  anche in sicilia, di una nuova fase politica subita consensualmente dal Presidente Crocetta. L’obiettivo è superare definitivamente gli equilibri politici post-elettorali e le contrapposizioni fra i due blocchi anche nell’isola.

Nell’isola si impone  l’esigenza del PDL di riequilibrare  la spartizione dei posti di comando  fra centrodestra  e centrosinistra realizzando la riproposizione,  nel governo reale del territorio siciliano, del pasticcio delle larghe intese.                 

La prospettiva:  una stagione di lottizzazione basata sull’applicazione rigorosa del manuale Cencelli,  che coinvolga tutte le forze politiche  presenti all’ARS.

Rifondazione Comunista evidenzia come  le nomine predisposte da Letta , preludano ad una  riedizione, riveduta e corretta,  del “Modello  Sicilia” di Crocettiana  ideazione, in cui però il Movimento 5 stelle assumerà  sempre di più il ruolo di ininfluente copertura all’azione di un governissimo  che non troverà  più di fronte a se alcuna opposizione istituzionale.

Rifondazione Comunista annuncia una forte opposizione sociale e politica al nuovo inciucio istituzionale  a fianco delle lotte per la difesa dei diritti e del lavoro.

2 Maggio 2013

Finanziaria regionale: una manovra vuota caratterizzata da una pioggia di contributi improduttivi, che non non dà risposte alla grande emergenza lavoro.

Dichiarazione di Antonio Marotta – segretario regionale di Rifondazione Comunista.

Una finanziaria ancora una volta pessima,  che ripropone l’inciucio istituzionale a larga scala, approvata da una strana maggioranza che sostiene il governo  Crocetta,  che non  segna alcuna discontinuità con le politiche del passato.

Una  manovra economica piena di ulteriori balzelli e tasse per i cittadini che non da risposte alla domanda di cambiamento, che non interviene sull’emergenza lavoro  non  prevedendo alcun provvedimento per la stabilizzazione dei lavoratori precari, i forestali, gli  lsu comunali, i lavoratori della Formazione Professionale che attendono invano  la pubblicazione del  loro albo regionale, ma che soprattutto non interviene sulla  gravissima priorità  sociale:  la domanda di lavoro proveniente dalle fasce giovanili in cerca di prima occupazione o di ricollocazione.

Nulla sul  salario minimo garantiito per le fascie sociali e le famiglie più deboli.  Un’ulteriore stangata per la sanità. Si riducono drasticamente i fondi per comuni e provincie oggi non più in grado di redigere i rispettivi bilanci perché privi di risorse che a mala pena coprono le uscite per gli stipendi.

Spiccano, però,  sui provvedimenti inconsistenti che caratterizzano la manovra regionale i cospicui stanziamenti  dell’ex tabella H farcita da prebende e  contributi a pioggia che spalmano secondo il manuale cencelli e le appartenenze una grande fetta di spesa corrente.

Nulla sembra cambiato rispetto alla mala stagione del Lombardismo. Si ripropone la politica della spartizione fra maggioranza e minoranza i cui confini  si assottigliano sempre di più, nella prospettiva di un grande inciucio siciliano, a cui si aggiunge una presenza benevola del Movimento 5 Stelle che di fatto approva la manovra decretando la cancellazione di ogni forma di opposizione istituzionale all’ARS.

Rifondazione comunista annuncia la massima mobilitazione contro la finanziaria regionale a fianco delle lotte dei lavoratori e dei sindacati per l’affermazione di un altro modello di sviluppo profondamente alternativo , fondato sulla centralità dei diritti e del lavoro.

1 Maggio 2013