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Intervista a Paolo Ferrero sul Manifesto del 7 marzo

di Francesca Pilla su il manifesto del 7 marzo 2010

Stanco, un tantino sciupato perché da quattro giorni in sciopero della fame contro la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Incontriamo Paolo Ferrero tra una tappa e l’altra del suo tour elettorale in Campania. In una giornata segnata da un altro avvenimento: la firma del capo dello Stato al decreto per salvare le liste del Pdl. «Non è un decreto interpretativo. È la riscrittura della norma, un atto totalmente incostituzionale, fuori dalle prerogative del Consiglio dei ministri. Ritengo scandaloso che Napolitano abbia avallato questa scappatoia».

D. Che cosa si poteva fare per non andare a elezioni regionali “dimezzate”?

R. Nulla. Si doveva andare a votare così. Noi Federazione della sinistra abbiamo una lista ricusata a Matera e aspetteremo il giudizio del Tar. Questo decreto esprime l’arroganza di un potere che crede di essere al di sopra delle regole. Napolitano non doveva firmare, ma qualsiasi altra proposta sarebbe stata incostituzionale. Chi arriva tardi a un concorso non vi partecipa. Continua la lettura di Intervista a Paolo Ferrero sul Manifesto del 7 marzo

«E' un attacco al cuore delle tutele costituzionali del lavoro»

Intervista al segretario generale Cgil Guglielmo Epifani. Il disegno di legge contro lo Statuto dei lavoratori


di Gemma Contin su Liberazione del 5 marzo 2010

Il Parlamento ha varato un disegno di legge governativo che azzera di fatto, più ancora dell’insieme di norme che compone il “diritto del lavoro”, quella conquista dei lavoratori, pagata con anni e anni di lotte, che passa sotto il più ampio concetto di “democrazia del lavoro”. Da oggi il lavoratore sarà completamente solo e nudo davanti al padrone. Da oggi la contrattazione collettiva viene definitivamente sommersa e inficiata non solo da una miriade di contratti aziendali ma, più ancora, da un pulviscolo molecolare di contratti individuali. Continua la lettura di «E' un attacco al cuore delle tutele costituzionali del lavoro»

SCIOPERO DELLA FAME E REFERENDUM CONTRO IL DDL CHE SVUOTA L’ARTICOLO 18

L’approvazione da parte del Senato del disegno di legge 1167-B sarebbe un atto gravissimo.
Si tratta di una vera e propria controriforma che mina radicalmente i diritti del lavoro e precarizza ulteriormente i rapporti di lavoro.
Gli aspetti profondamente regressivi sono contenuti in tutto il testo, ma in particolare è evidente che la
sottrazione al giudice delle controversie sul lavoro, attraverso una clausola compromissoria inserita nei contratti certificati, che affida le decisioni ad arbitri non tenuti al rigoroso rispetto di leggi e contratti collettivi, svuota in radice il sistema di garanzie a tutela dei diritti del lavoro. E’ la volontà di sancire la totale subordinazione del lavoro all’impresa. E’ un nuovo attacco all’articolo 18.
Per questo motivo crediamo sia necessario, in queste ore in cui sembra precipitare definitivamente la volontà di approvare questa controriforma, compiere ogni atto che possa contribuire a bloccarla.
Per questo, come atto estremo di protesta e di sottolineatura della gravità di quanto si sta compiendo, abbiamo deciso di fare uno sciopero della fame.
Ma oltre a questo crediamo anche che sia necessario attrezzare da subito una risposta nel caso in cui il Senato approvi la controriforma.
Nel pacchetto di Referendum che stiamo predisponendo, e a cui ha lavorato il professor Alleva, che contengono tra l’altro vari quesiti di contrasto alla precarietà del lavoro, un quesito in particolare è una risposta “preventiva” all’intervento legislativo che si sta predisponendo. Si tratta della richiesta di abrogazione delle procedure di certificazione dei contratti di lavoro, previste dal decreto legislativo 276 del 2003. Quelle procedure cioè su cui si basa tutto l’impianto del DDL 1167-B. E’ uno strumento che mettiamo a disposizione di quanti vorranno opporsi con noi ad un attacco ai diritti del lavoro che non ha pari nella storia del nostro paese.