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Lipari, Referendum Lavoro: considerazioni e ringraziamenti

Oggi, mercoledi 9 Gennaio, sono state consegnate in Cassazione oltre 1 milione di firme richiedenti una consultazione referendaria nazionale. La richiesta consiste in un referendum abrogativo circa la manomissione dell’art.18 dello statuto dei lavoratori operata dal governo Monti e l’introduzione  del decreto legge n.138 del 2011, abrogazione che ci permetterà di ripristinare i diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi. Contestualmente a questi 2 quesiti erano state raccolte anche le firme per l’abrogazione dell’ultima riforma delle pensioni (Fornero) e per l’abolizione della diaria dei parlamentari, tuttavia essendo queste due campagne iniziate 1 mese dopo quella sul lavoro, lo scioglimento anticipato delle Camere ne ha obbligato la sospensione. Anche i referendum sul lavoro da noi previsti nel 2014, tuttavia, sono in grave pericolo. La legge infatti prevede che non possano essere presentate le firme per i referendum nell’anno precedente alle elezioni, e neanche a Camere sciolte. Sarebbe stato sufficiente che il Presidente Napolitanoascoltati i numerosi appelli del mondo del lavoro e delle forze politiche promotrici, avesse sciolto le Camere il 3 gennaio e non sotto capodanno. Così non è stato. Si è trattata chiaramente di una manifestazione di sordità alle istanze dei lavoratori e l’ennesimo punto di raccordo del Presidente con il governo Monti ed i suoi solerti sostenitori (PD,UDC e PDL). Così facendo si è tolta la possibilità ai cittadini di esprimere un proprio libero giudizio sull’operato dei governanti, ma è proprio la democrazia la cosa più importante, per cui è nostra intenzione rendere vano tale escamotage: faremo ricorso alla Consulta per rendere valida la consultazione. Ciononostante la consegna di oggi rappresenta un atto di vitalità democratica e partecipativa dei cittadini ed un chiaro gesto politico da parte delle forze politiche promotrici ,ora tutte riunitesi tranne Vendola (non a caso oggi assente e muto)  nella “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia. Pertanto le elezioni politiche previste a Febbraio saranno anche un campo di battaglia tra le forze del cambiamento, realmente alternative al “montismo”, e coloro i quali oggi fanno finta di litigare ma che fino ad ieri erano ben d’accordo sul silenziare l’opinione pubblica e portare avanti una continua macelleria sociale in nome di politiche economiche liberiste e recessive. In proposito le continue aperture della coalizione di Bersani ad un’intesa post-voto con i “montiani” , pur tra i distinguo, la dicono lunga sul gioco delle tre carte preparato per gli italiani, gioco truccato con la solita complicità di media amici e/o controllati. Infine sento di dover fare alcuni doverosi ringraziamenti, in primis alle centinaia di eoliani ed eoliane che con la loro firma hanno dato forza alla nostra iniziativa referendaria. A seguire sento di dover sottolineare l’impegno de “La Sinistra” e di ringraziare il nostro consigliere Gianni Iacolino per la raccolta e l’autentica delle firme, la federazione provinciale di Rifondazione Comunista per il supporto organizzativo e gli operatori dell’informazione locali per la libertà ed il pluralismo sempre dimostrati. La lotta continua!  

Gianluca Pini

Rifondazione comunista di Agrigento – Invito ai cittadini partecipazione raccolta firme referendum

su www.lavalledeitempli.net, 1 dicembre 2012

Rifondazione comunista di Agrigento sarà presente oggi pomeriggio dalle 17.30 fino alle 20.30 a Porta di Ponte per raccogliere le firme per tre diverse proposte di referdum abrogativo, riguardanti le modifiche all’art 18 dello Statuto dei Lavoratori, l’intero art. 8 del Decreto legge n. 138/2011 ( convertito in legge) e la legge Fornero sulle pensioni.
Con questi referendum si vuole abrogare due leggi-vergogna di Monti e Berlusconi. Nessuna ha prodotto un solo posto di lavoro in più, semmai ne ha cancellati, attaccando i fondamentali diritti dei lavoratori e colpendo l’essenza della nostra democrazia così come disegnata dalla nostra Carta Costituzionale.
Le prime vittime sono le lavoratrici e i lavoratori “esodati”, ma le conseguenze saranno devastanti per tutte e tutti.

Catania, domenica 2 e martedì 4 dicembre raccolta firme per i referendum lavoro-pensioni

continua la campagna per la raccolta delle firme a sostegno dei referendum per:
– ripristinare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori sui licenziamenti,
– abolire la controriforma del lavoro e l’art.8 sulla contrattazione,
– abolire la controriforma delle pensioni fornero-monti,
– eliminare le retribuzioni eccessive dei parlamentari

vi aspettiamo ai banchetti di raccolta firme:
DOMENICA 2 dicembre, dalle 10,30, in piazza G. Verga, presso il mercato del contadino
MARTEDì 4 dicembre, dalle 16,30, in via Etnea, di fronte villa Bellini

Messina, domenica 2 dicembre raccolta firme per i referendum lavoro-pensioni

Domenica 2 dicembre alle ore 09.30 il Circolo PRC “Peppino Impastato” di Messina organizzerà , compatibilmente con le condizioni meteo, un banchetto a Piazza Casa Pia per la raccolta firme e l’informazione a riguardo della campagna referendaria nazionale.
I quattro questiti riguardano nell’ordine:
– l’abolizione dell’articolo 8 legge N 138 del 2011 per il ripristino dunque nella sua pienezza del Contratto Collettivo Nazionale;
– l’abrogazione delle modifiche all’articolo 18 inserite dal governo Monti;
– l’abolizione della diaria per i parlamentari;
– l’abolizione della riforma Fornero delle pensioni (che aumenta enormemente l’età pensionabile)

Ulteriori informazioni sui referendum sono disponibili online sui siti:www.referendumlavoro.it – www.referendumpensioni.it ewww.prcmessina.it

Ketty Bertuccelli, direttivo circolo PRC “Peppino Impastato” Messina

Milazzo, martedì 27 raccolta firme, per i referendum lavoro-pensioni

Il Circolo PRC Milazzo comunica che da domani, Martedì 27 Novembre 2012, presso la sede sita in Via XX Settembre, 45 (nei locali dell’Associazione Casa del Popolo) sarà possibile firmare per la proposta di referundum sul Lavoro (reinserimento art. 18/ abolizione art. 8 – Riforma Fornero) e sulle Pensioni (reintroduzione calcolo sistema retributivo/ reddito minimo garantito) tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00.
Saremo, inoltre, presenti con banchetti davanti San Giacomo tutti i Sabati e le Domeniche dalle 16:00 alle 20:00.

2000 firme raccolte in un giorno, avanti con i referendum su lavoro e pensioni

 Palermo 27 novembre – Sono quasi 2000 le firme raccolte in un giorno per la campagna referendaria su articolo 18, 8 e cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni. Tra Palermo, Termini Imerese, Partinico, Petralia, Campofelice di Roccella, Isnello, Castelbuono, migliaia di cittadini e cittadine hanno avuto la possibilità di sottoscrivere i referendum su pensioni e lavoro presso i banchetti organizzati da Rifondazione Comunista nell’ambito dell’iniziativa “diritti primari day”. Occorre ancora una vasta mobilitazione, sostiene Davide Ficarra Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista, per raggiungere il quorum necessario a rendere validi i referendum. E’ scandaloso, sostiene l’esponente del PRC, il silenzio di giornali e televisioni su questa campagna referendaria, evidentemente in un paese a democrazia limitata governato direttamente dagli uomini delle grandi istituzioni finanziarie, è scomodo che si torni a parlare di diritti dei lavoratori e di pensioni.

Enna: raccolta firme a sostegno dei tre referendum su lavoro e pensioni

Da oltre un mese, nel silenzio generale dei media, il Partito della Rifondazione Comunista ha dato avvio anche in provincia di Enna alla campagna di raccolta firme a sostegno dei tre referendum sul lavoro e le pensioni.
Nello specifico: con il primo referendum si propone di abolire l’articolo 8 della manovra finanziaria del 2011 che ha cancellato il contratto nazionale di lavoro, permettendo con accordi aziendali deroghe sui diritti fondamentali dei lavoratori (orario e contratto in primo luogo); con il secondo si vuole difendere la reiterata manomissione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, voluta questa volta dal governo Monti, poiché siamo convinti che reintegrare nel posto di lavoro un lavoratore licenziato ingiustamente sia un principio di civiltà che, qualora venisse stralciato, renderebbe tutti e tutte meno liberi/e nell’esigibilità di diritti sanciti dalla Costituzione; infine, con il terzo referendum si propone di abolire tout court la contro-riforma delle pensioni del ministro Fornero che ha esteso a tutte le categorie di lavoratori il metodo contributivo e abolito quello retributivo, prodotto il dramma dei c.d. “esodati” e reso vana la speranza per le giovani generazioni di avere un giorno la pensione.
Tutti i cittadini che vorranno sottoscrivere i referendum potranno farlo presso le Segreterie Comunali; già da oggi i moduli di raccolta firme sono disponibili negli uffici di Enna, Calascibetta ed Assoro, ma dai prossimi giorni lo saranno anche nel resto dei Comuni della provincia ennese.

Ad integrazione della nota stampa inviata ieri, con la quale si informava della raccolta firme a sostegno di quattro quesiti referendari sul lavoro e le pensioni, e del deposito dei moduli di sottoscrizione presso le segreterie comunali di Enna, Calascibetta ed Assoro, si comunica che da oggi i medesimi moduli sono disponibili per i cittadini che volessero sottoscriverli anche negli uffici comunali di Agira, Barrafranca, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia e Valuguarnera.
Si allega di seguito, infine, un appello a sostegno dei referendum firmato da diversi intellettuali, economisti, dirigenti sindacali e femministe.

Carmelo Albanese, Comitato Politico Regionale PRC – Sicilia

Ad integrazione della nota stampa inviata ieri, con la quale si informava della raccolta firme a sostegno di quattro quesiti referendari sul lavoro e le pensioni, e del deposito dei moduli di sottoscrizione presso le segreterie comunali di Enna, Calascibetta ed Assoro, si comunica che da oggi i medesimi moduli sono disponibili per i cittadini che volessero sottoscriverli anche negli uffici comunali di Agira, Barrafranca, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia e Valuguarnera.
Si allega di seguito, infine, un appello a sostegno dei referendum firmato da diversi intellettuali, economisti, dirigenti sindacali e femministe.

 APPELLO

Perché appoggiamo il referendum abrogativo della “riforma” delle pensioni di Fornero e Monti e invitiamo a sostenerlo, assieme ai due referendum per i diritti del lavoro.

La “riforma” delle pensioni, al pari della manomissione dell’articolo 18 e della volontà di distruggere la contrattazione collettiva e i diritti del lavoro attraverso l’articolo 8, è parte organica della profonda regressione sociale, civile e democratica, a cui le politiche iperliberiste europee e del governo Monti stanno condannando le nostre società.

Le misure assunte rappresentano una controriforma strutturale destinata ad aggravare la crisi e a produrre conseguenze negative gravissime sull’insieme del corpo sociale.

Sarà così per la maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, in particolare per tutti coloro che svolgono lavoro operaio ed esecutivo, per i quali è persino fisicamente insostenibile lavorare fino a 67 anni e in prospettiva fino a 70.

Sarà così per tutti coloro che, espulsi dai luoghi di lavoro per gli effetti della crisi, rischiano di trovarsi senza nessun reddito, con un aumento esponenziale della precarietà e dell’insicurezza del vivere, come accade già oggi per gli “esodati”, diventati loro malgrado il simbolo sacrificale di politiche rigoriste e insipienti.

Pesantissime sono le conseguenze per le donne, che già prima della controriforma non riuscivano a raggiungere i requisiti per la pensione di anzianità, tra precarietà e percorsi lavorativi discontinui, a causa delle tante discriminazioni di genere persistenti nel nostro sistema produttivo e in ragione del doppio lavoro, pagato nella produzione di beni e servizi, e non pagato, “di cura”, nelle case. Lavoro non pagato che continua a scaricarsi soprattutto sulle donne, specie quando il sistema del welfare viene smantellato e privatizzato, i diritti ridotti a privilegi, le politiche di condivisione delle responsabilità di cura, considerate un lusso.

Le giovani generazioni infine, in nome delle quali si è affermato fosse necessaria la riforma, vedranno invece ulteriormente compromessa la possibilità di accedere ad un posto di lavoro, perché la permanenza degli anziani al lavoro contribuisce a bloccare ogni mobilità sociale. In un sistema di precariato a vita, la pensione pubblica sarà per chi si affaccia oggi al mercato del lavoro, meno che “una mancia” a causa dell’intervento operato in passato sui coefficienti di trasformazione e della riduzione del loro rendimento.

La controriforma delle pensioni realizza in realtà il più violento aumento dell’orario di lavoro nell’arco della vita, dal dopoguerra ad oggi, proprio nel periodo di più grave recessione economica quando per uscire dalla crisi, sarebbero necessarie politiche opposte: di redistribuzione del lavoro attraverso la riduzione dell’orario e sarebbe indispensabile investire sull’occupazione e la sua qualità, definita anche dalla sostenibilità dell’intreccio tra vite e lavori di donne e uomini.

L’iniquità della controriforma è sottolineata inoltre dal fatto che essa non è motivata in nessun modo da problemi di sostenibilità del sistema pensionistico preesistente, come comprovano studi dell’Eurostat e dello stesso nucleo di valutazione del Ministero del Lavoro , ma solo dalla scelta di utilizzare i contributi versati per le pensioni per fare “cassa” nell’immediato e arrivare in prospettiva allo smantellamento del sistema pubblico a favore dei fondi privati.

Per questi motivi la campagna di raccolta firme per l’abrogazione della controriforma pensionistica è importante. Insieme ai referendum sul lavoro rappresenta la possibilità di dare voce al disagio sociale sempre più grave prodotto dalle politiche del governo Monti e dell’Unione Europea, ed un’opportunità per cercare di costruire una piattaforma di cambiamento che viva nella società attraverso il protagonismo diretto dei cittadini e delle cittadine, restituendo loro iniziativa politica e sovranità.

Francesco Bardinella, Fiom ILVA Taranto

Riccardo Bellofiore, economista

Fausto Bertinotti, direttore  di Alternative per il Socialismo

Francesco Brigati, Fiom ILVA Taranto

Maria Grazia Campari, giurista femminista

Roberto D’Andrea, segreteria nazionale NIDIL CGIL

Ciro D’Alessio, Fiom Fiat Pomigliano

Antonio Di Luca, Fiom Fiat Pomigliano

Anna Fedeli, segreteria nazionale FLC CGIL

Gianni Ferrara, costituzionalista

Sandra Fioccardo, Fiom Aviogroup

Francesca Koch, femminista, Casa Internazionale delle donne di Roma

Alfonso Gianni, direttore di “Cercare ancora”

Beniamino Lami, segreteria nazionale SPI CGIL

Monica Lanfranco, giornalista, direttora di Marea

Nina Leone,  Fiom Fiat Mirafiori

Mimmo Loffredo, Fiom Fiat Pomigliano

Alberto Lucarelli, costituzionalista

Giovanni Mazzetti, economista

Pietro Passarino, segreteria regionale CGIL Piemonte

Nicoletta Pirrotta, femminista

Sabina Petrucci, resp. Ufficio Europa FIOM

Antonella Picchio, economista, femminista

Bianca Pomeranzi, femminista

Marco Revelli, sociologo

Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale de La Cgil che vogliamo

Patrizia Sentinelli, Altramente

Antonella Stirati, economista

Massimo Torelli, attivista

“Primariamente” io firmo per i diritti! Banchetti a in provincia di Messina sabato 24 e domenica 25 novembre

Domenica, 25 novembre, giornata di mobilitazione straordinaria per la raccolta firme sui referendum.

Domenica, 25 novembre, il Partito della Rifondazione Comunista di Messina allestirà diversi banchetti per la raccolta firme sui referendum nella nostra provincia.

I quattro quesiti riguardano nell’ordine:

– l’abolizione dell’articolo 8 legge N 138 del 2011 per il ripristino dunque nella sua pienezza del Contratto Collettivo Nazionale;
– l’abrogazione delle modifiche all’articolo 18 inserite dal governo Monti;
– l’abolizione della diaria per i parlamentari;
– l’abolizione della riforma Fornero delle pensioni (che allunga di sei anni e più il tempo di lavoro)

I banchetti si terranno:

BARCELLONA POZZO DI GOTTO: 25 Novembre dalle ore 18.00 alle ore 21.30 in Piazza San Sebastiano

LIPARI: un banchetto per la raccolta firme sarà disponibile nei giorni sabato 24 e domenica 25, dalle 18.00 alle 20.30, sul corso Vittorio Emanuele di Lipari (zona palma).

NASO, sabato 24 novembre dalle ore 15.00 alle 20.00 20 piazza Giovanni XXIII e domenica 25 novembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 20.00 15-20 Piazza F. Lo Sardo

Ulteriori informazioni sui referendum sono disponibili online sui siti www.referendumlavoro.it , su www.referendumpensioni.it oppure su www.prcmessina.it

Ketty Bertuccelli, Segreteria provinciale PRC Messina