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Trasporti sullo Stretto: tra disservizio pubblico e diritti violati

Un documento del circolo PRC Peppino IMPASTATO e de “La casa rossa”

Trasporti sullo stretto tra disservizio pubblico e diritti violati

L’ispezione della Capitaneria del 30 giugno scorso sulla N/T Scilla e la “perentoria “ quanto confusionaria disposizione del 1° luglio del Gruppo RfI che obbligò i passeggeri degli Intercity a scendere dai convogli durante la traversata sullo stretto e salire sul ponte della nave, sta producendo, in questi giorni, strascichi spiacevoli.

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Il PRC di Erice sull'interruzione dei lavori del bypass tra l'acquedotto di Bresciana e l'Agroericino

Apprendiamo che il Sindaco di Trapani ha fatto interrompere i lavori, autorizzati dalla Regione, per il bypass tra l’acquedotto di Bresciana e la condotta che porta l’acqua nel territorio dell’Agroericino, per mantenere la dipendenza di Erice nell’approvvigionamento idrico. A seguito di ciò, il Sindaco di Erice ha presentato un esposto in Procura.
Ancora una volta, il Comune di Trapani signoreggia sul possesso dell’acqua stessa come bene comune, mercificandolo per alimentare quella che è ormai una vera e propria “mafia” delle autobotti.
Sollecitiamo con forza che la Regione renda attuativo il progetto della condotta di Montescuro Ovest – che ha segnato uno dei tanti fallimenti del Governo Lombardo – per rendere autonoma l’intera fascia sud occidentale della Sicilia di una infrastruttura acquedottistica e che al Comune di Trapani vengano addebitate le giuste responsabilità giudiziarie per il grave danno causato ai cittadini dell’agroericino.

Circolo PRC “A. Gramsci” – Erice.

PRC Agrigento: I tagli del servizio idrico ledono la dignità dei cittadini

In questi giorni Girgenti Acque sta procedendo ad effettuare tagli delle utenze dei cittadini morosi, abusando della sua posizione di gestore perpetrando un’azione di forza che non può essere in alcun modo giustificata, perché va a ledere la dignità dei cittadini, rendendoli impossibilitati a soddisfare le più elementari esigenze di vita.
Sebbene il sistema preveda una sorta di “controllo” da parte dell’ato idrico, costituito dai sindaci, a vantaggio quindi dei cittadini, notiamo già da tempo che esso non svolge il suo ruolo.
Il 28 dicembre 2012 era stata indetta un’assemblea del consiglio dell’ato che aveva tra i punti all’ordine del giorno la possibilità di votare un documento che impedisse a Girgenti Acque di effettuare i tagli delle utenze ai cittadini morosi. La riunione è decaduta per mancanza del numero legale, nonostante quella fosse l’ultima data utile prima del commissariamento dell’assemblea.

L’assenza dei sindaci all’assemblea dell’ATO e il mancato esercizio del loro controllo sul gestore privato ha di fatto legittimato lo stesso a procedere con il taglio delle utenze.

Come sancisce l’articolo 2 della nostra Costituzione, i diritti inviolabili dell’uomo devono essere garantiti e tra questi rientra certamente l’approvvigionamento di un bene di prima necessità e di così basilare importanza come l’acqua. Diritto questo riconosciuto anche a livello internazionale con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Pertanto un gestore privato non può tagliare le utenze e lasciare i cittadini privi di un bene fondamentale per soddisfare le basilari esigenze di vita.

Ancora una volta l’acqua viene considerata come mera merce che in un modo o nell’altro deve produrre profitto.

Ancora una volta si violano i diritti dei cittadini che da sempre, soprattutto nel nostro territorio, patiscono la carenza di acqua e ciononostante sono costretti a pagare bollette care e vedersi tagliare l’utenza in caso di ritardo nel pagamento.

E’ arrivato il momento di dire basta, invitiamo pertanto i cittadini a compiere tutte le azioni possibili di protesta, anche legali, considerando il fatto che in molti paesi d’Italia, per casi identici, i giudici hanno sempre dato ragione agli utenti morosi trattandosi di interruzione di pubblico servizio, imponendone il ripristino immediato.

Il Segretario Provinciale, Antonio Palumbo

Montalto (PRC-Catania) su vendita partecipate comune di Catania

Le scelte proposte dall’amministrazione comunale e approvate dalla maggioranza che sostiene il sindaco Stancanelli in consiglio comunale, in tema di riordino delle partecipate, sono frutto di incompetenza, inaccettabile malafede, disinteresse per li bene dei cittadini e di un estremismo ideologico che si abbatte come una mannaia su centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Viene infatti mascherata come scelta necessaria per obblighi di legge una brutale operazione di svendita delle partecipate comunali che innanzitutto non produrrà benefici di cassa perché le entrate serviranno a coprire solo i crediti che gli acquirenti potranno vantare nei confronti del l’amministrazione comunale per la cialtronesca amministrazione delle stesse partecipate.
Un’operazione di svendita che trasformerà in prodotti di mercato servizi essenziali e beni comuni come i trasporti e il gas e che mette a gravissimo rischio il futuro di centinaia di famiglie.
Nessuna certa garanzia è stata infatti fornita alle lavoratrici e lavoratori dell’Amt, dell’Asec e della Multiservizi vittime di un tranello inaccettabile e costretti a subire un vergognoso ricatto.
L’amministrazione comunale non si è inoltre degnata di prospettare possibili costi e guadagni e di presentare doverose e dettagliate relazioni da parte di tutti coloro che hanno amministrato le partecipate facendole sprofondare nei debiti dimostrando un inqualificabile mancanza di rispetto per la comunità che amministrano. L’estremismo di destra di chi amministra la città ha inoltre impedito a questa giunta di far ricorso allo strumento delle aziende speciali che avrebbero garantito risparmi di spesa, servizi efficienti e tutela del diritto al lavoro.
Comunità catanese tutelata solo dalla battaglia del forum catanese per l’acqua pubblica che è riuscita ad ottenere l’esclusione della colossale svendita della Sidra e ha evitato lo scandalo della privatizzazione dell’acqua.
Infine avendo preso atto delle gravissime accuse e delle profonde critiche mosse da tutto il consiglio, Pdl compreso, all’operato della giunta ci auspichiamo da parte del sindaco le doverose dimissioni.

Pierpaolo Montalto Segretario Provinciale Rifondazione Comunista

Partinico: Interrogazione sul rispetto esito referendum abrogativi contro i processi di privatizzazione dei servizi idrici e contro la mercificazione del bene comune acqua.

Al Presidente del Consiglio Comunale di Partinico

PREMESSO

– che milioni di cittadini, lo scorso anno, si sono recati alle urne ed hanno decretato la fine della privatizzazione delle risorse idriche;

– che gli esiti del referendum sono stati riaffermati dalla sentenza della Corte Costituzionale;

– che con la vittoria del referendum veniva sancito il principio che sarebbe stata ridotta la tariffa e che ai cittadini vanno restituite le somme versate in quanto la Società APS non ha più alcun titolo per esigere l’importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito, pari al 7%:

TUTTO CIÒ PREMESSO

il Partito della Rifondazione Comunista di Partinico

CHIEDE

se il Sindaco Lo Biundo, in ragione del suo incarico quale vice Presidente dell’associazione regionale dei Comuni siciliani, abbia:

1) chiesto al Presidente della Provincia la convocazione della Conferenza dei sindaci al fine di assumere rapide decisioni in ragione delle determinazioni del referendum sulle risorse idriche;

2) se ha proceduto con una richiesta ufficiale alla revisione di un piano per l’abbattimento delle tariffe idriche dalla remunerazione del capitale dalla società investito;

3) se ha preso atto della decadenza della gestione della Società Acque Potabili Siciliane spa e, dunque, iniziate le procedure al fine di recuperare la gestione diretta dell’acquedotto comunale.

Della presente si chiede alla SV risposta anche se, come per le altre interrogazioni, probabilmente il nostro Partito risposta non ne avrà.

Partinico 12/11/2012

Scicli Bene Comune, i candidati al consiglio comunale

Scicli – I candidati alla carica di consiglieri della lista Scicli Bene Comune, a sostegno di Armando Cannata sindaco.

1 Maria Concetta Agosta,
2 Bernadetta Alfieri,
3 Ignazio Cannella,
4 Carmelo Carnemolla,
5 Pasquale Carpino detto Lino,
6 Luigi Cicero,
7 Maria Ereddia,
8 Guglielmo Ferro,
9 Valentina Gulino,
10 Maria Teresa Iurato, detta Resi
11 Yuri Lutri,
12 Michele Minardo,
13 Carmelo Manauda,
14 Ignazio Bruno Mirabella,
15 Giovanni Nigro,
16 Daniele Occhipinti,
17 Pamela Parisi Assenza,
18 Antonio Ragusa,
19 Enrico Statello,
20 Giovanni Sudano