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Carmelo Albanese (PRC/Sicilia): Il segretario del PD dovrebbe mettersi d'accordo con il suo staff

“Apprendiamo dalle agenzie che l’on.Bersani bolla come stupidate le polemiche suscitate dalla sua presenza all’università Kore. In questa faccenda la stupidità è privilegio di pochi e, tra questi, di certo non figuriamo noi. Il Segretario del PD, infatti, dovrebbe mettersi d’accordo con il Presidente Salerno e probabilmente col suo stesso staff, visto che è stato il sito ufficiale del suo partito ieri a far rientrare la Lectio magistralis alla Kore tra le
iniziative a sostegno del candidato alla Presidenza della Regione Crocetta”.

Carmelo Albanese

 
A questo link il programma degli appuntamenti di Pier Luigi Bersani che riporta la lectio magistralis alla kore tra le iniziative del Segretario nazionale del PD.

Lectio Magistralis di Bersani alla Kore di Enna. Appello del PRC: "disertiamo!"

“La programmata lectio magistralis dell’on. Bersani all’università Kore è di una gravità inaudita che scredita gli organi di governo dell’ateneo e, soprattutto, offende le migliaia di studenti venuti nella nostra città per studiare sinceramente e non certo per fare da comparsa nei comizi elettorali”. È quanto dichiara in una nota Carmelo Albanese, del Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista.

“Se il Segretario del PD si fosse recato all’università per un incontro organizzato da una associazione studentesca sarebbe stato assolutamente legittimo – continua Albanese -; è invece vergognoso che, in piena campagna elettorale, sia la dirigenza dell’ateneo ad approntare una iniziativa di tal genere, schierando nei fatti un luogo di formazione nella contesa politica e trasformando lo stesso in agente di mobilitazione del consenso. A tal proposito, non sarebbe irrilevante sapere se, come è stato fatto in passato, anche questa volta, pur di assicurarsi la claque, è stata prevista la partecipazione forzosa degli studenti attraverso il meccanismo dei CFU”.

“Di fronte a questa arroganza, che pretende di strumentalizzare l’intera popolazione studentesca, occorre reagire. Facciamo appello, quindi, a tutti gli studenti e a tutte le studentesse che pur avendo scelto di proseguire i propri studi alla Kore non hanno alcuna intenzione di essere assimilati ad uno schieramento politico, a disertare il 18 ottobre la deprecabile lectio magistralis dell’on. Bersani dimostrando così che lo studio, la formazione e, soprattutto, la coscienza individuale non sono al servizio di lor signori. Allo stesso tempo – conclude il dirigente di Rifondazione -, chiediamo a tutte le rappresentanze studentesche, di qualsiasi colore politico, di protestare fermamente per una iniziativa che, non avendo nulla a che vedere con la cultura, configurandosi piuttosto come una manifestazione di una parte politica, mette seriamente in discussione il loro ruolo di portavoce delle istanze studentesche, oltreché la loro autonomia e capacità decisionale”.

Pareggio di bilancio in Costituzione: Ferrero scrive a Bersani e Di Pietro

Caro Pierluigi, caro Antonio,

Vi scrivo questa lettera perché domani riprenderà l’iter parlamentare della modifica dell’articolo 81 della Costituzione relativo al pareggio di bilancio. Si tratta di una norma assai rilevante che avrà grandissime ripercussioni sul paese e sulla vita dei cittadini e delle cittadine italiane. Una volta inserito l’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione, questo resterà infatti in vigore per i prossimi decenni.

So che su questo tema abbiamo pareri opposti: voi concordate con questa norma, io la considero un errore drammatico. Non è però di questo che voglio parlarvi. Non penso che sarebbe sufficiente una lettera aperta per convincervi a cambiare opinione in merito alle politiche neoliberiste che ci hanno portato alla crisi e che questa norma vuole addirittura inserire in Costituzione.

Vi scrivo per un problema di democrazia. Questa modifica costituzionale è assai rilevante e la saggezza dei nostri padri costituenti ha previsto che le modifiche costituzionali possano essere sottoposte a referendum confermativo. Il punto è che le modifiche costituzionali possono essere sottoposte a referendum confermativo solo se non sono espressione in parlamento di una maggioranza che superi i due terzi dei parlamentari.

Oggi le forze politiche in Parlamento – anche in virtù di una sciagurata legge elettorale – sono pressoché completamente favorevoli a questa modifica . Non è detto che sia così nel paese.

Per questo vi chiedo di salvaguardare la possibilità che forze politiche e sociali esterne al parlamento possano misurarsi con la possibilità di raccogliere le firme per sottoporre a referendum questa modifica costituzionale. Vi chiedo quindi di lasciare al popolo italiano la possibilità – se emergerà una volontà in tal senso – di esprimersi su questa modifica attraverso un referendum popolare. Mi pare un elementare principio di democrazia visto che, nelle campagne elettorali che hanno portato all’elezioni di questo parlamento, non è mai stato proposto dalle forze politiche la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio.

Non vi chiedo quindi di modificare il vostro voto positivo a questa modifica costituzionale ma mi appello a voi affinché il numero di parlamentari che approva questa norma non raggiunga i due terzi del totale, in modo da non rendere impossibile l’attivazione delle procedure per sottoporre a referendum popolare la modifica della Costituzione stessa.

Mi rivolgo a voi perché – al di la delle differenze politiche che abbiamo – sono certo che i temi della difesa della democrazia e della sovranità popolare non vi lasciano indifferenti.

Un caro saluto, Paolo Ferrero Segretario nazionale – Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

5 Marzo 2012

SICILIA: MAROTTA (PRC), PD SMENTISCE BERSANI. PRONTA ALTERNATIVA

(ASCA) – Palermo, 20 set – ”Ieri il Pd ha sciolto definitivamente ogni dubbio sulla propria linea politica regionale, non solo confermando l’alleanza con il Terzo Polo ed il pieno sostegno al governo Lombardo, ma proponendo anche di estendere tale fallimentare esperienza per il rinnovo degli enti locali chiamati nel 2012 al voto in Sicilia. Si tratta di decisioni inaccettabili e, purtroppo, ampiamente prevedibili”. Lo afferna Antonio Marotta, segretario regionale siciliano di Rifondazione Comunista – FdS.

”Le conclusioni del lungo dibattito interno al Pd – continua Marotta – stanno portando la dirigenza del partito a compiere un errore storico: decidere di abbandonare definitivamente lo schieramento di centrosinistra, smentendo la linea Bersani, e restare impantanati nelle paludi del Terzo Polo, pur sapendo che questo schieramento in Sicilia e’ assolutamente incompatibile con le forze della sinistra”.

”Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Sel ed IdV insieme a movimenti, associazioni, societa’ civile – conclude Marotta – sono pronti a costruire subito quell’alleanza che possa portare in Sicilia, come a Napoli a Cagliari ed a Milano, l’alternativa al mal governo del Polo negli enti locali. La sinistra unita proporra’ un programma ed un progetto, individuando un candidato che guidi la coalizione e che dia ai cittadini siciliani la speranza di un effettivo cambiamento”.

Il giustizialismo non è di sinistra

di Marco Bascetta il Manifesto on line 28/12/09

In una lunga intervista, peraltro ricca di osservazioni preziose, pubblicata sul manifesto il 24 dicembre scorso, Marco Revelli esprime un’adesione per così dire incondizionata al tipo di opposizione che Antonio Di Pietro e il suo partito esercitano nei confronti di Berlusconi e della sua corte. Secondo Revelli, Di Pietro, il suo linguaggio diretto e popolare, sia pure sgrammaticato, il suo richiamo ossessivo alle verità giudiziarie, le sue arringhe contro il potere dei disonesti più che contro la disonestà del potere restituirebbero al dibattito pubblico un elemento di concretezza e di realtà. Infrangerebbero insomma quell’incantesimo nel quale il Partito democratico è irretito e che dunque lo condanna a una ondivaga subalternità al carisma berlusconiano e alla cultura che lo alimenta e lo circonda. Impedendogli di trarre qualsivoglia conclusione dagli stessi drammatici allarmi che ripetutamente lancia e precipitandoci in quella paradossale situazione nella quale si può trattare, il giorno dopo, sulle riforme con chi, il giorno prima, si è accusato di demolire il sistema democratico e la Costituzione.
Converrebbe, tuttavia, chiedersi se Di Pietro, la sua retorica giustizialista e la sua idea di lotta politica non facciano invece parte di quello stesso incantesimo. Continua la lettura di Il giustizialismo non è di sinistra

Le sfide per Bersani: lavoro, democrazia e vera opposizione

di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009

Al termine di una estenuante maratona congressuale, il Partito democratico ha scelto il segretario che lo guiderà in questi tempi difficili. Da osservatori esterni ma non indifferenti, salutiamo l’elezione di Pierluigi Bersani prendendo atto che le sue prime dichiarazioni mandano definitivamente in archivio la prima stagione del Pd. Quella legata al nome di Walter Veltroni, all’“inciucio” con Berlusconi sulla legge elettorale che aprì il bombardamento sul governo Prodi e decretò la fine anticipata della scorsa legislatura, all’avventurismo dell’autosufficienza (il patetico yes, we can), all’inconsistenza dell’opposizione al governo della destra, sancito dal crollo dei consensi (–7%) alle ultime europee. Il nuovo segretario sembra riconoscere il cumulo di errori commessi dal primo leader del partito e non corretti dal secondo. Ha giocato tutta la corsa alla successione su un’esplicita presa di distanza dal mito dell’autosufficienza. Ha promesso di parlare «con tutti i partiti all’opposizione del centrodestra». Ha persino definito «una grande cavolata» l’aver contribuito, nel 2007, alla elezione di Veltroni. Bene. Ma ci sono almeno due modi diversi di impostare il tema delle alleanze, una volta chiarito che l’autosufficienza porta dritti alla sconfitta. Continua la lettura di Le sfide per Bersani: lavoro, democrazia e vera opposizione

Ferrero: «Bene se rompe il bipolarismo»

imag_11339848_12230«Al governo insieme? Sarebbe un inganno»

di Andrea Fabozzi su il manifesto del 27/10/2009

Anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, ha fatto gli auguri a Bersani «ci mancherebbe, abbiamo un ottimo rapporto personale» ma più in là non va. Da questa parte della sinistra «extraparlamentare» non ci si aspettano grandi novità nel rapporto con il Pd. Opposizione comune al governo sì – ma proprio oggi Ferrero presenta una manifestazione di Prc e Comunisti italiani con Di Pietro – alleanza per il governo no. Continua la lettura di Ferrero: «Bene se rompe il bipolarismo»