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Cosentino: Solidarietà a Matteo Iannitti e Marco Benanti

Nonostante la richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura, il Gip del Tribunale di Catania ha proceduto al rinvio a giudizio di Matteo Iannitti e Marco Benanti, per un presunto reato di diffamazione nei confronti dell’ex sindaco di Catania Enzo Bianco, il primo in quanto rappresentante di Catania bene comune, il secondo nella qualità di giornalista responsabile della diffusione del comunicato stampa di Cbc su Iene sicule.
Il comunicato incriminato riprendeva l’intercettazione di una telefonata con la quale Enzo Bianco comunicava all’imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, proprietario del quotidiano La Sicilia nonché di diversi immobili interessati ricadenti nell’area interessata, l’avvenuta approvazione della variante urbanistica Pua, a due mesi dalle elezioni amministrative, variante proposta al Comune di Catania dalla società Stella Polare. Secondo quanto riportato nel comunicato di CBC la società Stella polare avrebbe avuto tra i fondatori due personaggi ritenuti vicini alle famiglie Laudani ed Ercolano.
Orbene il Gip non contesta né la veridicità della telefonata intercorsa tra Bianco e Ciancio, relativa alla inusuale informazione data all’interessato cavaliere del lavoro, interessato alla Variante, in quanto i terreni di sua proprietà ne conseguivano un vantaggio economico non irrilevante, in verità l’ultimo di una lunga serie ad opera del Comune etneo e/o di altri enti pubblici. Né ha inteso negare la appartenenza di due “personaggi ritenuti vicini alle famiglie Laudani ed Ercolano” tra i fondatori della società Stella Polare, soggetto proponente un proprio affaire privato all’ente pubblico, per una operazione di cementificazione e terziarizzazione di una vastissima zona di pregio naturalistico, tra la Playa e l’omonimo Boschetto fino ai terreni ricadenti nella zona confinante con l’Oasi del fiume Simeto. Operazione in cui non sono mai risultate evidenti né dichiarate i relativi finanziamenti. Contesta invece il Gip l’espressione che richiama l’attenzione sul “sistema Bianco- Ciancio” e la “contiguità di Bianco con gli ambienti mafiosi”. Una espressione che non compare nel comunicato di Catania bene comune, laddove si esprime una forte denuncia politica di grande valore civile sull’intreccio affaristico che lega a Catania il sistema politico, quello imprenditoriale, quello della criminalità mafiosa. Valutazioni politiche, ormai ricorrenti e acclarate in numerosi atti giudiziari della magistratura catanese. Lo stato economico dell’ente locale, per il quale è stato dichiarato il dissesto finanziario, evidenzia le responsabilità non solo contabili di quanti hanno con la loro azione amministrativa ridotto la città ad una condizione di degrado e di disagio di larghi settori della popolazione e di gran parte dei quartieri delle periferie.
E’ il caso di ricordare che l’editore Mario Ciancio è stato rinviato a giudizio l’1 giugno del 2017 per concorso esterno in associazione mafiosa. E che il 24 settembre 2018, appena meno di sei mesi fa, una sentenza del tribunale di Catania ha deliberato nei suoi confronti misure di prevenzione per la sua pericolosità sociale e intimato la confisca dei beni.
A Matteo Iannitti va la solidarietà viva e non rituale del Prc catanese e siciliano, e soprattutto il riconoscimento per l’azione di controllo dell’azione amministrativa del municipio catanese, con lo spirito esemplare di rivendicazione del bene comune e di denuncia dell’asservimento agli interessi della borghesia mafiosa che sono stati prevalenti a Catania da molti anni a questa parte. A Marco Benanti va riconosciuto il coraggio della pubblicazione di un comunicato scomodo, e di avere garantito il diritto all’informazione alla cittadinanza tutta.
Mimmo Cosentino, segretario regionale del PRC SICILIA

Catania Bene comune: Iannitti, 24 anni, è il candidato a sindaco

Nessun politico di professione, solo volti della «Catania delle lotte»: esponenti della società civile, operai, insegnanti precari. Così si presenta la lista civica per le elezioni comunali del prossimo 10 giugno, senza nomi noti, sulla scia del progetto vincente Palagonia Bene comune dello scorso anno. E che per farlo ha scelto come candidato sindaco un giovanissimo di Rifondazione comunista, Matteo Iannitti. «Comunque andrà, noi saremo insieme già l’11 giugno per lavorare» «La proposta scioccante è che il debito del Comune di Catania non lo pagheremo. Scioccante come la candidatura a sindaco di uno come me, che ha ventiquattro anni». Non hanno dietro di sé una grande coalizione, né un volto noto che li sostenga e ancora nemmeno un programma ben definito, se non in un punto cardine: «La dignità delle persone viene prima del rispetto dei bilanci». Consapevoli delle difficoltà di una scelta di rottura con un «centrosinistra che spesso è anche peggio del centrodestra», i membri di Catania Bene Comune, lista civica per le prossime elezioni comunali del 10 giugno, ritengono che «tra Enzo Bianco e Raffaele Stancanelli ci sia poca differenza: gli assessori responsabili dei debiti comunali sono al momento candidati con l’uno come con l’altro». Ma, come se non bastassero le difficoltà del creare una lista civica – prima tra tutte raccogliere le sottoscrizioni, almeno settecento firme -, ne hanno aggiunta una maggiore: un candidato a sindaco giovanissimo, Matteo Iannitti.

Studente, leader del Movimento studentesco catanese, è famoso per i suoi scontri con l’ex rettore dell’Università di Catania Antonino Recca, ed è iscritto a Rifondazione comunista. «E’ giovane, ma viene da anni di lotte. Dallo sgombero dell’Experia fino all’occupazione del provveditorato con gli insegnanti», spiegano i membri della sua eventuale futura «squadra di governo». Sono tutti, come il giovane Iannitti, volti noti della sinistra catanese. Sara Giorlando, membro del forum catanese Acqua bene comune, Sara Crescimone, attivista per i diritti Glbt, Paolo Modica, operaio Fiom alla St Microelectronics, Rosanna Aiello, insegnante precaria. Ma nessuno di loro è un politico di professione.

«Ci sono al momento candidati singoli della sinistra che stanno facendo richiesta a Bianco di essere inseriti in lista pur di essere eletti. Noi vogliamo essere un’altra sinistra, quella con l’hashtag #occupysinistra», spiega sorridendo Iannitti, nel corso dell’assemblea di presentazione del progetto, all’interno del centro Voltaire di via Scuto. «L’esperienza vincente di Palagonia Bene comune ci ha mostrato che dobbiamo fare da soli. Qui dentro per la prima volta vedo non i volti scelti dal partito, ma i compagni di tanti anni di lotte, persone di cui mi fido», spiega Pierpaolo Montalto, segretario provinciale di Rifondazione comunista, e candidato a sindaco di Scordia. «Il programma invece lo costruiremo insieme, con degli incontri che cominceranno sabato 27 aprile nella nostra sede di via Caronda 106», riferisce Sara Giorlando al pubblico, composto da molti di quei «compagni di lotta» a cui Montalto faceva riferimento.

«Ma non è tardi per elaborare un programma?», chiede qualcuno. «No, perché noi non stiamo puntando a vincere le elezioni, ma a costruire un percorso. Comunque andrà, giorno 11 giugno saremo di nuovo tutti insieme per lavorare», spiega il giovane candidato a sindaco, applaudito dall’assemblea. E che nel finale dà un annuncio: «Giorno 30 saremo in piazza Europa, per l’inaugurazione di quella piazza sventrata per costruire un centro commerciale»

da Ctzen.it