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Si è spento il compagno Giuseppe Salamone

E’ morto il compagno Giuseppe Salamone, attivista di Rifondazione Comunista e della CGIL. Impegnato da anni nelle attività politico sindacali era stato alla testa dei lavoratori e delle lavoratrici della Coop XXV aprile nella vertenza che ne aveva messo a rischio i posti di lavoro.
Impegnato sempre su tanti fronti, dai diritti civili alla mobilitazione per l’acqua pubblica, Giuseppe era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella nostra lista “La sinistra e gli ecologisti per Palermo” e mai ha fatto mancare il suo impegno nei momenti più difficili e delicati che ha attraversato la nostra organizzazione. Insieme durante le elezioni comunali abbiamo partecipato ad un dibattito sul lavoro, dove parlando della materia viva che ha riguardato la sua esistenza, Giuseppe era capace di tenere alta l’attenzione dell’uditorio, era capace di trasmettere la sua esperienza di lavoratore.
Con Giuseppe se ne va un pezzo della nostra storia, un pezzo di umanità generosa, un compagno.
Ciao Giuseppe ci rivediamo nei tanti ricordi bellissimi che ci hai lasciato.

Davide Ficarra, Segretario Provinciale PRC Palermo

Incontro Cgil, Cisl e Uil sul tema “lavoro, sviluppo, tutele”

Palermo 3 giugno – Il prossimo 6 giugno avrà luogo a Palermo presso il teatro Politeama una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil sul tema “lavoro, sviluppo, tutele” attraverso cui chiederanno al governo regionale di Rosario Crocetta una strategia per affrontare la crisi economica che sta portando alla chiusura di moltissime imprese nell’isola e alla conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

A riguardo Frank Ferlisi, il responsabile lavoro della segreteria regionale della Sicilia del Partito della Rifondazione comunista, vede positivamente la ripresa del conflitto sociale per imporre al Governo Crocetta e a quello nazionale l’elaborazione di politiche industriali che blocchino e poi invertano la tendenza al processo di desertificazione produttiva in atto nella nostra regione. Industria, artigianato, agricoltura devono essere i campi di intervento attraverso cui si rilanci lo sviluppo economico nella nostra regione.

Ed ancora a proposito dell’accordo siglato con Confindustria sulla detassazione degli aumenti di produttività, aggiunge l’esponente politico, che gli investimenti in innovazione tecnologica e organizzativa, in ricerca, in innovazione di prodotto non sono crollati con la crisi economica iniziata nel 2007 ma perdurano dagli inizi del secolo tanto è vero che alcuni economisti parlano di una fase di vera e propria stagnazione. Molti, forse troppi, imprenditori hanno preferito la rendita agli investimenti. In tal modo gli aumenti di produttività rischiano di ottenersi attraverso una intensificazione dello sfruttamento della forza lavoro colpendo le pause, gli orari di mensa, il sabato libero, le ferie, etc. e questo è assolutamente inaccettabile e controproducente, conclude Ferlisi.

Renato Costa: "La salute non ha la tessera del partito"

di Maurizio Zoppi su palermo.blogsicilia.it, 1 ottobre 2012

1 ottobre 2012 – “La salute non ha la tessera del partito”. Queste le parole di Renato Costa, medico radiologo e assessore designato alla Sanità da Giovanna Marano – candidata di Sel, Federazione della sinistra Verdi ed Idv, alla presidenza della Regione Siciliana .

Costa, che è stato anche segretario segretario regionale della Cgil,parla a 360 gradi della sanità evidenziando il “disastro compiuto da Massimo Russo” e indica la sua cura efficace “per questo sistema, malato da sempre”.

“La prima volta che la sanità in Sicilia poteva essere rinnovata – dice Costa – è stato attraverso la legge 5 dell’assessore Massimo Russo. Questa riforma doveva portare la nostra Isola allo stesso livello delle altre regioni, dove l’assistenza sanitaria si fa nel territorio. Quindi con ambulatori di primo secondo e terzo livello. Tutto ciò presupponeva che bisognava dedicarsi alla medicina del territorio per poi rimodellare gli ospedali in modo oculato”.

Per Costa e per tutta la Cgil medici la legge 5 è stata un’opportunità persa. “Ricordo il giorno in cui Russo ha gettato la maschera. Era il 17 di agosto del 2009.In quella occasione – – sottolinea l’assessore in pectore – ha deciso di fare le stesse scelte politiche in linea con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, nominando 8 dirigenti sanitari che erano in assoluta continuità con il governo dell’Udc. Da quel giorno in poi, è stato un susseguirsi di mancate promesse. Oltre queste assurde nomine, non è mai partita l’assistenza sanitaria al territorio. Contemporaneamente, senza il buon senso della Regione, si sono accorpate divisioni ospedaliere, dimezzando i posti letto”.

L’assessore designato da Claudio Fava e dalla Marano, è convinto che la parola d’ordine per la sanità in Sicilia è la fruibilità.

“Spendiamo in Sicilia circa 9 milioni e 300 mila euro per il funzionamento della macchina sanitaria. Siamo circa 5 milioni di abitanti. Il Veneto spende la stessa cifra ed il numero della popolazione è simile. I due modelli sono sovrapponibili. Con gli stessi soldi in Veneto, l’assistenza sanitaria è straordinaria: non si paga il ticket, né le protesi acustiche etc. Invece qui in Sicilia, paghiamo il ticket più alto d’Italia. Toglierlo è possibile. Basta controllare le prescrizioni di farmaci in eccesso soprattutto nelle Asp, recuperando 110 milioni di euro”.

Sulle privatizzazioni della sanità il medico è convinto che la politica dia un suo contributo rendendo asfittico il pubblico, attraverso le lunghissime liste d’attesa e tutti i disservizi presenti negli ospedali pubblici. “L’unica soluzione a questo sistema malato – spiega – è liberarlo dalla politica. Poi, è essenziale, evitare che la gente si ammali attraverso la prevenzione. Il cittadino deve avere l’opportunità di fare la diagnostica preventiva”.

Renato Costa: "La salute non ha la tessera del partito"

di Maurizio Zoppi su palermo.blogsicilia.it, 1 ottobre 2012

1 ottobre 2012 – “La salute non ha la tessera del partito”. Queste le parole di Renato Costa, medico radiologo e assessore designato alla Sanità da Giovanna Marano – candidata di Sel, Federazione della sinistra Verdi ed Idv, alla presidenza della Regione Siciliana .

Costa, che è stato anche segretario segretario regionale della Cgil,parla a 360 gradi della sanità evidenziando il “disastro compiuto da Massimo Russo” e indica la sua cura efficace “per questo sistema, malato da sempre”.

“La prima volta che la sanità in Sicilia poteva essere rinnovata – dice Costa – è stato attraverso la legge 5 dell’assessore Massimo Russo. Questa riforma doveva portare la nostra Isola allo stesso livello delle altre regioni, dove l’assistenza sanitaria si fa nel territorio. Quindi con ambulatori di primo secondo e terzo livello. Tutto ciò presupponeva che bisognava dedicarsi alla medicina del territorio per poi rimodellare gli ospedali in modo oculato”.

Per Costa e per tutta la Cgil medici la legge 5 è stata un’opportunità persa. “Ricordo il giorno in cui Russo ha gettato la maschera. Era il 17 di agosto del 2009.In quella occasione – – sottolinea l’assessore in pectore – ha deciso di fare le stesse scelte politiche in linea con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, nominando 8 dirigenti sanitari che erano in assoluta continuità con il governo dell’Udc. Da quel giorno in poi, è stato un susseguirsi di mancate promesse. Oltre queste assurde nomine, non è mai partita l’assistenza sanitaria al territorio. Contemporaneamente, senza il buon senso della Regione, si sono accorpate divisioni ospedaliere, dimezzando i posti letto”.

L’assessore designato da Claudio Fava e dalla Marano, è convinto che la parola d’ordine per la sanità in Sicilia è la fruibilità.

“Spendiamo in Sicilia circa 9 milioni e 300 mila euro per il funzionamento della macchina sanitaria. Siamo circa 5 milioni di abitanti. Il Veneto spende la stessa cifra ed il numero della popolazione è simile. I due modelli sono sovrapponibili. Con gli stessi soldi in Veneto, l’assistenza sanitaria è straordinaria: non si paga il ticket, né le protesi acustiche etc. Invece qui in Sicilia, paghiamo il ticket più alto d’Italia. Toglierlo è possibile. Basta controllare le prescrizioni di farmaci in eccesso soprattutto nelle Asp, recuperando 110 milioni di euro”.

Sulle privatizzazioni della sanità il medico è convinto che la politica dia un suo contributo rendendo asfittico il pubblico, attraverso le lunghissime liste d’attesa e tutti i disservizi presenti negli ospedali pubblici. “L’unica soluzione a questo sistema malato – spiega – è liberarlo dalla politica. Poi, è essenziale, evitare che la gente si ammali attraverso la prevenzione. Il cittadino deve avere l’opportunità di fare la diagnostica preventiva”.

Appello: il mondo del lavoro con Claudio Fava

per adesioni: mimmocosen@hotmail.it

La Sicilia conosce oggi, più di ieri, una crisi che mette assieme la devastazione ambientale del vecchio modello industriale ed il suo declino (da Gela a Termini Imerese, da Priolo a Milazzo), emergenze sociali vecchie e nuove, vecchie e nuove povertà, permanenza di una fortissima influenza dei poteri criminali mafiosi sulla vita sociale..
Viviamo un declino che è, anche, frutto delle politiche della Regione, nella lunga sequenza di Presidenti e di maggioranze organiche all’egemonia mafiosa sull’economia e sul territorio, ed al dominio- inettitudine dei governi regionali che hanno basato la loro forza  sull’alleanza con le classi dirigenti nazionali saccheggiando e devastando, senza scrupoli, l’Isola, senza, peraltro, aver saputo utilizzare, se non in minima  parte, i consistenti sostegni provenienti dai fondi strutturali europei, coniugando, dunque, corruzione ad incapacità criminale.
Inoccupazione, disoccupazione, crisi crescente di tutti i comparti economici, investendo non solo l’ industria, ma, anche, il settore agricolo e commerciale, il lavoro nero, precario, servile e schiavistico come nella condizione estrema di sfruttamento selvaggio dei migranti irregolari, la dissoluzione delle istituzioni scolastiche ed universitarie: questi i risultati del lungo “governo unico” che da Cuffaro a Lombardo ha funestato la Sicilia.
Né la trasposizione sul piano regionale delle scelte del governo Monti hanno in alcun modo modificato il quadro. Una macelleria sociale che dalla riforma delle pensioni, alla modifica dell’articolo 18, al disprezzo per gli esodati, ha posto le basi per la definitiva liquidazione dello stato sociale e la cancellazione delle conquiste del movimento dei lavoratori, peggiorando grandemente la già grave situazione dell’isola.
Le prossime elezioni regionali, tutte concentrate sulle “personalità”  dei Presidenti, presentano, nel vuoto dei programmi, la combinazione del peggio di Monti e del peggio di Lombardo, ed accelerano il processo di decomposizione della democrazia..
Il sindacato, la CGIL, in questa situazione, può rappresentare l’unico argine alla catastrofe sociale ed al declino, ma a condizione che si metta alla testa di un movimento sociale che rivendichi una svolta radicale nelle politiche economiche, sociali, istituzionali e non insegua perdenti prospettive di patti sociali ed alleanze  spurie in un presunto accordo “unitario”, sicilianista e falsamente autonomista.
Alle lotte di resistenza che hanno attraversato l’Isola, alle stesse lotte che la CGIL ha costruito, prima contro Berlusconi e poi, più stancamente, contro Monti, occorre dare rappresentanza politica.
La costituzione di una lista unitaria a sinistra e la più ampia coalizione attorno alla candidatura di Claudio Fava, può rappresentare  l’inizio della ricostruzione di un nuovo paradigma per l’alternativa politica e sociale nell’isola
Per questo noi, quadri, dirigenti, militanti della CGIL, ci impegniamo affinché dentro la campagna elettorale i temi della condizione dei lavoratori, la lotta alla precarietà ed al lavoro nero, costituiscano l’asse di una battaglia per sconfiggere, assieme al culto della personalità, la politica devastante che si palesa già nella scelta delle alleanze e di contenuti in continuità con le catastrofiche gestioni precedenti.
Per questo chiediamo che l’insieme della CGIL, contro ogni collateralismo ed orgogliosa di un’autonomia da preservare e difendere,  imponga all’insieme delle coalizioni le risposte ai temi del lavoro e delle condizioni di vita in Sicilia.

primi firmatari:

Pietro Milazzo (Coordinatore regionale Lavoro Società – Responsabile Immigrazione CGIL Sicilia)
Gabriele Centineo (Direttivo C. d. L. Catania)
Barbara Crivelli (Segreteria FLC Catania)
Toti Cuccia (RSU FLC Catania)
Lillo Fasciana (Segreteria FLC Sicilia)
Mario Iraci (Direttivo C.d.L Catania)
Massimo Malerba (Direttivo regionale CGIL)
Maria Concetta Pagana (Segreteria FP Catania)
Mario Pugliese (Direttivo regionale FP)
Giuseppe Strazzulla (FLC Catania)
Vittorio Turco (Direttivo regionale FLC)