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Montalto-Diblasi (PRC-Catania): protesta contro il CARA di Mineo

Dopo un drammatico suicidio all’interno del Cara di Mineo la protesta di oggi da parte dei migranti, reclusi in quello che per loro è diventato un vero e proprio carcere a cielo aperto, rappresenta un ulteriore allarme che non può rimanere inascoltato.
Alla rabbia collettiva di chi chiede solo diritti, esplosa oggi nel territorio contiguo al Cara, non si può infatti che rispondere chiudendo una mostruosità giuridica e sociale, inutile e dai costi esorbitanti, che risponde solo agli interessi di chi ha costruito all’interno del centro la sua rete di affari, e concludendo in tempi brevissimi tutte le pratiche di rilascio del diritto d’asilo.
Condanniamo altresì l’assenza delle istituzioni capaci solo di trasformare in un problema di ordine pubblico un dramma permanente che si consuma ogni giorno nel nostro territorio.
Invitiamo infine le cittadine e i cittadini che hanno subito gravi disagi dalla protesta dei migranti ad individuare il vero colpevole nello stato italiano che reclude donne e uomini che il più delle volte vogliono raggiungere i loro cari, che nega diritti e che garantisce solo gli interessi del comitato d’affari permanente della politica e delle cooperative che grazie al Cara di Mineo continuano a fare profitto sulla vita dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti.

Pierpaolo Montalto, Segretario Provinciale Rifondazione Comunista
Francesco Diblasi, Segretario Rifondazione Comunista Palagonia-Capogruppo del gruppo consiliare Palagonia Bene Comune

PRC-Castelvetrano: no ai lager di Stato

Siamo sconcertati come esseri umani ancor prima che come militanti comunisti di fronte alle scene di feroce repressione e raccapricciante crudeltà che, nella video-inchiesta di Repubblica.it, documentano la disumana quotidianità nel Centro di Accoglienza di Milo (Trapani). Viviamo in un’epoca che, sotto molti aspetti, richiama tragedie già vissute. Quando scriveranno la storia di questi anni, non saremo giudicati diversamente da come oggi sembrano a noi i nazifascisti di Hitler, se acconsentiremo che i nostri fratelli stranieri vengano privati in questo modo e senza alcuna colpa della libertà e della dignità di esseri umani.
Perciò auspichiamo una mobilitazione a livello locale e nazionale, affinchè  vengano chiusi questi luoghi di inumana sofferenza per molti e di lucrosi affari per chi prospera sulle altrui disgrazie.

Noi del Circolo “Peppino Impastato “ di Castelvetrano non risparmieremo le nostre energie nella difesa dei diritti umani.

La segretaria, Maria Antonietta Garofalo

EUROPEE: COMIZIO DI CATANIA (PRC) A LAMPEDUSA, ISOLA LUOGO SIMBOLICO

cataniagiustoPalermo, 2 mag. – (Adnkronos) – Si apre oggi a Lampedusa (Agrigento) la campagna elettorale di Giusto Catania, europarlamentare ricandidato alle elezioni del 6 e 7 giugno con la lista Rifondazione Comunista-Comunisti italiani. L’appuntamento e’ per stasera nella piazza principale per un comizio pubblico.

”Ho scelto l’isola di Lampedusa come prima tappa di questa campagna elettorale – spiega Catania – perche’ ritengo che sia un luogo simbolico. Questa e’ la frontiera dell’Europa-fortezza e qui vivono i cittadini d’Europa piu’ dimenticati. Buona parte della popolazione – prosegue – e’ scontenta, molti hanno annunciato che diserteranno le urne perche’ non si sentono italiani, perche’ pensano di essere stati abbandonati dalle istituzioni e lamentano di non avere garantiti nemmeno i servizi di base”.

Secondo l’europarlamentare uscente ”il loro astensionismo sarebbe il segno piu’ evidente della sconfitta della democrazia in questa fetta di territorio”. ”La politica – continua Catania – ha l’obbligo di cogliere questo sconforto e, soprattutto, di dare risposte. Per questo, intendo continuare a battermi per la promozione e la valorizzazione dell’isola, per affrontare diversamente la questione immigrazione, per garantire il rispetto dei diritti umani. Lampedusa ha grandi potenzialita’ turistiche e ambientali – conclude l’europarlamentare – e potrebbe sfruttare tante opportunita’ di sviluppo offerte dall’Unione europea”.