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Solidarietà a Claudio Fava

Il proiettile spedito in una busta a Claudio Fava ha un chiaro segno intimidatorio contro di lui e contro l’attività della Commissione regionale antimafia da lui presieduta. In un clima segnato dalla paralisi delle scelte su temi decisivi per l’economia e l’ambiente, a partire dalla problematica dei rifiuti e delle risorse energetiche, in un quadro segnato positivamente dalle inchieste della magistratura mirate a colpire anche settori importanti della borghesia mafiosa, viene lanciato un messaggio inequivocabile: la mafia è pronta a tornare apertamente in campo per garantire i propri interessi e i propri disegni di accumulazione illegale, a partire dalla destinazione delle risorse pubbliche. Accanto alla solidarietà a Claudio Fava, rilanciamo la proposta di una unità sociale e politica antiliberista capace di affermare il bene generale e di farlo con il controllo e la mobilitazione contro i tentati vi privatizzazione dei beni e dei servizi in Sicilia.

Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia

Nessun cambiamento senza la rottura netta con il passato mafioso che ha segnato la Sicilia

La notizia dell’arresto dell’ex sindaco di Vittoria per voto di scambio politico-mafioso, Giuseppe Nicosia, esponente ragusano del PD legato al megafono di Crocetta, seguedi poche ore la notizia dell’obbligo di firma a cui è stato sottoposto il sindaco grillino di Bagheria, coinvolto in una maxi inchiesta su turbativa d’asta, smaltimento rifiuti e abusivismo.

Intanto sul versante del centrodestra, le liste che appoggiano Musumeci si vanno caratterizzando per la presenza di personaggi impresentabili o quantomenoimbarazzanti per gli ambienti politico-mafiosi che frequentano e/o da cui provengono.

Per il Partito della Rifondazione Comunista, che sostiene la lista Cento Passi per la Sicilia e il candidato Presidente della Regione Claudio Fava, la questione morale è il presupposto imprescindibile e vincolante di garanzia della legalità e del rispetto della democrazia in Sicilia.

Non può esserci cambiamento alcuno senza una radicale rottura con il passato ed il presente del trasformismo, dei cambi di casacca parlamentari (anche per applicare la norma di legge sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste), delle tangenti, delle illegalità e degli intrecci mafiosi.


Mimmo Cosentino e Sonia Spallitta segreteria regionale PRC

FAVA E COSENTINO “PERCORSO COMUNE MDP-PRC, ALTERNATIVI A PD”

SICILIA: FAVA E COSENTINO “PERCORSO COMUNE MDP-PRC, ALTERNATIVI A PD”

SICILIA: FAVA E COSENTINO “PERCORSO COMUNE MDP-PRC, ALTERNATIVI A PD” PALERMO (ITALPRESS) – “La lista che stiamo costruendo in Sicilia dovra’ essere una risposta concreta a tutti i problemi irrisolti che da anni gravano sulle spalle dei siciliani. Un progetto alternativo al Pd e ai poli politici in campo che deve vivere da subito e crescere anche dopo le elezioni del 5 Novembre per alimentare le speranze dei siciliani e le loro richieste di cambiamento vere della Regione per i prossimi anni”. Lo dichiarano in una nota congiunta il candidato alla Presidenza della Regione Sicilia di Mdp Claudio Fava e il segretario Regionale di Rifondazione Comunista Mimmo Cosentino.

Per un 4 polo alternativo al PD e in opposizione ai governi Gentiloni e Crocetta

Documento sulle elezioni siciliane votato a conclusione del Comitato Politico Regionale del 11/9/2017.

Il percorso da noi avviato con l’appello di Enna, per la costruzione di una lista unitaria di sinistra, ha prodotto un primo esito positivo con la nota firmata da Claudio Fava e Ottavio Navarra il 3 settembre, nella quale erano affermati con sufficiente chiarezza l’alternatività al Pd e ai poli politici esistenti e l’impegno alla consultazione democratica sulla scelta del candidato presidente.

Una caratterizzazione netta, tesa all’obiettivo politico strategico di costruire un polo della sinistra, obiettivo evidentemente non condiviso dal Campo progressista di Pisapia e dalla lista trasversale dei territori di Leoluca Orlando, che hanno deciso di collocarsi nello schieramento renziano allargato a pezzi di centrodestra guidato da Micari, in continuità quindi con le esperienze dei governi Renzi e Crocetta.

Purtroppo, successivamente, esponenti nazionali di primo piano di MDP art. 1 hanno affermato che la novità siciliana poneva le basi “per la ricostruzione del centrosinistra”, mentre lo stesso candidato Presidente sfidava il candidato del Pd Micari a una possibile ricomposizione attraverso le primarie.

Il cpr del Partito della Rifondazione comunista ribadisce la volontà, qualora maturassero rapidamente le condizioni necessarie, di fare crescere a sinistra, anche nella battaglia elettorale, una unità sociale e politica, determinata nel contrastare, anche dopo il 5 Novembre, le scelte liberiste di tutti i poli politici esistenti e dei governi nazionale e regionale.

Questo impegno deve avere per noi caratteri netti di autonomia e alternatività dal Pd, dalle sue politiche e dalle sue alleanze, connotato dal basso anche nella costruzione delle liste, capace di coinvolgere pienamente quanti, forze organizzate, movimenti, associazioni, singoli attivisti, hanno partecipato all’Assemblea del 29 luglio all’Astoria.

Qualora, in queste ore, le ambiguità, che hanno connotato il testo e il voto finali della convention palermitana di domenica 10 settembre, venissero sciolte nella direzione da noi richiesta, Il Prc parteciperebbe, con le proprie specificità programmatiche, alla competizione elettorale nella coalizione della lista di sinistra.

Il nostro sguardo resta rivolto alle battaglie per l’attuazione della Costituzione, dell’antimafia sociale, del movimento per la pace e la smilitarizzazione, dei comitati di lotta per la pubblicizzazione dei beni comuni, alle lotte per l’occupazione e per l’affermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Cpr Sicilia Enna 11/9/2017 Votato all’unanimità

Cosentino (PRC): Fava chiarisca, dica se la sua proposta è alternativa al PD e al blocco di potere che governa la Sicilia

Avevamo chiesto un chiarimento a Fava sulla natura della lista della sinistra alle elezioni regionali. Soprattutto che confermasse la nota da lui firmata assieme a Ottavio Navarra sulla alternatività al Pd e al sistema di potere che si è strutturato con alleanze trasversali e trasformiste, fino al rapporto privilegiato con Confindustria Sicilia. E’ chiaro che il problema riguarda in minima parte Alfano e la sua formazione. Una alternatività, si dichiarava in quella nota, ai poli politici esistenti. E, quindi, caratterizzata dalla rivendicazione dell’attuazione della Costituzione, di un forte ridimensionamento degli interessi privati e privatistici nelle scelte regionali, della negazione di ogni possibilità di favorire i comitati d’affari, che dalla sanità al settore delle grandi opere pubbliche, gravano pesantemente sull’economia siciliana e sull’accaparramento delle risorse finanziarie da parte di pochi e contro i bisogni sociali della stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine. Una lista quindi che non può essere finalizzata alla “ricostruzione del centrosinistra”, una esperienza politica di governo corresponsabile dei danni provocati al mondo del lavoro dipendente e al benessere generale. Necessita una rottura radicale con le politiche del passato e con le colpe di un ceto politico interessato alla sua autoperpetuazione.

Rinnoviamo a Claudio Fava l’invito fermo e civile a dare una risposta che è dovuta, per quanto abbiamo fatto nell’esserci opposti alle politiche dei governi Crocetta, Renzi e Gentiloni, e per la generosità con cui abbiamo lavorato, a differenza dei tanti che volevano allearsi all’aggregazione messa in piedi da Cardinale, D’Alia, Orlando e Raciti, per costruire una lista unitaria della sinistra sociale e politica.

 

Mimmo Cosentino, segretario regionale del Prc Sicilia

FAVA CHIARISCA CHE LA LISTA CHE SI STA COSTRUENDO E’ ALTERNATIVA ALLE DESTRE, Al M5S ED AL PD INDIPENDENTEMENTE DA ALFANO

COMUNICATO STAMPA

PRC-SE Cosentino e Tecce sulle elezioni in Sicilia:

“FAVA CHIARISCA CHE LA LISTA CHE SI STA COSTRUENDO E’ ALTERNATIVA  ALLE DESTRE, Al M5S ED AL PD INDIPENDENTEMENTE DA ALFANO”

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No ad accordi di palazzo per le prossime regionali

Mimmo Cosentino e Sonia Spallitta della segreteria regionale: “No a candidati calati dall’alto”.

CATANIA – “Il Partito della rifondazione comunista conferma il percorso fin qui praticato che, nell’aggregazione di diverse forze politiche e sociali, ha portato alla indicazione, partecipata e dal basso, della candidatura di Ottavio Navarra alla presidenza della Regione Siciliana”. Lo affermano Mimmo Cosentino e Sonia Spallitta della segreteria regionale del partito, Il Prc, aggiungono, “non sosterrà mai in alcun modo candidati imposti dall’alto e contro l’impegno unanimemente assunto alla riunione svoltasi ad Enna, di pervenire a tale scelta tramite una consultazione democratica”. Rifondazione comunista, conclude la nota, “rilancia la volontà di giungere ad una intesa unitaria per la scelta del candidato, mantenendo fermo il profilo politico programmatico di alternativa al Pd nazionale e regionale e ai poli politici esistenti”.

Ripartiamo dal risultato. Intervista al segretario regionale di Rifondazione Antonio Marotta sulle ragioni di una sconfitta

Intervista di Stefano Galieni ad Antonio Marotta, su Ombre Rosse, settimanale comunista on line (controlacrisi.org)

Antonio Marotta è il segretario regionale del Prc siciliano. Sono passati pochi giorni dal terremoto elettorale che ha colpito l’isola. A lui chiediamo se si poteva prevedere un risultato così insufficiente per la sinistra di alternativa che si era presentata unita.
No, almeno io non ho avuto una percezione effettiva di quanto accadeva. Eravamo preoccupati per la rimonta di Grillo, con la sua efficacissima campagna elettorale, sentivamo poi che gran parte della popolazione intendeva non votare e che si rimarcava in maniera ancora più forte il distacco fra la politica e le istituzioni. Poi siamo stati sicuramente danneggiati dall’incidente di percorso che ha portato Claudio Fava a non potersi candidare nonostante il suo nome fosse bene evidente sul simbolo con cui ci presentavamo. Ma avevamo una prospettiva, volevamo fare una nostra battaglia, credevamo che comunque il presentarci uniti sarebbe stato riconosciuto come un valore invece è andata in maniera gravissima. Abbiamo capito solo alla fine che il nostro lavoro non ci stava premiando nonostante la generosità estrema con cui si è spesa la compagna Giovanna Marano.

Come valuti il consenso ricevuto da Grillo e dal Movimento 5 stelle?
Io credo che vada riportato su un quadro nazionale sin da adesso con cui ci ritroveremo anche noi a doverci confrontare. In Sicilia la portata del consenso che hanno registrato è inferiore a quella che potrebbe avere a livello nazionale. Grillo ha condotto una campagna elettorale serrata e concentrata in pochi giorni ma ben studiati, anche con colpi di teatro.
Lui non è stato neanche esaltato dalla tv – anche se certamente ha avuto più spazio di noi – ma ha saputo conquistare le piazze con trovate estemporanee, intercettando anche un voto tradizionalmente nostro, soprattutto giovanile. Ma ha preso da tutti, anche dal centro destra. La forza del suo movimento parte da una critica generica al mondo della politica che anche molti di noi condividiamo, ma senza dare prospettive a livello politico.
Paradossalmente questo non lo ha indebolito ma, per immediatezza, è divenuto suo elemento di attrazione.
La sua è una proposta imprecisa, non si schiera da una parte, opera una critica in parte corretta e in parte populista e presentandosi così si è costruito uno spazio di adesione spontanea. Negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale ha battuto paesino per paesino recuperando o costruendo consenso ma ripetendo le cose che dice da 10 anni quando le affermava nei teatri durante i suoi spettacoli.

A tuo avviso la sinistra di alternativa non ha avuto difficoltà nell’elaborare e proporre in maniera semplice un proprio programma?
No, non sono d’accordo ma parto da un punto. Il movimento 5 stelle ha eletto una discreta pattuglia di deputati e ha manifestato subito la sua ambiguità. Cancelleri, (il candidato alla presidenza n.d.r.) ha inviato messaggi molto chiari al vincitore Crocetta : “seducici con proposte da condividere” conservando poi il proprio attacco alla politica generale a Lombardo ecc. Da parte di questo movimento non c’ stata la posizione chiara che noi avevamo.
Noi abbiamo invece realizzato una coalizione ampia. A mio avviso Idv ha commesso un errore a non entrare nel simbolo che ci accomunava, forse Orlando era convinto che mantenendo una propria indipendenza avrebbero preso consensi fra le aree moderate. Noi abbiamo insistito, fino alla fine abbiamo provato a giungere ad una sola lista ma credo abbia prevalso una scelta nazionale.
La coalizione aveva un valore forte, rispetto alle elezioni palermitane ha incluso anche Sel. La lista che si è realizzata, con molti candidati indipendenti, ha coinvolto i No Ponte, i No Muos, la Lista Borsellino, settori produttivi del mondo dell’agricoltura, frange minori ma interessanti del Pd che non si riconoscevano nell’alleanza con l’Udc del proprio partito. Ci aspettavamo un forte voto di opinione avendo un simbolo trainante. Come Prc volevamo che nel simbolo emergesse più chiaramente la propria natura di sinistra d’alternativa, c’è stata una mediazione e ne è uscita una lista per Fava presidente come elemento di unità e sotto i nostri simboli.
Noi avremmo preferito una lista di alternativa per i beni comuni anche nel simbolo depositato lasciando spazio alla nostra pluralità ma c’era chi non voleva neanche la presenza dei simboli di partito. Ma contro centristi e moderati avevamo elaborato una proposta politica precisa e puntuale paragonabile forse solo con i cantieri di Borsellino. Il nostro percorso programmatico era semplice e leggibile, rivolto ai cittadini.
Come Rifondazione abbiamo fatto inserire temi e proposte che andavano ad integrare elementi a quanto diceva Fava che ha assunto ad esempio la necessità del reddito minimo garantito. Anche sulla sanità avevamo elaborato una proposta scritta di riforma su cui lavorare con un nuovo assessore. Poi hanno pesato elementi imponderabili come le dimensioni dell’astensionismo che ha superato quello delle Europee del 2009. Ci sono fette di popolazione che si sono mostrate lontane e rassegnate e hanno elaborato una forma di protesta negativa.

E poi c’è stato il caos derivante dalla mancata possibilità a candidarsi di Fava quando il messaggio era già stato lanciato.
Si alla rimonta di Grillo ha fatto da contralto questo caos. Prima Fava era dato nei sondaggi con un consenso minimo del 16% e anche per la Federazione della sinistra si prospettava un buon risultato.
L’errore tecnico e burocratico relativo alla residenza ha avuto un effetto deleterio e devastante. Anche la gente vicina a noi è stata attraversata da un sentimento di incredulità. Ci dicevano: “Volete andare a governare e non sapete neanche presentare una lista”. Siamo subito sprofondati, le persone ci dicevano “non vi voto più” e lo staff di Fava ha grandi responsabilità. Si è stroncato l’unico spazio di dialogo che ci poteva permettere di parlare a viso aperto perché Fava incarnava l’idea di unità a sinistra.
Giovanna Marano ha, nonostante tutto, anche ampliato la proposta programmatica soprattutto sui temi del lavoro entrando nel merito, dicendo cosa fare, come farlo e con quali risorse. Ma Giovanna Marano si è ritrovata in questo caos, anche a lei veniva chiesto il perché di tanta approssimazione in precedenza, è riuscita, da combattente quale è, a farci risalire, ma poi è arrivato il ciclone Grillo. Tra l’altro mentre alle comunali di Palermo, il voto di lista aveva raggiunto il 50% in questo caso si è scesi al 20%, tenendo conto che la lista è tenuta dai candidati e non ha prodotto purtroppo un effetto moltiplicatore.
In base alle preferenze ottenute posso dire che la FdS è intorno al 2% ,mentre Sel è rimasta ancora più schiacciata. Noi siamo tornati ai risultati del 2009 quindi si è realizzata una sommatoria di debolezze.

E ora cosa accadrà nell’Ars (Assemblea regionale siciliana)?
Crocetta è convinto di avere una maggioranza bulgara, forse ha elementi per affermarlo anche se il suo partito ha preso il 13% del 48% dei votanti. È presidente e io credo che troverà il sostegno centrista, con Micciché. Del resto ha già dichiarato di non essere d’accordo col suo avversario ma che costui è una persona perbene e se condivide il programma il sostegno è ben accetto. A Crocetta mancano 7 deputati per avere la maggioranza.
E poi ci sono i consiglieri di Grillo, che offrono una apertura totale sui singoli provvedimenti e a cui non interessa la distinzione destra /sinistra. Se ottengono ad esempio la riduzione dello stipendio dei parlamentari poi votano qualsiasi cosa, terminano la loro mission ottenendo questi risultati. A me preoccupa l’inesperienza notevole di molti eletti anche se noto un elemento che ci dovrebbe far riflettere. Loro hanno lavorato molto col popolo del web che ha ben indirizzato anche le preferenze, in Sicilia è curioso che uno eletto a Palermo riesca ad ottenere tanti voti anche a Catania o a Caltanisetta.
Sono riusciti a fare un ottimo lavoro in rete concentrando le preferenze e trovo questo interessante, dovremmo imparare. La “maggioranza bulgara” da cui si sente legittimato non è una boutade di Crocetta ma frutto di una relazione con alcuni per garantire risultati di facciata e poi elaborando un rapporto più organico con Centro e autonomisti. Del resto in Sicilia hanno pesato non poco il voto “utile” e “disgiunto”.

Ci sono possibilità che si consolidino i rapporti a sinistra?
Qui in Sicilia si sono costruiti rapporti solidi ma i risultati non sono stati positivi e questo pesa. Noi non abbiamo riproposto la “Sinistra arcobaleno”, abbiamo realizzato una esperienza che potrebbe divenire di esempio anche su scala nazionale soprattutto con IdV e Verdi. Con Sel il problema è diverso. Il giudizio di Sel è legato molto al quadro regionale in cui c’è critica ma andiamo avanti. Però Sel ribadisce che loro stanno affrontando la campagna nazionale per le primarie. Sul quadro nazionale sono alleati col Pd, a livello siciliano non si rompe la coalizione ma questa rischia di non avere un futuro perché il percorso nazionale diverge. Basti pensare ad un elemento, Vendola è venuto in Sicilia durante la campagna a parlare delle sue primarie. Questo crea una confusione, non è forse essenziale ma ha messo in discussione la credibilità della lista.
Sel alla fine quando non aveva più Fava ha lasciato gestire tutto ai locali. C’è stata una fase di stagnazione, nonostante ad esempio ci fosse la raccolta unitaria di firme per la difesa dell’articolo 18 servivano anche altri elementi a stimolare una coerenza con la situazione nazionale. Fava era percepito come guida di una esperienza di esempio di possibilità e lavorava per questo, forse un buon risultato avrebbe avuti effetti interessanti ben oltre lo stretto. Ma non è accaduto, nonostante Fava abbia continuato a spendersi generosamente.

Ma si è tenuto sufficientemente conto di quella disperazione e di quella rassegnazione che si vive tanto in strati sociali della Sicilia e che fa pensare ad una situazione greca?
Si e sappiamo bene che ci sono vaste aree della popolazione, soprattutto giovanile ma non solo, che vive disoccupazione o sotto occupazione. C’ da tempo un allontanamento dalla politica, ci sono forme di rassegnazione e di abbandono di aree vaste che non hanno votato neanche Grillo.
Dovremmo interrogarci sul perché non siamo riusciti a leggere attentamente la loro condizione analitica né ad intercettarne i bisogni , costruirci iniziativa politica. Oltre alla disperazione e al vasto astensionismo ci sono condizioni che ricordano la Grecia ma neanche Grillo è in grado di captare le potenzialità inespresse di costruire una seria critica alla politica e spetterebbe a noi farlo. Dobbiamo, lavorare noi per una Syiriza in chiave nostrana rivolgendosi soprattutto ai giovani e alle masse che si sono auto emarginate dalla battaglia politica, elaborando in maniera partecipata, una proposta utile. Ma si tratta di un tema che riguarda tutto il Paese, la Sicilia è solo la punta dell’iceberg.

Ora cosa pensate di fare?
Ripartiamo dal risultato, da un partito che si è impegnato a fondo e che ha anche lavorato bene e questo è un fatto positivo. Dobbiamo mettere a frutto capacità e competenze che sono emerse, e consolidare questa esperienza per costruire un cartello di opposizione extraparlamentare e per poter elaborare, come partito, una posizione politica gettandoci nelle vertenze territoriali per la difesa dei posti di lavoro, raccogliendo le firme per i referendum Sono passati pochi giorni ma dobbiamo interrogarci per costruire una proposta che abbia un punto di riferimento e che si rapporti con l’emarginazione sociale. Ci sono settori che possono esprimere una forte spinta verso il cambiamento. Noi dobbiamo comprenderne le loro condizioni sociali per costruire una sinistra ampia. A partire da noi, stando dove si esprime lo scontro di classe. Il partito si sente caricato anche dopo questa sconfitta e si vuole rimettere in piedi per andare avanti. Trarremo insegnamento da questa esperienza ma andremo avanti.

Il 26 ottore a Palermo, chiusura della campagna elettorale di Giovanna Marano

La giornata di chiusura della campagna elettorale si svolgerà venerdì 26 ottobre, a Palermo a piazza Verdi (piazza Massimo) con inizio alle ore 21.00.

Durante la serata si esibiranno artisti e gruppi musicali locali, tra i quali gli Akkura e la Palermo City Young Orchestra.

Ci saranno, tra gli altri: Antonio Di Pietro, il sindaco Leoluca Orlando, Angelo Bonelli, Paolo Ferrero, Gennaro Migliore e Rita Borsellino.