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Barcellona, personale del comune: sostegno del PRC all'amministrazione Collica

CIRCOLO PRC NINO PINO BALOTTA: SOSTEGNO ALLA GIUNTA COLLICA IN RELAZIONE ALLE DELIBERE SULLA PROSECUZIONE DEI CONTRATTI DEI LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO DEL COMUNE

Il circolo di rifondazione comunista Nino Pino Balotta plaude alla scelta dell’amministrazione comunale di prorogare al 31/12/2016 il contratto di lavoro del personale a tempo determinato e di continuare altresì l’utilizzo dei lavoratori socialmente utili.
La giunta guidata dal sindaco Collica, integrando le precedenti delibere con ulteriori atti amministrativi ( delibere numero 85, 86,87 e 88 del 26 marzo 2014 ), manifesta nuovamente l’intenzione prioritaria di attivare e proseguire i processi di stabilizzazione del personale precario impiegato presso il comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
Le delibere si inseriscono in un quadro perfettamente compatibile con quanto disposto dalla recente legge regionale n° 5 del 2014, che dà la possibilità all’amministrazione di chiudere una vicenda che interessa molte famiglie barcellonesi e che si protrae da oltre venti anni.
Oggi è possibile pensare e cominciare questo percorso grazie all’incessante, anche se spesso poco noto, lavoro della giunta , che ha permesso all’ente di non sforare il patto di stabilità , condizione necessaria per l’avvio delle procedure di stabilizzazione. Ciò, infatti, non è accaduto negli anni passati, quando la legge regionale n°24 del 2010 permetteva ai comuni che non avevano sforato il patto di stabilità di procedere entro la data del 31/12/2012 alla stabilizzazione del proprio personale precario.
Il circolo è ben consapevole delle difficoltà che l’amministrazione dovrà affrontare nei prossimi mesi , a causa soprattutto delle limitate risorse finanziare a disposizione, ma auspica che si continui a mettere in atto tutte le iniziative utili a porre fine a questa situazione diventata ormai insostenibile.

Il circolo manifesta solidarietà ai lavoratori e rinnova l’ impegno politico nella lotta contro ogni forma di precariato. La nostra terra purtroppo presenta tassi di disoccupazione e di occupazione a tempo determinato tra i più alti del paese e delle altre regioni europee. Vicende come quella dei precari siciliani manifestano lo spregio della politica ai diritti fondamentali della persona, in quanto tale e in quanto lavoratore. Questi lavoratori sono alla mercé della politica regionale e nazionale che ogni anno attraverso costanti proroghe tiene in scacco intere famiglie siciliane, annientando di fatto la libertà di progettare il proprio futuro. Questi lavoratori svolgono ormai da anni ruoli fondamentali per garantire servizi essenziali ai cittadini e pertanto rappresentano una risorsa indispensabile per il funzionamento dell’ente . Qualora i processi di stabilizzazione fossero stati avviati negli anni passati, l’ente potrebbe oggi contare su una maggiore forza lavoro in alcuni servizi chiave, come quello delle manutenzioni, degli asili nido, della polizia municipale e dell’ufficio tecnico comunale (servizi ad altissima presenza di personale precario) ma più generalmente dei vari uffici.
Le soluzioni prospettate dai governi, nazionale (si veda il jobsacts) e regionale, purtroppo lungi dal risolvere i problemi della disoccupazione e della creazione di nuove prospettive occupazionali sembrano dirigersi verso un ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro , che favoriscono salari più bassi e forme che non esistiamo a definire di sfruttamento del lavoro. Pertanto il circolo Balotta conferma il suo appoggio all’amministrazione comunale in ogni atto finalizzato ad affrontare in modo deciso la vicenda.

Circolo “Nino Pino Ballotta”
PRC Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona, la nuova sindaca ringrazierà in piazza Basilica la città

Il 9 giugno alle ore 21,00 in piazza Basilica a Barcellona si terrà il ringraziamento della neoeletta sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto Maria Teresa Collica.
Durante la serata è prevista anche musica dal vivo con il Coro Polifonico Overture, Associazione corale Piccoli Cantori di Salvina Miano, Chamaleon 2, Teresa Pitzalis, Totò Poeta e altri…
Presentano e intrattengono, durante la serata, Giuseppe Pollicino e Ivana Bertolami.

Barcellona PG. Nella città dei padrini stravincono gli antimafiosi

di Antonio Mazzeo su I Siciliani giovani, n. 5, maggio 2012

Elezioni in una piccola e tosta città di mafia. Città di vecchi padripadroni, che o stanno con la mafia o non osano andarle contro. Se avessero potuto votare soltanto loro…

Solo un paio di anni fa sarebbe stato pressoché impossibile avvicinarsi all´onnipotente Senatore nel suo giro per i seggi. Cortigiani, clienti, vassalli e galoppini a spintonarsi per una pacca sulle spalle o una stretta di mano, la promessa d´intercessione contro l´inferno della miseria e della disoccupazione. Ogni volta gli stessi riti, gli stessi bagni di folla.

Lunedì 21 maggio, ore 12,30, di fronte al Municipio del Longano, la scena è differente. Manca poco e niente allo sfoglio dei voti per la scelta del nuovo sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto e Domenico “Mimmo” Nania discute pacatamente con Santino Catalano, già deputato regionale in quota Pid, dichiarato decaduto perché incandidabile per una pregressa condannata patteggiata. Accanto ci sono solo altre due persone. Più in là una volante della Polizia a monitorare l´ingresso di una scuola sede elettorale. Un senso di solitudine, presagio del tramonto di un´era. Tre ore più tardi la città-palude della legalità, la città-fortezza dei poteri forti e della borghesia massomafiosa sarà investita da un desiderio collettivo di rottura e cambiamento. Col 61,3% dei consensi e 13.664 voti, Maria Teresa Collica, 42 anni, ricercatrice universitaria e presidente di Città Aperta, spezza dieci anni di predominio della destra estrema e moderata. Candidata di una coalizione di associazioni di volontariato, Prc, Sel, Socialisti e Idv, sembrava la vittima sacrificale per provare a strappare almeno un consigliere comunale al partito unico dei nania boys. Invece, a sorpresa, la Collica ha sbaragliato prima i concorrenti delle primarie del centrosinistra (snobbate dal Pd), poi, al primo turno, si è piazzata poco dietro il candidato unto dal signor-senatore, Rosario Catalfamo.

Al ballottaggio lo Tsunami. Poi il corteo gioioso per il centro e le tristissime periferie barcellonesi di centinaia di ragazze e ragazzi, studenti universitari e mariateresa football-fans, i commercianti mosche bianche dell´antiracket, l´antimafia sociale, due suore e gli scout cattolici, i dirigenti dei partiti sostenitori, gli animatori dei circoli culturali out. La Barcellona che sogna ancora a colori, che vuole rinnovare e rinnovarsi, che chiede spazi di agibilità democratica ed espressione, centri di aggregazione e socializzazione. Che se la sente di sfidare i controlli criminali del territorio e l´esercizio mafioso del potere pubblico e privato. Che è stanca di pensare al Longano come lo Stato N (Nania) e a tripla C: la C di Cattafi (Rosario), l´avvocato superboss in odor di servizi segreti; la C di Cassata (Franco), il procuratore generale di Messina sotto processo a Reggio Calabria per diffamazione pluriaggravata; la C di Corda Fratres, il sodalizio paramassonico scuola e officina dell´intellighenzia e dei potentati locali. Quella Corda creatura del magistrato Cassata, a cui ha aderito sino a qualche anno fa la stessa neosindaca e in cui continuerebbero a militare più di uno degli assessori designati.

La prima a parlare di influenze cordafratrine per spiegare il successo della Collica è stata l´on. Sonia Alfano, precipitatasi a Barcellona alla vigilia del primo turno in compagnia del senatore lombardiano Beppe Lumia (Pd), per presentare la neo costituita Commissione europarlamentare antimafia. Dopo la pubblicazione dei nomi degli aspiranti membri di Giunta, l´Alfano ha emesso una nota al veleno. “L´ufficializzazione della zavorra cassatiana sulla candidatura di Maria Teresa Collica traspare con l´indicazione ad assessore dell´avvocato David Bongiovanni, legittimamente difensore di mafiosi di buon calibro”, scrive l´europarlamentare. “Spetterebbe alla Collica relegare Cassata e il circolo Corda Fratres (che, nel frattempo, a Mazzarrà S. Andrea è riuscito a ottenere l´elezione del sindaco Bucolo, sotto l´egida del padre padrone della discarica della mafia, Pino Innocenti) in un tristo passato anziché radunarli fra i propri sostenitori”.

“Nessuno dei membri della nuova amministrazione di Barcellona è espressione della Corda Fratres o è mai stato indicato dai vertici dell´associazione”, afferma Maria Teresa Collica. “Ho scelto Bongiovanni in assoluta autonomia e indipendenza per le sue qualità professionali. Lo stesso vale per la professoressa Lina Panella, figlia di uno dei co-fondatori della Corda Fratres. Noi guardiamo esclusivamente alle capacità personali e alle rispettive competenze. E oltre agli assessori conteremo su uno staff di esperti che gratuitamente si sono messi a disposizione a beneficio della città”.

Stando ai denigratori e ai cultori del sospetto, cassatiani e cordafratrini si sarebbero mobilitati in blocco per consentire alla Collica la conquista di Palazzo Longano. Alla vigilia delle primarie del centrosinistra, “su iniziativa esclusivamente personale”, il direttore dell´Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), Nunziante Rosania, si sarebbe incontrato con “l´amico” Franco Cassata per caldeggiare la giovane assistente universitaria. “Si è trattato di un mero scambio di valutazioni su quella che ho sempre considerato un´importante opportunità di cambiamento politico a Barcellona”, ha spiegato il Rosania ad alcuni attivisti di Città Aperta.

“Quell´incontro è avvenuto a totale mia insaputa”, replica Maria Teresa Collica. “Appena ne sono venuta a conoscenza, ho manifestato le mie perplessità sull´iniziativa, anche se so essere stata fatta dal dottore Rosania in totale buona fede. Ho detto che si trattava di una scelta infelice che poteva rilevarsi un boomerang per tutti noi. Dopo che sono emersi in sede giudiziaria alcuni particolari sulla figura del giudice Cassata, per continuare a portare aventi certe battaglie in campo politico e sociale, ho ritenuto doveroso allontanarmi dal suo entourage e da quello della Corda Fratres. Perché aldilà di eventuali responsabilità che devono essere accertate dalla magistratura, ritengo che i rapporti personali debbano basarsi su nette valutazioni di opportunità”.

La vicenda ha avuto un eco doloroso all´interno di Città Aperta. Due dei suoi co-fondatori hanno deciso di prendere le distanze dalla Collica, arrivando perfino ad accusare il suo progetto di trasformismo. “Questo nuovo non mi piace”, scrive la professoressa Patrizia Zangla. “Con la vostra condotta consentite ai gattopardi, da cui vi fate manipolare, di adagiarsi sornioni e guardare compiaciuti il sistema messo a punto. Guardano le pedine che muovono sulla scacchiera. Il re e la regina, il fante… Siete dei tracotanti del potere. Persino quando rispondete alle critiche vince il pensiero omologato, questi i vostri argomenti: fango, invidia, abiura alle proprie idee politiche. Siete antidemocratici: o con voi o contro di voi”.

Accuse fermamente respinte dalla sindaca che ricorda invece come l´intero programma della coalizione, i contenuti e le iniziative della campagna elettorale siano stati costruiti dal basso con tutti gli aderenti e i sostenitori di Voltare pagina. “Tutti insieme abbiamo deciso di rifiutare apparentamenti o accordi con le coalizioni dei candidati sconfitti al primo turno”, spiega Collica. “Non lo abbiamo fatto certo per superbia, ma perché con la gente abbiamo capito che queste scelte non sarebbero state assolutamente comprese e apprezzate. E anche questi sono processi di costruzione della democrazia dal basso…”.

Digeriti i colpi e archiviato lo storico successo, i compiti e le difficoltà da affrontare appaiono veramente enormi per la nuova amministrazione. Si teme innanzitutto che spulciando tra le carte e le delibere della ex giunta Nania vengano alla luce buchi di bilancio insostenibili. C´è poi il fuoco di sbarramento dei consiglieri comunali, in buona parte eletti nelle liste anti-Collica. Riconoscendo sportivamente il tracollo, il Senatore ha però inviato segnali di disponibilità al dialogo, prontamente raccolti dalla sindaca. “Confido nel ricambio generazionale del Consiglio che può favorire l´ingresso di nuove energie”, afferma la Collica. “Cercherò di volta in volta il consenso sulle singole determinazioni e paleserò il risultato del voto in modo che i barcellonesi sappiano se i consiglieri rispondono agli interessi della città o a quelli personali”.

L´impegno alla pubblicità e alla trasparenza potrebbe però non bastare ad evitare tra meno di un mese che il governo Monti risponda favorevolmente alla richiesta di scioglimento per mafia degli organi elettivi e di azzeramento della macchina burocratica amministrativa, fatta prima del voto dalla Prefettura di Messina. La ri-elezione in questa tornata di undici consiglieri che sostenevano la giunta Nania potrebbe infatti pesare a favore del commissariamento di Palazzo Longano.

“Abbiamo scelto di non apparentarci con nessuno proprio perché fosse chiaro che siamo del tutto sganciati dall´amministrazione uscente”, spiega Maria Teresa Collica. “Riteniamo questa l´unica strada per tentare di evitare lo scioglimento che avrebbe senso solo se ci fosse una palese continuità o contiguità con essa. Cosa diversa è la macchina amministrativa. Abbiamo già annunciato una riorganizzazione degli uffici comunali che dovrà tenere conto delle inchieste giudiziarie in atto. Purtroppo esiste il cosiddetto patto di stabilità che non permette nuove assunzioni. Così per avere un turn over a livello dirigenziale bisognerà attendere i pensionamenti”.

La nuova giunta eredita poi tutto il peso del devastante progetto di realizzazione di un megaparco commerciale di oltre 19 ettari in contrada Siena, un´operazione ordita dal pluripregiudicato Rosario Cattafi. L´ispezione prefettizia sulle presunte infiltrazioni criminali nella vita amministrativa di Barcellona Pozzo di Gotto aveva preso spunto da questa vicenda, a seguito dagli esposti firmati proprio da Città Aperta e dall´Associazione antimafie “Rita Atria”. “Personalmente continuo ad essere del tutto contraria a questa scelta anche per motivi di ordine economico e sociale”, afferma Maria Teresa Collica. “Senza più Cattafi a capo dell´operazione, ritengo che la città tutta vada coinvolta sull´opportunità di una simile realizzazione. Il coinvolgimento diretto dei cittadini sarà il modo con cui vogliamo amministrare”.

La nuova amministrazione di Barcellona è fatta innanzitutto dell´entusiasmo dei giovani volontari che la liberarono in autunno dai fiumi di fango che l´avevano sommersa. Ma vede anche aleggiare alcuni fantasmi ingombranti, desiderosi di riciclare la propria immagine e deviare magari il corso degli eventi. Uno di essi, l´on. Dino Madaudo, già sottosegretario Psdi alla difesa e frequentatore del Cattafi al tempo delle sue spericolate operazioni nel gran mercato delle armi da guerra (1992-93), ha avuto l´ardire di presentarsi nel Longano e offrire il suo supporto al progetto Collica. La grande scommessa è se quei fantasmi saranno respinti, ostacolati, sconfitti. O se almeno ci sarà la volontà di farlo, sino in fondo. La fine dell´era Nania è un´occasione storica, unica, per trasformare il tessuto sociale barcellonese. Maria Teresa e gli assessori non possono né devono sprecarla.

Barcellona, il doppio impegno dei comunisti

La nuova amministrazione di Barcellona, finalmente consacrata dalle urne, rappresenta a nostro parere una grande occasione di rinascita per la città e i suoi abitanti. Coscienti che non tutti i propositi troveranno puntuale applicazione a causa delle difficoltà che governare questo territorio comporta, cui si sommano quelle economiche, il Circolo Nino Pino Balotta tiene a sottolineare che non intende perdere, stavolta dall’interno della macchina amministrativa, la propria vocazione sociale e l’attitudine al lavoro politico costante, al di là del momento elettorale.
Così, ribadendo il nostro impegno nella giunta in cui siamo presenti tramite il dott. Roberto Iraci, la nostra maggiore preoccupazione sarà non perdere il contatto col territorio e far svolgere al nostro Circolo un ruolo di input politico cruciale, raccogliendo le istanze delle realtà più disparate, con particolare riguardo al mondo giovanile.
Dunque, il nostro Circolo sarà sempre aperto con la chiara intenzione di dimostrare che questa amministrazione fa sul serio e che il contributo della sinistra e di Rifondazione Comunista può essere determinante.

Pasquale Rosania, Segretario Circolo Prc Nino Pino Balotta

ECCO "LA SQUADRA" : PAROLA AGLI ASSESSORI SCELTI DALLA NEO-SINDACO DI BARCELLONA PG

da messinaora.it del 22 maggio 2012

Nonostante le deleghe non siano state assegnate il centrosinistra dimostra di avere le idee chiare sulle personalità per gli assessorati. Così ci è stato già fornito un possibile prospetto perché uno degli slogan della coalizione di Maria Teresa Collica parla di “basarsi sulle competenze”.
Il primo nome è quello di Roberto Iraci, geologo ed esperto proprio nella rilevazione e nell’attenuazione dei rischi. Poi come non pensare all’economia ed allo sviluppo? Ed allora chi meglio, secondo la candidata a sindaco, di un consulente finanziario laureato in Giurisprudenza ma da sempre nel ramo economico? Diritto ed impresa, l’accoppiata vista come possibile via di uscita dalla crisi globale, e Cosimo Recupero è dato come perfetto nel ruolo.
E giù fino ad elencarli tutti: la Prof. Panella che insegna Diritto Internazionale all’Università di Messina potrebbe essere la figura chiave per intercettare tutte quelle offerte di fondi che spesso vengono destinati al nostro paese e che soprattutto la Regione Sicilia si lascia sfuggire; Raffaella Campo, Docente di Lettere con anni di esperienza in uno dei settori più delicati, l’Istruzione; Giuseppe Saija, medico di base che accanto all’esercizio delle professione ha accostato quella di cittadino impegnato a difendere i diritti di un ospedale barcellonese “defraudato” di molti reparti.
Ed infine un Bongiovanni David avvocato penalista esperto in contese. Li abbiamo intervistati e queste sono le proposte ed i progetti di cui si fanno portatori.

Roberto Iraci, geologo. Allora ci parli di lei e di ciò che ha in mente per il futuro della città

“Cominciamo col dire che all’Assessore all’Ambiente spetteranno importanti mansioni: alla sua supervisione sarà legata non soltanto la tutela del territorio e la prevenzione dei disagi, catastrofici e non, ma l’individuazione delle aree da coltivare e quindi, con l’ausilio all’assessorato per la finanza, la gestione del patrimonio agricolo.

Proprio pochi giorni fa siamo stati in riunione con alcune associazioni di categoria, e ciò che ne è risultato è che l’agricoltura è quasi morta perché la gran parte del prodotto non ha potere di vendita.

Ciò va risolto con la creazione di quel “mercato del contadino” che da tempo si auspica e per il quale vi sono già 15 mila € stanziati al comune potendone ottenere altrettanti presentando in tempo il completamento di un progetto iniziato tempo fa ed al momento fermo. Il mercato permetterà agli stessi agricoltori di vendere i propri prodotti a prezzi convenienti e la situazione migliorerebbe destinando un’area alla CIA, la Confederazione Italiana Agricoltura.

Un altro intervento dovrà essere la pescheria: è impossibile che la città non abbia una rivendita di pesce costringendo i suoi cittadini a spostarsi a Milazzo per comprarlo. La pescheria era un esercizio storico di Barcellona e bisognerà ricrearla.

Per il dissesto idrogeologico, che essendo geologo mi riguarda da vicino, posso dire che la situazione è delicata ma sarebbe stata ancora più drammatica senza la Guardia Forestale che negli anni ha tutelato il patrimonio boschivo e garantito un controllo costante della sua stabilità. Che vi fosse il rischio di frana lo si è saputo anche grazie a loro e ad un monitoraggio fatto dai geologi appunto. Sarebbe davvero indispensabile una migliore collaborazione tra la GF ed il Comune, rimboschendo le zone rovinate dalla deforestazione selvaggia ed arginando le aree di rischio.

La vera emergenza cittadina è invece, a mio avviso, la criticità idraulica che interessa buona parte del tessuto urbano ed in particolare il centro così duramente colpito dall’alluvione. Per emergenza idraulica intendo la chiusura di importanti vie di scolo, le Saie sono solo un esempio; la restrizione del torrente lì dove c’è il ponte coperto è un altro punto da trattare, ma soprattutto penso all’impermeabilizzazione senza criterio che si è fatta nelle costruzioni di nuovi quartieri periferici dove prima c’era terreno incolto e foresta. Mi spiego: quando si costruisce una nuova area la prima cosa che si fa è impermeabilizzarla: le strade, i marciapiedi, ma anche le aree dei giardini interni alle ville non permettono più in certi punti la filtrazione delle acque piovane. Acque che poi finiscono per stagnare in superficie causando disagi sempre più gravi perché i declivi naturali le fanno convergere verso il centro. Per evitare questo è necessario costruire un sistema di canali di scolo che convoglino questa massa d’acqua e la portino ugualmente allo smaltimento. Smaltimento che dovrebbe essere diversificato per tipologia: acque bianche da un lato e quelle nere verso i depuratori. Allo stato attuale entrambe vanno a finire nel depuratore e quindi in mare, col risultato che le aree che prima venivano irrigate naturalmente hanno bisogno paradossalmente di acqua cittadina – che costa e dovrebbe essere usata più a scopo alimentare ed igienico – per essere mantenute. In pratica bisogna restituire l’acqua piovana all’eco-sistema.

Per la spazzatura, il metodo porta a porta ci è stato contestato perché costoso ma non è vero. Tutti i comuni che hanno convertito la raccolta nel porta a porta hanno avuto una riduzione e non un aumento della bolletta, per un motivo semplicissimo: una fetta della spesa che va ad incidere sui cittadini è la percentuale di deposito che spetta alla discarica che di certo non prende i rifiuti gratis. Più sono le tonnellate, maggiore è il costo. Differenziando, il peso e la massa dei rifiuti diminuirebbe drasticamente così da abbattere, questo il traguardo che ci siamo prefissati, l’80% della spesa di gestione nel giro di un’ amministrazione. L’unico costo importante verrebbe dal trasporto nelle sedi di smaltimento, e per questo sarebbe invece auspicabile creare qui delle aziende specifiche: si tratterebbe di un investimento iniziale che poi verrebbe recuperato perché dalle lavorazioni si ricaverebbero materie prime da vendere a chi ne ha bisogno. Ed una simile opportunità porterebbe anche lavoro.

Per un profilo professionale del Dott. Iraci collegarsi al link http://pinobalotta.it/?p=454.

Dott. Recupero, i suoi progetti se fosse nominato assessore

Ho 41 anni e sono consulente finanziario da parecchio tempo. Ho lavorato inizialmente per il gruppo Monte Paschi di Siena e poi mi sono dedicato alla mediazione creditizia. Insegno all’Università della III età qui a Barcellona, occupandomi di Finanza ed Economia. Sono laureato in Giurisprudenza; ciononostante la mia tesi è stata in Economia perché mano a mano che proseguivo nell’iter accademico mi rendevo conto di come questa fosse la mia vera passione. Ciò mi permette di conoscere sia la finanza che il diritto che v’è dietro. Recentemente ho partecipato alle primarie del centrosinistra, sfida vinta da Maria Teresa Collica che mi ha chiesto di continuare ad accompagnarla in questa campagna perché, cosa che tengo particolarmente a dire, siamo una squadra dove si guarda alle competenze nei vari settori e non ad una competizione cieca.

Ne sono stato onorato e posso aggiungere con fare sincero che i partiti hanno contato molto poco nella scelta d’ognuno di noi. Per i progetti premetto che ve ne sono parecchi, perché la città ha bisogno di cambiare. E si tratta di progetti, tanto per rispondere alla controparte, che non sono esosi ma semplicemente vanno a ricercare quella organizzazione e quell’ordine che sono alla base di una vita economica sana: innanzitutto voglio partire da un censimento della disoccupazione. Perché, cosa grave ma che riguarda un po’ tutto il territorio italiano, non esiste un registro pubblico che presenti effettivamente i disoccupati e le loro competenze specifiche. Vi sono documentazioni relative ai vari uffici di impiego certo, ma sono meno fruibili di quanto serva. Io penso piuttosto ad uno spazio telematico in cui raccogliere tutti i nomi e le competenze, permettendo una ricerca veloce a chi volesse reperire figure specifiche come a chi, volendo usare questo database come spunto per idee nuove, volesse mettersi in gioco per nuove imprese con l’aiuto di altri. “Associazioni di forze” insomma.

Indispensabili a questo punto delle Smart Cities, e per ciò mi è stato offerto l’aiuto di un amico di Roma che se ne occupa. Si tratta di spazi non soltanto virtuali ma anche fisici dove collocare degli sportelli di informazioni ma anche di contatto diretto tra il cittadino e l’amministrazione, per investire in relazioni sia Business to Business che Business to Consumer. Mettere in relazione persone e quindi idee è sempre stato il primo passo verso lo sviluppo.

Avv. David Dongiovanni, e di lei cosa ci dice?

Sono in politica da quando ero ragazzo: a sedici anni mi iscrissi alla Giovanile Socialista ed anni dopo nei DS. L’unica mia candidatura risale al 2008, per il consiglio provinciale, e sono sempre stato in opposizione alla giunta Nania. Tra le varie battaglie intraprese negli anni v’è quella condotta a fianco dei Dott. Saija e Pantano per la questione delle chiusure dei reparti del Cutroni Zodda, confluendo nel PD quando i DS si sono sciolti.

La mia figura professionale è quella di avvocato penalista e questo mi porta ad avere esperienza nelle contese. Un fattore che potrebbe portare ad un taglio degli sprechi inerenti quel tanto auspicato alleggerimento della burocrazia che spesso si va ad ammassare proprio nelle contese irrisolte tra il comune ed enti e soggetti vari. Voglio dire: spesso vi sono delle dispute che finiscono di fronte ad una corte per nulla quando invece si sarebbe potuto giungere ad un accordo. I processi vanno per le lunghe e costano, quindi se, quando si può, si trova il modo di velocizzare le questioni irrisolte, trovando una soluzione valida per tutte le parti, non vi può che essere un beneficio bipartisan.

Dott. Saija intanto una breve biografia politica.

Sono sempre stato interessato all’andamento della città ed alla sua vita politica e non. Oggi faccio parte del SEL ma già nel 1994 mi si poteva vedere impegnato come candidato del PdS per il consiglio comunale. Fui il più votato del gruppo. Di lì entrai nei DS e nel 2001, pur essendo stato designato assessore, decisi di restare consigliere comunale. Sono stato inoltre, proprio qui a Barcellona, l’ultimo segretario dei DS.

Passiamo ad una situazione che in passato l’ha vista molto impegnato: l’ospedale Cutroni Zodda. Dal suo punto di vista qual è la situazione e soprattutto cosa pensa di poter fare? Soprattutto si può fare qualcosa?

La situazione odierna, preoccupante, è un retaggio degli anni passati. Già nel 1994 si profilava una carenza di fondi ma non ci si immaginava di arrivare a questo punto. Si era fatta proprio in quel periodo una proposta valida che avrebbe, invece, evitato simili problemi: un vero e proprio polo integrato tra i due centri di Barcellona e Milazzo. Per intenderci: dividere i compiti ed i reparti tra qui e la città vicina, organizzandoli in modo tale che si completassero a vicenda. L’allora Direttore generale aveva infatti proposto che qui a Barcellona si facesse il Polo Medico e che Milazzo diventasse un importante e iper-specializzato polo chirurgico. Questo avrebbe comportato tutti i reparti di medicina e patologia qui a Barcellona, reparti che ad oggi invece o non sono mai esistiti o non esistono più: Punto Nascita, Pediatria e Materno infantili, Pneumatologia, Cardiologia, Nefrologia … Mentre Milazzo sarebbe diventato il centro più vicino per i casi gravi da operare, con esperti in tutti quegli stessi settori che qui avremmo avuto a livello di cura e monitoraggio. Ci saremmo divisi i compiti e si sarebbe ben coperto il territorio: un paziente da operare d’urgenza sarebbe stato trasportato a Milazzo e non a Messina ad esempio. Questa la proposta che si prese in considerazione sin quando quel direttore rimase in carica. Poi accadde contemporaneamente che questi andò via e che salì il centrodestra un po’ in tutta la Sicilia. Ci si aspettava la realizzazione del progetto da parte di questa nuova forza politica perché, dopotutto, si trattava di un qualcosa che va altre la politica: la salute pubblica. Invece non se ne parlò più.

Così passò il tempo e quando la Regione presentò il piano di rientro della spesa sanitaria ecco che Barcellona era impreparata. Con la realizzazione di quel progetto saremmo rientrati tranquillamente; invece la situazione che si presentò fu la presenza di tanti, troppi, ospedali a poca distanza tra loro e con reparti e funzioni simili. Così si tagliarono alcuni servizi qui ed altri lì ed il Cutroni Zodda fu quello che ne risentì maggiormente.

Allo stato attuale mancano molte competenze, il polo medico che a quel tempo esisteva è stato letteralmente smontato e molti servizi come il Centro Materno Infantile sono stati spostati a Milazzo. Questo smantellamento inoltre non si è arrestato ma è ancora in corso: nel 2013, se non si trova un accordo, anche il Punto Nascite verrà chiuso e le gestanti dovranno partorire a Milazzo con la speranza di arrivarci date le strade spesso bloccate. Per concludere mi prefisso un intervento immediato almeno per arginare quel poco che è rimasto e recuperare il possibile.

Inoltre un mio sogno, che a quanto pare è anche del Dott. Marte, sarebbe l’apertura di un Polo Oncologico. E’ una cosa che manca non tanto a Barcellona quanto, addirittura, in tutta l’area tirrenica con forti disagi per i malati,che sono molti in una zona ad altissima incidenza tumorale per le fabbriche e la raffineria milanese; questi pazienti si vedono costretti ad affrontare, di conseguenza, oltre la paura il disagio d’una convalescenza costosa a Taormina o a Milano, lontani dai parenti. Sarebbe un servizio preziosissimo.

Dott. Panella lei è docente di Diritto Internazionale all’università di Messina e la sua è presentata come una figura chiave della “squadra Collica.”. Lei può aiutare a migliorare la relazione tra Barcellona e le altre realtà, nazionali e non, giusto?

Sì la proposta che mi è stata fatta è proprio questa ed è un’opportunità che vorrei poter cogliere e per questo ringrazio Maria Teresa che mi ha permesso di starle accanto in quest’avventura. Barcellona ha voglia di cambiare e farsi conoscere per le cose belle che possiede migliorando ciò che non va. Spero davvero di poter aprire Barcellona all’Europa perché se lo merita.

Professoressa Campo lei invece insegna Lettere e la sua esperienza la fa immaginare assessore di un settore delicato qui a Barcellona: la Pubblica Istruzione. Cosa pensa riguardo la situazione scolastica ed educativa barcellonese?

C’ è molto da fare: la città ha molti istituti in precarie condizioni strutturali, e soprattutto v’è il problema degli affitti. Impossibile che dei licei siano collocati in edifici non costruiti a tal fine e molto costosi. Ognuno di noi darà un contributo per far rinascere questa città e bisognerà intervenire affinché tutte le realtà vengano valorizzate, partendo dalle periferie che sono in condizioni più delicate. Ci sono tante situazioni che vanno riviste come quella di Destra Longano e Nasari e ciò che posso dire è che ce la metteremo tutta.

Lei è molto giovane così come la stessa Maria Teresa Collica e buona parte del corpo assessori. E’ una risposta alla tendenza italiana di avere una classe dirigente sempre più anziana?

Io non credo sia una questione di giovani o vecchi, entrambe le categorie possono dare molto in maniera diversa perché caratterizzate da esperienze ed idee differenti che vanno integrate fra loro. Piuttosto siamo di fronte ad un nuovo modo di fare politica, con un movimento, per lo più giovanile è vero, che viene dal basso e si mostra mosso, soprattutto, da tanta voglia di riscatto. (CARMEN MERLINO)