Archivi tag: Comiso

Aeroporto di Comiso, continua la farsa

E’ giunto il momento che il popolo ragusano faccia sentire con forza la sua rabbia nei confronti del governo e delle forze politiche che lo sostengono per la farsa che giorno dopo giorno ci viene propinata in merito alle vicissitudini dell’aeroporto.
Quello che ci preoccupa maggiormente è l’inerzia della nostra classe politica (la cui credibilità è oramai ridotta ai minimi termini), che al di là delle manifestazioni di facciata, non è riuscita a dare a questa oramai triste vicenda quell’imput necessario per coinvolgere in modo dirompente i cittadini.
CI VUOLE UN SEGNALE FORTE ai massimi dirigenti politici che sono presenti in parlamento chiediamo, in nome della sacrosanta difesa del territorio che essi rappresentano le dimissioni da ogni carica che ricoprono nei loro partiti (che sono quelli che in parlamento hanno affossato le legittime aspettative di un territorio) e, tutti insieme in testa a guidare la protesta “degli iblei” nei confronti di uno stato patrigno che fino ad oggi ha avuto (la più grande base missilistica nucleare, l’accoglienza di circa 7000 profughi Kosovari) senza nulla darci, e se necessario spingere la protesta fino alla disubbidienza civile.
Noi di Rifondazione Comunista saremo sempre in prima linea, al fianco di tutti coloro che, senza demagogia, si batteranno con tutte le proprie forze affinché l’aeroporto di Comiso, struttura di fondamentale importanza, diventi volano per la ripresa dell’economia del territorio ragusano. UNITI SI VINCE.

Federazione della Sinistra-Rifondazione Comunista

Aeroporto di Comiso, a quando i funerali?

di Davide Guastella, GC Vittoria

Ha fatto bene l’on. Digiacomo a interrompere subito lo sciopero della fame. Il rischio concreto della dissoluzione fisica del deputato di Comiso c’era tutto, purtroppo, però l’aeroporto di Comiso resterà una cattedrale nel deserto delle infrastrutture di questa provincia.

Il Muos di Niscemi lo ha ucciso nella culla, con la complicità della classe dirigente di questa provincia.

Altro che Bersani che telefona a Passera che a sua volta telefona al viceministro alle infrastrutture Ciaccia che ritelefona a Passera che chiama Bersani che poi tranquillizza il digiuno Digiacomo.

I fatti sono evidenti. Già nel 2007 la zona di Niscemi veniva individuata come sede di un impianto di sistema satellitare militare della Marina degli Stati Uniti (MUOS) così potente da interferire con i sistemi di controllo dell’aeronautica civile. Nel frattempo a Comiso sbarcava D’Alema nella famosa inaugurazione. Quello è stato il primo e l’ultimo volo che la pista ha ospitato.

Mentre la realizzazione del sistema MUOS prendeva forma e si concretizzava, le speranze che l’aeroporto di Comiso decollasse prendevano le sembianze del miraggio. I fatti: nel rapporto ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) 2010 l’aeroporto di Comiso veniva sì inserito ma nella classificazione veniva definito a pag. 27 come infrastruttura complementare cioè “scalo che per la ridotta estensione dei bacini di traffico risulta rispondere ad una domanda di traffico locale, in zone remote o non adeguatamente servite da altri scali e che pertanto svolgono un servizio complementare alla rete”.

Nella sughereta di Niscemi i lavori del MUOS proseguivano e aumentava la consapevolezza dell’inevitabile interferenza con le strutture aeroportuali. Sempre nel 2010 compare un artico su La Repubblica del 18 agosto dove il presidente dell’ENAC, Vito Riggio, dichiara: “ … in un momento particolare come questo, in cui si parla tanto di federalismo, lo Stato non potrà più farsi carico degli oneri che gravano sugli aeroporti minori”. Subito dopo cita il caso emblematico di Comiso: “si tratta di una struttura nuova, pronta per essere inaugurata dopo quattro anni di lavori e un investimento di 53 milioni di euro. Ma siamo fermi: quella è una pista che non apre proprio…”.

Mentre a Niscemi i lavori per il MUOS proseguono concretamente, a Comiso, la danza delle responsabilità e i ciclici annunci di apertura dell’aeroscalo assumono l’aspetto della farsa dimostrata ampiamente da una trasmissione de La7 che mette in luce l’inadeguatezza di un’intera classe dirigente.

Il digiuno dell’onorevole Digiacomo e la rassicurante sequenza di telefonate Bersani, Passera, Ciaccia …. vengono smentite dal nuovo piano nazionale degli aeroporti.

Infatti, su edilizia e territorio del Sole 24 Ore del 6 aprile scorso, riguardo anche all’aeroporto di Comiso, si rende noto che il ministro Passera a giorni porterà il nuovo piano al Cipe per il varo definitivo di questo strumento che prevede per gli scali di servizio, come Comiso, di dotarsi entro tre anni di una gestione economica sostenibile senza trasferimenti di risorse pubbliche.

Un Comune in dissesto, una Regione con la finanziaria impugnata dalla Corte dei Conti, l’assenza totale di infrastrutture rende l’aeroporto inappetibile agli investimenti privati. Tutto questo sommato alla realizzazione ormai in fase avanzata del MUOS rende impossibile l’apertura dell’aeroporto. Il linguaggio tecnicistico di Passera e C. è un cortese ma sostanziale invito alla chiusura.

Ora la certezza che l’aeroporto di Comiso non aprirà giunge dalla decisione di dirottare il traffico aereo di Catania a Sigonella, quando nel mese di novembre p.v., l’aeroscalo catanese chiuderà per un mese per lavori di ristrutturazione della pista.

Ciò che è evidente non si può nascondere: l’aeroporto, lo sviluppo del territorio, gli investimenti di tanti piccoli imprenditori del turismo e di tutto l’indotto che poteva svilupparsi attorno alla struttura sono stati sacrificato sull’altare delle esigenze militari, il tutto con il placet silenzioso di una intera classe dirigente che parte da Digiacomo, che governa alla Regione, e arriva a Passera.

Ragusa, i cantieri non partono e gli aerei non decollano: il fallimento di una classe dirigente.

La Federazione della Sinistra della provincia di Ragusa denuncia con forza all’opinione pubblica i comportamenti assunti in tutti questi anni dalla rappresentanza politica, istituzionale e parlamentare della nostra provincia sui temi decisivi della Ragusa-Catania, dell’aeroporto di Comiso e dell’autostrada Siracusa-Gela.
La scena è sempre la stessa: chilometri di comunicati-stampa su imminenti inizi dei lavori, enfatizzazione di passaggi burocratici secondari o del tutto insignificanti, inaugurazioni di aeroporti senza aerei, organizzazione di incontri a Roma e Palermo definiti risolutivi, annunci solenni di iniziative di lotta eclatanti finora rimaste sulla carta.
La vicenda, in particolare, del raddoppio della Ragusa-Catania è esemplare da questo punto di vista: finanziamenti che compaiono e scompaiono, procedure d’appalto avviate e poi rimesse in discussione, stucchevoli scaricabarile del centro destra sul governo Lombardo e dell’accoppiata PD-MPA sul ministro Tremonti.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: i cantieri non partono e gli aerei non decollano!
Sembra impossibile, ma l’impotenza della rappresentanza politica, istituzionale e parlamentare della nostra provincia supera l’arroganza e il disinteresse dei governi nazionale e regionale verso il nostro territorio.
La Federazione della Sinistra intende impegnarsi per interrompere il circuito infernale che condanna la nostra provincia alla marginalità e blocca i processi di crescita e le occasioni di lavoro.

Vero è che le responsabilità principali sono da addebitare al governo nazionale e a quello regionale, ciascuno per le proprie competenze. Ma non è possibile tacere sui limiti profondi e sull’inconsistenza dell’attuale classe dirigente, di centrodestra e di centrosinistra, che, di fronte alle difficoltà incontrate nel corso degli anni, invece di ricorrere alla mobilitazione generale e al conflitto trasparente nei confronti delle controparti, ha preferito non disturbare il manovratore nazionale e regionale, imboccando la strada comoda e improduttiva dell’unità indistinta di tutti contro nessuno. La loro attività si è limitata a emettere periodici bollettini di propaganda e di autoesaltazione, ad organizzare incontri al vertice inconcludenti, a promuovere stati generali, cabine di regia, tavoli di concertazione, comitati ristretti, patti per le infrastrutture, osservatori permanenti e altri simili strumenti del tutto sterili.
E intanto gli anni passano e le conseguenze di questa impostazione perdente si scaricano sull’intera collettività iblea.
Ancora una volta in questi giorni, di fronte all’ennesimo blocco del raddoppio della Ragusa-Catania, è stata annunciata per il 14 aprile un’iniziativa di lotta.
La Federazione della Sinistra si augura che si passi davvero dalle parole ai fatti e si dia vita, finalmente, a una fase permanente e articolata di lotte contro il governo Lombardo e contro il governo Berlusconi sui temi delle infrastrutture, del lavoro e dello sviluppo. A tal fine rivolge un appello a tutte le forze progressiste e di sinistra, alle forze sindacali, sociali, professionali e produttive, ai lavoratori, ai giovani e alle donne affinché si rendano protagonisti di una reale inversione di tendenza rispetto alle strategie fallimentari finora adottate e di una prospettiva di crescita sostenibile per la nostra Provincia.

Ragusa, 3-4-2011

Coordinamento provinciale della Federazione della Sinistra