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PRC Messina, sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Attività Ferroviarie

E’ passato in sordina il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Attività Ferroviarie, col benestare di tutte, o quasi, le organizzazioni sindacali.
Il dato allarmante è che, come ormai accade da vent’anni a questa parte, si tratta di un contratto ovviamente peggiorativo rispetto a quello precedente.
Nel contratto è previsto un aumento dell’orario di lavoro da 36 ore settimanali a 38 e fino a 46 nei periodi di massima produzione, dato molto importante visto che si tratta del primo contratto collettivo in cui si aumenta l’orario lavorativo con qualche spicciolo in più in busta paga e farà da apripista ad altri contratti collettivi.
Il contratto inoltre non tiene conto della perdita di potere d’acquisto, visto che i salari sono inchiodati al palo da circa vent’anni, non garantisce alcun diritto ai lavoratori degli appalti infatti non è prevista nessuna clausola sociale per tutelarli, e nessuna garanzia rispetto a dismissioni ed esternalizzazioni dei servizi.
La situazione rende più precario il diritto alla mobilità per i cittadini e in questo quadro la Sicilia è abbandonata a se stessa.
Ciò che fa specie inoltre è l’assoluta mancanza di opposizione da parte di quasi tutte le organizzazioni sindacali le quali, dopo l’accordo del 28 giugno (Confindustria – Sindacati) in cui si prevede la possibilità di contrattare deroghe alla disciplina nazionale, hanno firmato un contratto scandaloso con NTV (la società di trasporto ferroviario di Montezemolo,Bombassei,Della Valle) spianando la strada a contratti come questo, producendo di fatto un arretramento delle condizioni dei lavoratori; FIAT docet.
Notiamo l’ ennesimo tentativo di prendere in giro i lavoratori inducendo un referendum dopo aver firmato il contratto e propagandando con arroganza il voto favorevole, ma le critiche dei lavoratori sono state dure. In alcune assemblee autoconvocate si è annunciato un autunno di mobilitazioni.
Il partito della Rifondazione Comunista – Circolo Peppino Impastato di Messina, dichiara la sua totale opposizione a questo nuovo contratto ferroviario prodotto di un nuovo modello di relazioni industriali e dà il massimo sostegno a singoli ferrovieri, cittadini e organizzazioni sindacali che si battono contro questo sistema economico che rende i lavoratori sempre più ricattabili e precari e che consegna progressivamente nelle mani di privati quei beni e quei servizi che devono rimanere pubblici.
Invertiamo la rotta!

Antonio Currò – Responsabile Lavoro, Direttivo Circolo “Peppino Impastato” – Prc Messina

«Siamo arrivati allo smantellamento del contratto nazionale»

ferrero-02Intervista di Ettore Colombo a Paolo Ferrero da Liberazione del 6 agosto 2009

«Siamo alla solita, consueta, operazione di depistaggio messa in atto dalla Lega di Bossi e Calderoli. Prima scagliano – e il più lontano possibile – la pietra, poi nascondono la mano. Nel frattempo, l’effetto domino è assicurato». Non ha dubbi, il segretario del Prc Paolo Ferrero, nel commentare la (finta) retromarcia effettuata nel giro di mezza giornata dall’ineffabile ministro Roberto Calderoli (padre dell’indimenticabile e indimenticato “Porcellum”), che prima ha proposto, sic et simpliciter, le gabbie salariali, per i lavoratori del Sud e poi ha finto la mezza marcia indietro, dicendo però non “mi sono sbagliato”, ma “buste paga diverse parametrate sui diversi costi della vita tra Nord e Sud”. Se non è zuppa, è pan bagnato. Eppure, in diversi ci sono cascati. O, meglio, ci cascano volentieri. Continua la lettura di «Siamo arrivati allo smantellamento del contratto nazionale»