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Ferrero (Prc): “Renzi fa riforme di destra, noi pronti alla costituente della sinistra italiana”

di Andrea De Angelis su intelligonews.it, 27 maggio 2014

La sinistra è pronta alla costituente che non significa mera unità dei vari partiti, ma partecipazione reale del popolo attraverso discussione e condivisione.
Questo il messaggio lanciato da Paolo Ferrero nell’intervista a IntelligoNews, due giorni dopo il successo elettorale delle europee che ha visto “L’Altra Europa con Tsipras” superare la fatidica soglia del 4%.
Per Ferrero la sinistra è tutt’altra cosa dal governo Renzi, definito centrista e con un programma di riforme di destra…

L’Altra Europa al 4% è un successo per la sinistra italiana?
«Abbiamo preso il 4% in una condizione disperante, senza avere un soldo e inseriti nello schema finto del voto utile visti i distacchi abissali. Anche nelle condizioni difficili vi è dunque un popolo della sinistra che si è riconosciuto in noi e nella proposta di Tsipras candidato presidente in alternativa a Schulz. Il successo è in questo dato».

La costruzione di un’unità d’intenti e di simboli, avviata a sinistra con queste elezioni, è ormai un punto di non ritorno o siamo ancora ad una fase embrionale?
«Dobbiamo innanzitutto essere coerenti con questo indirizzo, costruendo su questa base di partenza una partecipazione reale del popolo di sinistra che è molto più ampio delle sole forze organizzate nei partiti.
Occorre avviare un percorso partecipato facendo una specie di social forum della sinistra, una fase costituente dove l’elemento della discussione e della condivisione, con i dovuti tempi, modi e luoghi sia al centro. La volontà politica per realizzare tutto questo c’è ed è forte».

Un elettorato al quale non è piaciuto il corteggiamento di Berlinguer da parte di Grillo. Sarebbe servita maggiore prudenza…
«Grillo ha provato a fare la spugna assorbi tutto, dicendo cose e avendo modi opposti a quelli di Berlinguer e della sinistra. Noi siamo pronti ad avanzare proposte concrete e respingiamo la politica fatta di insulti».

Una proposta per l’Europa?
«Draghi farà un’operazione di finanziamento delle banche, presentata come misura contro l’austerità, ma che in realtà è l’ennesimo regalo al sistema finanziario internazionale. Si continua ad alimentare la malattia presentandola come la medicina.
Noi diciamo a Draghi di acquistare immediatamente titoli di Stato al tasso di interesse dello 0,25%! Pensiamo che l’Italia oggi paga con interessi al 5% che hanno portato a 80 miliardi di interessi. Se si facesse un’operazione di passaggio del debito nazionale dei singoli Paesi alla Banca centrale con il tasso dello 0,25%, avremmo almeno il dimezzamento della quota degli 80 miliardi che paghiamo per interessi.
Questa è una proposta concreta che non parla di uscita dall’euro, ma di politiche che mettano al centro le persone».

Venendo all’Italia, Renzi ha avuto ora quella legittimità popolare che gli mancava. Quanta sinistra c’è in questo governo?
«La sinistra è una cosa, il centrosinistra un’altra. Separare i nomi è alla base di ogni riflessione politica.
In Italia abbiamo un centrosinistra che governa con il centrodestra, esattamente come fa la Merkel in Germania. La distanza tra noi e il centrosinistra è molto forte, visto che loro promuovono, addirittura codificano politiche neo-liberiste: tra Merkel e Renzi non vi è differenza sulle politiche economiche».

Sulle riforme?
«Lì il programma del governo Renzi è specificatamente di destra! L’idea di demolire l’elegibilità diretta del Senato, introducendo un premio di maggioranza alla Camera con l’aggravante dell’espellere le minoranze dal Parlamento è roba di estrema destra.
Tutto questo per arrivare al presidenzialismo e, dunque, al plebiscitarismo.
Renzi guida dunque un governo centrista, a maggioranza di centrosinistra con un programma di riforme di destra».

L’aver scelto un leader forte come Tsipras per queste elezioni segna un cambio di metodo della sinistra, solitamente restia nell’identificarsi con un capo?
«Credo di no perché Tsipras non era l’uomo della provvidenza, ma l’esemplificazione di un simbolo.
Non vanno inseguiti i vari Grillo, Renzi e Berlusconi nella personalizzazione teatralistica della politica. La sinistra può crescere non perché ricerca l’uomo della provvidenza, ma perché spezza la spirale dell’assimilazione di massa, del consenso passivo, del plebiscito! Questo è il problema dell’Italia: la gente soffre individualmente e non ha percorsi collettivi. A noi il compito di ricostruire lotta, unità, solidarietà! Per questo non avremo mai un leader a cui delegare tutto, l’uomo solo al comando…».

Pace, ambiente e lotta alle mafie: intervista ad Antonio Mazzeo

L’esclusione della sinistra radicale dal parlamento italiano, l’ascesa del Movimento 5 Stelle, le spaccature all’interno del centro-destra e l’insediamento del Governo Renzi, sono elementi che fanno mutare di fatto quegli equilibri politici che hanno caratterizzato la vita politica del nostro paese negli ultimi vent’anni.

In questo contesto convulso, con la lista “L’Altra Europa” la sinistra prova a fare quadrato sulla figura del greco Alexis Tsipras, raccogliendo le diverse esperienze dei movimenti auto organizzati che in questi anni hanno animato le proteste in difesa dell’ambiente e della pace. Dalla lotta contro il MUOS a quella contro la TAV, all’interno di questo progetto politico la critica alla logica delle grandi opere trova spazio attraverso le candidature di figure come quella di Antonio Mazzeo, voce autorevole del Movimento NO MUOS, giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente e della lotta alle criminalità mafiose e autore di diversi saggi sui conflitti nell’area mediterranea.

1) In un quadro di divisioni e spaccature la lista “L’Altra Europa con Tsipras” abbozza prove tecniche di unità a sinistra, nonostante tutte le difficoltà e le contraddizioni del caso. Lavoro, diritti e lotta all’austerità; quali prospettive per la sinistra di alternativa nell’Italia e nell’Europa che si appresta ad andare al voto?

Le difficoltà ci sono ed è palese; la sinistra che in questi anni si è opposta ai processi neoliberisti – soprattutto nel nostro paese – ha subito sconfitte e divisioni che l’hanno logorata. Al netto di ciò, di fronte alle riforme strutturali varate dalla Troika che investiranno le categorie sociali più svantaggiate di tutte le popolazioni europee, diventa doveroso aprire un processo che abbia come punto di riferimento il percorso politico, culturale ed organizzativo che ha visto la formazione di Syriza in Grecia. Proprio nel paese più colpito dalle imposizioni draconiane della Banca Centrale Europea, la sinistra è diventata punto di riferimento delle categorie sociali più colpite dalle politiche di austerità. In questo senso credo che Syriza non debba essere solo un punto di riferimento simbolico, ma che i contenuti anti-liberisti che hanno contraddistinto quell’esperienza politica dovranno caratterizzare il nostro percorso. Alla luce della drammaticità del quadro politico ed economico, è nostro compito dar vita ad un progetto in grado di rappresentare una seria alternativa alle politiche di austerità, come i piani di privatizzazioni selvagge e di smantellamento del welfare al vaglio del Governo Renzi.

2) Conclusa l’esperienza del secondo Governo Prodi, le sensibilità politiche collocate a sinistra del Partito Democratico hanno avviato una fase caratterizzata da scontri e da fallimentari tentativi di costruzione di uno spazio politico comune. Dalla Federazione della Sinistra ai disastrosi tentativi di unità quantomeno elettorale, il frammentato universo della cosiddetta sinistra diffusa ritenta oggi il cammino unitario attraverso l’esperienza della Lista Tsipras. Ma nonostante gli auspici del leader di Syriza (“E’ di sinistra tutto ciò che unisce non ciò che divide”), il cammino per l’unità anche questa volta risulta tutt’altro che in discesa; secondo il suo punto di vista, può questa lista contribuire alla costruzione di uno spazio politico a sinistra del PD la cui esistenza non sia limitata all’appuntamento elettorale?

Se non fosse così e la prospettiva non fosse quella di utilizzare questo palcoscenico elettorale per tentare di avviare un processo di ricostruzione sia politico che contenutistico, sarebbe un tentativo inutile, l’ennesima occasione sprecata da parte della sinistra antagonista. Non parlerei di ultima spiaggia ma il fallimento di questo percorso vedrebbe crollare la possibilità di ricostruire uno spazio politico dal basso. L’esperienza della Lista Tsipras non può essere minimizzata ponendola come una mera sommatoria dei soggetti che sostengono questo percorso, ma l’auspicio è quello di rimettere in gioco tutte quelle soggettività e quei movimenti sociali che si stanno ponendo nei territori rispetto ad alcuni processi neoliberisti, penso alle proteste contro le delocalizzazioni delle fabbriche e la costruzione delle grandi opere come la Tav e il MUOS. In tal senso la straordinaria vicenda di Messina può rappresentare un modello; un’esperienza nata dal basso, sulle ceneri del movimento No Ponte e che ha portato all’elezione di un sindaco antimilitarista, pacifista e non violento attraverso la collaborazione di un’area molto vasta della sinistra antagonista da Rifondazione Comunista ai movimenti ambientalisti passando per l’adesione di comuni cittadini. La riproposizione sul piano nazionale di quell’esperienza, anche attraverso l’occasione della lista Tsipras, può dare risposte concrete di ricostruzione di uno spazio politico comune le cui differenze di chi vi aderisce vengono rispettate; in questa fase non si deve puntare alla costruzione di un partito unico ma ad un fronte ampio dove le diversità vengano riconosciute ma che di fatto ci si unisce perché il progetto centrale è quello di rimettere in discussione il modello neoliberista.

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PRC Valguarnera: "Europee 2014, una scommessa che non possiamo perdere"

A maggio i cittadini europei saranno chiamati ad esprimere, attraverso il proprio voto, il loro giudizio sulle recenti politiche europee e sul modello di Europa che vogliono costruire in futuro.

LA CRISI
Nel nostro continente, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una immotivata e dannosa convergenza tra Popolari e Socialisti, su una proposta politica che ci ha consegnato un’Europa asfittica, priva di ogni prospettiva di crescita, demolita sul terreno delle politiche sociali: la chiusura degli ospedali, le sempre minori borse di studio, i tetti che crollano sulla testa degli studenti, il mancato diretto impegno dello stato nell’economia, una sempre più iniqua pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati, non sono disgrazie cadute dal cielo, ma il risultato di squilibrate politiche di bilancio, che in nome di un abbattimento irrealizzabile del debito, uccidono il malato asserendo di curare la malattia.

LA NOSTRA PROPOSTA DI EUROPA
La straordinaria visita di Alexis Tsipras in Italia e l’abbraccio che il Teatro Valle occupato di Roma gli ha tributato, ci riempie di gioia ed insieme di orgoglio. Alexis è un giovane che oggi guida una forza politica di Sinistra, che in Grecia raccoglie oltre il 30% dei consensi. Un paese, la Grecia, colpito da una devastante crisi economica aggravata dalle politiche dissennate della Troika che stanno conducendo la culla della civiltà europea ad un livello di miseria che non si vedeva dall’Ottocento. In questo contesto difficile per tutti i paesi europei e per tutti i lavoratori europei – anche in Germania le grandi masse lavoratrici vivono la drammaticità della crisi e dei tagli al sociale – è maturata, da parte del Partito della Sinistra Europea, la candidatura di Alexis Tsipras alla Presidenza della Commissione. Intorno a questa candidatura, che vede insieme tutte le organizzazioni della sinistra politica e sociale, i comitati, l’intellettualità progressiva, esponenti sindacali e la società civile, prorompe su una scena politica preda del conformismo l’idea di un’altra Europa, un’Europa distante ed opposta a quanti hanno commissariato, anche nel nostro paese, le istituzioni democratiche, imponendoci governi non eletti ed espressioni di oligarchie finanziarie. Noi, i compagni francesi, tedeschi, greci, olandesi e italiani, siamo espressione di un’Europa che si oppone alle politiche di austerità e che ritiene necessario il rilancio dell’attività economica per soddisfare necessità sociali, quali il rispetto dell’ambiente e la lotta contro la disoccupazione, il precariato e la povertà: specialmente tra i giovani, le donne e i pensionati. Il nostro obiettivo è garantire i diritti umani fondamentali di tutti gli europei, uomini e donne, con l’accesso universale a questi diritti, attraverso i servizi pubblici e sistemi di difesa sociale, a gestione statale. I diritti fondamentali dei cittadini non sono dipendenti dai mercati; non devono essere lasciati nelle mani di compagnie private e mercati finanziari. L’esperienza del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, rappresenta per noi un primo passo verso l’affermazione del principio dei beni comuni. L’obiettivo di tali diritti deve essere l’emancipazione dell’uomo e non il profitto. Inoltre, pensiamo che essi dovrebbero essere al centro degli investimenti pubblici dei fondi europei, dei bilanci preventivi degli stati, delle autorità locali, dei contributi. Siamo altresì espressione di un Europa che promuova e difenda la pace e il dialogo tra le nazioni e che rifiuti la guerra come strumento di oppressioni dei popoli.

UNITI ANCHE SUL NOSTRO TERRITORIO
Come Partito della Rifondazione Comunista, lanciamo quindi un appello per la costruzione – anche a Valguarnera – di un comitato a sostegno della candidatura di Alexis Tsipras e della lista a lui collegata. Riteniamo fondamentale che, a partire da questo incontro, si possa ricostruire uno spazio politico a sinistra, capace di mettere insieme forze politiche organizzate, esperienze sindacali, comitati civici, il mondo dell’associazionismo e tutte quelle realtà che quotidianamente sono impegnate nella difesa della democrazia, del mondo del lavoro, dei beni comuni e della cultura.
La candidatura di Alexis Tsipras, è una scommessa che non noi, ma l’Europa non può permettersi di perdere.

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La straordinaria visita di Alexis Tsipras in Italia e l’abbraccio che il Teatro Valle occupato di Roma gli ha tributato, ci riempie di gioia ed insieme di orgoglio. Alexis è un giovane che oggi guida una forza politica di Sinistra, che in Grecia raccoglie oltre il 30% dei consensi. Un paese, la Grecia, colpito da una devastante crisi economica aggravata dalle politiche dissennate della Troika che stanno conducendo la culla della civiltà europea ad un livello di miseria che non si vedeva dall’Ottocento. In questo contesto difficile per tutti i paesi europei e per tutti i lavoratori europei – anche in Germania le grandi masse lavoratrici vivono la drammaticità della crisi e dei tagli al sociale – è maturata, da parte del Partito della Sinistra Europea, la candidatura di Alexis Tsipras alla Presidenza della Commissione. Intorno a questa candidatura, che vede insieme tutte le organizzazioni della sinistra politica e sociale, i comitati, l’intellettualità progressiva, esponenti sindacali e la società civile, prorompe su una scena politica preda del conformismo l’idea di un’altra Europa, un’Europa distante ed opposta a quanti hanno commissariato, anche nel nostro paese, le istituzioni democratiche, imponendoci governi non eletti ed espressioni di oligarchie finanziarie. Noi, i compagni francesi, tedeschi, greci, olandesi e italiani, siamo espressione di un’Europa che si oppone alle politiche di austerità e che ritiene necessario il rilancio dell’attività economica per soddisfare necessità sociali, quali il rispetto dell’ambiente e la lotta contro la disoccupazione, il precariato e la povertà: specialmente tra i giovani, le donne e i pensionati. Il nostro obiettivo è garantire i diritti umani fondamentali di tutti gli europei, uomini e donne, con l’accesso universale a questi diritti, attraverso i servizi pubblici e sistemi di difesa sociale, a gestione statale. I diritti fondamentali dei cittadini non sono dipendenti dai mercati; non devono essere lasciati nelle mani di compagnie private e mercati finanziari. L’esperienza del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, rappresenta per noi un primo passo verso l’affermazione del principio dei beni comuni. L’obiettivo di tali diritti deve essere l’emancipazione dell’uomo e non il profitto. Inoltre, pensiamo che essi dovrebbero essere al centro degli investimenti pubblici dei fondi europei, dei bilanci preventivi degli stati, delle autorità locali, dei contributi. Siamo altresì espressione di un Europa che promuova e difenda la pace e il dialogo tra le nazioni e che rifiuti la guerra come strumento di oppressioni dei popoli.

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La candidatura di Alexis Tsipras, è una scommessa che non noi, ma l’Europa non può permettersi di perdere.

Cangemi (PRC): Al direttore del Giornale di Sicilia, in risposta all'articolo “per i comunisti è stata un’apocalisse”

20070909__008_5001Aldo Forbice (“per i comunisti è stata un’apocalisse” Giornale di Sicilia 10 giugno 2009) esulta per la scomparsa dei partiti con falce e martello dal parlamento europeo.
Andrebbe subito precisato che ciò è vero solo per la delegazione italiana (grazie ad una legge che ha mutato il sistema di voto con la campagna elettorale già in corso) e che comunisti e sinistra alternativa saranno assai ben rappresentati, grazie a seggi e consensi notevoli dovunque, a partire da Francia, Germania, Repubblica Ceca, Portogallo e Grecia.
Per quanto riguarda l’Italia ognuno si rallegri a proprio piacimento ma, quando si scrive per un pubblico numeroso, si dovrebbe sentire l’obbligo di confrontarsi seriamente con la storia nazionale e non di produrre solo contumelie. Continua la lettura di Cangemi (PRC): Al direttore del Giornale di Sicilia, in risposta all'articolo “per i comunisti è stata un’apocalisse”