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Trasporti sullo Stretto: tra disservizio pubblico e diritti violati

Un documento del circolo PRC Peppino IMPASTATO e de “La casa rossa”

Trasporti sullo stretto tra disservizio pubblico e diritti violati

L’ispezione della Capitaneria del 30 giugno scorso sulla N/T Scilla e la “perentoria “ quanto confusionaria disposizione del 1° luglio del Gruppo RfI che obbligò i passeggeri degli Intercity a scendere dai convogli durante la traversata sullo stretto e salire sul ponte della nave, sta producendo, in questi giorni, strascichi spiacevoli.

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PRC Messina, sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Attività Ferroviarie

E’ passato in sordina il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Attività Ferroviarie, col benestare di tutte, o quasi, le organizzazioni sindacali.
Il dato allarmante è che, come ormai accade da vent’anni a questa parte, si tratta di un contratto ovviamente peggiorativo rispetto a quello precedente.
Nel contratto è previsto un aumento dell’orario di lavoro da 36 ore settimanali a 38 e fino a 46 nei periodi di massima produzione, dato molto importante visto che si tratta del primo contratto collettivo in cui si aumenta l’orario lavorativo con qualche spicciolo in più in busta paga e farà da apripista ad altri contratti collettivi.
Il contratto inoltre non tiene conto della perdita di potere d’acquisto, visto che i salari sono inchiodati al palo da circa vent’anni, non garantisce alcun diritto ai lavoratori degli appalti infatti non è prevista nessuna clausola sociale per tutelarli, e nessuna garanzia rispetto a dismissioni ed esternalizzazioni dei servizi.
La situazione rende più precario il diritto alla mobilità per i cittadini e in questo quadro la Sicilia è abbandonata a se stessa.
Ciò che fa specie inoltre è l’assoluta mancanza di opposizione da parte di quasi tutte le organizzazioni sindacali le quali, dopo l’accordo del 28 giugno (Confindustria – Sindacati) in cui si prevede la possibilità di contrattare deroghe alla disciplina nazionale, hanno firmato un contratto scandaloso con NTV (la società di trasporto ferroviario di Montezemolo,Bombassei,Della Valle) spianando la strada a contratti come questo, producendo di fatto un arretramento delle condizioni dei lavoratori; FIAT docet.
Notiamo l’ ennesimo tentativo di prendere in giro i lavoratori inducendo un referendum dopo aver firmato il contratto e propagandando con arroganza il voto favorevole, ma le critiche dei lavoratori sono state dure. In alcune assemblee autoconvocate si è annunciato un autunno di mobilitazioni.
Il partito della Rifondazione Comunista – Circolo Peppino Impastato di Messina, dichiara la sua totale opposizione a questo nuovo contratto ferroviario prodotto di un nuovo modello di relazioni industriali e dà il massimo sostegno a singoli ferrovieri, cittadini e organizzazioni sindacali che si battono contro questo sistema economico che rende i lavoratori sempre più ricattabili e precari e che consegna progressivamente nelle mani di privati quei beni e quei servizi che devono rimanere pubblici.
Invertiamo la rotta!

Antonio Currò – Responsabile Lavoro, Direttivo Circolo “Peppino Impastato” – Prc Messina

Cangemi: "Salvare le ferrovie in Sicilia"

E’ necessario una forte mobilitazione per costringere il governo della regione Sicilia, il governo nazionale e Trenitalia a cambiare radicalmente atteggiamenti e scelte che hanno condotto all’agonia delle ferrovie in Sicilia. L’immediato ripristino dei treni a lunga percorrenza è il primo indispensabile passo per dare risposte a lavoratori ed utenti. Ma è un’ intera ottica con che deve cambiare per ricostruire il ruolo del trasporto ferroviario.
Il contratto di servizio che la Sicilia è l’unica regione italiana a non aver stipulato con Trenitalia è urgente e deve inserirsi dentro una precisa scelta strategica di trasporto integrato, sulla quale il governo Lombardo registra un ritardo clamoroso.
D’altra parte i vertici delle ferrovie devono essere messi di fronte alle gravissime responsabilità che si sono assunti con una politica di tagli e disinteresse assoluto per le sorti dell’isola. Manutenzione ed adeguamento delle linee e del materiale rotabile sono capitoli scandalosi che vanno affrontati in modo rapido e serio.

Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

Cangemi: "Salvare le ferrovie in Sicilia"

E’ necessario una forte mobilitazione per costringere il governo della regione Sicilia, il governo nazionale e Trenitalia a cambiare radicalmente atteggiamenti e scelte che hanno condotto all’agonia delle ferrovie in Sicilia. L’immediato ripristino dei treni a lunga percorrenza è il primo indispensabile passo per dare risposte a lavoratori ed utenti. Ma è un’ intera ottica con che deve cambiare per ricostruire il ruolo del trasporto ferroviario.
Il contratto di servizio che la Sicilia è l’unica regione italiana a non aver stipulato con Trenitalia è urgente e deve inserirsi dentro una precisa scelta strategica di trasporto integrato, sulla quale il governo Lombardo registra un ritardo clamoroso.
D’altra parte i vertici delle ferrovie devono essere messi di fronte alle gravissime responsabilità che si sono assunti con una politica di tagli e disinteresse assoluto per le sorti dell’isola. Manutenzione ed adeguamento delle linee e del materiale rotabile sono capitoli scandalosi che vanno affrontati in modo rapido e serio.

Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

Soppressa la corsa Agrigento-nord Italia, intervengono Avarello e Spoto

Il Consigliere provinciale della Federazione della Sinistra Nino Spoto

da agrigentonotizie.it del 4 novembre 2011

I consiglieri provinciali Carmelo Avarello di “Sinistra ecologia libertà” e Nino Spoto della “Federazione della sinistra” hanno presentato al presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, una nota recante come oggetto “Trenitalia ha deciso di abbandonare Agrigento”.

“La notizia – scrivono i due consiglieri – circa la decisione di Trenitalia di sopprimere l’unica corsa che collega Agrigento al nord Italia, risoluzione che equivarrebbe alla chiusura della stazione ferroviaria di Agrigento centrale, è di una gravità inaudita”. Avarello e Spoto esprimono indignazione e perplessità. Chiedono a questo punto il parere della deputazione nazionale e regionale agrigentina e i provvedimenti che intendono adottare il presidente stesso e il sindaco Marco Zambuto.

Trasporti: il PRC aderisce alla campagna “Mobilitiamo Messina”

Rifondazione Comunista ha aderito all’appello lanciato dai lavoratori delle Ferrovie attraverso la campagna “Mobilitiamo Messina” sottoscrivendo il documento in cui si prende posizione contro “l’intenzione delle FS di cancellare il trasporto ferroviario a lunga percorrenza ed il servizio notte” e si denuncia come nel piano industriale delle FS solo il 2% dei 27 miliardi complessivi sia destinato alla Sicilia.

Per Rifondazione bisogna rivendicare il diritto alla continuità territoriale, negata dalle continue dismissioni nel trasporto ferroviario a lunga percorrenza e nel traghettamento.

Sottoscriviamo la denuncia su come al Sud e alla Sicilia sia stata lasciata solo la vuota retorica del ponte, che come Rifondazione giudichiamo un’opera inutile e dannosa, sacrificando a questo falso obiettivo la realizzazione di un moderno sistema ferroviario, stradale e autostradale, portuale e aeroportuale, connessi in un sistema intermodale, all’altezza delle infrastrutture realizzate nel resto del paese.

Quindi “Messina che per collocazione geografica e ruolo nel trasporto ferroviario e nella navigazione nello stretto è la porta della Sicilia, sta pagando un prezzo altissimo di marginalità in termini di infrastrutture, di impianti e di posti di lavoro”.

Per cercare di invertire questa tendenza distruttiva la città è chiamata a mobilitarsi in tutte le sue componenti per chiedere di “modificare gli interventi nei programmi di investimento nel Mezzogiorno per la realizzazione di un moderno sistema di infrastrutture e di trasporti, che sia supporto e volano per lo sviluppo dei nostri territori cambiando il piano di investimenti previsti da Governo e FS a partire dalla radicale modifica del piano industriale dell’azienda pubblica”.

Tra gli obiettivi concreti che il movimento intende rivendicare vogliamo evidenziare:

· La realizzazione nella nostra regione di una rete ferroviaria moderna e tecnologicamente avanzata a partire dal completamento del raddoppio delle tratte Patti – Castelbuono e Giampilieri – Fiumefreddo e dall’adeguamento progettuale della Messina – Palermo e della Messina – Catania agli standard utilizzati nelle altre aree del paese
· Il rinnovo e potenziamento della flotta navale pubblica per garantire il traghettamento ferroviario e assicurare pluralismo nel gommato..
· Un nuovo sistema di collegamento passeggeri intermodale nell’Area dello Stretto di Messina, che assicuri un moderno servizio per i pendolari e i viaggiatori e i collegamenti tra stazioni ferroviarie, aeroporto e realtà urbane dell’area.
· Il ripristino dei treni a lunga percorrenza con particolare riguardo al servizio notte.
· Il rinnovo delle vetuste carrozze ferroviarie utilizzate nel mezzogiorno.
· Il ripristino del trasporto merci, nell’isola e da e per il continente.

Chiediamo inoltre al Governo Lombardo di realizzare finalmente il Piano Regionale trasporti e stipulare con le FS un contratto di servizio che preveda i necessari investimenti.
Rifondazione Comunista quindi impegna tutte le proprie risorse istituzionali a predisporre congiuntamente con le altre forze le interrogazioni nei Comuni e alla Provincia, e impegna altresì tutte le proprie strutture sul territorio provinciale, alla mobilitazione a sostegno di tutte le iniziative che come movimento porremo in essere, “affinché questi strumenti di programmazione si integrino in un quadro complessivo di infrastrutture per il Sud e la Sicilia, dentro un nuovo modello di sviluppo basato sulla tutela del territorio, sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione delle risorse locali”.

p. la segreteria provinciale PRC
p. il Direttivo del Circolo P. Impastato
Alfredo Crupi

Rifondazione Comunista Messina con i ferrovieri in lotta

Il Partito della Rifondazione Comunista di Messina sostiene attraverso la sua totale adesione, la manifestazione dei ferrovieri di giorno 17 marzo presso la stazione ferroviaria. Riteniamo inaccettabile e totalmente insostenibile, questo progressivo smantellamento che da decenni demolisce lo Stretto di Messina in tutti i suoi comparti, teso unicamente all’azzeramento delle navi pubbliche per il traghettamento (di notte ci sarà solo la N/T Villa) e dei treni a lunga percorrenza che da nove si son ridotti a sette, generando altresì possibili licenziamenti e notevoli disagi per tutti i viaggiatori siciliani che dovranno oltrepassare lo Stretto.
Se giorno 17 marzo ricorrerà il 150esimo anno dall’unità d’Italia, la Sicilia e Messina hanno ben poco da festeggiare! Va da sé che questa dismissione è il prodromo della più grande nefandezza, della colossale menzogna con la quale il Governo turlupina con promesse di sviluppo i cittadini, elargisce soldi pubblici a grandi imprese: una cattedrale nel deserto che si chiama Ponte sullo Stretto.
Un’occasione ghiottissima per lucrare in spregio all’ambiente, al trasporto marittimo/ferroviario e alla vita dei lavoratori: gli operai degli appalti (108 licenziati) tra le società Wagon Lits e Ferrotel sono gli ultimi a essere decapitati da questo inconcepibile ridimensionamento.
Solo nella provincia di Messina in dieci anni si è passati da 5.000 lavoratori a 1.700 unità nelle FS, i marittimi si sono ridotti in poco tempo da 1800 a meno di 600 unità di cui almeno il 30% con contratto precario, determinando il peggioramento del servizio pubblico, puntellato o meglio che ha abdicato dal suo ruolo di vettore pubblico cedendo lo scettro ai soliti interessi privati che agendo in una sorta di monopolio (soprattutto nella flotta marittima che trasporta il gommato) hanno tratto ingenti profitti e creato il loro impero.
A confermare la politica di abbandono è la verosimile proposta avanzata in questi giorni da Federtrasporti che di concerto con FS vorrebbe estromettere la disciplina nazionale del settore navigazione dal CCNL. Un quadro drammatico che impone una presa di posizione netta e decisa.
Noi siamo dalla parte di quei lavoratori sacrificati da questi tagli e chiediamo a tutti i lavoratori, una forte reazione e l’uscita dal guado dell’indifferenza generale tristemente manifestata in questi anni.
Siamo per un servizio pubblico ed efficiente da cui pretendiamo la garanzia del diritto alla mobilità e alla continuità territoriale, ci aspettiamo da tutta la popolazione, il risveglio da questo torpore perpetuo, non lasciamo depredare la città delle nostre risorse più importanti, Messina non è il loro feudo! Pertanto annunciamo la preparazione di banchetti informativi in tutta la città per sensibilizzare la popolazione su questo tema di cruciale importanza che coinvolge tutti indistintamente, oggi saremo davanti alla COIN di v.le S.Martino alle 17e 30 invitando la cittadinanza a mobilitarsi per la manifestazione di giorno 17 marzo.

Segreteria prov.le PRC Il responsabile lavoro
Alfredo Crupi

Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

treni_merci2“Lavori in corso” dopo l’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone 
 
di Lorenzo Coluccini su Liberazione del 1 ottobre 09

Partiranno la prossima settimana nella stazione di Viareggio i lavori per rimuovere i binari 9 e 10, come previsto dagli accordi tra Fs, Provincia e Comune, raggiunti grazie alla mediazione di Claudio Martini, il presidente della Regione Toscana nominato da Berlusconi “commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza”. L’emergenza che ha richiesto la nomina di un altro commissario straordinario, in questo caso è la messa in sicurezza della stazione ferroviaria a seguito dell’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone.
In realtà «togliere due binari dalla stazione è una scelta non solo sbagliata, ma dalle possibili conseguenze pericolose per la sicurezza della città» sostiene Riccardo Antonini, portavoce dell’Assemblea 29 giugno, costituitasi subito dopo la strage provocata dall’incidente ferroviario. A fargli eco il capo stazione Rossana Pezzini: «Il rischio, con due binari in meno è il declassamento della stazione». Continua la lettura di Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

Il «vizietto» degli assi: se ne rompono tanti, ben pochi ne parlano

treni_merci2Ci sono notizie inquietanti per l’eccesso di rumore, altre per il silenzio totale che le circonda. Un innocuo scambio di insulti tra parlamentari (hanno giustamente l’impunità, per queste sciocchezze) occupa pagine e pagine di giornali. Un treno che deraglia no. a meno che non trascini con sè un consistente numero di vittime. L’incidente che è stato reso noto ieri non è nemmeno l’ultimo, nella disgraziata annata del gruppo Fs. Prima ancora del volo di due vagoni in un cortile – pochi giorni fa, nella stazione di Milano centrale – ce n’è stato un altro, molto meno spettacolare. Ma anche assolutamente identico, nelle cause strutturali, a quello di Viareggio, il 29 giugno. Continua la lettura di Il «vizietto» degli assi: se ne rompono tanti, ben pochi ne parlano