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Elettrodotto, da martedì Terna sospenderà i lavori nei punti critici segnalati

Il consigliere provinciale del PRC Francesco Andaloro

I consiglieri provinciali Galluzzo, Andaloro e Palermo, insieme al vice presidente Torre hanno incontrato a Palermo l’assessore regionale Lo Bello e i dirigenti facenti riferimento all’iter autorizzativo di Terna. Possibile la modifica del tracciato

“Ho ricevuto comunicazione dalla società Terna che da martedì 29 gennaio sospenderà i lavori nei punti critici segnalati”. La notizia la dà l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, al termine di un incontro convocato a palazzo d’Orleans.

Erano presenti i dirigenti facenti riferimento all’iter autorizzativo di Terna e la delegazione dei consiglieri provinciali Pino Galluzzo, Francesco Andaloro, Maurizio Palermo e del vice presidente della Provincia, Carmelo Torre.

Dall’incontro, sono emerse possibili discrepanze nell’iter autorizzativo che fanno ben sperare in una possibile modifica del tracciato così progettato. L’assessore Lo Bello ha dichiarato di voler costituire una task force fra tutti i soggetti coinvolti per trovare le soluzioni migliorative al progetto.

Protesta Terna, occupato Consiglio Provinciale

I consiglieri provinciali Pino Galluzzo e Francesco Andaloro ad inizio del consiglio provinciale di giorno 23 gennaio sono intervenuti dichiarando di occupare l’aula a tempo indeterminato.

Hanno espresso solidarietà a quanti in queste ore stanno protestando nel tentativo di avere una risposta dalle istituzioni, e ritengono un’azione sconcertante la presenza dell’esercito avanti i cancelli del cantiere di “don Gaspano a Pace del Mela” ove era in programma un sit-in Pacifico regolarmente autorizzato.

Pertanto chiedono al presidente della provincia di rendere noto al Presidente della regione e ad il Prefetto lo stato di agitazione e malumore del popolo che non può soccombere per autorizzazioni palesemente sciagurate, richiamano le istituzioni tutte alla responsabilità per dimostrare che lo stato esiste ed è dalla parte del popolo e non degli interessi economici.
Basta sentire Terna sostenere che dopo l’installazione dell’elettrodotto il mondo sarà migliore e più pulito, occorre che lo stato e i politici tutti rassicurino la gente che si interverrà. Lo sgomento e la sensazione di essere stati lasciati soli ha preso il sopravvento, in una prima fase il presidente CROCETTA aveva dato una speranza con la dichiarazione dell’invio di ispettori, ma il tempo passa i tralicci crescono e degli ispettori nessuna traccia.

L’occupazione ha il preciso scopo di convocare un tavolo al Ministero immediatamente e richiamare alla responsabilità le istituzioni che hanno consentito questa ingiustizia: Comuni, Province e Regione.

Francesco Andaloro, Pino Galluzzo

Milazzo, 7 luglio: commemorazione di Giuseppe Persiani e presentazione del libro "Perché è stato ucciso Pio La Torre"

Sabato 7 luglio, alle ore 19,00, presso l'”Isola del Purgatorio” (Marina Corta di Lipari) l’associazione Casa del Popolo Milazzo ed i compagni di Lipari terranno una commemorazione del compagno Giuseppe Persiani verrà inoltre presentato il libro “Perché è stato ucciso Pio La Torre”.

Programma:

ore 19,00: Ricordo del compagno Giuseppe Persiani con Franco Andaloro, Pres. Casa del Popolo
ore 19,30: Presentazione del libro con Elio sanfilippo, autore del libro, Presidente Legacoop Sicilia
ore 20,00: saluti dei convenuti
ore 20,15: interventi di Gino Amato (ex consigliere comunale di Lipari), prof. Giuseppe Restifo (docente di Storia Moderna, Università di Messina), prof. Angelo Raffa (storico, ricaercatore), modera Luigi Barrica (giornalista la Repubblica). Segue dibattito.

Milazzo, 7 luglio: commemorazione di Giuseppe Persiani e presentazione del libro "Perché è stato ucciso Pio La Torre"

Sabato 7 luglio, alle ore 19,00, presso l'”Isola del Purgatorio” (Marina Corta di Lipari) l’associazione Casa del Popolo Milazzo ed i compagni di Lipari terranno una commemorazione del compagno Giuseppe Persiani verrà inoltre presentato il libro “Perché è stato ucciso Pio La Torre”.

Programma:

ore 19,00: Ricordo del compagno Giuseppe Persiani con Franco Andaloro, Pres. Casa del Popolo
ore 19,30: Presentazione del libro con Elio sanfilippo, autore del libro, Presidente Legacoop Sicilia
ore 20,00: saluti dei convenuti
ore 20,15: interventi di Gino Amato (ex consigliere comunale di Lipari), prof. Giuseppe Restifo (docente di Storia Moderna, Università di Messina), prof. Angelo Raffa (storico, ricaercatore), modera Luigi Barrica (giornalista la Repubblica). Segue dibattito.

Provincia di Messina, mozione di Andaloro (PRC) sul sistema dei collegamenti con le Isole Eolie

Al Presidente della Provincia regionale
Al Presidente del Consiglio provinciale di Messina

«Il sottoscritto consigliere provinciale ANDALORO Francesco, con la presente chiede che venga inserita con carattere d’urgenza, all’o.d.g. della prossima seduta del Consiglio provinciale la seguente

M O Z I O N E

TRASPORTI MARITTIMI INTEGRATIVI DA E PER LE ISOLE EOLIE E ISOLE MINORI IN PROSSIMITA’ DELLA STAGIONE ESTIVA.

Il Consiglio provinciale di Messina,

PREMESSO CHE:

1) La stagione estiva è alle porte e che, con la crisi che incombe, il turismo subisce un forte ridimensionamento a causa di un’economia in ginocchio;

2) I collegamenti con le isole Eolie sono insufficienti, a volte inesistenti, per Napoli, Salerno e Reggio Calabria;

3) Il periodo giugno-settembre è più il frequentato, durante l’arco dell’anno, da turisti;

4) Solo nel periodo estivo l’economia eoliana ha un discreto risveglio;

5) Non ci si può rassegnare nel vedere penalizzato il nostro territorio da inadeguate politiche regionali e nazionali sui trasporti e i collegamenti marittimi, ferroviari e stradali.

CONSIDERATO CHE:

1) Dal Dipartimento Trasporto Marittimo Regionale è giunta notizia dell’intenzione di non ripristinare i servizi aggiuntivi nel periodo estivo da e per le isole Eolie e le Isole minori;

2) Disattivare questi servizi comporterebbe una perdita di lavoro per i tanti lavoratori impegnati nel settore e, inoltre, servizio indispensabile e vitale per il collegamento con le Isole;

3) Le Isole non sono ben servite e collegate con gli aeroporti di Reggio Calabria, Catania e Palermo;

4) La metromare a Messina non si è sviluppata per consentire collegamenti con le Isole Eolie da Taormina, Messina e Reggio Calabria.

Tutto ciò premesso e considerato

IMPEGNA SE STESSO, IL CONSIGLIO PROVINCIALE, IL PRESIDENTE E L’AMMINISTRAZIONE A:

1) Attivarsi con tutti i mezzi ritenuti utili, a chiedere al presidente del Consiglio Nazionale Monti, al presidente della Regione Siciliana, ai rispettivi ministri ed assessori preposti a rivedere e potenziare i collegamenti internazionali, nazionali, interregionali e, soprattutto, i collegamenti con le isole Eolie e le Isole minori al fine di garantire una continuità territoriale sancita dalla Costituzione, evitando di mortificare il nostro territorio e dando una opportunità di sviluppo al SUD nel settore turistico fin dalla prossima stagione estiva.

2) Infine la Provincia deve creare le condizioni per coinvolgere e collegare tutti gli addetti al settore per promuovere uno sviluppo occupazionale ed economico nel nostro comprensorio».

Il consigliere PRC, Francesco Andaloro

Amianto, OdG alla Provincia di Messina del consigliere Andaloro

il Consiglio Provinciale di Messina

Considerato

che la Dichiarazione di Bruxelles del 23 settembre 2005  ha stabilito che il 28 aprile di ogni anno venga celebrata la giornata mondiale delle vittime dell’amianto;
che nel mondo sono 1.300.000 le persone vittime dell’amianto e che nel 2020 è previsto il picco delle malattie asbesto correlate;
che l’amianto è stato dichiarato pericoloso da tutta la comunità scientifica internazionale fin dagli anni ’60 e che vi sono ancora paesi produttori come Russia, Canada, Brasile, Cina, che lo esportano verso i Paesi in via di sviluppo dove le forme di tutela sociale e sanitaria sono inadeguate o inesistenti;
che in Italia con la legge 257/92  è stata vietata l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione  dell’amianto e che è stata prevista la dismissione graduale dell’utilizzo dell’amianto;
che  non esiste un esplicito divieto di utilizzo o un termine alla dismissione graduale dell’amianto e che nessun obbligo di bonifica è posto ai detentori di materiali contenenti amianto, permanendo in tal modo il rischio amianto negli ambienti di vita e di lavoro;
che è ancora aperto il problema dei risarcimenti alle vittime dell’amianto e nel nostro paese in particolare e che il Fondo Vittime Amianto, istituito con L. Fin. 2008, a favore degli esposti familiari e ambientali è stato poi regolamentato escludendo  proprio coloro per i quali era stato previsto;
che non è neppure stata completata la mappatura/censimento dell’amianto e di conseguenza non sono state avviate le bonifiche né tanto meno adottate misure per la messa in sicurezza di edifici pubblici quali scuole, ospedali, infrastrutture, ecc;
che le regioni sono intervenute con differenti modalità e termini  lasciando spesso i Dipartimenti di Prevenzione delle ASP privi di protocolli sanitari e senza alcuna regolamentazione circa la valutazione del rischio sulla salute dei cittadini e l’ambientale;

che omissioni e ritardi nell’attuazione della normativa in vigore sono una costante incoerente rispetto alla situazione di emergenza sanitaria e ambientale dichiarata  di recente  anche al Ministero della Salute;
che è stata emessa di recente una storica sentenza di condanna da parte del Tribunale di Torino  a carico dei proprietari dell’Eternit, riportando all’attenzione mondiale la dimensione umana del problema amianto e l’urgenza di intervenire per scongiurare il protrarsi di una strage evitabile di vittime innocenti;
che le generazioni future sono destinate ad ereditare una contaminazione sanitaria e ambientale da amianto se la lotta all’amianto non verrà affrontata in tutta la sua portata per la vasta gamma di ripercussioni che vanno dal lavoro, alla salute pubblica, all’ambiente, ai problemi dei consumatori fino alla ricerca epidemiologica;
che la responsabilità che investe ciascun livello istituzionale comporta una determinata azione locale coordinata al fine di evitare il protrarsi di questa piaga;
Visto
che le malattie asbesto-correlate sono in aumento, con numerosi decessi l’anno e che questo è solo l’inizio del picco atteso stante il lungo periodo di latenza  previsto per il 2020;
che la prevenzione non può essere subordinata agli aspetti economici e il diritto alla salute non può essere subordinato ad esigenze di bilancio;
che i materiali contenenti amianto (MCA), soprattutto eternit (80%) per l’utilizzo che se ne continua a fare, per la loro vetustà e l’azione degli agenti atmosferici sono con alta probabilità ormai deteriorati e/o danneggiati e non esiste alcun obbligo di rimozione  ma solo un eventuale “monitoraggio” da parte del proprietario del manufatto, su consiglio degli organi di vigilanza;
che i costi della bonifica sono assai alti e questo non aiuta chi vuole liberarsi dall’amianto, non esistono nella nostra Provincia misure incentivanti per la eliminazione di tale materiale ;
che il problema della fuoriuscita dall’amianto è costituito anche dallo smaltimento dei Rifiuti contenenti amianto (RCA);
– una iniziativa da parte del Consiglio Provinciale, affinché sia ricordato il sacrificio di molti lavoratori  che in nome del profitto e per la mancata tutela della salute, si sono ammalati e sono morti;
– una iniziativa rivolta all’Unione Europea affinchè sia sostenuta a livello europeo”una messa al bando internazionale dell’amianto attraverso una convenzione internazionale”;
–          una iniziativa rivolta all’Unione Europea affinchè sia vietato l’utilizzo dell’amianto in qualunque zona del mondo da parte delle imprese con sede nell’Unione Europea;
– sia stabilito nel nostro paese l’esplicito  divieto di utilizzo dell’amianto e definito un termine alla dismissione graduale dell’amianto;
– sia previsto un piano per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi (amianto)  in accordo con gli enti locali  tale da evitare il transito dei RCA da una regione all’altra e da un paese all’altro, evitando il ricorso alle grandi discariche così come a forme di trasformazione  cristallochimica dell’amianto che non siano sufficientemente sperimentate;
– l’attuazione e o il completamento dei censimenti/mappatura amianto e la realizzazione delle bonifiche per l’eliminazione dell’amianto in tutti gli edifici di uso collettivo ( scuole, ospedali, uffici, ecc);
–  la diffusione di una maggiore percezione del rischio amianto nella popolazione attraverso progetti di informazione o l’apertura di appositi Sportelli Informativi Amianto nei siti maggiormente contaminati;
– l’attuazione o l’aggiornamento del Piano Provinciale Amianto, come previsto dalla L. 257/’92, che consideri tutti gli aspetti sanitari e ambientali nonché l’organizzazione della Conferenza Provinciale Amianto con cadenza annuale;

Auspica

che le organizzazioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite, prendano posizione per la cessazione dell’impiego dell’amianto in ogni sua forma in tutto il mondo;

Invita

il Presidente della Provincia e gli Assessori competenti in coincidenza del 28 aprile a celebrare la giornata dandone una comunicazione istituzionale attraverso i media e con l’invito di dedicare una piazza o una strada alle vittime dell’amianto;
il governo e il parlamento ad attuare il divieto di utilizzo dell’amianto nel nostro paese rispettando il termine stabilito per la dismissione graduale, con opportune sanzioni penali, al fine di favorire la fuoriuscita dall’amianto;
le istituzioni competenti ad armonizzare la normativa relativa all’amianto sotto l’aspetto sanitario e ambientale ;
tutti i livelli istituzionali ad attivarsi per informare i cittadini sul rischio amianto e ad adottare le misure ed i controlli previsti dalla normativa in vigore per prevenire le future esposizioni ad amianto;
– la Provincia di Messina
1. ad organizzare quanto prima la Conferenza Provinciale Amianto quale occasione per approfondire, confrontare e programmare con le altre istituzioni ed i soggetti coinvolti, in particolare con le associazioni degli esposti all’amianto:
–          lo stato di efficienza della legislazione vigente, con particolare riguardo al quadro regionale;
–          l’andamento epidemiologico delle malattie asbesto correlate;
–          lo stato di attuazione del censimento dei siti e delle bonifiche;
2. attuare o completare urgentemente la mappatura della presenza di amianto in tutta la Provincia, attuando o potenziare, al riguardo, il Centro Provinciale Amianto;
3. ad istituire il Registro degli esposti ;
4. all’istituzione del registro per tutte le malattie asbesto correlate (e non solo per i mesoteliomi polmonari) compresi i tumori professionali;
5. ad attuare o completare il Piano Provinciale Amianto come previsto dalle legge 257/’92;
6. ad adottare con l’ASP un Piano di Sorveglianza Sanitaria per gli esposti amianto;
5. ad istituire nella nostra provincia ed in particolare presso i siti maggiormente contaminati Sportelli Informativi Amianto presso le AASSLL, per fornire un servizio di informazione ai cittadini e alle imprese di bonifica e manutenzione;
6 a definire un piano per lo smaltimento dei Rifiuti Contenenti Amianto (RCA) attivando con urgenza un tavolo Provinciale e Regionale.

Messina, 19 aprile 2012

Il consigliere PRC, Francesco Andaloro

MESSINA: MOZIONE CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO VOTATA FAVOREVOLMENTE… ANZI NO!

da parcodeinebrodi.blogspot.com

Messina, 16/03/2012 – Narriamo qui la vicenda di un pasticciaccio accaduto durante la seduta del Consiglio Provinciale di Messina del 14 marzo. Seduta che ha visto l’aula votare prima favorevolmente e, dopo un annullamento quanto meno improprio della votazione, respingere la mozione presentata, nientemeno, l’1 aprile 2010 dal consigliere del gruppo Rifondazione Comunista Francesco Andaloro.
Ma andiamo ai fatti.

Proprio nel 2010 il consigliere Andaloro, in considerazione del grave stato di dissesto del nostro territorio provinciale (numerose sono ancora le strade intransitabili a causa di frane e le situazioni di pericolo in ogni dove), aveva presentato la mozione “Per un programma di prevenzione del dissesto idrogeologico, riqualificazione del territorio, messa in sicurezza delle infrastrutture civili primarie (…) da finanziarsi attraverso i fondi previsti per il ponte sullo Stretto di Messina” (opera che peraltro è stata cassata dall’elenco delle opere prioritarie dell’Unione Europea).

Ebbene, Mercoledì 15 marzo alle 12:00 la mozione viene finalmente votata ottenendo, su 24 votanti, 16 voti a favore e 8 astenuti (nessun contrario). Accade però che a votazione già conclusa un consigliere del gruppo GdL (Gioventà della Libertà), che risultava avesse votato a favore, dichiara il proprio errore e l’intenzionalità di astenersi.
Niente di male. Con 15 voti a favore e 9 astenuti la mozione risulta ugualmente approvata.

Ma ecco che accade l’assurdo: il Presidente decide di annullare la votazione facendola ripetere nonostante le proteste del consigliere Andaloro.
E alle 12:05 il risultato della seconda votazione diventa, su 25 votanti, 11 favorevoli (!) e 14 astenuti.

Insomma il “giochetto” (presumibilmente inscenato ad arte in quanto i consiglieri di centrodestra certo non avevano previsto un risultato così favorevole) è costato, oltre all’astensione del consigliere della GdL, il repentino cambiamento d’opinione, a cinque minuti dalla votazione annullata, di ben altri 4 consiglieri!

Fatti del genere non dovrebbero mai accadere. Diverse volte invece, nell’arco di questa legislatura, abbiamo assistito a comportamenti arroganti da parte delle forze politiche di centrodestra che in questa provincia hanno un enorme strapotere, con la forza dei numeri, nei confronti della minoranza.

La riprova della maliziosità di tale condotta è data dal comportamento tenuto nella votazione successiva per il prelievo di un argomento da discutere: Il consigliere Andaloro, alla proclamazione dell’esito (aveva votato contrario) dichiara di avere avuto l’intenzione di votare favorevolmente e chiede quindi di annullare la votazione. Il presidente in questo caso invece dà per buona la votazione dimostrando una condotta da “due pesi e due misure”.

Preannunciamo che a questo comunicato seguirà una conferenza-stampa indetta per domani, venerdì 16 marzo alle 10:00 presso la Provincia Regionale di Messina, al fine di denunciare all’opinione pubblica questi atti anti-democratici, che con altri sistemi politici abbiamo avuto la sfortuna di vedere.

PROVINCE: SI AL TAGLIO DEGLI SPRECHI E DEI CAROZZONI POLITICI NO AL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA

IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA INVITA ALLA MOBILITAZIONE ED ALL’OPPOSIZIONE CONTRO QUESTA MISURA, A DIFESA DELLA DEMOCRAZIA E DEL RUOLO COSTITUZIONALE DEGLI ENTI LOCALI E DELLE PROVINCE A TUTELA DEI DIRITTI DEI CITTADINI E DEI SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO.

Il Parlamento il 28 dicembre 2011 ha approvato in via definitiva il decreto 201/2011 che prefigura uno svuotamento dell’istituzione provincia fino alla scomparsa della stessa che, insieme agli altri punti di attacco alla democrazia ed alle condizioni di vita dei soggetti più deboli contenuti nel decreto, è una norma di chiaro segno anticostituzionale: lo scioglimento dei consigli provinciali – con la conseguente decadenza di consiglieri ed assessori – la loro trasformazione in enti di secondo livello, eletti dai consigli comunali del territorio provinciale, con semplice funzione di “indirizzo politico delle attività dei Comuni“.
Ove mai le Regioni non legiferassero entro la fine di aprile 2012 scatterebbero, attraverso una clausola di salvaguardia, i poteri sostitutivi dello Stato realizzando una ulteriore incredibile mostruosità giuridica: lo Stato che, violando una legge di primaria importanza come il testo unico sull’ordinamento degli EELL (dlgs 267/2000 e successive modificazioni), che prevede dettagliatamente i casi di scioglimento dei consigli provinciali, decide centralisticamente sulla decadenza di istituzioni locali democraticamente elette e di rilievo costituzionale!.
Sono però in ogni caso chiarissime, le due ragioni di fondo del nostro giudizio negativo sul provvedimento.
In primo luogo evidenziamo che in nome di una battaglia sacrosanta contro i costi impropri della politica si tenta di azzerare una risorsa della democrazia, sancendo un pericoloso precedente con l ‘attacco al sistema di elezione democratica degli EELL, innalzando ulteriormente soglie di sbarramento e centralizzando tutti i poteri nei Presidenti.
Nel recente studio presentato dall‘UPI, redatto da ricercatori del CERTET Bocconi, si stima il costo di funzionamento della rappresentanza democratica delle Province italiane nell’ 1,4 % della spesa corrente delle province stesse (122 milioni ) a fronte di compiti e funzioni che non sono certo eliminabili e che, se accentrate nelle Regioni o decentrate ai Comuni, rischiano – come affermato nella citata ricerca – di costare addirittura di più.

In secondo luogo si abbandona l’ idea – su cui da anni ci battiamo – di un futuro delle Province come soggetto istituzionale fondamentale contro la crisi e per la tutela dei soggetti più deboli; ente territoriale di governo dell’ area vasta, con un ruolo importante per la programmazione del territorio, della salvaguardia dell’ ambiente e dei beni comuni, del trasporto pubblico e della scuola e possibile protagonista di processi di sviluppo partecipativi ed ecocompatibili.
In questi mesi, infatti, molti Comuni e Province hanno svolto un ruolo importante, più del governo, nel sostegno ai soggetti espulsi dal processo produttivo e a salvaguardia dei soggetti più deboli. Quando ribadiamo la necessità di salvaguardare il ruolo delle Province come governo democratico dell ‘area vasta lo facciamo, allora, per permettere un livello di coordinamento dei 5.740 Comuni italiani inferiori ai 5.000 abitanti, che rappresentano una caratteristica peculiare ed una ricchezza dell’Italia.
Le Province e più in generale il sistema degli enti locali hanno, insomma, fatto molto di più del governo contro la crisi pur con risorse e poteri limitati.
Si al taglio degli sprechi partendo dalla eliminazione di tuti gli enti intermedi (agenzie, società, consorzi ecc.) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate direttamente dalla provincia;

Per questi motivi siamo intervenuti col segretario nazionale Paolo Ferrero all’assemblea nazionale dell’UPI del 6 dicembre esprimendo sostegno alla battaglia delle Province che è una battaglia di verità e di democrazia.
Battaglia di verità e di democrazia perché la crisi non si può affrontare senza contrastare la politica della BCE che invece di contrastare gli speculatori con una politica espansiva ne subisce le ricette iperliberiste: la campagna mediatica sulla inutilità e sui costi della rappresentanza democratica delle province copre solo un esigenza di portare avanti una politica antipopolare azzerando opposizione sociale presidi democratici

In conclusione ci batteremo nei prossimi giorni come Prc, promuovendo dibattiti e prese di posizione, pertanto apprezziamo l’ordine del giorno approvato lo scorso 31 gennaio 2012 dal Consiglio Provinciale di Messina che ha registrato il voto positivo del consigliere del PRC.

Maurizio Fazio, Responsabile Provinciale Enti Locali
Francesco Andaloro, Consigliere Provinciale P.R.C

Provincia di Messina, interrogazione del Consigliere Andaloro sull'interruzione della S.P. 176 Pettineo-Castel di Lucio

Al Presidente della
Provincia Regionale

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Di Messina

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

Oggetto: Interruzione S.P. 176 Pettineo-Castel di Lucio

Premesso che
Sono stati recentemente eseguiti degli interventi sulla S.P. in oggetto, che non hanno portato ad alcun risultato.

Considerato che
A distanza di pochi giorni la strada è nuovamente interrotta e che, non essendo agibile, gli abitanti della zona sono costretti a percorrere decine di chilometri in più per raggiungere Castel di Lucio.

Ritenuto altresì
Che nell’eventualità di interventi di pronto soccorso i cittadini rischiano seriamente la propria vita non potendo utilizzare la S.P. in oggetto.

Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto consigliere provinciale
Interroga

Il Presidente della Provincia Regionale di Messina al fine di intervenire con immediatezza per affrontare e risolvere la problematica.
Al fine di diminuire i disagi dell’intera collettività si chiede in alternativa un immediato intervento per collegare una traccia di strada comunale preesistente con la S.P.176 in attesa di una soluzione definitiva.
Messina 23 gennaio 2012

Il Capogruppo
Francesco Andaloro

PRC Gruppo provincia di Messina: Presentazione mozione congiunta alluvione 22 novembre

Messina, 25 novembre 2011,

Al Presidente del Consiglio Provinciale

Il sottoscritto consigliere provinciale Francesco Andaloro, con la presente chiede che venga inserita all’O.d.G. della prossima seduta del Consiglio Provinciale, con carattere d’urgenza, la seguente

MOZIONE

Preso atto dell’ultima tragedia che ha coinvolto lo scorso 22 novembre la nostra Provincia, e nello specifico, i comuni di Saponara, Milazzo, Barcellona, Villafranca Tirrena e Spadafora, con il drammatico bilancio di tre vittime e la devastazione del territorio oltreché notevoli danni materiali ancora oggi difficilmente quantificabili;

Preso atto delle accuse rivolte alle rispettive Amministrazioni comunali in merito alla gestione del territorio;

Considerato che i cambiamenti climatici, l’edificazione selvaggia, l’alterazione dei terreni ad uso agricolo e la mancata manutenzione del territorio sono gli elementi determinanti in situazioni del genere;

Che le Amministrazioni comunali sono responsabili della manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e devono garantire ai cittadini sicurezza in qualsiasi condizione climatica;

Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio Provinciale Impegna il Presidente della Provincia Regionale di Messina, per quel che concerne l’ambito delle sue competenze:

A richiedere lo stato di calamità naturale per l’intero territorio provinciale;

Ad attivare tutte le procedure per il finanziamento da parte del Governo nazionale, della Regione e della Protezione Civile per la ricostruzione e la sistemazione dei territori devastati ed il risarcimento di tutte le attività commerciali, artigianali e agricole che hanno subito danni;

Ad attivare un sistema di rilievo meteorologico in tutta la provincia al fine di allertare, in tempo reale, i territori ove si prevedano anomale precipitazioni atmosferiche;

Per quanto riguarda la gestione e l’abbandono del territorio:
A monitorare le condizioni dei terreni incolti o abbandonati che possano costituire un possibile pericolo in caso di condizioni atmosferiche eccezionali;

A monitorare e valutare provvedimenti per i terreni boschivi che rappresentano pericoli per il possibile franamento a valle e nell’alveo dei torrenti, di vegetazione (alberi e piante varie) come è successo in questa occasione;

Per quanto riguarda la gestione idrogeologica del terreno:
A monitorare e trovare soluzioni immediate di messa in sicurezza per eventuali zone soggette ad allagamenti in situazioni di forte precipitazione;

A rivedere la rete fluviale nell’intera provincia valutando le condizioni di sicurezza di tutti i fiumi torrenti e corsi d’acqua monitorarando e impegnando gli organi preposti alla manutenzione ordinaria al fine di rimuovere eventuali ostacoli naturali o artificiali che possono causare esondazioni in caso di piogge eccezionali;

Per quanto riguarda le politiche edilizie:
A fare rivedere alle rispettive amministrazioni le proprie politiche urbanistiche e far adottare o rivedere i rispettivi i Piani Regolatori, la gestione del territorio e l’edificabilità in zone a rischio di allagamenti;

A fare rivedere alle Amministrazioni comunali le proprie politiche agricole tenendo in maggiore considerazione le problematiche ambientali connesse a fatti eccezionali come quelle che sconvolgono la nostra provincia da diversi anni;
A fare rivedere alle amministrazioni comunali la concessione di utilizzo dei terreni ad uso vivai e florovivai e la consuetudine dei gestori di questi a ricoprire di plastica impermeabile all’acqua tali terreni, causando modifiche sostanziali dell’assetto idrografico del territorio;

A fare rivedere alle grandi industrie della fascia tirrenica, quali Raffineria Mediterranea, Edipower e Acciaieria del Tirreno, il sistema di convogliamento e di trattamento delle acque ad uso industriale nonché di quelle delle precipitazioni atmosferiche eccezionali, al fine di evitare quanto avvenuto lo scorso 22 novembre, con lo sversamento di acque con probabile presenza di idrocarburi in tutto lo specchio d’acqua antistante il Porto di Milazzo.

I Consiglieri
Francesco Andaloro (PRC), Simone Magistri (Gruppo Misto), Francesco Italiano (PD) e Giuseppe Grioli (PD)