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Cangemi (FdS): La legge Aprea è pessima, i tecnici e il PD in continuità con la devastazione della Gelmini

La legge di riforma degli organi collegiali della scuola è un frutto ridimensionato ma ugualmente velenoso dell’iniziativa dell’on. Aprea, che da anni occupa una posizione d’avanguardia nel disegno della destra di distruggere la scuola pubblica.

La triste adesione del PD a questo testo è conseguenza non solo del sostegno alle politiche disastrose del governo Monti ma anche di una ormai avanzata involuzione culturale. Neanche le recenti umiliazioni subite sugli organici sono bastate a suscitare ripensamenti. Nella proposta uscita dalla commissione cultura della Camera vi è un restringimento della partecipazione, l’apertura degli organismi scolastici agli interessi privati, la negazione della rappresentanza al personale ATA, scelte pericolose sul terreno della valutazione.

Anche sulle materie che non trovano posto in questo testo, non c’è da stare tranquilli, considerato ciò che viene avanti, ad esempio, sul reclutamento in altre iniziative normative a livello nazionale e regionale.

La scuola pubblica italiana avrebbe bisogno di ben altro. Sarebbe necessaria un’autentica riflessione sulle forme che ha assunto l’autonomia scolastica. Sarebbe, soprattutto, necessario chiudere la stagione della Gelmini, di Brunetta, dell’Aprea, invece quella fase dei tagli e della restrizione degli spazi di democrazia è ancora aperta e trova l’assenso del nuovo ministro, del nuovo governo, della nuova maggioranza.

Non ci possono essere timidezze nel denunciare questa situazione e nel contrastarla.

Luca Cangemi
coordinamento nazionale della federazione della sinistra

Cangemi: Monti e Profumo, eredi riconosciuti della Gelmini

La soddisfazione espressa dall’ex ministra Gelmini per la conclusione della vergognosa vicenda dell’emendamento sulla scuola nel decreto semplificazioni, sancisce un fatto ormai indiscutibile: sull’istruzione il governo “tecnico” si pone in diretta continuità con la triste epoca gelminiana e berlusconiana di tagli, ingiustizie, ignoranza della situazione reale che vivono le scuole del paese. Insopportabile è in particolare l’atteggiamento maldestro e arrogante sul dramma del precariato. Tutte le forze politiche che, di là delle belle parole, continuano a votare i provvedimenti del governo portano una gravissima responsabilità.E’ adesso il momento di riprendere una grande mobilitazione per contrastare le scelte dell’esecutivo e affermare la necessità d’indirizzi radicalmente nuovi.

Luca Cangemi, Ccoordinamento nazionale Federazione della Sinistra

“Il movimento studentesco non è auto-sufficiente. Ha bisogno di interloquire con tutti quei soggetti partitici e associativi che lavorano alla costruzione dell’alternativa”

A parlare Alberto Campailla, siciliano, del movimento studentesco pisano

Intervista di Bartolo Lorefice per rifondazionecomunistasicilia.it

Alberto Campailla, 21 anni, siciliano, iscritto al terzo anno di Giurisprudenza a Pisa, è stato uno degli studenti che, nei giorni caldi della contestazione contro la Riforma Gelmini (dal 19 al 23 dicembre) ha messo in atto, insieme ad altri 7 studenti del movimento pisano, una forma radicale di protesta: lo sciopero della fame.

Alberto, quali obiettivi vi eravate prefissati di raggiungere con lo sciopero della fame?
Venivamo da due mesi di mobilitazione intensa e soprattutto di piazza e, l’indomani del 14 dicembre è stato per tutto il movimento un momento di grande riflessione sulle pratiche e gli obiettivi.
Da lì è venuta l’idea dello sciopero della fame, ovvero porre al centro della discussione l’idea che oltre le necessità e i bisogni questo movimento vuole esprimere un ‘amore e una fame di cultura, quindi rovesciando quella retorica che vede questa generazione come disinteressata e fatta di bamboccioni.

Quali risposte sono venute da parte delle istituzioni?
Nessuna. Da due anni questo movimento esercita una pressione nelle piazze e non solo.
A partire infatti dalla legge 133 passando per la nota ministreriale sulla didattica (ora DM17) fino alla legge Gelmini, abbiamo inseguito un dialogo con la classe politica che mai è arrivato.
Non solo, in questo autunno il governo e la maggioranza hanno tentato anche di criminalizzare gli studenti proprio per non entrare nel merito della riforma, e quindi parlare del precariato di cui definitivamente saranno vittime i nostri ricercatori, l’entrata dei privati nel CDA degli atenei, l’istituzione dei prestititi d’onore conseguente allo svuotamento del sistema tradizionale del Diritto allo studio universitario fondato sul reddito, o la dequalificazione della didattica e tanto altro..
Ma se a destra c’è stato il tentativo di disconoscimento e attacco verso chi come gli studenti ha espresso un dissenso e pone drammaticamente nel dibattito politico la questione dei finanziamenti alla cultura e alla ricerca italiana, nello stesso tempo il centrosinistra non riesce ad esercitare una opposizione efficace, nemmeno ci prova! Ricordo che il PD in passato faceva grandi aperture di merito su quel DDL, successivamente rientrate.
L’unico elemento di interlocuzione avuto con le istituzioni è stato l’incontro con Napolitano del 22 dicembre, che ha mostrato una grande sensibilità alle nostre questioni e consapevolezza che gli studenti non possono essere trattati come un elemento folkloristico, ma vanno ascoltati sempre perchè continuamente si decide il futuro di una intera generazione.

Adesso che la riforma Gelmini è diventata legge, pensate di portare avanti la lotta? Quale sarà la piattaforma del movimento?
Ora la battaglia si sposta sui decreti attuativi ed essenzialmente sugli atenei, infatti inizieranno a lavorare le commissioni statuto che dovranno rivedere l’assetto attuale della governance universitaria. Noi ci saremo anche in questa fase, e pronti ed organizzati per continuare a dare battaglia, ma con un elemento in più.
Ovvero costruire l’Altra Riforma, cioè la risposta dal basso a chi attacca l’università pubblica,
In pratica avvieremo un percorso di interlocuzione con le altre componenti (precari,ricercatori strutturati e sindacato) che ci faccia arrivare alla costruzione dell’alternativa,di una proposta di riforma dell’università.
All’attacco ai diritti, allo smantellamento dei servizi, all’aziendalismo, all’impoverimento dell’offerta didattica e all’autoritarismo che propone il DDL attraverso questa nuova governante, noi rispondiamo con la lotta e con una piattaforma che è l’Altra Riforma.
Vogliamo lavorare ad un percorso di dialogo con la CGIL, che ci porti agli stati generali della conoscenza in primavera.

Il nostro paese sta vivendo un periodo di pesante crisi. Il governo Berlusconi risponde alla crisi finanziando le banche, e togliendo diritti e prospettive ai giovani e agli operai. Pensi che si possa pensare ad una “fusione” delle ragioni degli studenti e degli operai in un unico movimento, così come avvenne nel 68?
L’analogia con il 68′ e in generale con gli anni settanta è valida, a mio avviso, se si parla di una nuova vertenzialità, di una conflittualità sociale che sembrava non esistesse ma che invece l’approfondirsi della crisi economica pone in maniera assoluta.
Tanto è cambiato in trent’anni, ma partendo da lì siamo consapevoli che bisogna dialogare con la galassia del mondo del lavoro e lo abbiamo capito il 16 ottobre, quando siamo scesi in piazza alla manifestazione della FIOM.
Oggi abbiamo un blocco di potere costituito dalla destra e da Confindustria che continuamente prova a smantellare lo stato sociale e i diritti ovvero il furto di tutti i beni comune (sociali e naturali) della nostra società. Questo tentativo lo vediamo a Pomigliano prima e Mirafiori dopo che mostrano le palesi intenzioni di questo sistema economico e di questa politica.
Quindi dismissione del diritto allo studio e della dignità del lavoro appaiono un attacco frontale e forse fatale alle possibilità di protagonismo e mobilità sociale in questo Paese. Poi c’è la crisi economica che queste misure le richiama. Essa fa saltare ogni vecchia distinzione, infatti se guardiamo anche i tradizionali “garantiti” o addirittura alle piccole imprese travolte dalla competitività della globalizzazione che impone manodopera a basso costo e qualità minore, ci si rende conto come tutti facciamo i conti con l’approfondirsi di questa crisi.
Il nostro orizzonte è rappresentato per questo dalla convocazione di uno sciopero generale,intanto aderendo alla giornata di mobilitazione lanciata dalla FIOM il 28 gennaio

Pensi che, complessivamente, il movimento studentesco rimarrà in piedi anche nei prossimi mesi o, piuttosto, dobbiamo aspettarci un calo della contestazione?
Rispetto all’Onda, questo movimento ha una maggiore consapevolezza sia contenutistica che della fase, ovvero la riflessione sulla crisi economica porta con sè una serie di considerazioni e di azioni. Il 22 e 23 gennaio saremo a Marghera al meeting di Uniti contro la Crisi per parlare di conoscenza, modelli di sviluppo, informazione con centri sociali, pezzi di CGIL, movimenti di lotta da Chiaiano alla comunità aquilana.
Io faccio parte di una organizzazione studentesca, ed avendo fatto l’autunno di mobilitazione in prima linea ho notato come le strutture studentesche siano percepite come un elemento di forza organizzativa e di elaborazione da sfruttare. Questo credo sia un elemento da analizzare con attenzione proprio perché è in controtendenza con un momento storico dove l’antipolitica è sovrana ed è alimentata dalle mancate risposte della classe politica partitica e, conseguentemente, attecchisce facilmente il populismo dei vari Beppe Grillo. Per rispondere alla tua domanda, tutti questi segnali ci indicano che questo movimento si riorganizzerà, muterà forme e traccerà nuovi obiettivi, ma non scompare,quello è un intero popolo in tumulto, è la Generazione P.

Chiudiamo in maniera propositiva. Che messaggio ti senti di dare ai tanti giovani che rimangono alla finestra, guardano da lontano la politica e il movimento, sfiduciati dalla partitocrazia, ritenuta come mero strumento di potere e di clientele?
Credo che più che una risposta, posso dare un consiglio.
Quello di interessarsi, partecipare e rendersi conto che il futuro dobbiamo guadagnarcelo con le lotte, nessuno ce lo regala e non verrà dal cielo. Se vogliamo costruirci un altro futuro dobbiamo riprendercelo pezzo per pezzo.
Non sono però un ideologo dell’autosufficienza dei movimenti, invece credo che abbiamo bisogno del sindacato, dei partiti per costruire alleanze come studenti e pensare prospettive come giovani.
Il mio invito è quello di lasciare a casa la diffidenza e l’indifferenza ma invece di lanciarsi in tutti gli spazi e i contenitori di democrazia che esistono e si pongono come obiettivo la costruzione dell’alternativa, sempre con la consapevolezza che le battaglie possiamo vincerle.

SCUOLA: LA FDS SICILIANA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE CONTRO I TAGLI DELLA GELMINI

La Federazione dalla Sinistra siciliana parteciperà alla manifestazione regionale contro i tagli alla scuola pubblica indetta dalla Cgil e dalla Flc per domani, sabato 18 settembre a Palermo.
Lo comunicano Luca Cangemi, segretario regionale di Rifondazione Comunista; Salvatore Petrucci, segretario regionale dei Comunisti Italiani; Concetto Scivoletto, coordinatore regionale di Socialismo 2000; Pietro Milazzo, coordinatore di Lavoro e Solidarietà.
Secondo i dirigenti della Fds siciliana, “dopo la grande giornata di lotta di domenica scorsa sullo Stretto è necessario rilanciare con forza e su posizioni nette la lotta per i diritti del personale precario, docente ed ATA, e per la difesa della scuola pubblica.  L’inizio delle lezioni  ha messo in evidenza la tremenda condizione in cui i tagli della Gelmini hanno gettato le scuole di ogni ordine e grado dell’Isola, già alle prese con problemi antichi come le carenze dell’edilizia scolastica”.
Cangemi, Petrucci, Scivoletto e Milazzo ritengono, infine, che “la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola e le prime mobilitazioni degli studenti rappresentano un segnale di grande speranza, l’inizio di una battaglia generale decisiva per il futuro della Sicilia, contro la politica discriminatoria di Tremonti e della Gelmini e la sostanziale complicità del governo regionale”.

Catania, 17 settembre 2010

TAR del Lazio: grandina sulla Gelmini

Le ordinanze emesse il 19 luglio dal TAR del Lazio con le quali si dichiara l’illegittimità delle circolari ministeriali su iscrizioni ed organici – adottate prima dell’entrata in vigore delle necessarie norme di legge – e si sospende il taglio delle ore negli istituti tecnici e professionali, sono veri e propri macigni sui provvedimenti con i quali i ministri Gelmini e Tremonti stanno devastando la scuola pubblica. Continua la lettura di TAR del Lazio: grandina sulla Gelmini

Cangemi: cresce in Sicilia la protesta contro la Gelmini

Il mondo della scuola siciliano è in rivolta contro il provvedimento della Gelmini che devasta la scuola superiore, il più recente episodio dell’ attacco del governo a ogni livello dell’istruzione pubblica” ha dichiarato il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Luca Cangemi.
“In numerose scuole dal liceo classico “Garibaldi” di Palermo al liceo scientifico “Boggio Lera” di Catania si sono approvati inequivocabili documenti contro la cosiddetta riforma, la giornata di sciopero del 12 marzo sarà un’importante occasione di protesta”- continua Cangemi.
“Di fronte ai fermenti e alle angoscie dell’istruzione siciliana, che tra qualche mese vedrà sparire altre migliaia di cattedre e azzerare il suo ruolo, spicca la complice passività del governo regionale, fresco reduce dalla colossale figuraccia del fallimento dei progetti per i precari della scuola, annunciati ad agosto e ancora fermi. Il “democratico” assessore Centorrino è stato finora troppo occupato a censurare la letteratura siciliana” conclude Luca Cangemi.

Riforma Scuole superiori: la Sicilia pagherà un prezzo durissimo.

Dichiarazione di Luca Cangemi, Segretario regionale siciliano PRC

La riforma delle superiori approvata dal governo, come sempre in un clima goliardico e volgare, rappresenta un autentico disastro per la scuola e la società italiana. Viene imposto un modello di istruzione fonte di discriminazione sociale e di ignoranza. La riduzione del tempo scuola, la differenziazione precoce dei percorsi, la distruzione dell’istruzione tecnica e professionale sono i tratti di una controriforma targata Tremonti e Confindustria. La Sicilia sarà particolarmente colpita, come è già avvenuto per la riforma delle elementari e per la riduzione delle risorse per l’istruzione sancita dalla finanziaria. Continua la lettura di Riforma Scuole superiori: la Sicilia pagherà un prezzo durissimo.

RIFONDAZIONE COMUNISTA ENNA CRITICA CON FORZA LA RECENTE NOTIZIA DI NON STATALIZZAZIONE DELL'UNIVERSITA' KORE DI ENNA

di Carmelo Albanese, Coordinamento nazionale Giovani Comunisti/e

Che i massimi dirigenti della Kore non abbiano mai aspirato a far diventare l’università ennese statale è sempre stato chiaro.Nonostante tutto ancora, il pur traballante sistema statale universitario si qualifica tale per il controllo “pubblico” sul terreno accademico ed economico-finanziario degli atenei, funzione questa poi espletata in diverse forme, ad esempio garantendo il controllo democratico sulle decisioni delle strutture universitarie da parte delle componenti (studenti, docenti, ricercatori) che quel mondo rappresentano, o pianificando un sistema di tasse su base reddituale tale da permettere tendenzialmente a tutti gli studenti l’accesso alla formazione, così come dallo spirito dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Continua la lettura di RIFONDAZIONE COMUNISTA ENNA CRITICA CON FORZA LA RECENTE NOTIZIA DI NON STATALIZZAZIONE DELL'UNIVERSITA' KORE DI ENNA

Il Tar del Lazio pronto a commissariare Gelmini

Pasticcio sulle graduatorie: 150mila ricorsi in vista. «Un mese per sistemare»

di Fabio Sebastiani su Liberazione dell’11 ottobre 2009

Il Tribunale amministrativo regionale boccia la Gelmini. L’inserimento “a coda” è incostituzionale, e se entro un mese non si rimettono a posto le graduatorie ristabilendo il sistema “a pettine” si apre la prospettiva del commissariamento. “Coda” e “pettine” sono due diverse modalità di costruzione delle graduatorie: la prima sistema in fondo alla classifica chi si sposta da una provincia all’altra, anche se ha un punteggio “da primato”; e la seconda, invece, rispetta i “valori” di ognuno. Continua la lettura di Il Tar del Lazio pronto a commissariare Gelmini

SCHIAVON (PRC): GELMINI BOCCIATA, LE/I GIOVANI COMUNISTE/I PRUMOUVONO LA LOTTA IL 9 OTTOBRE E SOSTENGONO LA FIOM.

Dichiarazione di Gianluca Schiavon, esponente della Direzione nazionale del Prc,

“La ministra all’Istruzione Maria Stella Gelmini? Bocciata, e in tutte le materie! Da tutti gli insegnanti e da tutti gli studenti!” – così dice, a nome dei GC (Giovani comunisti del Prc) Gianluca Schiavon, esponente della Direzione nazionale del Prc-Se. “Ecco perché – continua Schiavon – le/i Giovani comuniste/i continueranno a contrastarla promuovendo le lotte contro la sua controriforma scolastica in ogni luogo e in ogni momento.” “Ecco anche perché sosterremo la mobilitazione studentesca promossa dai giovani dell’Uds il prossimo 9 ottobre. Perché crediamo ci sia bisogno di far prendere la parola agli studenti anche in riguardo ai pesantissimi tagli che hanno portato la didattica italiaan al collasso e le strutture scolastiche letteralmente a cadere in pezzi”. “Sosterremo le 50 manifestazioni decise dagli studenti dell’Uds in concomitanza con le cinque decise dalla Fiom, che sempre il prossimo 9 ottobre scenderà in piazza in tante città italiane a difesa del contratto nazionale di lavoro degli operai metalmeccanici, perché riteniamo che il movimento operaio e dei lavoratori debba concorrere a ricostruire, dal basso, la scuola della Repubblica italiana così come il movimento studentesco debba farsi carico della battaglia per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e per il rilancio della ricerca per un nuovo sviluppo industriale nel Paese”.