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Giusto Catania: ”Domenica si vota per il nostro futuro"

Domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e per eleggere il nuovo presidente della Commissione Europea: l’esito di tale competizione determinerà i nuovi equilibri politici su scala continentale che avranno grande importanza per tutti gli stati membri dell’Ue, per i prossimi cinque anni.  Invece, il dibattito politico italiano ignora l’importanza del voto europeo discutendo, in modo provinciale, esclusivamente di questioni nazionali. Se si entrasse nel merito delle grandi sfide che attendono l’Ue nei prossimi anni si scoprirebbe che i presunti grandi antagonisti italiani (Berlusconi – Alfano – Renzi) in Europa sono alleati. Lo sono da anni ed infatti hanno condiviso il governo delle istituzioni comunitarie che hanno praticato l’austerità e il taglio delle risorse allo Stato sociale. Poi ci sono gli “sfasciacarrozze” che, invece di interrogarsi sul futuro possibile dell’integrazione comunitaria e sulla necessità di cambiare le politiche economiche e sociali, si limitano semplicemente a urlare che bisogna distruggere tutto.
Il problema non è l’Unione europea in quanto tale, il problema sono le politiche attuate dell’Unione europea.
Bisogna cambiare politica e l’unico soggetto che ha avanzato una proposta in grado di modificare le attuali scelte comunitarie, senza demagogie né populismi, è la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”.
Nei prossimi anni l’Europa dovrà scegliere di invertire la rotta: occorre un nuovo intervento pubblico in economia che inverta il dogma delle politiche neoliberiste e i vincoli del fiscal compact che stanno aumentando la povertà; una nuova politica comune sull’immigrazione e l’asilo; una politica estera svincolata dagli equilibri militari e protesa alla cooperazione e allo sviluppo; una politica agricola in grado di tutelare le produzioni locali e non le multinazionali; una programmazione dei fondi strutturali (2014-2020) protesi alla definitiva eliminazione degli squilibri; una politica educativa in grado di interrogarsi sui fallimenti dell’agenda di Lisbona… Insomma per cambiare l’Europa serve una nuova Politica delle istituzioni comunitarie.
Il nostro riferimento è l’impegno di Alexis Tsipras, il leader della sinistra greca che, negli ultimi anni nel Paese che ha sperimentato sulla pelle dei lavoratori le politiche della Troika, è stato in grado di proporre un’alternativa di sistema e una seria politica economica che rimettesse al centro le persone e non le banche.
Nella patria della democrazia è nato un nuovo modello in grado di ricostruire la democrazia in Europa stritolata dalle oligarchie finanziarie e dalle tecnocrazie.
Inoltre, la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” è un esperimento in grado di ripensare la sinistra italiana, ricostruendo spazi di aggregazione politica e un nuovo soggetto unitario. Dall’Europa può nascere la spinta per ricostruire una sinistra plurale nel nostro Paese.
Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna ci sono molti candidati in grado di rappresentare, in modo esemplare, l’aspirazione della lista. Io voterò per Antonio Mazzeo, un militante attivo contro il Muos e la militarizzazione del Mediterraneo; un giornalista che ha saputo indagare gli intrecci mafiosi nella costruzione del Ponte sullo stretto.

Domenica si vota per il nostro futuro.

Giusto Catania, Assessore del Comune di  Palermo già parlamentare europeo

Giusto Catania: ”Domenica si vota per il nostro futuro"

Domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e per eleggere il nuovo presidente della Commissione Europea: l’esito di tale competizione determinerà i nuovi equilibri politici su scala continentale che avranno grande importanza per tutti gli stati membri dell’Ue, per i prossimi cinque anni.  Invece, il dibattito politico italiano ignora l’importanza del voto europeo discutendo, in modo provinciale, esclusivamente di questioni nazionali. Se si entrasse nel merito delle grandi sfide che attendono l’Ue nei prossimi anni si scoprirebbe che i presunti grandi antagonisti italiani (Berlusconi – Alfano – Renzi) in Europa sono alleati. Lo sono da anni ed infatti hanno condiviso il governo delle istituzioni comunitarie che hanno praticato l’austerità e il taglio delle risorse allo Stato sociale. Poi ci sono gli “sfasciacarrozze” che, invece di interrogarsi sul futuro possibile dell’integrazione comunitaria e sulla necessità di cambiare le politiche economiche e sociali, si limitano semplicemente a urlare che bisogna distruggere tutto.
Il problema non è l’Unione europea in quanto tale, il problema sono le politiche attuate dell’Unione europea.
Bisogna cambiare politica e l’unico soggetto che ha avanzato una proposta in grado di modificare le attuali scelte comunitarie, senza demagogie né populismi, è la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”.
Nei prossimi anni l’Europa dovrà scegliere di invertire la rotta: occorre un nuovo intervento pubblico in economia che inverta il dogma delle politiche neoliberiste e i vincoli del fiscal compact che stanno aumentando la povertà; una nuova politica comune sull’immigrazione e l’asilo; una politica estera svincolata dagli equilibri militari e protesa alla cooperazione e allo sviluppo; una politica agricola in grado di tutelare le produzioni locali e non le multinazionali; una programmazione dei fondi strutturali (2014-2020) protesi alla definitiva eliminazione degli squilibri; una politica educativa in grado di interrogarsi sui fallimenti dell’agenda di Lisbona… Insomma per cambiare l’Europa serve una nuova Politica delle istituzioni comunitarie.
Il nostro riferimento è l’impegno di Alexis Tsipras, il leader della sinistra greca che, negli ultimi anni nel Paese che ha sperimentato sulla pelle dei lavoratori le politiche della Troika, è stato in grado di proporre un’alternativa di sistema e una seria politica economica che rimettesse al centro le persone e non le banche.
Nella patria della democrazia è nato un nuovo modello in grado di ricostruire la democrazia in Europa stritolata dalle oligarchie finanziarie e dalle tecnocrazie.
Inoltre, la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” è un esperimento in grado di ripensare la sinistra italiana, ricostruendo spazi di aggregazione politica e un nuovo soggetto unitario. Dall’Europa può nascere la spinta per ricostruire una sinistra plurale nel nostro Paese.
Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna ci sono molti candidati in grado di rappresentare, in modo esemplare, l’aspirazione della lista. Io voterò per Antonio Mazzeo, un militante attivo contro il Muos e la militarizzazione del Mediterraneo; un giornalista che ha saputo indagare gli intrecci mafiosi nella costruzione del Ponte sullo stretto.

Domenica si vota per il nostro futuro.

Giusto Catania, Assessore del Comune di  Palermo già parlamentare europeo

COMUNE DI PALERMO, APPROVATO REGOLAMENTO QUADRO SULLE CONSULTE

ll Consiglio comunale di Palermo, su proposta dell’assessore alla Partecipazione Giusto Catania, ha approvato oggi con 26 voti a favore il “regolamento quadro per l’istituzione delle consulte”.

“Con questo atto il consiglio comunale ha ampliato gli spazi di partecipazione e democrazia nella città di Palermo – dichiara il Sindaco Leoluca Orlando – contribuendo a rendere più efficace le scelte di governo.”

“Finalmente – dice l’assessore Catania – il consiglio comunale e i consigli di circoscrizione potranno istituzionalizzare le Consulte tematiche e territoriali, rendendo ancora più efficaci i processi di partecipazione della città. Le consulte tematiche e territoriali sono istituite per la trattazione di problematiche concernenti specifici settori di interesse generale, collaborano con le Commissioni Consiliari e con gli Assessorati competenti e saranno consultate dall’Amministrazione prima dell’adozione degli atti deliberativi. Oggi si apre una nuova fase per il governo partecipato della città.”

Alle consulte, possono aderire i singoli cittadini e le cittadine, di età superiore ai 16 anni di età, residenti nel Comune di Palermo o che nello stesso esercitino stabilmente la propria attività di lavoro o di studio, oltre ai soggetti collettivi portatori di interesse (associazioni, comitati cittadini ecc.), presenti nel territorio comunale, che potranno proporre un proprio associato che li rappresenti. Gli interessati possono presentare istanza di partecipazione come membri della Consulta entro 30 giorni da quando sul sito del Comune di Palermo pubblicherà l’avviso nell’area dedicata alla Partecipazione, secondo le modalità indicate.

Ogni Consulta eleggerà un Portavoce che coordinerà le attività e, come per il vice Portavoce, resterà in carica per due anni con possibilità del rinnovo dell’incarico. La prima seduta delle Consulte tematiche verrà presieduta dal Presidente del Consiglio Comunale, che può delegare il Presidente della Commissione Consiliare competente; mentre la prima seduta delle Consulte territoriali verrà presieduta dal Presidente della Circoscrizione di riferimento. La proposta di istituire una Consulta può anche essere avanzata con un documento sottoscritto da almeno 99 cittadini e cittadine o di un soggetto qualificato portatore di interessi diffusi e sarà compito del Consiglio Comunale far propria la proposta istituendo la Consulta o motivandone il rigetto.

Palermo, Consulta delle Culture, elette le quattro commissioni

Il consiglio della consulta delle culture si è riunito ed ha approvato, all’unanimità, il regolamento interno di funzionamento ed ha istituito quattro commissioni, funzionali al miglioramento dell’attività istituzionale.

“La consulta si è data un importante strumento di lavoro – afferma il
presidente della Consulta Adham Darawsha – il quale ha sottolineato
“la scelta di dotarsi di commissioni sarà di grande ausilio al lavoro
della quarta istituzione della città perché ci consentirà di essere
più efficaci nel lavoro di supporto alle comunità e di riuscire ad affrontare collettivamente i grandi temi strategici della vita amministrativa.”

Tutti i componenti della Consulta delle culture, con la sola eccezione
del Presidente che svolge un lavoro di coordinamento e direzione,
fanno parte di una commissione.

“La consulta delle culture si sta ritagliando uno spazio politico
importante nella vita della città – lo dichiara Giusto Catania, assessore alla Partecipazione e Migrazione – e ciò è dimostrato dal fatto che a Palermo le comunità stanno, sempre di più, trovando nella Consulta un interlocutore fondamentale per le proprie istanze. Un plauso ai componenti della Consulta che stanno dimostrando sensibilit�
e senso delle istituzioni.”

Intervista a Giusto Catania – “Mov139 col Pd? No, grazie. Bene la giunta politica”

L’ASSESSORE GIUSTO CATANIA (RIFONDAZIONE)

“Mov139 col Pd? No, grazie. Bene la giunta politica”

Sabato 30 Novembre 2013 – 16:47 di  (Live Sicilia)

“L’esclusione di Palermo a capitale della cultura è una conseguenza dell’isolamento politica di questa esperienza amministrativa. Costruiremo un soggetto a sinistra del Pd, magari con Sel, sperando che il Pd cambi e faremo una lista alle Europee”.

Giusto Catania

PALERMO – Insieme a Barbera Evola, è uno dei due assessori della giunta Orlando a non aver aderito al Mov139 proprio mentre il sindaco invece annuncia la trasformazione in “politica” della giunta. “Io resto a sinistra – dice Catania – voglio costruire un soggetto a sinistra con gli studenti che occupano e magari anche con Sel, che dialoghi con un Pd diverso da quello che c’è oggi. L’isolamento politico ha comportato la bocciatura a capitale della cultura”.

Assessore, cosa ne pensa di questa scelta del Mov139?
“La capisco ma non la condivido. Credo che ci sia la necessità politica di Orlando, della giunta e del movimento di avere dei riferimenti nazionali ma io sto lavorando ad altre ipotesi di costruzione dello spazio di una sinistra in Italia, visto che il Pd è irriformabile. Questa è la differenza tra me e il sindaco: lui pensa di poterlo cambiare, io no. Il Pd è al governo con Alfano, Schifani, Formigoni e Giovanardi e fino a poco tempo fa con Berlusconi. Spero che Orlando abbia ragione e che il Pd possa tornare a essere progressista, dopo aver fatto la riforma Fornero, ma l’alleanza Letta-Alfano rischia di essere la scelta strategica del Pd”.

La giunta però diventa politica…
“E’ un’ottima notizia, sono contento. Per cultura penso che i governi tecnici non esistano, tutti hanno una identità politica. La giunta ha sempre avuto una sua caratterizzazione politica, il fatto che lo riconosca anche il sindaco è un’ottima notizia”.

Per lei cosa cambia?
“Per me non cambia nulla, io ho esercitato il mio mandato in totale armonia con gli altri assessori e non credo che da ieri a oggi sia cambiato qualcosa. Non sono mai stato iscritto al partito di Orlando, mai, sono sempre stato suo alleato e continuerò ad esserlo ma sempre in un partito diverso”.

Ma il rapporto col Pd produrrà cambiamenti al Comune?
“Credo che il tema sia l’ancoraggio al programma, dovranno essere i consiglieri del Pd al Comune ad adeguarsi visto che fino a ieri i consiglieri democratici hanno tenuto una conferenza stampa attaccandoci. Guardiamo le percentuali di voto dei consiglieri del Pd: nella stragrande maggior parte dei casi si sono astenuti o sono usciti dall’Aula. Saranno loro a dover decidere cosa fare. La giunta continuerà a lavorare sul programma”.

E a chi ipotizza rimpasti, cosa risponde?
“Sono cose di cui parla il sindaco, non io”.

Cosa può cambiare per Palermo con un’alleanza col Pd?
“L’esperienza amministrativa di Palermo deve avere un riferimento politico regionale e nazionale, abbiamo subito in questi mesi un isolamento politico. Abbiamo fatto la Consulta delle Culture e non ne ha scritto nessun giornale nazionale, così come la vicenda capitale della cultura. Io do una lettura politica dell’esclusione, se fossimo stati organici a un governo Pd le cose sarebbero andate diversamente. E’ stata solo una scelta politica”.

E come Rifondazione che farete?
“Noi ribadiamo l’alleanza con Orlando, costruita su un programma di governo. Continueremo a ribadire i punti fondamentali di questa alleanza, come la tutela del carattere pubblico delle partecipate che per noi è fondamentale. Ci sono giovani che occupano le scuole in nome del futuro e della speranza che non hanno riferimenti di partito, nessuno li ascolta: dobbiamo ricostruire uno spazio politico che ascolti questa istanza. Il Pd è al governo da due anni, la favoletta di Berlusconi non funziona più, eppure su ricerca, scuola e università la posizione del governo è stata regressiva. Dobbiamo costruire un nuovo soggetto che includa non solo comunisti, ecologisti, cattolici progressisti ma anche movimenti ed esperienze di lotta”.

Che differenza ci sarebbe con Rivoluzione Civile?
“Quello era un cartello elettorale, serve un soggetto politico che agisca non solo per le elezioni. Faremo il congresso nazionale di Rifondazione il prossimo fine settimana e questo sarà uno dei temi fondamentali”.

Farete una lista per le Europee?
“Certamente ci sarà una soggettività che si candiderà a sinistra del Pd. E non ho abbandonato la speranza di ritrovare i compagni di Sel: continuare a perseguire a tutti i costi la speranza che il Pd si redima non è la strada giusta. Costruiamo insieme un soggetto a sinistra del Pd che dialoghi con i democratici, sempre che il Pd cambi la linea degli ultimi anni. Queste primarie segnano un arretramento rispetto alle scorse, non parlano nemmeno del lavoro o della subalternità a questa Europa della Merkel. Il binomio Letta-Alfano guiderà il Paese fino alla fine della legislatura, non è una parentesi”.

Questo vale anche in Sicilia?
“Il governo locale è altra cosa. Col Pd ci misuriamo sulle scelte di governo, sulle cose che si fanno, ma è anche vero che il Pd alle scorse elezioni ha fatto altre scelte”.