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Giusto Catania: ”Domenica si vota per il nostro futuro"

Domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e per eleggere il nuovo presidente della Commissione Europea: l’esito di tale competizione determinerà i nuovi equilibri politici su scala continentale che avranno grande importanza per tutti gli stati membri dell’Ue, per i prossimi cinque anni.  Invece, il dibattito politico italiano ignora l’importanza del voto europeo discutendo, in modo provinciale, esclusivamente di questioni nazionali. Se si entrasse nel merito delle grandi sfide che attendono l’Ue nei prossimi anni si scoprirebbe che i presunti grandi antagonisti italiani (Berlusconi – Alfano – Renzi) in Europa sono alleati. Lo sono da anni ed infatti hanno condiviso il governo delle istituzioni comunitarie che hanno praticato l’austerità e il taglio delle risorse allo Stato sociale. Poi ci sono gli “sfasciacarrozze” che, invece di interrogarsi sul futuro possibile dell’integrazione comunitaria e sulla necessità di cambiare le politiche economiche e sociali, si limitano semplicemente a urlare che bisogna distruggere tutto.
Il problema non è l’Unione europea in quanto tale, il problema sono le politiche attuate dell’Unione europea.
Bisogna cambiare politica e l’unico soggetto che ha avanzato una proposta in grado di modificare le attuali scelte comunitarie, senza demagogie né populismi, è la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”.
Nei prossimi anni l’Europa dovrà scegliere di invertire la rotta: occorre un nuovo intervento pubblico in economia che inverta il dogma delle politiche neoliberiste e i vincoli del fiscal compact che stanno aumentando la povertà; una nuova politica comune sull’immigrazione e l’asilo; una politica estera svincolata dagli equilibri militari e protesa alla cooperazione e allo sviluppo; una politica agricola in grado di tutelare le produzioni locali e non le multinazionali; una programmazione dei fondi strutturali (2014-2020) protesi alla definitiva eliminazione degli squilibri; una politica educativa in grado di interrogarsi sui fallimenti dell’agenda di Lisbona… Insomma per cambiare l’Europa serve una nuova Politica delle istituzioni comunitarie.
Il nostro riferimento è l’impegno di Alexis Tsipras, il leader della sinistra greca che, negli ultimi anni nel Paese che ha sperimentato sulla pelle dei lavoratori le politiche della Troika, è stato in grado di proporre un’alternativa di sistema e una seria politica economica che rimettesse al centro le persone e non le banche.
Nella patria della democrazia è nato un nuovo modello in grado di ricostruire la democrazia in Europa stritolata dalle oligarchie finanziarie e dalle tecnocrazie.
Inoltre, la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” è un esperimento in grado di ripensare la sinistra italiana, ricostruendo spazi di aggregazione politica e un nuovo soggetto unitario. Dall’Europa può nascere la spinta per ricostruire una sinistra plurale nel nostro Paese.
Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna ci sono molti candidati in grado di rappresentare, in modo esemplare, l’aspirazione della lista. Io voterò per Antonio Mazzeo, un militante attivo contro il Muos e la militarizzazione del Mediterraneo; un giornalista che ha saputo indagare gli intrecci mafiosi nella costruzione del Ponte sullo stretto.

Domenica si vota per il nostro futuro.

Giusto Catania, Assessore del Comune di  Palermo già parlamentare europeo

Giusto Catania: ”Domenica si vota per il nostro futuro"

Domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e per eleggere il nuovo presidente della Commissione Europea: l’esito di tale competizione determinerà i nuovi equilibri politici su scala continentale che avranno grande importanza per tutti gli stati membri dell’Ue, per i prossimi cinque anni.  Invece, il dibattito politico italiano ignora l’importanza del voto europeo discutendo, in modo provinciale, esclusivamente di questioni nazionali. Se si entrasse nel merito delle grandi sfide che attendono l’Ue nei prossimi anni si scoprirebbe che i presunti grandi antagonisti italiani (Berlusconi – Alfano – Renzi) in Europa sono alleati. Lo sono da anni ed infatti hanno condiviso il governo delle istituzioni comunitarie che hanno praticato l’austerità e il taglio delle risorse allo Stato sociale. Poi ci sono gli “sfasciacarrozze” che, invece di interrogarsi sul futuro possibile dell’integrazione comunitaria e sulla necessità di cambiare le politiche economiche e sociali, si limitano semplicemente a urlare che bisogna distruggere tutto.
Il problema non è l’Unione europea in quanto tale, il problema sono le politiche attuate dell’Unione europea.
Bisogna cambiare politica e l’unico soggetto che ha avanzato una proposta in grado di modificare le attuali scelte comunitarie, senza demagogie né populismi, è la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”.
Nei prossimi anni l’Europa dovrà scegliere di invertire la rotta: occorre un nuovo intervento pubblico in economia che inverta il dogma delle politiche neoliberiste e i vincoli del fiscal compact che stanno aumentando la povertà; una nuova politica comune sull’immigrazione e l’asilo; una politica estera svincolata dagli equilibri militari e protesa alla cooperazione e allo sviluppo; una politica agricola in grado di tutelare le produzioni locali e non le multinazionali; una programmazione dei fondi strutturali (2014-2020) protesi alla definitiva eliminazione degli squilibri; una politica educativa in grado di interrogarsi sui fallimenti dell’agenda di Lisbona… Insomma per cambiare l’Europa serve una nuova Politica delle istituzioni comunitarie.
Il nostro riferimento è l’impegno di Alexis Tsipras, il leader della sinistra greca che, negli ultimi anni nel Paese che ha sperimentato sulla pelle dei lavoratori le politiche della Troika, è stato in grado di proporre un’alternativa di sistema e una seria politica economica che rimettesse al centro le persone e non le banche.
Nella patria della democrazia è nato un nuovo modello in grado di ricostruire la democrazia in Europa stritolata dalle oligarchie finanziarie e dalle tecnocrazie.
Inoltre, la lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” è un esperimento in grado di ripensare la sinistra italiana, ricostruendo spazi di aggregazione politica e un nuovo soggetto unitario. Dall’Europa può nascere la spinta per ricostruire una sinistra plurale nel nostro Paese.
Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna ci sono molti candidati in grado di rappresentare, in modo esemplare, l’aspirazione della lista. Io voterò per Antonio Mazzeo, un militante attivo contro il Muos e la militarizzazione del Mediterraneo; un giornalista che ha saputo indagare gli intrecci mafiosi nella costruzione del Ponte sullo stretto.

Domenica si vota per il nostro futuro.

Giusto Catania, Assessore del Comune di  Palermo già parlamentare europeo

COMUNE DI PALERMO, APPROVATO REGOLAMENTO QUADRO SULLE CONSULTE

ll Consiglio comunale di Palermo, su proposta dell’assessore alla Partecipazione Giusto Catania, ha approvato oggi con 26 voti a favore il “regolamento quadro per l’istituzione delle consulte”.

“Con questo atto il consiglio comunale ha ampliato gli spazi di partecipazione e democrazia nella città di Palermo – dichiara il Sindaco Leoluca Orlando – contribuendo a rendere più efficace le scelte di governo.”

“Finalmente – dice l’assessore Catania – il consiglio comunale e i consigli di circoscrizione potranno istituzionalizzare le Consulte tematiche e territoriali, rendendo ancora più efficaci i processi di partecipazione della città. Le consulte tematiche e territoriali sono istituite per la trattazione di problematiche concernenti specifici settori di interesse generale, collaborano con le Commissioni Consiliari e con gli Assessorati competenti e saranno consultate dall’Amministrazione prima dell’adozione degli atti deliberativi. Oggi si apre una nuova fase per il governo partecipato della città.”

Alle consulte, possono aderire i singoli cittadini e le cittadine, di età superiore ai 16 anni di età, residenti nel Comune di Palermo o che nello stesso esercitino stabilmente la propria attività di lavoro o di studio, oltre ai soggetti collettivi portatori di interesse (associazioni, comitati cittadini ecc.), presenti nel territorio comunale, che potranno proporre un proprio associato che li rappresenti. Gli interessati possono presentare istanza di partecipazione come membri della Consulta entro 30 giorni da quando sul sito del Comune di Palermo pubblicherà l’avviso nell’area dedicata alla Partecipazione, secondo le modalità indicate.

Ogni Consulta eleggerà un Portavoce che coordinerà le attività e, come per il vice Portavoce, resterà in carica per due anni con possibilità del rinnovo dell’incarico. La prima seduta delle Consulte tematiche verrà presieduta dal Presidente del Consiglio Comunale, che può delegare il Presidente della Commissione Consiliare competente; mentre la prima seduta delle Consulte territoriali verrà presieduta dal Presidente della Circoscrizione di riferimento. La proposta di istituire una Consulta può anche essere avanzata con un documento sottoscritto da almeno 99 cittadini e cittadine o di un soggetto qualificato portatore di interessi diffusi e sarà compito del Consiglio Comunale far propria la proposta istituendo la Consulta o motivandone il rigetto.

Palermo, Consulta delle Culture, elette le quattro commissioni

Il consiglio della consulta delle culture si è riunito ed ha approvato, all’unanimità, il regolamento interno di funzionamento ed ha istituito quattro commissioni, funzionali al miglioramento dell’attività istituzionale.

“La consulta si è data un importante strumento di lavoro – afferma il
presidente della Consulta Adham Darawsha – il quale ha sottolineato
“la scelta di dotarsi di commissioni sarà di grande ausilio al lavoro
della quarta istituzione della città perché ci consentirà di essere
più efficaci nel lavoro di supporto alle comunità e di riuscire ad affrontare collettivamente i grandi temi strategici della vita amministrativa.”

Tutti i componenti della Consulta delle culture, con la sola eccezione
del Presidente che svolge un lavoro di coordinamento e direzione,
fanno parte di una commissione.

“La consulta delle culture si sta ritagliando uno spazio politico
importante nella vita della città – lo dichiara Giusto Catania, assessore alla Partecipazione e Migrazione – e ciò è dimostrato dal fatto che a Palermo le comunità stanno, sempre di più, trovando nella Consulta un interlocutore fondamentale per le proprie istanze. Un plauso ai componenti della Consulta che stanno dimostrando sensibilit�
e senso delle istituzioni.”

Intervista a Giusto Catania – “Mov139 col Pd? No, grazie. Bene la giunta politica”

L’ASSESSORE GIUSTO CATANIA (RIFONDAZIONE)

“Mov139 col Pd? No, grazie. Bene la giunta politica”

Sabato 30 Novembre 2013 – 16:47 di  (Live Sicilia)

“L’esclusione di Palermo a capitale della cultura è una conseguenza dell’isolamento politica di questa esperienza amministrativa. Costruiremo un soggetto a sinistra del Pd, magari con Sel, sperando che il Pd cambi e faremo una lista alle Europee”.

Giusto Catania

PALERMO – Insieme a Barbera Evola, è uno dei due assessori della giunta Orlando a non aver aderito al Mov139 proprio mentre il sindaco invece annuncia la trasformazione in “politica” della giunta. “Io resto a sinistra – dice Catania – voglio costruire un soggetto a sinistra con gli studenti che occupano e magari anche con Sel, che dialoghi con un Pd diverso da quello che c’è oggi. L’isolamento politico ha comportato la bocciatura a capitale della cultura”.

Assessore, cosa ne pensa di questa scelta del Mov139?
“La capisco ma non la condivido. Credo che ci sia la necessità politica di Orlando, della giunta e del movimento di avere dei riferimenti nazionali ma io sto lavorando ad altre ipotesi di costruzione dello spazio di una sinistra in Italia, visto che il Pd è irriformabile. Questa è la differenza tra me e il sindaco: lui pensa di poterlo cambiare, io no. Il Pd è al governo con Alfano, Schifani, Formigoni e Giovanardi e fino a poco tempo fa con Berlusconi. Spero che Orlando abbia ragione e che il Pd possa tornare a essere progressista, dopo aver fatto la riforma Fornero, ma l’alleanza Letta-Alfano rischia di essere la scelta strategica del Pd”.

La giunta però diventa politica…
“E’ un’ottima notizia, sono contento. Per cultura penso che i governi tecnici non esistano, tutti hanno una identità politica. La giunta ha sempre avuto una sua caratterizzazione politica, il fatto che lo riconosca anche il sindaco è un’ottima notizia”.

Per lei cosa cambia?
“Per me non cambia nulla, io ho esercitato il mio mandato in totale armonia con gli altri assessori e non credo che da ieri a oggi sia cambiato qualcosa. Non sono mai stato iscritto al partito di Orlando, mai, sono sempre stato suo alleato e continuerò ad esserlo ma sempre in un partito diverso”.

Ma il rapporto col Pd produrrà cambiamenti al Comune?
“Credo che il tema sia l’ancoraggio al programma, dovranno essere i consiglieri del Pd al Comune ad adeguarsi visto che fino a ieri i consiglieri democratici hanno tenuto una conferenza stampa attaccandoci. Guardiamo le percentuali di voto dei consiglieri del Pd: nella stragrande maggior parte dei casi si sono astenuti o sono usciti dall’Aula. Saranno loro a dover decidere cosa fare. La giunta continuerà a lavorare sul programma”.

E a chi ipotizza rimpasti, cosa risponde?
“Sono cose di cui parla il sindaco, non io”.

Cosa può cambiare per Palermo con un’alleanza col Pd?
“L’esperienza amministrativa di Palermo deve avere un riferimento politico regionale e nazionale, abbiamo subito in questi mesi un isolamento politico. Abbiamo fatto la Consulta delle Culture e non ne ha scritto nessun giornale nazionale, così come la vicenda capitale della cultura. Io do una lettura politica dell’esclusione, se fossimo stati organici a un governo Pd le cose sarebbero andate diversamente. E’ stata solo una scelta politica”.

E come Rifondazione che farete?
“Noi ribadiamo l’alleanza con Orlando, costruita su un programma di governo. Continueremo a ribadire i punti fondamentali di questa alleanza, come la tutela del carattere pubblico delle partecipate che per noi è fondamentale. Ci sono giovani che occupano le scuole in nome del futuro e della speranza che non hanno riferimenti di partito, nessuno li ascolta: dobbiamo ricostruire uno spazio politico che ascolti questa istanza. Il Pd è al governo da due anni, la favoletta di Berlusconi non funziona più, eppure su ricerca, scuola e università la posizione del governo è stata regressiva. Dobbiamo costruire un nuovo soggetto che includa non solo comunisti, ecologisti, cattolici progressisti ma anche movimenti ed esperienze di lotta”.

Che differenza ci sarebbe con Rivoluzione Civile?
“Quello era un cartello elettorale, serve un soggetto politico che agisca non solo per le elezioni. Faremo il congresso nazionale di Rifondazione il prossimo fine settimana e questo sarà uno dei temi fondamentali”.

Farete una lista per le Europee?
“Certamente ci sarà una soggettività che si candiderà a sinistra del Pd. E non ho abbandonato la speranza di ritrovare i compagni di Sel: continuare a perseguire a tutti i costi la speranza che il Pd si redima non è la strada giusta. Costruiamo insieme un soggetto a sinistra del Pd che dialoghi con i democratici, sempre che il Pd cambi la linea degli ultimi anni. Queste primarie segnano un arretramento rispetto alle scorse, non parlano nemmeno del lavoro o della subalternità a questa Europa della Merkel. Il binomio Letta-Alfano guiderà il Paese fino alla fine della legislatura, non è una parentesi”.

Questo vale anche in Sicilia?
“Il governo locale è altra cosa. Col Pd ci misuriamo sulle scelte di governo, sulle cose che si fanno, ma è anche vero che il Pd alle scorse elezioni ha fatto altre scelte”.

Elezione della Consulta delle Culture – Un’altra politica sull’immigrazione è possibile

Palermo 20 ottobre – Con l’elezione della assemblea della Consulta delle Culture la città di Palermo scrive una pagina importante della sua storia, una pagina che parla di integrazione, di rispetto, di civiltà e di futuro. La giornata di voto è andata al di là di ogni previsione in termini di partecipazione con tantissimi cittadini stranieri che si sono recati alle urne. Con questo atto l’Amministrazione Comunale ha dato un importante segno politico che si contrappone allo spirito delle leggi nazionali sull’immigrazione degli ultimi venti anni. Quella di oggi è la dimostrazione che un’altra politica sull’immigrazione è non solo possibile ma doverosa. 
Vincenzo Fumetta segreteria provinciale Rifondazione Comunista Palermo

"Dallo spirito della Consulta uscirà il sindaco del 2050"

di Gaspare Ingargiola su livesicilia.it, 19 ottobre 2013

L’assessore alla Partecipazione Giusto Catania traccia un primo bilancio in vista del voto che darà vita alla Consulta delle culture: “Siamo in fibrillazione, c’è stata una partecipazione straordinaria e gli uffici comunali hanno lavorato senza sosta per permettere a questi giovani di essere parte attiva della città. Sarà un momento storico”.

PALERMO – “La Consulta delle culture da lunedì sarà la quarta istituzione della città. Siamo tutti in fibrillazione per il voto di domani. Sarà un organo consultivo e propositivo per tutti coloro che hanno una cittadinanza diversa da quella italiana oppure che l’hanno acquisita”. C’è tanto entusiasmo nelle parole dell’assessore alla Partecipazione del Comune di Palermo, Giusto Catania, in vista del voto che eleggerà i 21 membri della Consulta delle Culture, il parlamentino degli stranieri della città di Palermo.

Assessore, come procedono i preparativi in vista del voto di domenica?

“Sto vedendo una partecipazione straordinaria, sono entusiasta. Abbiamo uffici comunali pieni di persone che vogliono ritirare il proprio certificato elettorale per partecipare al voto e chiedono di essere parte attiva di questo processo, che sta andando oltre le nostre stesse aspettative. Ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto e i dipendenti comunali che stanno lavorando anche gratuitamente”.

Che significato attribuisce a queste elezioni?

“A Palermo c’è la straordinaria presenza di una comunità attiva e impegnata e lo stiamo vedendo in queste ore di campagna elettorale. Queste persone si stanno impegnando al massimo, si sente che c’era l’esigenza di dar loro una rappresentanza politica ed è un grande paradosso che finora non esistesse. Si sta costruendo un’operazione di grande impatto politico, domenica sarà una giornata storica per la città di Palermo, una giornata che costruirà il futuro della città. Vi dico una cosa: dallo spirito della consulta uscirà il sindaco di Palermo del 2050, quando magari il primo cittadino sarà tamil o bengalese. Sta venendo fuori una seconda generazione di giovani che si sentono palermitani a tutti gli effetti e che hanno una straordinaria voglia di partecipazione. Immagino la città del domani come un luogo dei diritti, della pace e delle contaminazioni culturali. Per questo domani, su iniziativa del Comune, a tutti quelli che si recheranno al seggio sarà consegnata una spilla con la scritta ‘Partecipa’, perchè un domani si possano ricordare di aver preso parte a questo giorno memorabile”.

Come si svolgerà il voto?

“Avremo seggi elettorali in dieci scuole nelle otto circoscrizioni, nella prima e nell’ottava saranno utilizzate due scuole perchè ci sono più elettori. Il corpo elettorale è composto da quasi 23 mila persone ma potrebbe aumentare perchè abbiamo scoperto che circa 4.500 persone regolarmente residenti a Palermo avevano il permesso di soggiorno ma non si erano ancora registrate all’anagrafe. Se si presenteranno oggi entro le 13 in piazza Giulio Cesare e domani dalle 8 alle 20 sia all’ufficio anagrafe in viale Lazio sia in piazza Giulio Cesare faranno ancora in tempo a votare. Voglio aggiungere un’altra cosa. Grazie a questa operazione da lunedì potremo allineare completamente i dati della questura con quelli dell’ufficio anagrafe. Un’operazione di trasparenza importante perchè non ci saranno più persone prive di un riconoscimento del loro status. I candidati sono 44, mi dispiace per gli esclusi degli ultimi giorni ma erano privi di alcuni requisiti e abbiamo dovuto applicare la legge”.

Come funzionerà la Consulta?

“Sarà composta da 21 membri in rappresentanza di sette aree geografiche diverse con un presidente, un vicepresidente e un ufficio di presidenza. Il presidente parteciperà ai lavori del consiglio comunale, dove avrà diritto di parola ma non di voto e sarà portavoce della Consulta. Per questa prima volta il mandato degli eletti durerà quattro anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due. Il prossimo mandato durerà invece cinque anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due anni e mezzo. Facciamo così per agganciare le elezioni della consulta a quelle del prossimo consiglio comunale. Sala delle Lapidi eleggerà tre consiglieri che rappresenteranno il consiglio all’interno della consulta e lo stesso farà la giunta scegliendo un proprio delegato, che può essere lo stesso sindaco, un assessore o una persona scelta dal primo cittadino. L’obiettivo è evitare che la Consulta sia un corpo separato dal resto dell’amministrazione. È fondamentale che questo organismo abbia un rapporto costante e diretto con le altre istituzioni”.

I membri della Consulta avranno un compenso e una sede istituzionale in cui riunirsi?

“Gli eletti non avranno un compenso non per sminuire la loro importanza ma perchè le leggi non lo consentono. Avranno invece una sede istituzionale che sarà Palazzo Cefalà in via Alloro. Al momento si stanno ultimando i lavori di consolidamento del palazzo di modo che la Consulta possa essere subito operativa non appena si sarà insediata. È uno spazio riconsegnato alla città grazie a questa istituzione”.

Dopo le tragedie di Lampedusa si parla molto della legge Bossi-Fini e permessi di soggiorno. Lei crede che questa Consulta e la candidatura di Palermo a Capitale europea della cultura 2019 possano rappresentare un messaggio all’Europa?

“La città di Palermo e il suo sindaco hanno ribadito più volte l’esigenza di abolire il permesso di soggiorno. La Consulta è un segnale che lanciamo per un’altra Europa, dell’accoglienza, dell’intercultura, delle contaminazioni. A noi non piace l’Europa dei rimpatri forzati, del Frontex, della militarizzazione delle frontiere. Così come pensiamo che si debbano abolire la Bossi-Fini e il reato di clandestinità. È possibile costruire un percorso di reale convivenza fra le culture partendo dalle potenzialità che si trovano nelle realtà cittadine. Qui c’è in atto un discorso in controtendenza rispetto a quanto avviene altrove. Noi candidiamo Palermo a capitale europea con questo spirito, fieri di fare un’operazione tra le più avanzate in questo ambito. Spesso si parla male degli immigrati per colpa di 20 delinquenti. Noi abbiamo fatto controlli a tappeto sul certificato penale dei 22 mila aventi diritto. Ebbene solamente 8 sono risultati non in regola con la giustizia, una percentuale molto più bassa degli italiani, a dimostrazione che spesso gli stereotipi sono assolutamente falsi”.

"Dallo spirito della Consulta uscirà il sindaco del 2050"

di Gaspare Ingargiola su livesicilia.it, 19 ottobre 2013

L’assessore alla Partecipazione Giusto Catania traccia un primo bilancio in vista del voto che darà vita alla Consulta delle culture: “Siamo in fibrillazione, c’è stata una partecipazione straordinaria e gli uffici comunali hanno lavorato senza sosta per permettere a questi giovani di essere parte attiva della città. Sarà un momento storico”.

PALERMO – “La Consulta delle culture da lunedì sarà la quarta istituzione della città. Siamo tutti in fibrillazione per il voto di domani. Sarà un organo consultivo e propositivo per tutti coloro che hanno una cittadinanza diversa da quella italiana oppure che l’hanno acquisita”. C’è tanto entusiasmo nelle parole dell’assessore alla Partecipazione del Comune di Palermo, Giusto Catania, in vista del voto che eleggerà i 21 membri della Consulta delle Culture, il parlamentino degli stranieri della città di Palermo.

Assessore, come procedono i preparativi in vista del voto di domenica?

“Sto vedendo una partecipazione straordinaria, sono entusiasta. Abbiamo uffici comunali pieni di persone che vogliono ritirare il proprio certificato elettorale per partecipare al voto e chiedono di essere parte attiva di questo processo, che sta andando oltre le nostre stesse aspettative. Ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto e i dipendenti comunali che stanno lavorando anche gratuitamente”.

Che significato attribuisce a queste elezioni?

“A Palermo c’è la straordinaria presenza di una comunità attiva e impegnata e lo stiamo vedendo in queste ore di campagna elettorale. Queste persone si stanno impegnando al massimo, si sente che c’era l’esigenza di dar loro una rappresentanza politica ed è un grande paradosso che finora non esistesse. Si sta costruendo un’operazione di grande impatto politico, domenica sarà una giornata storica per la città di Palermo, una giornata che costruirà il futuro della città. Vi dico una cosa: dallo spirito della consulta uscirà il sindaco di Palermo del 2050, quando magari il primo cittadino sarà tamil o bengalese. Sta venendo fuori una seconda generazione di giovani che si sentono palermitani a tutti gli effetti e che hanno una straordinaria voglia di partecipazione. Immagino la città del domani come un luogo dei diritti, della pace e delle contaminazioni culturali. Per questo domani, su iniziativa del Comune, a tutti quelli che si recheranno al seggio sarà consegnata una spilla con la scritta ‘Partecipa’, perchè un domani si possano ricordare di aver preso parte a questo giorno memorabile”.

Come si svolgerà il voto?

“Avremo seggi elettorali in dieci scuole nelle otto circoscrizioni, nella prima e nell’ottava saranno utilizzate due scuole perchè ci sono più elettori. Il corpo elettorale è composto da quasi 23 mila persone ma potrebbe aumentare perchè abbiamo scoperto che circa 4.500 persone regolarmente residenti a Palermo avevano il permesso di soggiorno ma non si erano ancora registrate all’anagrafe. Se si presenteranno oggi entro le 13 in piazza Giulio Cesare e domani dalle 8 alle 20 sia all’ufficio anagrafe in viale Lazio sia in piazza Giulio Cesare faranno ancora in tempo a votare. Voglio aggiungere un’altra cosa. Grazie a questa operazione da lunedì potremo allineare completamente i dati della questura con quelli dell’ufficio anagrafe. Un’operazione di trasparenza importante perchè non ci saranno più persone prive di un riconoscimento del loro status. I candidati sono 44, mi dispiace per gli esclusi degli ultimi giorni ma erano privi di alcuni requisiti e abbiamo dovuto applicare la legge”.

Come funzionerà la Consulta?

“Sarà composta da 21 membri in rappresentanza di sette aree geografiche diverse con un presidente, un vicepresidente e un ufficio di presidenza. Il presidente parteciperà ai lavori del consiglio comunale, dove avrà diritto di parola ma non di voto e sarà portavoce della Consulta. Per questa prima volta il mandato degli eletti durerà quattro anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due. Il prossimo mandato durerà invece cinque anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due anni e mezzo. Facciamo così per agganciare le elezioni della consulta a quelle del prossimo consiglio comunale. Sala delle Lapidi eleggerà tre consiglieri che rappresenteranno il consiglio all’interno della consulta e lo stesso farà la giunta scegliendo un proprio delegato, che può essere lo stesso sindaco, un assessore o una persona scelta dal primo cittadino. L’obiettivo è evitare che la Consulta sia un corpo separato dal resto dell’amministrazione. È fondamentale che questo organismo abbia un rapporto costante e diretto con le altre istituzioni”.

I membri della Consulta avranno un compenso e una sede istituzionale in cui riunirsi?

“Gli eletti non avranno un compenso non per sminuire la loro importanza ma perchè le leggi non lo consentono. Avranno invece una sede istituzionale che sarà Palazzo Cefalà in via Alloro. Al momento si stanno ultimando i lavori di consolidamento del palazzo di modo che la Consulta possa essere subito operativa non appena si sarà insediata. È uno spazio riconsegnato alla città grazie a questa istituzione”.

Dopo le tragedie di Lampedusa si parla molto della legge Bossi-Fini e permessi di soggiorno. Lei crede che questa Consulta e la candidatura di Palermo a Capitale europea della cultura 2019 possano rappresentare un messaggio all’Europa?

“La città di Palermo e il suo sindaco hanno ribadito più volte l’esigenza di abolire il permesso di soggiorno. La Consulta è un segnale che lanciamo per un’altra Europa, dell’accoglienza, dell’intercultura, delle contaminazioni. A noi non piace l’Europa dei rimpatri forzati, del Frontex, della militarizzazione delle frontiere. Così come pensiamo che si debbano abolire la Bossi-Fini e il reato di clandestinità. È possibile costruire un percorso di reale convivenza fra le culture partendo dalle potenzialità che si trovano nelle realtà cittadine. Qui c’è in atto un discorso in controtendenza rispetto a quanto avviene altrove. Noi candidiamo Palermo a capitale europea con questo spirito, fieri di fare un’operazione tra le più avanzate in questo ambito. Spesso si parla male degli immigrati per colpa di 20 delinquenti. Noi abbiamo fatto controlli a tappeto sul certificato penale dei 22 mila aventi diritto. Ebbene solamente 8 sono risultati non in regola con la giustizia, una percentuale molto più bassa degli italiani, a dimostrazione che spesso gli stereotipi sono assolutamente falsi”.

Lampedusa: ipocrisia e retorica degli assassini

La tragedia di Lampedusa è solo l’ennesima strage di innocenti causata dalle politiche repressive e proibizioniste attuate dall’Italia e dall’Unione Europa in tema di immigrazione. Secondo Fortress Europe negli ultimi 25 anni sono quasi ventimila i migranti morti nel tentativo di attraversare la frontiera dell’Unione Europa. Qual è la ragione di questa mattanza?
Semplice: non esiste un modo legale per giungere in Europa. L’unione Europea e i suoi Stati membri non hanno mai previsto una modalità per accogliere i profughi, i richiedenti asilo, i migranti in cerca di lavoro, sia disperati sia super-qualificati. La stragrande maggioranza dei migranti regolari che vive nell’Unione Europea è giunta nel vecchio continente attraverso reti clandestine e successivamente ha goduto di regolarizzazioni e sanatorie.
Ecco la causa principale della strage di Lampedusa: l’impossibilità di entrare nella Fortezza. La retorica e l’ipocrisia dei nostri governati è insopportabile soprattutto perché le leggi assassine sono state volute e votate dagli stessi che oggi piangono lacrime di coccodrillo.
Inoltre è ancora più insopportabile questo continuo appellarsi all’Europa: tutte le direttive liberticide approvate in sede comunitaria hanno sempre avuto l’avallo del governo italiano: dalla direttiva sui rimpatri al regolamento di Dublino sui profughi; dall’accordo di Schengen alla definizione del mandato di Frontex, l’agenzia europea di controllo delle frontiere esterne; dall’esternalizzazione delle frontiera agli accordi di riammissione che hanno permesso di rispedire indietro persone che, secondo la Convenzione di Ginevra, avrebbero avuto il diritto fai rimanere in Europa; dal pattugliamento congiunto ai respingimenti in mare.
Le ipocrisie e le retoriche degli assassini sono inaccettabili tanto quanto è straziante la morte di quei bambini che sognavano un futuro migliore nella vecchia Europa e che, invece, sono diventati numeri anonimi di questo cimitero chiamato Mediterraneo.

Giusto Catania

Palermo, stranieri al voto per la Consulta delle culture

Tutti gli aventi diritto, 18.348 cittadini stranieri, riceveranno a casa il certificato elettorale. Saranno eletti 21 membri inTutti gli aventi diritto, 18.348 cittadini stranieri, riceveranno a casa il certificato elettorale. Saranno eletti 21 membri in rappresentanza di tutte le aree geografiche del mondo. L’assessore alla Partecipazione Giusto Catania: “Uno strumento di democrazia che contribuirà alla costruzione della città interculturale”. rappresentanza di tutte le aree geografiche del mondo. L’assessore alla Partecipazione Giusto Catania: “Uno strumento di democrazia che contribuirà alla costruzione della città interculturale”.

PALERMO – “L’obiettivo della consulta delle culture è di costruire un percorso democratico per dare rappresentanza politica agli immigrati presenti a Palermo, in cui nessuno sarà più straniero”. L’assessore alla Partecipazione, Giusto Catania, sintetizza così il senso delle prossime elezioni per la consulta delle culture, le cui candidature si potranno presentare dalle 12 di venerdì 20 alle 12 di giovedì 26 settembre. Un debutto per quella che Catania definisce la “quarta istituzione della città”, che rappresenta un unicum anche a livello nazionale.

“Le comunità – dice l’assessore – finora avevano rappresentanze sociali, dialoghi con le associazioni, percorsi di coinvolgimento attraverso progetti ma mai una rappresentanza politica. La consulta sarà un interlocutore fondamentale per le istituzioni, tutto quello che si farà a Palermo e che riguarderà gli stranieri, come l’ordinanza sugli ambulanti o la definizione dell’uscita del campo Rom alla Favorita, vedrà il coinvolgimento di questo organismo. Si stabilisce il principio che a Palermo non ci sono stranieri, ovvero persone non rappresentate, che non possono godere dei diritti di cittadinanza in termini sostanziali. Non abbiamo ad oggi amministratori che vengono da altre culture”.

Compito delle elezioni sarà quello di far interagire le comunità con la città ma anche le comunità fra loro, visto che i candidati dovranno cercare voti tra i 18.348 aventi diritto. Un’impresa non facile, se si considera che ci sono alcune comunità che non si lasciano coinvolgere troppo facilmente: “I cinesi non sono abituati a votare – dice Catania – eppure stiamo facendo di tutto per coinvolgergli, il cinese è una delle cinque lingue scelte per la traduzione del nostro depliant. E poi ci sono i rumeni: per il rinnovo del parlamento della Romania, su oltre 4mila aventi diritto a Palermo hanno votato appena in nove, nonostante il nostro seggio aperto tutta la domenica”.

REGOLE PER LE CANDIDATURE
Ogni cittadino straniero, comunitario, extracomunitario o apolide che risiede a Palermo, compiuti i 18 anni e regolarmente soggiornante, può candidarsi utilizzando gli appositi moduli (scaricabili dal sito del comune). Ogni candidatura deve essere sottoscritta da almeno 50 firme di cittadini aventi diritto al voto.

CHI PUO’ VOTARE
Tutti gli aventi diritto, 18.348 cittadini (9.357 femmine e 8.991 maschi), riceveranno a casa, almeno una settimana prima del voto, il certificato elettorale che dovranno presentare al seggio. Qualora il certificato elettorale non dovesse essere recapitato potrà essere ritirato a Piazza Giulio Cesare anche il giorno delle elezioni.

DOVE SI VOTA E QUANDO
Si voterà domenica 20 ottobre dalle ore 8 alle ore 20 presso i seguenti plessi scolastici: I circoscrizione: scuola Valverde (via Valverde,1) scuola Madre Teresa di Calcutta (via Maqueda, 53). II circoscrizione: scuola Amari (via G. F. Ingrassia, 33). III circoscrizione: scuola F. P. Perez (piazza F. P. Perez, 1). IV circoscrizione: scuola Montegrappa (via Gustavo Roccella, 37). V circoscrizione: scuola De Amicis (via Nazario Sauro, 11). VI circoscrizione: scuola Collodi (via Briuccia, 89). VII circoscrizione: scuola S. Domenico Savio (viale della Resurrezione, 1). VIII circoscrizione: scuola Archimede (piazza Castelnuovo, 40), scuola Marconi (via Antonino Di Giorgio, 4). Vengono eletti 21 membri ciascuno in rappresentanza di tutti i cittadini immigrati. Si può votare un candidato anche non appartenente alla propria area geografica di appartenenza. Al fine di garantire la rappresentatività, la ripartizione dei posti a rappresentante in Consulta viene definita per aree geografiche e nazionalità (in proporzione alle presenze sul territorio secondo i dati elaborati dall’ufficio statistica del comune sui residenti al 31/12/2011). Per agevolare la rappresentanza di genere nelle aree geografiche per le quali sono previsti più di un componente, saranno proclamati eletti il primo uomo e la prima donna di diversa nazionalità che hanno avuti più voti.

AREE GEOGRAFICHE E COMPONENTI PER OGNI AREA
Asia Centro Meridionale (7 componenti): Sri Lanka (ex Ceylon); Bangladesh; India; Pakistan; Afghanistan; Bhutan; Nepal; Kazakistan. Asia Orientale e Asia Occidentale (2 componenti): Filippine; Repubblica Popolare Cinese; Giappone; Myanmar (ex Birmania); Vietnam; Thailandia; Indonesia; Repubblica della Corea (Corea del sud); Repubblica Popolare Democratica della Corea (Corea del nord); Malaysia; Singapore. – Repubblica Islamica dell’Iran; Georgia; Giordania; Iraq; Libano; Israele; Siria; Territori dell’Autonomia Palestinese. Africa Settentrionale (3 componenti): Tunisia; Marocco; Sudan; Algeria; Egitto; Libia. Africa Occidentale (2 componenti): Ghana; Costa d’Avorio; Nigeria; Capo Verde; Liberia; Senegal; Togo; Benin (ex Dahomey); Guinea; Burkina Faso; Sierra Leone; Mauritania; Mali; Gambia; Niger; Guinea Bissau. Africa Orientale e Africa Centro Meridionale (1 componente): Mauritius; Eritrea; Etiopia; Somalia; Madagascar; Seychelles; Tanzania; Kenya; Zimbabwe (ex Rhodesia); Zambia; Mozambico; Ruanda – Repubblica Democratica del Congo (ex Sudafrica); Camerun; Guinea Equatoriale; Gabon; Angola; Repubblica del Congo. Paesi membri del Consiglio d’Europa (5 componenti): Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Repubblica Ceca, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, ivi  inclusa: Bielorussia (che è stata sospesa dal C.d.E. nel 1997) e Israele (che gode dello status di osservatore presso l’Assemblea). Americhe ed Oceania (1 componente): Stati Uniti d’America; Canada. – Ecuador; Perù; Brasile; Colombia; Cuba; Messico; Argentina; Repubblica Dominicana; Venezuela; Cile; Honduras; Uruguay; Guatemala; Bolivia; Panama; Paraguay; El Salvador; Haiti. – Australia.

IL RUOLO DELLA CONSULTA
Il regolamento prevede un’assemblea composta da 21 membri, della durata di una sindacatura, che al loro interno eleggeranno un presidente, un vicepresidente e un ufficio di presidenza, formato da altre cinque consultori. Ma la consulta vedrà anche la partecipazione di un assessore e di due consiglieri comunali, mentre un componente della consulta parteciperà ai lavori di Sala delle Lapidi con diritto di parola ma non di voto. Compito della consulta sarà quello di promuovere iniziative per favorire la conoscenza da parte degli stranieri e degli apolidi delle normative che disciplinano il soggiorno, la residenza, l’occupazione lavorativa, l’assistenza sociale e sanitaria, l’istruzione, la formazione professionale, il trasporto e la fruizione dei servizi pubblici; agevolare l’incontro ed il dialogo fra differenti culture, nella prospettiva di una società interculturale; prevenire o rimuovere ogni forma di discriminazione e di xenofobia; collaborare con il Comune nel fornire il necessario supporto agli stranieri, singoli ed associati fra loro, per consentire l’effettivo esercizio di tutte le forme di partecipazione o di accesso ai documenti previsti dalle leggi e dai regolamenti per i cittadini residenti; fornire alle associazioni di stranieri la propria consulenza per redigere e sviluppare progetti di carattere culturale, sociale, economico; promuovere e sostenere iniziative volte sia al rispetto e alla valorizzazione dei caratteri culturali, linguistici e storici degli stranieri e degli apolidi per favorire, da parte loro, la conoscenza di quelli della popolazione locale; e infine esprimere pareri obbligatori e non vincolanti sugli atti relativi di competenza degli organi del Comune e contribuisce ad avanzare proposte per il governo della città.

da Livesicilia.it