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Militarizzazione della Sicilia, Accardo (Prc): "fermiamo il massacro del nostro territorio"

Dichiarazione di Gero Accardo, Segreteria regionale, responsabile Territorio e Ambiente

Invece di essere terra di turismo e valorizzare le bellezze artistiche e paesaggistiche della nostra Sicilia, stiamo diventando campi di prigionia per i migranti dei popoli africani che fuggono dalle guerre e dalla fame e la più grande isola da guerra del Mediterraneo.
A Sigonella sono già stati installati i primi droni del tipo Global Hawk, Predator e Reaper, utilizzati quotidianamente in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia, Yemen, Libia, per colpire obiettivi civili e militari e assassinare anziani, donne e bambini. Già ,ora ,le evoluzioni dei droni sui cieli siciliani, comportano insostenibili pericoli per le popolazioni e il traffico aereo civile. Le operazioni sugli scali di Catania-Fontanarossa e Trapani Birgi sono sottoposti a pesanti limitazioni, infatti i passeggeri subiscono ingiustificati disagi, così come l’economia siciliana e il diritto di mobilità vengono quotidianamente compromessi.
Contro il MUOS di Niscemi, le basi militari di Trapani-Birgi e Sigonella, le basi radar di Noto e di Melilli, l’arsenale Militare di Messina, la base dei sottomarini di Augusta è necessario intervenire.
Smilitarizziamo la Sicilia, riprendiamoci la nostra terra, occupiamoci del territorio come risorsa, facciamo diventare la Sicilia il centro della pace nel Mediterraneo.

Cangemi (Fds): "I droni a Sigonella, grave rischio per il traffico aereo civile" (con video)

da vittoriaweb.com, 12 febbraio 2012

In una conferenza stampa stamattina Luca Cangemi del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, ha denunciato i gravi rischi cui le attività della base di Sigonella espongono il traffico aereo civile, in particolare quello che fa perno sull’aeroporto di Catania. La scelta di Sigonella come centro di comando e di controllo del nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l’AGS, che rende la base in territorio siciliano la capitale mondiale dei droni, gli aerei senza pilota, desta una grande preoccupazione perché sempre più trasforma il nostro territorio in una piattaforma armata per gli interventi aggressivi degli USA. Il nostro governo dimostra ancora una volta il suo servilismo, tanto più inaccettabile in fase in cui si minacciano interventi in Iran, Siria, Africa – ha dichiarato Cangemi. Intanto si accentuano rischi, disagi e pesanti ricadute economiche sul traffico aereo che fa perno sull’aeroporto di Catania.
La base di Sigonella rappresenta da sempre un tappo allo sviluppo dello scalo di Fontanarossa. Basti pensare come l’assurda dipendenza del volo civile dal radar militare di Sigonella diminuisca i voli possibili, esponga a rischi e ritardi, subordini il traffico aereo civile, decisivo per lo sviluppo economico, alle esigenze militari.
I droni rappresentano un altro colpo alla sicurezza dei cieli. Gli aerei senza pilota, Global Hawk e Predator non sono certo sconosciuti a Sigonella, anzi sono una presenza consueta, come ha denunciato più volte il giornalista Antonio Mazzeo. Un recente NOTAM, (Notice To AirMen) segnala attività di velivoli militari senza pilota nel periodo tra ottobre e gennaio. Tutto ciò non è senza conseguenze da quelle note (ritardi, aerei costretti a rimanere in volteggiare in attesa dell’autorizzazione ad atterrare con conseguente spreco di carburante) a quelle immaginabili (rischi d’incidenti e inquinamento). Con l’ultima decisione dei vertici militari Usa e Nato la situazione diventerà insostenibile. Del resto il governo spagnolo ha rifiutato la possibilità di concedere il territorio di Zaragoza perché la vicinanza all’aeroporto della città” poteva generare restrizioni al traffico, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolli”. Perché la Spagna difende i propri cittadini e l’Italia no? Lo stesso allora comandante italiano della base aveva affermato nel 2008, nel corso di una visita parlamentare che la gestione dei Global Hawk non è compatibile col traffico del vicino aeroporto di Fontanarossa.
Di fronte a questa inquietante prospettiva è necessaria una forte mobilitazione che fermi i progetti di guerra, tuteli il territorio e i cittadini e riproponga l’obiettivo della fine delle servitù militari della riconversione civile della base di Sigonella, come traguardo strategico per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia che può avvenire solo con l’assunzione di un ruolo di pace e cooperazione – ha concluso Cangemi.

Cangemi (Fds): "I droni a Sigonella, grave rischio per il traffico aereo civile" (con video)

da vittoriaweb.com, 12 febbraio 2012

In una conferenza stampa stamattina Luca Cangemi del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, ha denunciato i gravi rischi cui le attività della base di Sigonella espongono il traffico aereo civile, in particolare quello che fa perno sull’aeroporto di Catania. La scelta di Sigonella come centro di comando e di controllo del nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l’AGS, che rende la base in territorio siciliano la capitale mondiale dei droni, gli aerei senza pilota, desta una grande preoccupazione perché sempre più trasforma il nostro territorio in una piattaforma armata per gli interventi aggressivi degli USA. Il nostro governo dimostra ancora una volta il suo servilismo, tanto più inaccettabile in fase in cui si minacciano interventi in Iran, Siria, Africa – ha dichiarato Cangemi. Intanto si accentuano rischi, disagi e pesanti ricadute economiche sul traffico aereo che fa perno sull’aeroporto di Catania.
La base di Sigonella rappresenta da sempre un tappo allo sviluppo dello scalo di Fontanarossa. Basti pensare come l’assurda dipendenza del volo civile dal radar militare di Sigonella diminuisca i voli possibili, esponga a rischi e ritardi, subordini il traffico aereo civile, decisivo per lo sviluppo economico, alle esigenze militari.
I droni rappresentano un altro colpo alla sicurezza dei cieli. Gli aerei senza pilota, Global Hawk e Predator non sono certo sconosciuti a Sigonella, anzi sono una presenza consueta, come ha denunciato più volte il giornalista Antonio Mazzeo. Un recente NOTAM, (Notice To AirMen) segnala attività di velivoli militari senza pilota nel periodo tra ottobre e gennaio. Tutto ciò non è senza conseguenze da quelle note (ritardi, aerei costretti a rimanere in volteggiare in attesa dell’autorizzazione ad atterrare con conseguente spreco di carburante) a quelle immaginabili (rischi d’incidenti e inquinamento). Con l’ultima decisione dei vertici militari Usa e Nato la situazione diventerà insostenibile. Del resto il governo spagnolo ha rifiutato la possibilità di concedere il territorio di Zaragoza perché la vicinanza all’aeroporto della città” poteva generare restrizioni al traffico, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolli”. Perché la Spagna difende i propri cittadini e l’Italia no? Lo stesso allora comandante italiano della base aveva affermato nel 2008, nel corso di una visita parlamentare che la gestione dei Global Hawk non è compatibile col traffico del vicino aeroporto di Fontanarossa.
Di fronte a questa inquietante prospettiva è necessaria una forte mobilitazione che fermi i progetti di guerra, tuteli il territorio e i cittadini e riproponga l’obiettivo della fine delle servitù militari della riconversione civile della base di Sigonella, come traguardo strategico per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia che può avvenire solo con l’assunzione di un ruolo di pace e cooperazione – ha concluso Cangemi.

Cangemi (FdS): Sigonella base di morte

Dichiarazione di Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

E’ stata scelta la tristissima ricorrenza del crimine impunito del Cermis, dove la stupida arroganza dei top gun americani troncò decine di vite innocenti per annunciare un altro drammatico passo nella militarizzazione del territorio italiano: la scelta di Sigonella come capitale mondiale dei super droni. L’attuale ministro- generale del governo tecnico conferma la subordinazione alle oligarchie militari USA, in perfetta continuità con la sua storia e con l’azione del suo predecessore La Russa.

Per il paese e per la Sicilia in particolare è un giorno buio. Dopo la guerra in Libia, si accentua sempre più il ruolo dell’isola come piattaforma armata nel Mediterraneo, negando alla radice una possibile funzione di centro dei processi di cooperazione e di sviluppo della regione.

Aumenteranno inoltre, nel silenzio generale, rischi e ostacoli al traffico aereo in uno dei più grandi scali italiani, quello catanese, già oggi gravemente compromesso nel suo sviluppo dalle attività della base di Sigonella.

E’ quindi necessaria una forte e immediata mobilitazione contro questo ennesimo atto che piega il nostro territorio a una logica di dominio.

Sgancio bomba Nato a Trapani Marotta-Cosentino (PRC-Sicilia):”Ennesimo episodio di una guerra illegale che mette a repentaglio la vita dei civili”

Il rilascio in mare,a poche miglia dalle coste trapanesi,di una bomba ad opera di un aereo Nato, con grave rischio per i pescherecci e i natanti,conferma ancora una volta l’utizzo a fini di guerra del territorio italiano, in violazione dell’art.11 della Costituzione. Rilanciamo la battaglia per porre fine all guerra in Libia,per fare del Mediterraneo un mare di pace e della Sicilia il punto di riferimento per la cooperazione dell’Italia e dell’Europa con i paesi dell’Africa e del Medio Oriente, per una politica dell’accoglienza e della contaminazione, per l’abbattimento delle spese militari.
 
Antonio Marotta e Mimmo Cosentino,per la segreteria regionale del Prc