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Un patto per il lavoro che agita la politica

di Loris Campetti, il manifesto 12 settembre 2012

La foto di gruppo davanti al Palazzaccio sembra una foto d’epoca. In prima fila tutti i pezzi del puzzle che disegnava il governo Prodi: Di Pietro, Vendola, Ferrero, Diliberto, Bonelli. Manca solo Prodi con il suo partito. In seconda fila, però, nell’istantanea ci sono la Fiom con il volto di Francesca Re David, Alba con Alberto Lucarelli, due giuslavoristi del rango di Romagnoli e Alleva. Appena più defilati troviamo un pezzetto della maggioranza Cgil con la presenza di Gianpaolo Patta e infine il motore di un’operazione politica e sociale che porterà un po’ di scompiglio nel Pd e nella Cgil e di lavoro in campagna elettorale: Gianni Rinaldini, coordinatore della «Cgil che vogliamo».

I due quesiti referendari sul lavoro per liberarci dell’art.8 della manovra berlusconiana e ripristinare nel suo testo originario l’art.18 fatto a pezzi dal governo Monti, sono stati depositati ieri in Cassazione da un comitato promotore arcobaleno. È uno schieramento politico e sociale che si costituisce su un programma, e non a prescindere da esso. E sui programmi la foto di gruppo non può certo essere quella di Vasto di un anno fa – Bersani, Di Pietro e Vendola. Per dissolvere ogni eventuale equivoco, la presidente del Pd Rosi Bindi ha fatto battere dalle agenzie una dichiarazione di fuoco, in contemporanea allo scatto della foto davanti alla Corte di Cassazione: questi referendum, dice, sono «un grave errore». Ai reprobi Bindi ricorda che allo sbudellamento dell’art.18 ha contribuito anche il suo partito, il Pd. Un modo per chiedere ai suoi militanti coerenza e, per usare un termine un po’ più forte, obbedienza.
Uno a cui è inutile chiedere obbedienza è l’eurodeputato Pd Sergio Cofferati, l’uomo-simbolo che da segretario della Cgil portò in piazza tre milioni di persone con cui si riuscì a impedire a Berlusconi di liberarsi dell’art.18. Operazione riuscita alla grande al governo Monti, con il sostegno essenziale del Pd come ricorda la sua presidenta, senza che la Cgil mettesse in campo lo sciopero generale nazionale. Cofferati ha spedito una lettera non lascia dubbi: si può cambiare lavoro nella vita, dal sindacato alle istituzioni alla politica, ma sui diritti dei lavoratori le idee non possono cambiare: «Gli impegni parlamentari di Strasburgo mi impediscono di essere lì con voi, ma voglio dirvi che aderisco con convinzione alla promozione dei referendum abrogativi dell’art.8 della legge 138bis e delle norme che hanno di fatto cancellato l’art.18 dello Statuto dei lavoratori». Cofferati denuncia l’attacco ai diritti in atto in tutt’Europa, una risposta sbagliata alla crisi. «La raccolta delle firme sarà anche l’occasione per riproporre una discussione sui temi del valore sociale del lavoro e dell’importanza vitale dei diritti delle persone».
Con toni diversi, tutti i soggetti promotori (i firmatari sono 15) mettono in evidenza la centralità della difesa dei diritti («il ripristino della civiltà del lavoro», dice Vendola) e l’importanza di un’alleanza che potrebbe prefigurare un futuro schieramento. Di Pietro – che dopo aver presentato in solitaria i referendum, con il suo passo indietro ha consentito di trasformarli in una battaglia comune del fronte antiliberista – chiama in causa Bersani a cui ricorda. «Casini se va al governo mantiene la riforma Fornero. Il Pd deve decidersi: la appoggerebbe o la sostituirebbe?». Paolo Ferrero, segretario del Prc, dichiara: «Il referendum che abbiamo presentato stamattina ha un solo obiettivo, difendere i lavoratori dai disastri fatti dalla Bindi e dal Pd». La battaglia referendaria si aprirà il 13 ottobre con la raccolta delle firme in una quindicina di città. La Fiom che più di ogni altro soggetto si è spesa contro la cancellazione dei diritti dei lavoratori e perciò è stata estromessa dal lavoro sindacale da molte fabbriche, a partire dalla Fiat di Marchionne, ricorda che gli effetti della controriforma dell’art.18 si fanno già sentire, con i primi licenziamenti individuali per ragioni economiche che dalla legge originaria non sarebbero stati consentiti. A fare i banchetti per la raccolta delle firme non saranno solo le forze politiche promotrici e la Fiom ma anche settori della Cgil: Lavoro e società, guidata da Nicola Nicolosi, sarà in prima fila senza subire i condizionamenti della segreteria Camusso, di cui pure fa parte. Nel corso del direttivo di lunedì, la segretaria della Cgil aveva criticato quei dirigenti dell’organizzazione che avevano deciso di impegnarsi in prima persona nella promozione dei referendum. Il riferimento era anche a Gianni Rinaldini e alla minoranza «La Cgil che vogliamo». Rinaldini ieri si è detto molto soddisfatto per aver contribuito ad allargare l’imminente campagna elettorale ai temi del lavoro e dei diritti.
Nei prossimi giorni sarà lanciato dai promotori un sito dedicato alla campagna referendaria e prenderà vita un comitato di sostegno nazionale ai referendum sul lavoro a cui aderiranno intellettuali, giuristi, forze sociali e sindacali.

Rifondazione Comunista approva la candidatura di Fava

Palermo 31 agosto – Si è riunito questo pomeriggio il Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista che ha approvato la proposta di costruzione di una lista unitaria della sinistra siciliana con SEL e Verdi, aperta ai movimenti e alle associazioni che si sono caratterizzati nelle battaglie per la difesa dei beni comuni e contro la mafia. E’ stata altresì approvata la formazione di una coalizione con IDV, con la quale, così come è successo a Palermo con l’elezione a sindaco di Orlando a Palermo, si vuole costruire una rottura radicale del sistema di potere cuffariano e lombardiano e un’alternativa alle politiche liberiste di Monti e dei partiti che lo sostengono. 

Infine il parlamentino di Rifondazione si è espresso convintamente e unanimemente a favore della candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione Sicilia.

Lo rende noto una nota dell’ufficio stampa. 

Sicilia: Marotta (Prc), sinistra individui candidato unico ed autorevole

Palermo, 23 ago. – (Adnkronos) – “Per costruire una nuova stagione per la Sicilia, che parta dal superamento del trasformismo e dagli accordi di potere che caratterizzano, anche oggi, lo scandaloso operato delle classi politiche siciliane, occorre che i partiti ed i movimenti della sinistra siciliana, unica alternativa al sistema clientelare ed ai governi dell’ultimo decennio, Idv, Sel, Verdi, Altra Storia e la Federazione della Sinistra, insieme lavorino per costruire, per le prossime regionali, una coalizione e liste comuni, individuando un candidato unitario autorevole e rappresentativo”.
Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale siciliano del Partito della Rifondazione Comunista. “Lanciamo un appello all’unita’ della sinistra – aggiunge -, perche’ immediatamente tutti i soggetti politici e di movimento si incontrino attorno ad un tavolo di coalizione per costruire insieme il progetto di alternativa. Siamo pienamente convinti che non esistano scorciatoie. Nell’attuale panorama politico siciliano – conclude Marotta – la sinistra unita e’ l’unico schieramento che puo’ segnare quella necessaria profonda discontinuita’ con i governi del passato”.
(23 agosto 2012)

Farsa all'ARS

di Patrizia Maltese su zenzeroquotidiano.it, 4 luglio 2012

Oggi all’Assemblea regionale siciliana è andata il scena una farsa.
La conferenza dei capigruppo, convocata per “calendarizzare” le mozioni di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, lo ha salvato dalla sfiducia accettando la mediazione del presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che in qualche modo ha congelato tutto comunicando l’intenzione di Lombardo di essere in aula il 31 luglio per rassegnare le dimissioni.
Per Cascio, questo sarebbe “il modo più corretto e istituzionalmente più per fare uscire di scena un presidente della Regione”, mentre sono indignate le reazioni di Antonio Marotta e Fabio Giambrone, rispettivamente segretario regionale di Rifondazione comunista e coordinatore regionale di Italia dei Valori.
Per il primo, “all’Ars si è celebrata l’ennesima sceneggiata del Pd e dei suoi alleati dell’Udc e del Terzo Polo che con uno scandaloso gioco delle parti hanno cancellato la mozione di sfiducia al governatore Lombardo”. Marotta ha parlato di “una pantomima inaccettabile che svela il vero volto di tutti i partiti presenti all’Ars. Il Pd non ha mantenuto la promessa fatta ai siciliani di far cadere Lombardo. Questo ultimo atto ci conferma ancora una volta la sua subalternità alle forze moderate e la sua collocazione ormai consolidata nell’area centrista”.
Analoghe le dichiarazioni di Giambrone per il quale “la decisione della Conferenza dei capigruppo è grave e conferma l’assoluta inaffidabilità anche delle forze politiche che dicono di non volere più sostenere il Governatore”. E anche per Giambrone questo dimostra “quanto il Pd abbia mentito ai propri elettori e, quel che è più inaccettabile, ai siciliani. Tale atto di rinuncia alla mozione di sfiducia, estremamente significativo perché esprime un legame ancora forte tra il Pd e Lombardo rende impossibile ricostruire il centrosinistra in Sicilia e un rapporto costruttivo con il Pd per offrire agli elettori un serio e coerente progetto di cambiamento fondato su programmi e valori”.

Sicilia: Marotta (Prc), sinistra unita per candidatura governatore vincente

Palermo, 13 giu. – (Adnkronos) – “Occorre prioritariamente mettere insieme, per costruire un percorso ed un programma comune per le prossime regionali, tutti i partiti, i movimenti, le associazioni della sinistra che esprimono un giudizio negativo sul governo regionale di Lombardo e che lavorano concretamente per la sua immediata caduta”. Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale siciliano di Rifondazione comunista, commentando i futuri scenari politici in vista delle elezioni regionali anticipate.

“Questo e’ il presupposto per costruire una candidatura a presidente rappresentativa di un’area politica che a partire da Palermo ha gia’ mostrato di poter vincere – aggiunge -. Qualsiasi candidatura, anche la piu’ prestigiosa, che non sia espressione e riferimento dell’unita’ della sinistra rischia di finire sulla graticola, come la recente esperienza delle primarie palermitane insegna”.

Marotta e Ficarra: "con Orlando la sinistra può scrivere una pagina chiara e coerente per un governo popolare della città"

Palermo, 23 mar. – (Adnkronos) – “La Federazione della Sinistra e’ schierata con Leoluca Orlando, gia’ Sindaco della primavera di Palermo ed oggi unico candidato capace di far rinascere questa citta’ nel segno della partecipazione e della soluzione delle emergenze sociali, casa e lavoro su tutto, nel segno di una nuova Palermo, citta’ euro-mediterranea che deve riconquistare il diritto all’efficienza e alla felicita’”. Lo dichiarano Davide Ficarra e Antonio Marotta, rispettivamente segretario provinciale di Palermo e regionale siciliano di Rifondazione Comunista.

“Dopo una lunga e travagliata vicenda che ha visto il dibattito e le primarie del centrosinistra inquinate dalle forze del Terzo polo – aggiungono -, finalmente anche a Palermo, come a Napoli, la sinistra puo’ scrivere una pagina chiara e coerente per un governo popolare della citta’, per la difesa dei beni comuni, per archiviare i dieci anni di disastro sociale e politico causati dalle giunte Cammarata e degli uomini del Terzo polo, che lo hanno sostenuto e che ne hanno fatto parte”.

“Dispiace che Sinistra e Liberta’ e Antonella Monastra – concludono Marotta e Ficarra – provino ancora a certificare a sinistra una candidatura marchiata a fuoco dagli uomini del Pd che garantiscono alla regione il governo di Lombardo”.

Marotta e Ficarra: "con Orlando la sinistra può scrivere una pagina chiara e coerente per un governo popolare della città"

Palermo, 23 mar. – (Adnkronos) – “La Federazione della Sinistra e’ schierata con Leoluca Orlando, gia’ Sindaco della primavera di Palermo ed oggi unico candidato capace di far rinascere questa citta’ nel segno della partecipazione e della soluzione delle emergenze sociali, casa e lavoro su tutto, nel segno di una nuova Palermo, citta’ euro-mediterranea che deve riconquistare il diritto all’efficienza e alla felicita’”. Lo dichiarano Davide Ficarra e Antonio Marotta, rispettivamente segretario provinciale di Palermo e regionale siciliano di Rifondazione Comunista.

“Dopo una lunga e travagliata vicenda che ha visto il dibattito e le primarie del centrosinistra inquinate dalle forze del Terzo polo – aggiungono -, finalmente anche a Palermo, come a Napoli, la sinistra puo’ scrivere una pagina chiara e coerente per un governo popolare della citta’, per la difesa dei beni comuni, per archiviare i dieci anni di disastro sociale e politico causati dalle giunte Cammarata e degli uomini del Terzo polo, che lo hanno sostenuto e che ne hanno fatto parte”.

“Dispiace che Sinistra e Liberta’ e Antonella Monastra – concludono Marotta e Ficarra – provino ancora a certificare a sinistra una candidatura marchiata a fuoco dagli uomini del Pd che garantiscono alla regione il governo di Lombardo”.

A tu per tu con Paolo Ferrero

Intervista di Salvo Ferrara su siciliatoday.net, 26 febbraio 2012

Paolo Ferrero è l’attuale segretario di Rifondazione Comunista e detiene la carica da luglio 2008. E’ stato anche Ministro della Solidarietà Sociale all’interno del Governo Prodi. Lo abbiamo incontrato a Partinico, in Provincia di Palermo, proprio nella sede locale del partito.

Siamo in clima elettorale. Quale è la posizione di rifondazione comunista?
Pensiamo che la cosa da fare sia un accordo tra il centro sinistra e la sinistra, evitando qualsiasi accordo col Terzo Polo di cui io francamente non riesco a capire la differenza rispetto alla destra. Quindi noi pensiamo che bisogna avere un centro sinistra in accordo con la sinistra e a questo lavoriamo e il Pd scelga se preferisce stare con Lombardo o se preferisce stare con la sinistra.

Come giudica il governo regionale?
Che il governo regionale non funzioni e sia una cattiva esperienza a me pare del tutto evidente. Non riescono nemmeno a spendere decentemente i soldi europei anzi quando li spendono sovente son spesi in modo da costruire clientele e non da produrre sviluppo.
C’è un problema di una regione che non funziona e l’accordo tra Pd e centro non funziona di certo.
Qui c’è un’esigenza di un cambiamento, non di continuare coi trasformismi e con le cose che la gente non capisce o che capisce anche troppo bene. C’è bisogno di un cambiamento per questo serve rompere con queste pratiche di governo del centro e costruire un’alternativa.

Palermo come Genova e Milano?
Io spero di si e spero che tra qualche mese saremo a festeggiare il fatto che è ricominciata la primavera palermitana. Credo che il problema vero che abbiamo è di coniugare questa possibilità con la messa in discussione delle politiche economiche che stanno andando avanti perché qua il problema è pulizia dentro la politica, ma è rimettere al centro la questione dell’occupazione e della distribuzione del reddito. In Italia in questi anni i ricchi son diventati più ricchi e i lavoratori e i giovani son diventati più poveri.
Il lavoro oramai è precario. Il Governo Monti si sta muovendo esattamente come il Governo Berlusconi, contro i lavoratori e contro i giovani. Poi c’è il problema di costruire un’alternativa che non sia solo contro i berlusconi e le porcherie che ha combinato ma che si trovi un’alternativa a queste politiche neoliberiste che stanno demolendo l’Europa e stanno demolendo l’Italia.

Rapporto con l’Idv?
E’ un buon rapporto con l’Italia dei Valori. A Palermo abbiamo fatto cose importanti. Siamo d’accordo che non bisogna avere nessuna superficie di contatto con il Terzo Polo, con i centristi e quindi noi confidiamo che insieme all’Idv si possa fare un percorso. Noi facciamo un appello quanto all’Idv, quanto a Sel e a Vendola sul fatto che è necessario mettere insieme la sinistra perché la gente in giro non capisce perché noi siamo divisi di fronte a questa situazione e io stesso non lo capisco e allora l’appello che facciamo noi come rifondazione, federazione della sinistra è quello di mettere insieme le forze di sinistra che vogliono cambiare qualcosa e poi forse il Pd sarà obbligato a venire a discutere con noi.
Altrimenti il rischio è che il Pd insegue i centristi, che Sel insegue il Pd e non si va da nessuna parte. Per cui per noi costurire l’opposizione al governo regionale, al governo Lombardo costruire l’opposizione al governo Monti e costruire l’unità della sinistra per noi sono i punti fondamentali.

Infine l’incontro con i lavoratori dei cantieri navali di Trapani che scioperano.
Il problema è che lì ci troviamo davanti a lavoratori che vengono sostanzialmente messi fuori e questo è inaccettabile. Già c’è tanta disoccupazione. Non si può permettere questo. Quindi noi sosteniamo la lotta dei lavoratori contro i licenziamenti, contro la mobilità per mantenere il posto di lavoro e per avere investimenti che permettano di continuare a lavorare.