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Forenza : SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SCIOPERO DELLA FAME

COMUNICATO STAMPA

LAVORO, SICILIA – FORENZA (ALTRA EUROPA-GUE/NGL): «SOLIDARIETà AI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SCIOPERO DELLA FAME. LA REGIONE SI OCCUPI SUBITO DELLA VERTENZA» Continua la lettura di Forenza : SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SCIOPERO DELLA FAME

Operatori Terzo settore – SPRAR – qualche spiraglio, ma ancora tante ombre

COMUNICATO STAMPA: Operatori Terzo settore – SPRAR – qualche spiraglio, ma ancora tante ombre

Il circolo PRC di Messina “P. Impastato” ha sostenuto sin dal primo momento la lotta dei lavoratori del Terzo Settore che in questi  giorni hanno protestato di fronte ad una situazione insostenibile. Per quasi un anno i lavoratori hanno prestato il loro servizio senza percepire lo stipendio. Il presidio di ieri ha strappato la promessa che entro 48 ore verranno saldate le fatture della comunità per minori “la coperta di Linus”             ( importi da febbraio a ottobre 2015) e del SED, per un importo pari ad una singola mensilità. Il Terzo Settore è uno dei più importanti pilastri nello svolgimento di servizi per la cura della persona, in una città in cui il bisogno e gli utenti aumentano. Interventi delicatissimi rivolti a soggetti vulnerabili che meritano di ricevere un servizio eccellente, e in questi mesi i lavoratori hanno operato rischiando anche di andare in burn out per la pressante angoscia che li ha investiti personalmente. Centinaia di famiglie a Messina vivono con il lavoro nelle cooperative sociali. Persone che negli anni hanno prestato servizio con competenze altissime e con dignità ritrovandosi ad operare senza stipendi.

Il lavoro non può continuare ad essere svolto gratuitamente! In nessun paese europeo i servizi sociali hanno raggiunto questo livello basso di rispetto delle norme in ambito lavorativo. La qualità politica di un Paese la si giudica dal modo con cui sono messe in atto le politiche sociali e gli interventi verso categorie vulnerabili. Il PRC  chiede con forza un cambio di passo nella gestione di servizi rivolti alle persone fragili e deboli, e chiede che venga assicurato e garantito il servizio sia garantendo gli stipendi ai lavoratori, sia migliorando le attività per gli utenti. Infatti, riteniamo urgente mettere al centro del dibattito politico e cittadino il ruolo essenziale che svolgono servizi di tale portata e che in tutti questi anni si sono svolti grazie alla sensibilità, maturità e all’ infinita pazienza dei lavoratori. Allo stesso modo chiediamo con forza che anche i servizi nuovi sorti con l’arrivo dei migranti in città vengano presi in carico e valutati nei loro reali bisogni. A fianco dei lavoratori del Terzo Settore in questi giorni hanno lottato e messo in evidenza i disagi anche gli operatori dello SPRAR (Servizi per richiedenti asilo e rifugiati) di Villa Lina. Dal 22 marzo sono senza energia elettrica perché il Comune di Messina non ha pagato le bollette! Nonostante continue segnalazioni al Dipartimento competente, la luce non è stata riattivata.  Per non lasciare le 4 famiglie con minori senza luce, la cooperativa si è fatta carico delle spese per il noleggio del gruppo elettrogeno, 3600€ e delle spese per la sua alimentazione, ovvero 50€ al giorno di nafta. Un totale di circa 6000 €, una vergogna!

Come sappiamo in centri come lo SPRAR arrivano dei soggetti vulnerabili che devono fare un percorso importante di inclusione sociale. Gli operatori dello SPRAR hanno denunciato i rischi di insuccesso di un progetto che non può essere gestito in un modo così degradante sia per gli ospiti sia per i lavoratori. Servizi così delicati non possono essere realizzati se non vengono sostenuti dai comuni e per questo il circolo del PRC “Peppino Impastato” di Messina si associa alle richieste di alcuni attivisti e chiede al Sindaco Accorinti di invitare l’ANCI a segnalare questi problemi al Servizio Centrale che ha il compito di coordinare gli SPRAR e indire un tavolo tecnico con l’ANCI regionale e le associazioni che operano in ambito migratorio per evitare questi spiacevoli episodi e  per migliorare sempre di più i servizi che deve garantire il comune.

Per il circolo PRC di Messina “P. Impastato”, il Terzo Settore è un reale terreno di scontro per le varie contraddizioni che lo distinguono e per questo bisogna sostenere le lotte ora e sempre dei lavoratori e degli operatori che non vogliono essere la stampella di nessuno.

 

Messina 03/05/2016                                                                     Direttivo Circolo P.Impastato –  PRC Messina

LAVORATORI DEL TERZO SETTORE FIGLI DI UN DIO MINORE

Comunicato stampa del circolo Peppino Impastato del PRC di Messina – SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DI AZIONE SOCIALE

Ieri mattina un presidio autoconvocato di lavoratrici e lavoratori dei servizi socio educativi di Messina, in larga parte della coop. Azione Sociale, ha manifestato dentro Palazzo Zanca chiedendo di essere ascoltati immediatamente dal dipartimento e assessorato competenti e della ragioneria comunale per denunciare lo stato di abbandono in cui versano i servizi di assistenza alle fasce deboli della popolazione; fanno parte di questi servizi le comunità alloggio per minori, i centri di accompagnamento educativo domiciliare e i presidi ormai storici come i centri di aggregazione giovanile. La continuità temporale di alcuni servizi, solo per il fatto stesso di esistere come luogo fisico protetto, è fondamentale per un utenza sempre più multiforme e difficile da decifrare nelle sue logiche di violenza e prevaricazione. Continuità garantita, è il caso di dirlo, dal buon senso e dalla morale professionale degli operatori del settore che giornalmente affrontano, senza un soldo in tasca, tutte le criticità e le contraddizioni delle nostre realtà; la rappresentanza di maestranze della coop Azione Sociale, oramai sul lastrico, ha informato la città che a dicembre del 2015 il debito pregresso con la cooperativa, che gestisce i vari servizi su mandato del comune, ammonta a 630000 euro: di questo debito, però, risulterebbero in ragioneria fatture in pagamento per un importo di poco superiore ai 70000 euro (solo 1/9 dell’intera cifra), è facile prevedere, dunque, un imminente rischio default per la cooperativa in questione se l’amministrazione e la macchina comunale da mesi paralizzate non dovessero rapidamente correre ai ripari. La Giunta anche in questo caso cede il proprio ruolo politico spostando la vicenda sul piano ragionieristico-contabile. Insomma, si discute di queste cose col dirigente che però non può e non deve sostituirsi all’assessore. Il problema è politico e non tecnico! Nondimeno siamo consapevoli che i guasti nel c.d. terzo settore siano a monte, promanino non solo dalle modalità con cui viene legislativamente disciplinato e quindi dalla sua collocazione ambigua tra il primo settore (lo Stato) ed il secondo settore (il mercato), ma soprattutto dall’assenza di un forte stato sociale ridotto ormai a brandelli dalle politiche neoliberiste. A questo si aggiunge la natura manageriale ed aziendale delle cooperative che di sociale conservano soltanto la denominazione. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai 40 lavoratori e alle loro famiglie che hanno manifestato al Comune, alcuni con 12 mensilità arretrate, e alle decine e decine di operatori impegnati giornalmente nel sociale di cui si parla poco e che hanno superato oramai il limite della sopportazione umana, registriamo casi di 21 mensilità da percepire! Da modificare ab imis è tutto il sistema del T.S. che attraverso l’ultima riforma approvata alla Camera dei deputati il 9 aprile scorso, attualmente all’esame del Senato, assume tratti sempre più imprenditoriali e mercatistici. Inoltre ci preoccupa la nomina di Assessore al bilancio, risanamento finanziario, aziende partecipate ecc. di Luca Eller Vainicher che vanta pubblicamente la propria vocazione in politiche di privatizzazione e c.d. valorizzazione.

Altro nodo da aggredire, secondo noi, resta il sistema degli appalti pubblici di settore: gare d’appalto solitamente al ribasso che aumentano la competizione tra le cooperative le quali per rendere economicamente e socialmente sostenibile la propria offerta, chiedono ulteriori sforzi ai lavoratori ai limiti dello sfruttamento e a pagarne le spese sono ovviamente loro e l’utenza. Il lavoratore offre le proprie competenze professionali in un settore delicatissimo come quello socio-educativo e sovente è schiacciato tra il senso di responsabilità verso l’utenza e quella verso la cooperativa, tra volontariato richiesto eticamente e volontariato preteso, tra diritti e sensi di colpa. Seppur con ritardo si è usciti dall’auto-marginalizzazione e dal silenzio e si sta lottando. Giovedì p.v. ci sarà un altro incontro con il dirigente del dipartimento dei servizi sociali,noi saremo al loro fianco.

Direttivo circolo P. Impastato Prc Messina

DICHIARARE LO STATO DI CRISI SOCIOECONOMICA

DICHIARARE LO STATO DI CRISI SOCIOECONOMICA

I grandi processi di trasformazione che hanno interessato le campagne di tutto il mondo, a partire dagli anni settanta, hanno avuto un impatto fortissimo sulle nostre coltivazioni. Soprattutto il Sud e la Sicilia sono diventate sempre più luoghi di consumo e piattaforme commerciale di beni agricoli prodotti altrove. Le conseguenze, di anno in anno, sono drammatiche: molte coltivazioni, in primis quelle piccole, vengono abbandonate. Si riformano i latifondi e trionfano le grandi aziende capitalistiche meccanizzate, foraggiate da un governo regionale fallimentare e subalterno a Confindustria, oltre che da una P.A. pervasa da logiche clientelari e inquinata dalla sua internità al blocco di potere dominante. Il bracciantato, quello nostrano come quello dei migranti ridotti a schiavitù, è privo di tutele, a cominciare dalle violazioni contrattuali, ed è sempre più stritolato dalla gestione dei caporali e dei ricatti mafiosi di cui questi si fanno rappresentanti. Occorre sviluppare un grande e duraturo movimento contro le politiche liberiste della UE, di Renzi e dei governi che lo hanno preceduto. Occorre denunciare e contrastare le loro scelte, nel definire NON STRATEGICHE le produzioni agricole di qualità, mentre sono state privilegiate le trivellazioni, la petrolchimica, l’economia del cemento e del petrolio. Di quelle attività che sono causa di inquinamento e di quei mutamenti climatici che concorrono ad aggravare la crisi agricola e che generano fenomeni che chiamiamo impropriamente calamità naturali: siccità, alluvioni, grandinate. La vittoria conseguita contro l’Imu agricola insegna che si può, con la lotta, invertire la tendenza alla distruzione dell’agricoltura mediterranea.

RIFONDAZIONE COMUNISTA partecipa e sostiene le rivendicazioni della manifestazione di Francofonte (dall’abbattimento del costo dell’acqua irrigua e dell’energia alla riconferma delle giornate lavorative per gli operai agricoli, fino alla consegna dell’invenduto all’industria a prezzi politici). È NECESSARIO: IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CRISI SOCIOECONOMICA, IL TRASFERIMENTO DI INGENTI RISORSE DAL CEMENTO E DAL PETROLIO ALL’AGRICOLTURA; MODIFICARE LO SBLOCCAITALIA; VOTARE SÌ AL REFERENDUM DEL 17 APRILE; BLOCCARE LE TRIVELLAZION; INVESTIRE SUL SISTEMA AGROAMBIENTALE.

PRC SICILIA-Circolo Mille Papaveri Rossi-Francofonte

Gela: la lotta degli operai contro un modello di sviluppo sbagliato

GELA
La protesta dei lavoratori di Gela, dipendenti dell’Eni e dell’indotto, nasce dal mancato rispetto del protocollo siglato nel 2014 che prevede il mantenimento dei livelli occupazionali nell’area interessata. Da una parte l’azienda si impegna alla bonifica e al risanamento ambientale di un territorio pesantemente  inquinato e all’avvio della bioraffineria (220 milioni), legata ad un modello di produzione agricola inaccettabile, dall’altro governo nazionale e regionale rilasciano autorizzazioni senza limiti per la trivellazione del mare e della terra. Ancora una volta uno scambio assurdo tra lavoro (presunto) e ambiente.
In realtà non è stato prodotto  né un serio programma di riconversione industriale, né una credibile proposta di sviluppo produttivo che non ricalchi i deja vu devastanti del passato, fatti di abbandono degli impianti produttivi, come nel caso della Fiat di Termini Imerese, di assistenzialismo, di emigrazione, di saccheggio neocoloniale delle risorse naturali di un sud da depredare, per responsabilità del partito unico delle classi dirigenti che mette assieme Confindustria, centrodestra e centrosinistra, con le organizzazioni sindacali condannate ad un ruolo subalterno.
Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia