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Lipari, interrogazione su gestione rete idrica e potabilità dell'acqua

Al Signor Sindaco
del Comune di Lipari

e p.c. agli organi di stampa

INTERROGAZIONE CONSILIARE SU VERIFICHE POTABILITÀ ACQUA E GESTIONE DELLA RETE IDRICA.

Gentile Signor Sindaco,
alla luce dell’ordinanza da Lei emessa e successivamente revocata a proposito della potabilità dell’acqua della rete idrica comunale, nonché di precedenti interventi analoghi che hanno interessato temporaneamente alcune contrade, la interrogo per conoscere

1) se sono state condotte altre analisi da parte di soggetti terzi oltre a quelle prodotte da un professionista su incarico della società che gestisce la rete, e in caso contrario se non ritiene opportuno affiancare le stesse con periodiche analisi effettuate dall’ARPA o dall’ASP, nell’ottica di garantire la massima trasparenza e imparzialità e la tutela degli utenti;

2) se il Comune prevede di ridurre le bollette dell’acqua per il periodo (o i periodi) corrispondente alla durata in vigore dell’ordinanza, considerando anche il fatto che numerosi cittadini hanno dovuto acquistare ingenti quantitativi di acqua potabile in virtù del rispetto della stessa, e in quale misura;

3) se, alla luce del risultato dei referendum nazionali del 12-13 giugno 2011 che hanno sancito la volontà popolare circa il mantenimento del servizio idrico da parte di soggetti pubblici, non ritiene di volere affrontare concretamente e urgentemente il tema della gestione in house del servizio, nel rispetto di criteri economici e democratici e del principio dell’acqua come bene comune e non privatizzabile.

Pietro Lo Cascio, consigliere comunale de La Sinistra

Iacolino, "La Sinistra": Crocetta contro punto nascite e ospedale eoliano

A leggere certe notizie, spesso si rimane attoniti ed, a volte, si dubita persino della veridicità di quanto si legge.
Forse mi sfugge qualcosa, ma vorrei tanto che il buon Presidente Crocetta, che tanta grinta e sagacia ha saputo dimostrare in altre circostanze, spiegasse a noi isolani ed ai contribuenti tutti il significato della iniziativa di elargire un bonus di tremila euro per ogni donna eoliana costretta a partorire in terraferma.
Infatti non riesco a capire chi ci guadagnerà da questa operazione.
I disagi pratici per le nostre famiglie saranno gli stessi di prima, i rischi legati all’insularità in assenza di un adeguato servizio in loco rimarranno identici, l’inadeguatezza di un reparto con l’aggravante di una spesa pubblica infruttuosa sarebbe la stessa, la fiducia dell’utenza, in simili circostanze, resterebbe sempre bassissima, la somma che si spenderebbe per circa cento parti/anno in terraferma ammonterebbe a trecentomila euro e , nonostante ciò, ci si ostina a non considerare che con una simile somma, anzi con meno, si potrebbe fare ripartire alla grande tutto l’ospedale.
C’è bisogno di spiegare l’enorme vantaggio che ne deriverebbe per tutti, locali, turisti e gravide?
Trecentomila euro /anno garantirebbero il giusto investimento per il recupero di un ospedale che, attualmente amputato e privato della piena funzionalità dei suoi servizi continua ad assorbire la sua bella quota di finanziamenti senza poter garantire l’efficienza che i cittadini giustamente si aspettano.
Con una simile cifra, investita opportunamente, si risolverebbero facilmente i problemi che artatamente menti diaboliche, miopi ed impreparate hanno creato in questi anni.
Come è venuta in mente una simile idea al Presidente della Regione?
La invito pertanto nella Sua veste di Sindaco e di massima autorità sanitaria del Comune ad intervenire urgentemente sulla Presidenza della Regione affinchè investa proficuamente una simile somma per il nostro Ospedale, dimostrando un significativo cambio di rotta sulle incomprensibile e sciagurate scelte sanitarie dell’amministrazione Lombardo che lo ha preceduto.

Gianni Iacolino, Consigliere Comunale de La Sinistra

Iacolino, "La Sinistra": Crocetta contro punto nascite e ospedale eoliano

A leggere certe notizie, spesso si rimane attoniti ed, a volte, si dubita persino della veridicità di quanto si legge.
Forse mi sfugge qualcosa, ma vorrei tanto che il buon Presidente Crocetta, che tanta grinta e sagacia ha saputo dimostrare in altre circostanze, spiegasse a noi isolani ed ai contribuenti tutti il significato della iniziativa di elargire un bonus di tremila euro per ogni donna eoliana costretta a partorire in terraferma.
Infatti non riesco a capire chi ci guadagnerà da questa operazione.
I disagi pratici per le nostre famiglie saranno gli stessi di prima, i rischi legati all’insularità in assenza di un adeguato servizio in loco rimarranno identici, l’inadeguatezza di un reparto con l’aggravante di una spesa pubblica infruttuosa sarebbe la stessa, la fiducia dell’utenza, in simili circostanze, resterebbe sempre bassissima, la somma che si spenderebbe per circa cento parti/anno in terraferma ammonterebbe a trecentomila euro e , nonostante ciò, ci si ostina a non considerare che con una simile somma, anzi con meno, si potrebbe fare ripartire alla grande tutto l’ospedale.
C’è bisogno di spiegare l’enorme vantaggio che ne deriverebbe per tutti, locali, turisti e gravide?
Trecentomila euro /anno garantirebbero il giusto investimento per il recupero di un ospedale che, attualmente amputato e privato della piena funzionalità dei suoi servizi continua ad assorbire la sua bella quota di finanziamenti senza poter garantire l’efficienza che i cittadini giustamente si aspettano.
Con una simile cifra, investita opportunamente, si risolverebbero facilmente i problemi che artatamente menti diaboliche, miopi ed impreparate hanno creato in questi anni.
Come è venuta in mente una simile idea al Presidente della Regione?
La invito pertanto nella Sua veste di Sindaco e di massima autorità sanitaria del Comune ad intervenire urgentemente sulla Presidenza della Regione affinchè investa proficuamente una simile somma per il nostro Ospedale, dimostrando un significativo cambio di rotta sulle incomprensibile e sciagurate scelte sanitarie dell’amministrazione Lombardo che lo ha preceduto.

Gianni Iacolino, Consigliere Comunale de La Sinistra

Iacolino, "La Sinistra": Cassazione, coppie omosessuali e registro unioni civili

La sentenza di ieri della Corte di Cassazione sui diritti delle coppie omosessuali rappresenta l’ultima tappa di un lungo percorso tortuoso cosparso di trappole ideologiche dettate da miope visione della realtà, della biologia e della spiritualità . Miope visione della vita e della variegata bellezza dell’umanità che una organizzazione sociale chiusa a riccio ed una politica distratta o, peggio ancora, compromessa stentano ad accettare, abdicando alle proprie competenze, lasciando un ruolo di supplenza alla magistratura. Un copione ormai stantio che si trascina in un paese vecchio e corrotto che fa finta di rinnovarsi,con poche eccezioni, vedi l’attuale campagna elettorale, ma che ambisce sempre al tranquillo e rassicurante copione dell’italietta patria dell’ipocrisia.
> Questa sentenza si aggiunge a tante altre della stessa Corte , della Corte Costituzionale, della Corte di Strasburgo , ma , nonostante tali e tante sentenze, nonostante i principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, nel Bel Paese la laicità ed i diritti rimangono un sogno.
Ne ho fatto esperienza in consiglio comunale,qualche mese fa, quando la proposta di delibera sull’ adozione del registro delle unioni civili non è stata approvata proprio a Lipari, la cui comunità , per motivi storici e di scambi interculturali dovuti al turismo, non mi è mai sembrata chiusa ed ostile.
Ad un impegno esplicito di un incontro per affrontare nuovamente la questione e poterla dibattere pubblicamente è seguito il silenzio.
Il registro delle unioni civili riguarda i diritti delle coppie di fatto, qualunque sia il loro orientamento sessuale, ma quello che rende indigesta l’approvazione di tale registro è la paura di dare riconoscimento all’unione omosessuale.
È vero, come diceva Stefano Rodotá, che per continuare a discriminare gli omosessuali, si è obbligati a violare principi generali di eguaglianza e di riconoscimento dell’altro, ed anche sentenze, aggiungerei io.