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Cangemi (FdS): "Abolire fondo spese riservato al presidente della Regione"

Dichiarazione di Luca Cangemi, Coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

Le cosiddette “spese riservate” della presidenza della regione siciliana devono essere abolite. Esse non sono solo uno strumento di clientele, sono un istituto feudale, con cui il barone dell’isola decide chi è degno della sua benevola attenzione.

Sono l’immagine di una terra in cui non esistono i diritti di cittadinanza ma solo i favori dei potenti. Si aboliscano le spese riservate e si versino i fondi risparmiati per contribuire ad ammortizzatori sociali, secondo regole universali e certe, a partire dal reddito minimo per i disoccupati.

Sicilia/Trasporti: Marotta (Prc), tagli Lombardo penalizzano utenti

(ASCA) – Palermo, 25 set – ”A causa dei tagli imposti dal governo Lombardo, l’AST ha ridotto il servizio di collegamento tra Palermo e molti comuni della Provincia”. Lo afferma Antonio Marotta, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista. ”Tale situazione penalizza tanti studenti e lavoratori pendolari che usufruiscono del servizio. La situazione appare drammatica soprattutto per quanto riguarda gli studenti, dato che in Sicilia sono quasi inesistenti le politiche per garantire il diritto allo studio – conclude Marotta -. Chiediamo un intervento immediato da parte della Regione che rilanci il trasporto collettivo”.

Sicilia: Sel, Fds e Verdi, unica lista per regionali per netta discontinuità

Palermo, 25 ago. – (Adnkronos) – Sel, Federazione della Sinistra e Verdi alle prossime elezioni regionali si presenteranno insieme. Dopo giorni di attesa, ieri la decisione ufficializzata al termine di un incontro tra Erasmo Palazzotto e Celeste Costantino (Sel); Antonio Marotta, Luca Nivarra, Federico Martino (Federazione della Sinistra) e Carmelo Sardegnae Maximo Ghioldi (Verdi). Alla competizione elettorale di autunno si presenteranno con un’unica lista della sinistra siciliana, che “si iscrive nell’orizzonte di una netta e radicale discontinuita’ con le disastrose esperienze dei governi Cuffaro e Lombardo e nell’avvio di un processo di liberazione della Sicilia dalle piaghe dell’illegalita’, della spesa improduttiva e del clientelismo”.

"Cronache della rivoluzione" – capitolo secondo

Il fronte della rivoluzione si allarga e si irrobustisce giorno dopo giorno. Non si è aggiunto soltanto il nucleo del “Partito della Rivoluzione” di Sgarbi, ma anche quello dell’Api di Rutelli, reduce dalle vicissitudini giudiziarie nazionali del suo leader, ma soprattutto da quelle ben più gravi dei suoi esponenti regionali, seppur compensate dai favori governativi elargiti da Raffaele.

Ma il capolavoro strategico di Rosario si è rivelato nella dichiarazione dell’UDC a lui favorevole: si è così chiuso l’accerchiamento cui era sottoposto quel rimasuglio del PD che ancora mostrava qualche riluttanza. D’altra parte la comparsa di Cristiano Magdi Allam, che innalzava il vessillo “in hoc signo vinces”, annunciava in qualche modo la benevolenza divina e perciò democristiana verso la rivoluzione.

Ma quello che più interessa è la ricostruzione degli eventi. Non si tratta della conversione dell’Udc alla rivoluzione di Crocetta. Al contrario. D’Alia, il segretario regionale dello scudocrociato casiniano, ricostruisce l’evento: “…(Crocetta) ha letto e apprezzato il programma del mio partito”, un’occasione formidabile per chi un programma non ha e che non riesce a vedere, con i suoi soci, altro che la continuità con le politiche del cuffarismo e del lombardismo. Chi meglio dell’Udc, il laboratorio dove quelle politiche sono state costruite e sperimentate? Certo l’accordo Udc-Pd, Crocetta Presidente, richiede una formale lontananza da Raffaele. Nessuna difficoltà per Crocetta: l’ha sempre osteggiato, non lo conosce neppure. Il tempo indebolisce i ricordi. Tutti quelli che nel Pd hanno sostenuto la sua rivoluzione, da Lumia a Cracolici a Berretta, erano i sostenitori più organici a Lombardo fino al punto di avere impedito la votazione sulla mozione di sfiducia all’Ars.

E d’altra parte che Crocetta abbia vissuto a Bruxelles in una casa affittatagli da Lombardo è segno che tutto avviene a sua insaputa. Anche qui i classici ci vengono in aiuto. Una dissimulazione onesta!

Quello che più ci interessa è che, con questa formale investitura, il programma di Crocetta è il programma dell’Udc e cioè della forza politica che con più determinazione sostiene il governo Monti. Il Pd non è da meno; ma, in periodo elettorale, mentre vota unanimemente ogni porcheria proposta da Monti, proclama differenze e dissensi. Chiagne e futte. Secondo il mirabile esempio dell’ineffabile ministro Fornero.

Non possiamo, perciò, esimerci dal ricordare a Rosario e ai nostri tanti numerosi estimatori alcuni fulgidi pensieri che Pierferdinando Casini ci propone, dall’alto della sua trentennale esperienza parlamentare.

“Quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli saranno in prima fila a chiedergli scusa”:

“Un’alleanza riformista non può prescindere da Pomigliano”, cioè da Marchionne.

“Marchionne dice cose sacrosante…”

“Sull’articolo 18 abbiamo una posizione nettissima: siamo d’accordo con il governo”.

Per ironia della sorte, appena sottoscritto l’accordo ed accettato il programma dell’Udc, Crocetta ha ripreso a dichiararsi di sinistra. Come Lui non c’è nessuno, forse solo Curcio. La farsa continua!

A cura del circolo Rosa L. del Prc di Catania

Prossimamente la terza parte.

"Cronache della rivoluzione" – capitolo secondo

Il fronte della rivoluzione si allarga e si irrobustisce giorno dopo giorno. Non si è aggiunto soltanto il nucleo del “Partito della Rivoluzione” di Sgarbi, ma anche quello dell’Api di Rutelli, reduce dalle vicissitudini giudiziarie nazionali del suo leader, ma soprattutto da quelle ben più gravi dei suoi esponenti regionali, seppur compensate dai favori governativi elargiti da Raffaele.

Ma il capolavoro strategico di Rosario si è rivelato nella dichiarazione dell’UDC a lui favorevole: si è così chiuso l’accerchiamento cui era sottoposto quel rimasuglio del PD che ancora mostrava qualche riluttanza. D’altra parte la comparsa di Cristiano Magdi Allam, che innalzava il vessillo “in hoc signo vinces”, annunciava in qualche modo la benevolenza divina e perciò democristiana verso la rivoluzione.

Ma quello che più interessa è la ricostruzione degli eventi. Non si tratta della conversione dell’Udc alla rivoluzione di Crocetta. Al contrario. D’Alia, il segretario regionale dello scudocrociato casiniano, ricostruisce l’evento: “…(Crocetta) ha letto e apprezzato il programma del mio partito”, un’occasione formidabile per chi un programma non ha e che non riesce a vedere, con i suoi soci, altro che la continuità con le politiche del cuffarismo e del lombardismo. Chi meglio dell’Udc, il laboratorio dove quelle politiche sono state costruite e sperimentate? Certo l’accordo Udc-Pd, Crocetta Presidente, richiede una formale lontananza da Raffaele. Nessuna difficoltà per Crocetta: l’ha sempre osteggiato, non lo conosce neppure. Il tempo indebolisce i ricordi. Tutti quelli che nel Pd hanno sostenuto la sua rivoluzione, da Lumia a Cracolici a Berretta, erano i sostenitori più organici a Lombardo fino al punto di avere impedito la votazione sulla mozione di sfiducia all’Ars.

E d’altra parte che Crocetta abbia vissuto a Bruxelles in una casa affittatagli da Lombardo è segno che tutto avviene a sua insaputa. Anche qui i classici ci vengono in aiuto. Una dissimulazione onesta!

Quello che più ci interessa è che, con questa formale investitura, il programma di Crocetta è il programma dell’Udc e cioè della forza politica che con più determinazione sostiene il governo Monti. Il Pd non è da meno; ma, in periodo elettorale, mentre vota unanimemente ogni porcheria proposta da Monti, proclama differenze e dissensi. Chiagne e futte. Secondo il mirabile esempio dell’ineffabile ministro Fornero.

Non possiamo, perciò, esimerci dal ricordare a Rosario e ai nostri tanti numerosi estimatori alcuni fulgidi pensieri che Pierferdinando Casini ci propone, dall’alto della sua trentennale esperienza parlamentare.

“Quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli saranno in prima fila a chiedergli scusa”:

“Un’alleanza riformista non può prescindere da Pomigliano”, cioè da Marchionne.

“Marchionne dice cose sacrosante…”

“Sull’articolo 18 abbiamo una posizione nettissima: siamo d’accordo con il governo”.

Per ironia della sorte, appena sottoscritto l’accordo ed accettato il programma dell’Udc, Crocetta ha ripreso a dichiararsi di sinistra. Come Lui non c’è nessuno, forse solo Curcio. La farsa continua!

A cura del circolo Rosa L. del Prc di Catania

Prossimamente la terza parte.