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Dolce e Gabbana: una sartoria di lusso per il modello Palermo

Articolo di Gabriele CENTINEO

Francesco Merlo, catanese in esilio, in due appassionate e sensuali pagine sulla Repubblica del 9 Luglio, racconta delle sfilate di moda a Palermo. Da qui conclude che “ Palermo torna città”. Lo sapevamo già e, se fosse necessario, ce lo ricorda lo stesso quotidiano (pag. II della edizione palermitana): “l’isola delle case a rischio”, il degrado dello Iacp, dello Zen, gli abusivismi, le illegalità nella gestione delle case, Palermo con le sue favelas.

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La strategia dei silenzi dietro il ricordo di Giovanni Falcone

Capaci, 25 anni dopo. Come sono
cambiate la mafia e l’antimafia

 

È come prima. Prima delle stragi,
dei delitti eccellenti, prima della
grande mattanza di Palermo.
Ventincinque anni dopo è
tornato tutto a posto.
Zitta la mafia e ora zitta anche l’antimafia.
Neutralizzata, “allisciata” e lusingata,
qualche volta pure com- prata.
C’è un grande silenzio, un quarto di secolo dopo l’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Continua la lettura di La strategia dei silenzi dietro il ricordo di Giovanni Falcone

Mille passi con Giuseppe Fava

“Ciao Carla, dove vai?”.

“Con gli altri ragazzi del collettivo, andiamo al corteo per Giuseppe Fava”.

iSiciliani in corteo
iSiciliani in corteo

Provate a immaginare che questo dialogo fra due ragazzi sia vero. Provate a immaginare una piazza piena di uomini, donne, ragazzi, e perché no, tanti bambini. Provate a immaginare che tutta questa gente si incammini da quella piazza verso un preciso punto della città, il luogo simbolo della lotta alla mafia. Macchiato dal sangue di un uomo che denunciò, insieme ai suoi carusi, la presenza della mafia a Catania. Un uomo che per aver detto questa verità fu ucciso dal clan Santapaola, esecutore materiale. Continua la lettura di Mille passi con Giuseppe Fava

A Catania avanza il degrado della giunta Bianco

La presenza di noti pregiudicati indiziati di numerosi reati, e tra questi quello più’ grave di associazione per associazione a delinquere di stampo mafioso, nella gestione comunale delle spiagge e dei solarium catanesi, non può’ essere rimossa ne’ de rubricata. A Catania siamo ad un ulteriore passaggio del degrado che caratterizza la Giunta guidata da Enzo Bianco. Al succedersi imperterrito della narrazione propagandistica sulle magnifiche sorti progressive della rinascita e di una nuova stagione di sviluppo e di successi della Milano del Sud, fa da contraltare la condizione materiale di squallore della vita urbana, il disastro dei trasporti pubblici e della pulizia delle strade. Per sopperire ad una verticale caduta del consenso, si ricorre al rilancio delle peggiori pratiche clientelari e ci si accompagna alla frequentazione, elettoralmente fruttuosa, di personaggi quantomeno ambigui e della zona grigia. Siamo al fallimento, oltre che sociale ed economico, soprattutto morale di quelle politiche liberiste di cui il Pd e’ il principale interprete in Italia e in Sicilia, qui nella versione grottesca della rivoluzione crocettiana. Invece che a privatizzazioni ed esternalizzazioni dei servizi collettivi, sulle quali le mafie e le imprese parassitarie si stanno ingrassando,occorre tornare alla gestione pubblica e controllata dal basso dei beni comuni. Contro tanta arroganza occorre un sussulto democratico di quanti hanno a cuore la democrazia, l’interesse generale, l’affermazione dei diritti universali, soprattutto di quelle realtà’ che operano contro la mafia e la borghesia mafiosa. Il silenzio reiterato proverebbe una subalterna oggettiva complicità’. Alle istituzioni di controllo della legalità’ corre l’obbligo del loro esercizio. Agli operatori dell’informazione la solidarietà’ piena, per la esposizione a cui si sottopongono.

Mimmo Cosentino,

segretario regionale del Prc Sicilia