Archivi tag: mezzogiorno

Il Mezzogiorno e la crisi: piano di lavoro e proposte di Rifondazione comunista

Si è svolta ieri nella sede della Direzione nazionale una riunione sulle questioni del Mezzogiorno, organizzata dal dipartimento Economia. All’incontro, alla presenza di rappresentanti delle federazioni e dei dipartimenti nazionali, hanno partecipato con specifiche relazioni anche gli economisti Emiliano Brancaccio dell’università del Sannio e Riccardo Realfonzo, attualmente assessore al bilancio del Comune di Napoli. Di fronte a una crisi strutturale e ‘costituente’, che sta colpendo profondamente gli strati sociali più deboli in particolare delle regioni del Sud, sentiamo l’esigenza di riavviare un intervento specifico di analisi e di proposta politica, ha affermato Augusto Rocchi nell’introduzione.

Le politiche della Bce e le manovre del governo Monti stanno determinando un vero e proprio massacro sociale: sono ripresi consistenti processi migratori soprattutto di giovani laureati verso le regioni del Nord e l’estero, la disoccupazione giovanile sfiora nel Mezzogiorno il 50%; la debolezza strutturale e l’assenza di interventi hanno effetti devastanti sui (rari) distretti industriali, l’aumento di accise sui prodotti petroliferi, la mancanza di politiche di sostegno da parte del governo e insensate politiche europee hanno messo in ginocchio settori quali l’agricoltura, la pesca, il turismo; politiche fiscali (vedi Equitalia) ‘forti coi deboli e deboli coi forti’ stanno comportando la chiusura di migliaia di piccole aziende. Assistiamo a vere e proprie rivolte in regioni come la Sardegna, le proteste degli autotrasportatori hanno bloccato per giorni intere regioni; operai, pastori e contadini protestano tutti i giorni sotto le sedi regionali, il movimento dei “forconi” in Sicilia, denotano un quadro sociale di grande sofferenza. Se la sinistra non riesce a essere parte attiva in tutte queste mobilitazioni e contemporaneamente a fornire proposte di uscita ‘da sinistra’ dalla crisi, il rischio dell’avanzare delle destre populiste, parallelamente alla crescita di quelle tecnocratiche che sostengono Monti, può determinare pericolose svolte regressive e autoritarie.

E’ urgente avviare un lavoro specifico del partito su due piani di intervento, elaborando da un lato una piattaforma politica sulle questioni del Meridione, dall’altro mettendo in campo una mobilitazione di massa.Un percorso di costruzione delle proposte e delle iniziative politiche  in cui – a livello territoriale e centrale – dobbiamo avere grande capacità di ricerca e di apertura, per essere in grado di interloquire con intellettuali, movimenti di massa e tutte le soggettività della sinistra di alternativa. Va ripensata l’idea stessa di sviluppo del Mezzogiorno, non basata sui megaprogetti quali il Ponte sullo Stretto ecc. ma su nodi programmatici come la riconversione ecologica ambientale, la ripresa della piattaforma sui servizi pubblici e sui beni comuni emersa nella recente assemblea di Napoli, sviluppando gli assi strategici dell’agricoltura (che ha pagato le conseguenze di politiche distorte da parte dell’Unione europea) con una migliore valorizzazione delle produzioni locali e del turismo connesso allo sviluppo della produzione culturale e artistica, utilizzando maggiormente anche i fondi europei.

L’obiettivo finale che ci proponiamo è arrivare alla proposta di un grande piano immediato per l’occupazione giovanile del Sud, definendo contestualmente gli strumenti di riqualificazione di una programmazione pubblica. E parallelamente proponiamo una tassa patrimoniale in grado di garantire risorse a una forma di reddito sociale, non strumento assistenziale ma di sostegno ai periodi di assenza di lavoro. Dobbiamo dotarci rapidamente dello strumento di un questionario di inchiesta che consenta di costruire sui territori iniziative politiche di massa sempre interloquendo con movimenti, comitati, associazioni, sindacati, riuscendo a coinvolgere tutte le soggettività della sinistra.

Queste le proposte di intervento, sulle quali nel corso della riunione si sono inserite le approfondite relazioni degli economisti e il dibattito delle compagne e dei compagni intervenuti.

Ora tutto questo lavoro proseguirà articolandosi a livello territoriale e con gruppi di lavoro specifici.

Della riunione è disponibile la registrazione video, disponibile al link

http://www.youtube.com/playlist?list=PL1725CF9EBF441297&feature=plcp

o visibile qui. (i vari video vanno avanti automaticamente)

http://www.youtube.com/direzioneprc

l’intervento del compagno Cosentino  (resp organizzazione regionale) è il primo della playlist creata dal dip comunicazione nazionale, sopra inserita. Inseriamo separatamente per facilitarne la visione l’intervento del segretario regionale, Antonio Marotta.

Occupazione a terra Mezzogiorno in coma

Il governo presenta una finanziaria finta, che attende le risorse dallo «scudo fiscale» allargato a dismisura. Nemmeno una parola sul dramma che sta oggi vivendo il mondo del lavoro, con centinaia di migliaia di posti persi

Mentre presìdi, accampamenti e cortei attraversano le strade del paese, soltanto l’Istat riesce per ora a restituire un quadro unitario del fenomeno quantificando le perdite occupazionali causate dalla crisi. Ben poche iniziative generali, invece, sia sul fronte sindacale che su quello politico. Fanno eccezione solo lo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla Fiom-Cgil per il 9 ottobre, la manifestazione nazionale – autoconvocata – dei precari della scuola e lo sciopero generale indetto per il 23 dal «patto di base» (RdB-Cub, Cobas, Sdl). Continua la lettura di Occupazione a terra Mezzogiorno in coma

Gabbie salariali e gabbie profittuali

operai1di Marco Sferini su Lanterne rosse.it del 13/08/2009

Gabbie, recinti, reclusioni. Di persone, di diritti e anche di salari. La proposta della Lega Nord di un ritorno al regime della differenziazione del salario tra Nord e Sud del Paese non è una semplice uscita estiva, una provocazione interna o meno alla maggioranza di governo. E’ la formulazione di una precisa richiesta che sottende le indicazioni dei padroncini del Nord Est, fratelli a volte separati di Confindustria (che infatti respinge la proposta leghista) e di un modello lavorativo legato ai territori piuttosto che alle economie che governano il mondo del lavoro in chiave globale e sull’onda dei mercati finanziari. Non c’è nulla di innovativo nelle “gabbie salariali”, c’è un ritorno al passato, ad una qualificazione del lavoro come variabile dipendente dalle condizioni sociali ed economiche del territorio in cui si vive. Continua la lettura di Gabbie salariali e gabbie profittuali

SALARI – FERRERO: “PROBLEMA E’ AUMENTARLI, GABBIE AIUTANO A TENERLI BASSI”

Dichiarazione di Paolo Ferrero, Segretario nazionale PRC-SE

“Il problema dell’Italia è il livello dei salari, che nel corso degli ultimi anni sono diventati tra i più bassi di tutta Euorpa. La risposta ai problemi del Mezzogiorno e del paese è aumentare davvero i salari in modo generalizzato, e non stabilire ulteriori sperequazioni tra nord e sud dell’Italia, che avrebbero il solo effetto di aiutare le imprese a tenere più bassi i salari.”.

Fas, una foglia di fico su politiche disastrose

clip_image001Dichiarazione di Luca Cangemi, Segretario regionale siciliano PRC

L’assegnazione alla Sicilia di fondi di dubbia utilizzabilità e comunque già previsti, rappresenta un abile trucco politico e contabile, sulla falsariga di quanto Tremonti ha già fatto con i cosiddetti stanziamenti anticrisi.
Si prova così a distrarre l’attenzione dai disastrosi effetti che le politiche del governo, stanno avendo sulla Sicilia. Effetti strutturali che riguardano tutti gli aspetti fondamentali della società siciliana dallo smantellamento dell’apparato industriale  al disastro del sistema formativo, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, alla devastazione del territorio. Continua la lettura di Fas, una foglia di fico su politiche disastrose