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Si è dimesso Lombardo. Ferrero (Prc): Troppo tardi, ora si volti pagina con unità della sinistra

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, si è dimesso. Nell’ufficializzare le sue dimissioni, annunciate da settimane, davanti al parlamento siciliano, Raffaele Lombardo ha informato che la Sicilia andrà al voto il 28 e 29 ottobre.

Nel suo discorso Lombardo ha fatto riferimento alle polemiche sul rischio default della Sicilia parlando di “tattica politico-mediatica disonesta e criminale” che ha “infangato” la Regione a livello internazionale. “La mia è una scelta lucida e ragionata, mi auguro che si possa aprire nuova fase governata da uomini liberi e non intruppati che lavorino contro l’ascarismo e il trasformismo”, ha dichiarato Lombardo. “Lascio la presidenza e qualsiasi carica politica senza rimpianti e con orgoglio”, ha aggiunto.

Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, parla di mossa tardiva e auspica una forte discontinuità con il passato: “Le dimissioni di Lombardo, arrivate comunque troppo tardi, segnano la fine di una delle esperienza più tragiche dei governi regionali, forse solo dopo quella di Cuffaro, basata su clientelismo, incapacità amministrativa, spreco di risorse e attraversata da indagini per voto di scambio. Ora occorre voltare decisamente pagina in Sicilia e costruire un’alternativa, in discontinuità col passato, che veda insieme le forze della sinistra, i movimenti, gli ambientalisti , con un programma partecipato: a partire dall’esperienza di Palermo conclude- è necessario e auspicabile unire le forze per una nuova primavera siciliana”.

Quando la Lega Nord era alleata di Lombardo e finanziava il Movimento per l'Autonomia

Eccoli lì i soliti leghisti, ora di nuovo sedicenti duri dopo il congresso che ha incoronato Roberto Maroni. Duri soprattutto con Raffaele Lombardo, Presidente (dimissionario) della Regione Sicilia, inquisito per mafia e indaffarato in un braccio di ferro con il Presidente del Consiglio, Mario Monti, per non far collassare i conti della Sicilia. Duri con un Governo che concede 500 milioni di euro all’isola per ringalluzzire le casse pubbliche e assicurare stipendi e servizi.

Raffaele Lombardo è l’emblema della politica fatta di clientele, voti di scambio e rapporti trasversali: dal Partito Democratico a Cosa Nostra. Il Movimento per l’Autonomia è il Partito di quei patronati nei quali i diritti si trasformano in favori e i favori si trasformano in voti, il Partito delle raccomandazioni per qualunque posto di lavoro, dal primario dell’ospedale al direttore dell’ASL, dal preside della scuola all’infermiere o al bidello. È il Partito degli appalti agli amici degli amici, dei bandi truccati, della corruzione e dell’abuso d’ufficio. È il Partito dei posti di lavoro a tempo determinato con i contratti da rinnovare solo in concomitanza con qualche elezione. Movimento per l’Autonomia e Raffaele Lombardo sono gli artefici, più spudorati dei precedenti Cuffaro e Nicolosi, del disastro economico e sociale della Regione Sicilia e nessuno dotato di buon senso può tentare di assolverli.

Certo però che proprio la Lega Nord non può permettersi di attaccare né Raffaele Lombardo né il Movimento per l’Autonomia. Nel 2006 la Lega del “prima il Nord”, per le elezioni politiche, ha infatti presentato le proprie liste accostando il proprio simbolo proprio a quello del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. Un unico contrassegno che rappresentava entrambi i partiti: Alberto da Giussano sopra e la colomba autonomista sotto. La Lega che oggi attacca giustamente Lombardo perché massimo esempio di mala amministrazione sembra essersi dimenticata delle vecchie alleanze come sembra essersi dimenticata, proprio mentre critica il versamento di 500 milioni di euro nelle casse della Regione Sicilia, che nel 2007 ha versato al Movimento per l’Autonomia 387 mila euro e nel 2008 ben 292 mila euro.

Insomma il tanto coerente Gianluca Pini che dichiara che “Raffaele Lombardo è senza vergogna” e che se dovesse andare al nord “gli darebbe lui ciò che si merita, a suon di sberle” dovrebbe mostrare un po’ di riconoscenza a quel Movimento per l’Autonomia che ha contribuito a farlo eleggere deputato nel 2006 e la Lega Nord dovrebbe tentare la via del silenzio quando critica i finanziamenti alla Sicilia dopo aver finanziato il Partito che ha portato al disastro economico la seconda regione italiana.

Che l’opposizione la lascino fare a chi non si è mai sporcato le mani e Raffaele Lombardo lo ha sempre contestato e combattuto, senza mai stringerci alleanze o finanziargli il Partito.

Matteo Iannitti – Esecutivo Nazionale Giovani Comuniste/i, Rifondazione Comunista Sicilia

Lombardo, indisturbato, prosegue nelle nomine, Marotta (Prc): "Operazione di potere insopportabile. Mancata sfiducia ha ridato fiato al governatore"

“Raffaele Lombardo ha ancora una volta superato il colmo continuando indisturbato nell’inaccettabile occupazione sistematica dei posti chiave della macchina regionale, con ulteriori nomine di uomini vicini all’MPA, tutto senza che si registri alcuna opposizione visibile e credibile all’Ars”.
Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista. “Un’operazione di potere insopportabile, che anticipa la norma, ormai svuotata – aggiunge – del blocca-incarichi in votazione alla Regione, e le stesse dimissioni del Presidente, e che svela la vera natura post-democristiana di questo governo. In nessuna moderna democrazia un presidente così ampiamente delegittimato dai siciliani e per di più dimissionario può operare in questo modo. Gravissima diviene in questo contesto la decisione presa dal PD all’Ars di non calendarizzare la mozione di sfiducia a Lombardo, mossa che ha ridato fiato e vitalità ad un ormai di fatto decaduto Governatore”.

Lombardo, indisturbato, prosegue nelle nomine, Marotta (Prc): "Operazione di potere insopportabile. Mancata sfiducia ha ridato fiato al governatore"

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Lo dice Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista. “Un’operazione di potere insopportabile, che anticipa la norma, ormai svuotata – aggiunge – del blocca-incarichi in votazione alla Regione, e le stesse dimissioni del Presidente, e che svela la vera natura post-democristiana di questo governo. In nessuna moderna democrazia un presidente così ampiamente delegittimato dai siciliani e per di più dimissionario può operare in questo modo. Gravissima diviene in questo contesto la decisione presa dal PD all’Ars di non calendarizzare la mozione di sfiducia a Lombardo, mossa che ha ridato fiato e vitalità ad un ormai di fatto decaduto Governatore”.