Archivi tag: MUOS

Prc Sicilia: soddisfazione per sequestro Muos, necessario adesso mobilitazione sino al suo effettivo smantellamento

Il sequestro della base satellitare Muos di Niscemi, su disposizione della Procura di Caltagirone, segna un ulteriore successo della mobilitazione pacifista e ambientalista contro la militarizzazione della Sicilia. Viene in questo modo sanzionata l’illegalità reiterata dei lavori, continuati sotto la tutela del governo Renzi-Alfano nonostante la sospensiva disposta dal Tar. Adesso la mobilitazione deve proseguire fino allo smantellamento totale del sistema radaristico, per la smilitarizzazione della Sicilia, a partire da Sigonella.
Occorre restituire i territori e i loro beni alle popolazioni e alla promozione della loro fruizione sociale e naturale. La battaglia per fare della Sicilia e del Mediterraneo spazi pubblici di pace, accoglienza dei profughi e dei migranti, di cooperazione tra i popoli, continua. Rifondazione comunista Sicilia partecipa e invita a partecipare alla manifestazione No Muos del 4 Aprile a Niscemi.

Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia

Cangemi (PRC): Le larghe intese approvano il MUOS, vergogna!

Il voto al Senato con cui maggioranza di governo e PdL hanno approvato l’installazione del Muos a Niscemi rappresenta un’ autentica vergogna. La maggioranza delle larghe intese, da Renzi a Berlusconi si dimostra compatta nello schierarsi frontalmente contro la pace, la Costituzione, la salute dei cittadini e nel confermare l’ossequio alle volontà delle oligarchie politico militari degli Stati Uniti. Adesso la parola deve tornare alla mobilitazione popolare: riempiamo ancora una volta le piazze della Sicilia e dell’Italia con le bandiere No Muos.

Luca Cangemi, Direzione Nazione Partito della Rifondazione Comunista

No Muos, denunciati in 20 per "invasione di base militare". Molti dirigenti Prc Messina

Denunciati per invasione di base militare. Per il codice penale è un reato di un certo peso. Ma la ventina di compagni di Messina, di cui ben cinque del Prc, che nell’agosto del 2013 stavano al Muos di Niscemi non volevano invadere proprio un bel niente, ma solo manifestare contro questa oscenità. E a manifestare non erano solo loro. Ad opporsi alle “antenne della morte” erano in diecimila. Gli investigatori hanno fatto una certosina opera di identificazione attraverso i video. E alla fine sono partite le denunce, recapitate qualche giorno fa.
Sulla vicenda c’è la solidarietà del Prc di Messina. “Massima solidarietà ai molti attivisti NO MUOS siciliani che in questi giorni hanno ricevuto il “gentile” invito a comparire presso gli uffici della DIGOS delle diverse città della regione per comunicazioni riguardanti la Prefetura di Caltanisetta per i fatti del 09 agosto 2013”, si legge nel comunicato.
“Il prato della base militare, il 09 agosto scorso, è tornato ad essere dei siciliani – continua il comunicato – che hanno deciso di lottare, non solo per loro ma anche in nome delle generazioni future, contro una nuova forma di colonialismo e di non piegarsi di fronte alla militarizzazione del territorio”.
“Siamo totalmente certi che gli avvisi di garanzia, che riteniamo un gesto politico di intimidazione – conclude il Prc – non fermeranno certamente il movimento NO MUOS.
Solidarietà a tutti i compagn* siciliani indagati e a coloro, in ogni parte d’Italia, vengono colpiti dalla repressione per la loro opposizione all’attuale sistema dominante. NO MUOS fino alla vittoria”.
Solidarietà anche da Eleonora Forenza, candidata nelle liste “Altra Europea”, nel Sud. “Non possono pensare di risolvere la questione del Muos a colpi di denunce – sottolinea Forenza – quella è una battaglia di un popolo. In piazza ogni volta ci sono le donne con i bambini. Ciò che si sta attuando con queste denunce sono atti di pura repressione e intimidazione”.

No Muos, denunciati in 20 per "invasione di base militare". Molti dirigenti Prc Messina

Denunciati per invasione di base militare. Per il codice penale è un reato di un certo peso. Ma la ventina di compagni di Messina, di cui ben cinque del Prc, che nell’agosto del 2013 stavano al Muos di Niscemi non volevano invadere proprio un bel niente, ma solo manifestare contro questa oscenità. E a manifestare non erano solo loro. Ad opporsi alle “antenne della morte” erano in diecimila. Gli investigatori hanno fatto una certosina opera di identificazione attraverso i video. E alla fine sono partite le denunce, recapitate qualche giorno fa.
Sulla vicenda c’è la solidarietà del Prc di Messina. “Massima solidarietà ai molti attivisti NO MUOS siciliani che in questi giorni hanno ricevuto il “gentile” invito a comparire presso gli uffici della DIGOS delle diverse città della regione per comunicazioni riguardanti la Prefetura di Caltanisetta per i fatti del 09 agosto 2013”, si legge nel comunicato.
“Il prato della base militare, il 09 agosto scorso, è tornato ad essere dei siciliani – continua il comunicato – che hanno deciso di lottare, non solo per loro ma anche in nome delle generazioni future, contro una nuova forma di colonialismo e di non piegarsi di fronte alla militarizzazione del territorio”.
“Siamo totalmente certi che gli avvisi di garanzia, che riteniamo un gesto politico di intimidazione – conclude il Prc – non fermeranno certamente il movimento NO MUOS.
Solidarietà a tutti i compagn* siciliani indagati e a coloro, in ogni parte d’Italia, vengono colpiti dalla repressione per la loro opposizione all’attuale sistema dominante. NO MUOS fino alla vittoria”.
Solidarietà anche da Eleonora Forenza, candidata nelle liste “Altra Europea”, nel Sud. “Non possono pensare di risolvere la questione del Muos a colpi di denunce – sottolinea Forenza – quella è una battaglia di un popolo. In piazza ogni volta ci sono le donne con i bambini. Ciò che si sta attuando con queste denunce sono atti di pura repressione e intimidazione”.

Pace, ambiente e lotta alle mafie: intervista ad Antonio Mazzeo

L’esclusione della sinistra radicale dal parlamento italiano, l’ascesa del Movimento 5 Stelle, le spaccature all’interno del centro-destra e l’insediamento del Governo Renzi, sono elementi che fanno mutare di fatto quegli equilibri politici che hanno caratterizzato la vita politica del nostro paese negli ultimi vent’anni.

In questo contesto convulso, con la lista “L’Altra Europa” la sinistra prova a fare quadrato sulla figura del greco Alexis Tsipras, raccogliendo le diverse esperienze dei movimenti auto organizzati che in questi anni hanno animato le proteste in difesa dell’ambiente e della pace. Dalla lotta contro il MUOS a quella contro la TAV, all’interno di questo progetto politico la critica alla logica delle grandi opere trova spazio attraverso le candidature di figure come quella di Antonio Mazzeo, voce autorevole del Movimento NO MUOS, giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente e della lotta alle criminalità mafiose e autore di diversi saggi sui conflitti nell’area mediterranea.

1) In un quadro di divisioni e spaccature la lista “L’Altra Europa con Tsipras” abbozza prove tecniche di unità a sinistra, nonostante tutte le difficoltà e le contraddizioni del caso. Lavoro, diritti e lotta all’austerità; quali prospettive per la sinistra di alternativa nell’Italia e nell’Europa che si appresta ad andare al voto?

Le difficoltà ci sono ed è palese; la sinistra che in questi anni si è opposta ai processi neoliberisti – soprattutto nel nostro paese – ha subito sconfitte e divisioni che l’hanno logorata. Al netto di ciò, di fronte alle riforme strutturali varate dalla Troika che investiranno le categorie sociali più svantaggiate di tutte le popolazioni europee, diventa doveroso aprire un processo che abbia come punto di riferimento il percorso politico, culturale ed organizzativo che ha visto la formazione di Syriza in Grecia. Proprio nel paese più colpito dalle imposizioni draconiane della Banca Centrale Europea, la sinistra è diventata punto di riferimento delle categorie sociali più colpite dalle politiche di austerità. In questo senso credo che Syriza non debba essere solo un punto di riferimento simbolico, ma che i contenuti anti-liberisti che hanno contraddistinto quell’esperienza politica dovranno caratterizzare il nostro percorso. Alla luce della drammaticità del quadro politico ed economico, è nostro compito dar vita ad un progetto in grado di rappresentare una seria alternativa alle politiche di austerità, come i piani di privatizzazioni selvagge e di smantellamento del welfare al vaglio del Governo Renzi.

2) Conclusa l’esperienza del secondo Governo Prodi, le sensibilità politiche collocate a sinistra del Partito Democratico hanno avviato una fase caratterizzata da scontri e da fallimentari tentativi di costruzione di uno spazio politico comune. Dalla Federazione della Sinistra ai disastrosi tentativi di unità quantomeno elettorale, il frammentato universo della cosiddetta sinistra diffusa ritenta oggi il cammino unitario attraverso l’esperienza della Lista Tsipras. Ma nonostante gli auspici del leader di Syriza (“E’ di sinistra tutto ciò che unisce non ciò che divide”), il cammino per l’unità anche questa volta risulta tutt’altro che in discesa; secondo il suo punto di vista, può questa lista contribuire alla costruzione di uno spazio politico a sinistra del PD la cui esistenza non sia limitata all’appuntamento elettorale?

Se non fosse così e la prospettiva non fosse quella di utilizzare questo palcoscenico elettorale per tentare di avviare un processo di ricostruzione sia politico che contenutistico, sarebbe un tentativo inutile, l’ennesima occasione sprecata da parte della sinistra antagonista. Non parlerei di ultima spiaggia ma il fallimento di questo percorso vedrebbe crollare la possibilità di ricostruire uno spazio politico dal basso. L’esperienza della Lista Tsipras non può essere minimizzata ponendola come una mera sommatoria dei soggetti che sostengono questo percorso, ma l’auspicio è quello di rimettere in gioco tutte quelle soggettività e quei movimenti sociali che si stanno ponendo nei territori rispetto ad alcuni processi neoliberisti, penso alle proteste contro le delocalizzazioni delle fabbriche e la costruzione delle grandi opere come la Tav e il MUOS. In tal senso la straordinaria vicenda di Messina può rappresentare un modello; un’esperienza nata dal basso, sulle ceneri del movimento No Ponte e che ha portato all’elezione di un sindaco antimilitarista, pacifista e non violento attraverso la collaborazione di un’area molto vasta della sinistra antagonista da Rifondazione Comunista ai movimenti ambientalisti passando per l’adesione di comuni cittadini. La riproposizione sul piano nazionale di quell’esperienza, anche attraverso l’occasione della lista Tsipras, può dare risposte concrete di ricostruzione di uno spazio politico comune le cui differenze di chi vi aderisce vengono rispettate; in questa fase non si deve puntare alla costruzione di un partito unico ma ad un fronte ampio dove le diversità vengano riconosciute ma che di fatto ci si unisce perché il progetto centrale è quello di rimettere in discussione il modello neoliberista.

Continua su Ilbecco.it